[gmw_results]
July | 2013 | Italiani in Giro, Italiani all'estero, Lavoro all'estero per Italiani

Stai visitando l'archivio per 2013 July.

Costo della Vita: Edimburgo vs. Milano

July 31, 2013 in Europa, Regno Unito

Chi e’ piu’ cara la Scozia o l’Italia?

Grazie al servizio messo a disposizione gratuitamente dal sito Numbeo, abbiamo confrontato il costo della vita ad Edimburgo con quello di Milano.

Distinguiamo quindi i dati che abbiamo raccolto in alcune categorie che evidenziano le differenze tra le due realtà.

 

RISTORANTI: I dati emersi riportano differenze evidenti ma in diverse direzioni. Se infatti a Edimburgo costa di più un pranzo in un ristorante conveniente (21.15€ contro i 15.50€ di Milano) e, come sempre avviene all’estero, un cappuccino (ben 2.46€!), a Milano costa di più mangiare al fast-food (7€ contro 6.09€) e bere qualsiasi tipo di bevanda non calda (birra locale, acqua e bibite).

 

SPESA:  Sono pochi i prodotti che costano meno in Scozia. Tra questi troviamo il latte (97cents al litro), il pane fresco e il riso (1.87€, il 15% in meno di Milano). Anche il formaggio costa meno a Edimburgo, circa 8€ contro i 10€ del capoluogo lombardo. In Italia, d’altra parte, costano meno le uova, la carne, tutti i tipi di verdura e frutta fresca (probabilmente per motivi di importazione), l’acqua, il vino e la birra (che acquistata al superemercato in Scozia costa più di 6 € al litro…. ma fuori è pieno di pubs!).

 

SIGARETTE: Brutte notizie per chi ha “il vizio”. A Edimburgo il prezzo medio di un pacchetto di sigarette da 20 è di 9.19€! Circa l’83% in più di quello che pagheremmo in Italia. Se siete fumatori e vi recate in Scozia solo per un breve periodo il consiglio è di portarvi una piccola scorta… o di cogliere l’occasione per fumare un po’ meno!

 

TRASPORTI: I mezzi pubblici costano di più a Edimburgo, dove si può pagare fino al doppio di ciò che si pagherebbe a Milano per un abbonamento mensile. D’altro canto il taxi scozzese è conveniente, in quanto la tariffa base è inferiore del 35% a quella italiana. Per gli automonilisti, la benzina in Scozia costa meno, circa 1.68€ al litro!

 

INTERNET E TELEFONO: 1 minuto di telefonata locale dal cellulare costa meno ad Edimburgo, 14 centesimi contro i 17 di Milano. Anche per quanto riguarda le comunicazioni online la Scozia conviene, gli abbonamenti internet costano circa il 25% in meno!

 

PALESTRE: A Edimburgo tenersi in forma conviene! 55.36€ per un mese di fitness club, decisamente meglio degli elitari 70€ che sono richiesti a Milano.

 

ABBIGLIAMENTO: La capitale italiana della moda ha i suoi effetti negativi sui prezzi dell’abbigliamento di marca: jeans e scarpe costano circa il 22% in più sotto la Madonnina. Ma ad Edimburgo i vestiti in vendita nelle catene low cost sono meno economici del 45%. In sostanza, in Scozia conviene vestirsi bene!

 

AFFITTI E BOLLETTE: Le bollette di gas, luce, rifiuti e acqua costano di più in Scozia, con circa il 40% di differenza. D’altra parte gli affitti costano notevolmente meno che a Milano. In pieno centro l’affitto di un appartamento con una stanza da letto si aggira intorno ai 746€ mensili, 560€ in periferia. Naturalmente se l’appartamento accoglie più persone i prezzi si abbassano! Ad ogni modo, esiste uno scarto di circa il 20% nei costi di affitto a favore di Edimburgo. Anche comprare casa costa notevolmente meno in Scozia (44% in meno per un appartamento in centro città)!

 

STIPENDI MEDI: A Edimburgo si guadagna di più. È un dato di fatto, il salario medio è 2672€ netti al mese contro i 1840€ di Milano.

 

Il costo della vita ad Edimburgo è in genere più alto di quello che avremmo in Italia.

Lo si può notare in particolare dai dati sulla spesa alimentare, sui trasporti e sulle bollette.

Al tempo stesso però, il potere d’acquisto è decisamente bilanciato dalla consistenza dei salari e dalla convenienza degli affitti.

Per questo motivo per il portafogli di chi trova lavoro in Scozia l’impatto con la nuova realtà solitamente non è così tragico! :)

 

Luca Cattaneo

Articolo tratto da  www.italianiedimburgo.com

 


Lavorare a Cork: ecco in quali settori

July 31, 2013 in Europa, Irlanda

Cork sta cercando senza dubbio di tenere il passo, a livello economico della sua “rivale” Dublino.

Non a caso proprio a Cork hanno sede alcuni tra i più importanti costumer services (i nostri “call-center”) d’Europa, per esempio quello di Amazon, aperto all’interno del Cork Airport Business Park nel 2010. Molti di essi ricercano personale di madrelingua non inglese: ecco uno dei motivi della massiccia presenza di lavoratori italiani, francesi e spagnoli da queste parti!

Tra i settori trainanti dell’industria corkoniana possiamo senza dubbio annoverare quello farmaceutico, con l’americana Pfizer e la svizzera Novartis (produttrice, tra le altre, di Voltaren e Ritalin) in prima linea. Una curiosità: il prodotto di punta dell’industria farmaceutica a Cork è… il Viagra! :D

Ma Cork è famosa anche per essere una fonte inesauribile di opportunità di lavoro per gli informatici, gli “IT” (da leggersi rigorosamente in inglese: “ai-ti”!). Proprio da queste parti hanno sede ben tre multinazionali del settore: la Logitech, la EMC e la Apple!

Cork è anche un punto chiave nel sistema dei trasporti in Irlanda. Si trova infatti qui il porto che collega l’isola al continente europeo (in particolare ala Francia), nonché il capolinea della ferrovia che collega il sud con Dublino e Belfast. Perciò un altro settore economico da considerare nella nostra trattazione è senz’altro quello dell’import-export.

Infine, come non citare la produzione di alcoolici, che lungo le sponde del Lee può vantare nomi di spicco come le birre Heineken, Beamish e Murphy’s, nonché il whiskey Jameson (il più diffuso Irish whiskey nel mondo), che viene prodotto nella vicina Midleton .

Luca Cattaneo

Articolo tratto dal blog  www.italianicork.com


Call Centre in Irlanda: l’esperienza di lavoro di Damiano

July 31, 2013 in Europa, Irlanda, Storie di Italiani in Giro

Damiano vive a Dublino dallo scorso Febbraio 2013.

E’ un ragazzo italiano di 30 anni proveniente da Civitavecchia, in provincia di Roma e ha una Laurea Specialistica in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo.  In Italia lavorava come giornalista (ultra precario, sottolinea lui stesso).

Da poco tempo ha trovato un nuovo impiego a Dublino presso il dipartimento di assistenza clienti per un’importante multinazionale di internet.

Ecco la sua esperienza e i suoi consigli.

  • Ciao Damiano, quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a dare una “svolta irlandese” alla tua carriera?

Credo di aver avuto motivazioni molto simili a quelle di altri italiani arrivati qui prima di me. Dopo 10 anni da giornalista precario in un importante quotidiano, senza contratti veri, stipendi degni di tale nome ecc… ho deciso di mettere un punto. Lo scorso anno sono stato in Irlanda per un paio di mesi. Ho frequentato un corso di Business English ma nel frattempo mandavo CV. Quando ho toccato con mano la possibilità di trovare un lavoro “vero” ho deciso di mettere i soldi da parte e tornare qui per un tempo più lungo e cercare di iniziare una nuova carriera. Fortunatamente ci sono riuscito. Devo dire che quando penso ai molti colleghi giornalisti precari che sono ancora in Italia penso allo spreco di energie del nostro paese. Molti di loro meriterebbero di lavorare in condizioni umane ma il mondo dell’editoria purtroppo è un giungla dove agli editori è permesso fare di tutto senza alcun ritegno.

  • Ci puoi raccontare in che cosa consiste il tuo lavoro?

Mi occupo dell’assistenza clienti del mercato italiano per una importante multinazionale del settore IT. Si tratta di aiutarli a capire meglio come ottimizzare le loro campagne pubblicitarie e le loro strategie di marketing online.

  • Come sei riuscito a cogliere questa opportunità? Quali metodi hai usato nella tua ricerca di un nuovo impiego e quali ritieni i più efficaci?

Quando l’ho detto ai miei amici italiani non ci volevano credere. Ho semplicemente mandato un CV rispondendo ad un annuncio trovato online.

Era lunedì, dopo 30 minuti mi hanno chiamato per fissare il colloquio per mercoledì. Fatto il colloquio il giovedì mi hanno comunicato che avevo superato la prova e che dovevo presentarmi lì il giorno successivo per un test pratico. Il lunedì successivo mi hanno comunicato che ero stato assunto. Assurdo. Non solo, sempre quel lunedì ho ricevuto un’altra offerta per un altro colloquio che avevo fatto. Avevo ottenuto anche quel posto ed ho potuto addirittura scegliere che tipo di lavoro fare. In Italia sarebbe impossibile.
Il metodo è stato solo uno: spedire, spedire, spedire CV. Sarà banale però ha funzionato. Se hai un curriculum ben tradotto in inglese e una lettera di presentazione efficace qui ti chiamano. Ho fatto più colloqui a Dublino da febbraio che in Italia in 10 anni. Non è il paese dei balocchi e non dirò che è “facilissimo” trovare lavoro. Però se parli un’altra lingua e hai un buon inglese hai ottime opportunità.

  • Avevi precedenti esperienze nel settore del Costumer Service? E quanto pesa la conoscenza dell’inglese per battere la concorrenza degli altri candidati?

Non esattamente. In uno degli ultimi lavori che ho fatto (di solo giornalismo, come detto, non si vive) ho avuto esperienze di contatto con i clienti ma non così. Anche se il mio lavoro è in Italiano l’Inglese lo devi sapere. Il colloquio sarà in Inglese così come i rapporti all’interno dell’ufficio. Ho affrontato un training di un mese con tanto di test e prova pratica. Ovviamente non erano in Italiano. Il livello deve essere buono ma non cadiamo nell’errore di pensare che se non sei perfettamente bilingue non puoi trasferirti in Irlanda. Non è affatto così.

  • Quali sono gli aspetti migliori di lavorare per una multinazionale a Dublino? E c’è invece qualcosa che cambieresti?

Imparare ogni giorno qualcosa di nuovo. Almeno nel mio campo c’è sempre qualcosa da scoprire e non c’è tempo per annoiarsi. Le tecnologie cambiano inesorabilmente e se non stai al passo non è facile. Però non parlo solamente dal punto di vista lavorativo. Lavorare con persone che provengono da tutto il mondo e che hanno stili di vita, idee e religioni diverse è uno stimolo costante ad aprirsi. Non hai scelta: o cresci o cresci. E posso assicurarvi che io, a 31 anni, mi sono reso conto di dover camminare ancora parecchio. Devo dire che, a parte il meteo, per ora non cambierei una virgola della mia esperienza qui.

  • Quanto tempo e quante risorse pensi sia necessario calcolare per un periodo di ricerca d’impiego in Irlanda?

Dipende da quali sono gli obiettivi che uno si prefissa prima di partire e anche dal livello di inglese. Se ti va bene qualsiasi tipo di lavoro credo che con tanta determinazione, e macinando chilometri, in un mese o poco più puoi trovare un lavoro che possa consentirti di restare qui per poi cercare altro. Però partire con “un gruzzolo” per attutire i primi tempi da disoccupato serve. Io sono venuto qui per trovare un lavoro che potesse in qualche modo coincidere con le mie esperienze e studi. Sono arrivato a Dublino il 4 febbraio e ho iniziato a lavorare il 22 aprile. Fatevi due conti…

  • Che consigli daresti ai tanti italiani che sognano di trasferirsi in Irlanda e trovare lavoro presso il Costumer Service di una compagnia multinazionale, come hai fatto tu?

Essere realisti. Di non farsi trascinare né dai facili entusiasmi (ripeto: non è l’El Dorado qui) ma neanche da visioni catastrofiche. Quel che sto provando sulla mia pelle è la consapevolezza che al di fuori dell’Italia esiste la possibilità di vivere una vita normale dal punto di vista lavorativo. Bisogna pensarci bene ma se quello che uno vuole è mettersi alla prova in un contesto del genere è un’esperienza che consiglierei a tutti. Ah dimenticavo un altro consiglio essenziale: non portatevi l’ombrello. È inutile. Il vostro migliore amico sarà… il cappuccio!

Luca Cattaneo

Articolo tratto dal blog  www.italianidublino.com

Lo Stipendio Minimo in Regno Unito

July 31, 2013 in Europa, Regno Unito

A Londra, come nel resto dell’UK, il salario minimo è previsto dalla legge, diversamente da quanto avviene in Italia dove ci si basa sulla “contrattazione tra le parti sociali“.

Lo stipendio minimo inglese si piazza al 9° posto nella classifica mondiale, precedendo Stati Uniti, Giappone e Spagna. Ai primi posti troviamo invece l’Australia, il Lussemburgo, la Francia e la vicina Irlanda, che possono vantare i migliori livelli di salario minimo nel mondo (nell’immagine alcuni esempi).

Il National Minimum Wage è in vigore dal 1999.

Ne hanno diritto tutti i lavoratori che:

  • hanno un regolare contratto d’impiego (scritto, orale o implicito)
  • siano dipendenti e non autonomi
Se il datore di lavoro fornisce un alloggio, il costo di quest’ultimo può essere dedotto dal salario minimo, fino a un massimo di £ 4,73 al giorno.

Anche gli stranieri ne hanno diritto e la durata della permanenza a Londra non è rilevante.

Ma a quanto ammonta questo stipendio minimo? Per calcolarlo ci si basa su diversi livelli.

Ecco i valori per ogni ora di lavoro:

  • £ 6,08 – per lavoratori di almeno 21 anni d’età
  • £ 4,98 – per lavoratori tra i 18 e i 20 anni
  • £ 3,68 – per i giovani lavoratori tra i 16 e i 17 anni
  • £ 2,60 – per gli “apprendisti”

Per ricevere il salario minimo in Regno Unito (a Londra e su tutto il territorio nazionale) non hanno importanza:

  • la frequenza della retribuzione (settimanale, mensile…)
  • la modalità del pagamento (in contanti, assegno, versamento bancario…)
  • le ore di lavoro (tempo pieno, part-time…)
  • il settore o gli introiti dell’azienda
  • le mance ricevute: non devono assolutamente essere incluse nel valore del salario!

Luca Cattaneo

 

Articolo tratto dal blog  www.italianilondra.net


Intervista al direttore di EazyCity: Enrico Zoppi

July 30, 2013 in Regno Unito

Intervista Enrico Zoppi – Direttore Gruppo EazyCity

Enrico è fondatore e direttore del gruppo EazyCity, che opera nel settore dell’accoglienza turistica e della formazione con diversi uffici a Londra (LondonEazy) e in Irlanda (EazyDublin e EazyCork). Il prossimo anno (2014) EazyCity prevede l’apertura di nuove sedi in Europa attraverso il franchising.

Nell’intervista Enrico racconta la sua lunga esperienza all’estero, iniziata 12 anni fa quasi per caso con uno stage a Dublino che sarebbe dovuto durare pochi mesi. Con la sua positività ed energia, determinato a portare avanti le proprie idee, Enrico ha trovato terreno fertile e porte aperte all’imprenditoria giovanile in Irlanda e UK.

Gli sarebbe stato possibile fare lo stesso in Italia? La sua opinione e i suoi interessanti consigli nei nostri due video.

Buona visione! :)

Intervista di Luca Cattaneo – Blogger