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October | 2013 | Italiani in Giro, Italiani all'estero, Lavoro all'estero per Italiani

Stai visitando l'archivio per 2013 October.

Tour presso la distilleria Jameson a Cork

October 30, 2013 in Europa, Irlanda

 

Se siete nella Rebel City irlandese Cork potreste godere dell’escursione alla distilleria “Jameson” a Midleton co. Cork.

Situata a soli 15 minuti dalla città di Cork , nel bellissimo villaggio di Midleton, potrete vedere come operano tutti macchinari della distilleria del celebre whiskey Jameson.

Le  guide vi condurranno attraverso la straordinaria storia del Jameson Irish Whiskey dal 18 ° secolo al 21 °, che vi permetteranno di visitare il magnifico cortile , dove è facile immaginare il trambusto dei tempi di raccolta passati , quando gli agricoltori locali  arrivavano ​​con i carri trainati da cavalli colmo di sacchi di grano pronti a vendere alla distilleria . Si puo’  anche ammirare la ruota idraulica gigante che, un tempo, alimentava tutti i macchinari della distilleria Jameson e che gira ancora oggi .

Dopo la visita riceverete un bicchiere di Jameson Whiskey in omaggio e potrete gustarlo in un’atmosfera completamente irlandese!

Cristiano Prudente

Potete visitare il sito per il tour


Lavoro in Ostello a Londra

October 30, 2013 in Offerte di lavoro per Italiani all'Estero

 

Job Description

Volete un lavoro che oltre allo stipendio vi offra l’alloggio? Avete mai pensato a lavorare in un ostello?

A busy language school is looking for a live-in hostel supervisor/chef. The candidate should have relevant experience and speak reasonable English.

Candidates must have previous kitchen experience in a busy and challenging environment. The successful candidate will be responsible for cooking a variety of European dishes, ensuring high quality of service and assist with other ad hoc duties.

Duties will also include checking students in and out of the hostel, taking care of building security, preparing andserving meals to the residents and school students and some cleaning.

Frequent overtime is possible and preference will be given to candidates with the ability to cook.

The position is offered on a full-time basis, 6 days/week, subject to successful completion of the probationary period.

It is a live-in position to start immediately.Please apply in writing, enclosing a cover letter, your current cv and details of your availability by e-mail to marketing@burlingtonschool.co.uk

- See more at: http://www.lavorouk.com/jobs/lavoro-in-ostello/#sthash.L5FzlhK7.dpuf

How to Apply

by e-mail to marketing@burlingtonschool.co.uk

Job details

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Vivere a Monaco di Baviera: la storia di Gianpaolo

October 29, 2013 in Europa, Germania, Storie di Italiani in Giro

 

Mi chiamo Gianpaolo Venafro e ad agosto ho compiuto 30 anni. Ho sempre vissuto e lavorato a Napoli, sebbene abbia maturato molto presto la convinzione e la voglia di lasciare l’Italia. Da marzo 2005 ad aprile 2013 ho lavorato nel settore del recupero crediti. Non sono laureato e ho un semplicissimo diploma di scuola superiore.

Ciao Gianpaolo, perche’ hai lasciato l’Italia?

 

Sono sempre stato intollerante a Napoli: a mio parere la città più bella del mondo, ma con i cittadini peggiori. Nessuna città ha l’offerta di Napoli: gastronomia, cultura, storia, mare. Eppure, viene rovinata da chi ci vive. Sarà maturità, sarà superbia, ma a Napoli mi sentivo in gabbia. Ben presto, però, ho capito che il problema non era la mia città, o il Sud, ma l’intera Italia. A differenza di tanti altri, io non do la colpa ai politici: non posso credere che qualche migliaio di persone possa rovinare un paese intero. Credo che l’Italia stia affondando soprattutto a causa degli italiani. Omertà, maleducazione, assenza totale di meritocrazia, nessun senso civico. Ho deciso di andare via a fine 2012. Ho scelto la Germania, perché la mia ragazza è laureata in lingue e già parlava tedesco, e Monaco, perché è la città più vicina allo stile di vita italiano, in quanto a calore umano e, anche, metereologico.

Da quanto tempo vivi a Monaco di Baviera e di cosa ti occupi?

Sono arrivato in città il 5 maggio 2013 e da allora mi occupo solo di imparare il tedesco. Le opportunità non mancano: decine di scuole a prezzi vantaggiosi offrono corsi intensivi; in pochi mesi si padroneggia un tedesco discreto, sufficiente per interagire nel quotidiano.

Parallelamente, sto lavorando ad un network, www.italianiamonaco.com , che si propone di aiutare chi ha intenzione di trasferirsi a Monaco, oltre ad offrire preziosi consigli ai turisti e agli italiani che già risiedono in Baviera.

Quali sono le principali differenze tra il governo italiano e quello tedesco?

Ho avuto a che fare col governo tedesco già la prima settimana: ho subito fatto l’anmeldung, la registrazione all’anagrafe. Dopo circa mezz’ora, avevo completato la pratica. Ho anche immatricolato l’auto qui in Germania, ho ricevuto certificato di proprietà e targhe in mezza giornata. La mia ragazza ha richiesto il casellario giudiziale al comune e dopo un paio di giorni è arrivato a casa, via posta.

Ho sviluppato questa teoria: in Italia fai una richiesta e dopo 30 giorni hai la risposta. In Germania fai una richiesta e il giorno dopo hai la risposta, però hai bisogno di 25 giorni per capire come fare il tutto!

La nota dolente, infatti, è la lingua: le istituzioni sono macchine rodate, veloci ed efficienti, ma c’è bisogno di informarsi prima sui giusti passi da fare.

Quanto e’ importante la conoscenza della lingua tedesca per comunicare e trovare lavoro?

La conoscenza del tedesco è, direi, fondamentale. Sì, è possibile trovare lavoro in un ristorante italiano o in una multinazionale in cui è richiesto l’inglese, ma è impensabile non imparare la lingua. Come si fa a vivere in un posto senza parlare? Al supermercato capiterà di dover chiedere dove si trovano le uova. All’Oktoberfest capiterà di dover chiedere dove sono i bagni. Sapere cosa vuol dire Zwiebel (cipolla), in un ristorante, potrebbe salvarvi la vita. E, come si evince dalla mia foto, il tedesco non è proprio facilissimo.

Quali sono i punti positivi e quelli negativi della vita in Germania?

Come già detto, la lingua è l’ostacolo maggiore per vivere in Germania. Senza ci si sente per forza di cosa spaesati, estranei. Gli altri due fattori negativi, riconosciuti dalla maggior parte degli stranieri in città, sono le condizioni climatiche e il cibo. Monaco, nonostante sia una delle città con più giorni di sole in Germania, d’inverno raggiunge anche i 20 gradi sottozero. Le nevicate spesso iniziano a novembre e terminano a marzo. Il cibo non aiuta: poca varietà e abitudini inusuali (un bel cappuccino dopo pranzo!) fanno storcere il naso.

I lati positivi sono, per fortuna, tantissimi: un sistema di trasporti pubblici tra i migliori al mondo. Di conseguenza, viene ridotto l’utilizzo dell’auto, preferendo mezzi alternativi, quali bici, skateboard, monopattini o pattini. L’efficienza, il rispetto e l’educazione, la professionalità sono caratteristiche che risultano evidenti sin da subito. Gli stipendi sono più alti e la tassazione più bassa. Gli spazi verdi sono numerosi e ben organizzati.

Che consiglio daresti ad un italiano che vuole trasferirsi a Monaco di Baviera?

Agli italiani desiderosi di trasferirsi a Monaco di Baviera consiglio di imparare prima il tedesco e di non fare troppo affidamento sulla ristorazione italiana, per quanto riguarda la ricerca di lavoro. Inoltre, sottolineo la difficoltà estrema nel trovare una sistemazione in città. Sembra che sia più difficile trovare casa che lavoro. È necessario considerare questo punto come il più importante.

La Germania non è il paese delle meraviglie: è necessario investire tempo e, soprattutto, soldi. Ma con caparbietà, costanza e determinazione i risultati arriveranno!

Cristiano Prudente


Datagate: Francia intercettata

October 25, 2013 in Europa, Francia

Secondo Le Monde, con un articolo co-firmato dal giornalista Glenn Greenwald,  l’agenzia americana di spionaggio Nsa ha intercettato  le comunicazioni telefoniche di oltre 70 milioni di cittadini francesi: dal 10 dicembre 2012 all’8 gennaio 2013.

Il ministro degli esteri francese Laurent Fabius ha dichiarato “Questo tipo di pratiche tra paesi alleati che si insinuano nella sfera privata è completamente inaccettabile. Dobbiamo fare in modo che queste attività terminino molto rapidamente”.

Per questo motivo la Francia ha convocato l’ambasciatore americano per ottenere spiegazioni riguardo a queste intecettazioni.

La Nsa, come dice Le Monde, «dispone di diversi modi di raccolta. Quando certi numeri di telefono vengono usati in Francia, questi attivano un segnale che fa scattare automaticamente la registrazione di alcune conversazioni. Questa sorveglianza recupera anche gli sms e il loro contenuto in base a parole-chiave».

Quando vengono intercettate alcune parole chiave, vengono salvati i messaggi di testo e il loro contenuto. La Nsa conserva l’elenco dei contatti di ciascun «bersaglio». Gli intercettati avrebbero legami con il terrorismo ma sarebbero anche legati al mondo degli affari e della politica.

Cristiano Prudente dal blog italianifrancia.com


Vivere e lavorare in Svezia: la storia di Noemi

October 24, 2013 in Europa, Storie di Italiani in Giro, Svezia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciao, sono Noemi ho quasi 43 anni, sposata con una meravigliosa figlia di 4 mesi.

Ho fatto il liceo linguistico nella mia citta´natale Terni e poi mi sono laureata in Scienze Sociali della Comunicazione Interculturale, un corso di Scienze Politiche a Perugia. Ho iniziato a viaggiare a 3 anni per via del lavoro di mio padre che mi ha portato a vivere a Marina Julia ( GO) una piccola cittadina di mare, Trino ( VC) e ad Ulm ( Germania) ma   ques´ultima solo per un breve periodo. La mia grande passione per i viaggi, che tutt’ora ho, mi ha portato ad incontrare molte persone ed ha sicuramente formato la Noemi che e´ adesso: socievole (quanto basta)., aperta (quanto basta).,  disponibile, gentile, allegra, onesta, precisa   e camaleontica. La mia avventura svedese risale al 1999 quando decisi di venire a Stoccolma per la prima volta come turista con un´amica svedese conosciuta l’anno prima a Terni fidanzata con un ragazzo ternano.

 
 Ciao Noemi, perche’ hai lasciato l’Italia?
1) Perche´ho lasciato l´Italia? Non era sicuramente mia intenzione o per lo meno non per cosi´tanto tempo. Tutto e´nato dal matrimonio della mia amica svedese. Ero gia´stata diverse volte in Svezia a trovare la mia amica inizialmente e poi con il tempo avevo allargato il mio giro di amicizie svedesi. Lei continuava a dirmi di lasciare l´Italia perche´non era un posto adatto a me, soprattutto la mia Terni, cittadina tranquilla ma con un alto tasso di provincialita´ e pregiudizi. Io dall´altra parte le continuavo a dire: ” Ti giuro che mi trasferiro´se conoscero´uno svedese e lavorero´”. Tutte le volte che sono andata a trovarla ho sempre conosciuto una marea di gente e ovviamente qualche ragazzo ma nulla di cosi´speciale tanto da farmi abbandonare il mio Paese. Ma quell´agosto 2007 fu fatale.  Andai al suo matrimonio e li´tra gli invitati c´era il mio futuro marito :) Abbiamo iniziato questa relazione ” a distanza” che mi ha portato in 8 mesi a viaggiare avanti e indietro Roma—–>Stoccolma. Ovviamente dovevamo fare un periodo di convivenza per vedere se il nostro rapporto era cosi´solido e speciale. Cosi´dopo essermi licenziata da un´industria fotografica a nero e dopo aver aspettato una risposta sufficientemente valida da una ONLUS che mi aveva contattato proponendomi un lavoro “forse” retribuito a fine anno, ho fatto una rapida riflessione. In Svezia ho l´amore e un contratto di lavoro di 3mesi, in Italia non ho l´amore e tanto meno la certezza di un lavoro retribuito. La decisione e´venuta da se´…
 
Da quanto tempo vivi in Svezia e di cosa ti occupi?
2)Vivo in Svezia da 5 anni. Per 4 anni ho lavorato per una societa´che si occupa di reciclo avendo la gestione completa di una intera stazione. Poi ho fatto un tirocinio presso l´ufficio del cittadino come assistente sociale. Ho lavorato poi come insegnante di italiano in diverse scuole private e lavoro inoltre come guida turistica autorizzata di Stoccolma e della regione. Attualmente in maternita´:)
 
Quali sono le principali differenze tra il governo italiano e quello svedese?
3)Il parlamento svedese e´costituito da 349 membri. Esiste solo una camera ecco perche´i membri sono dimezzati confronto a quelli italiani. Esistono solamente 8 partiti, 4 di destra e 4 di sinistra. Le  elezioni si tengono ogni 4 anni e le prossime ci saranno nel 2014. Le differenze sostanziali sono sicuramente l´onesta´e l´efficienza dei membri. Qualche anno fa alla radio avevo ascoltato un ´intervista fatta al leader della sinistra riguardo l´aumento di stipendio dei parlamentari. Lui rispose: ” Non lo trovo giusto questo aumento, io non lo voglio . Prendiamo gia´abbastanza.”. Una frase che si commenta da se´. Quindi direi che anche gli stipendi dei parlamentari sono diversi: il capo del governo dovrebbe percepire intorno ai 10.000 euro,mentre tutti gli altri intorno ai 5000. Non ho mai visto auto blu da queste parti e anzi capita di vedere il primo ministro girare a piedi o in bicicletta. Vorrei sottolineare pero´ che i parlamentari onesti governano un popolo onesto e rispettoso delle regole.
 
Quanto e’ importante la conoscenza della lingua inglese per comunicare e trovare lavoro?
4)La conoscenza dell´inglese e´importante. A me ha aiutato molto all´inizio dove fortunatamente potevo lavorare in inglese. Dipende sempre poi dal lavoro. Ci sono lavori dove non e´ richiesta la conoscienza dello svedese, altri invece e´obbligatorio ed ovviamente questi sono la maggioranza. Per chi non conosce l´inglese e´fondamentale impararsi lo svedese abbastanza  in fretta. In Svezia tutti parlano l’ínglese dai bambini agli anziani ma chiaramente per potersi integrare al 100% e´necessaria la lingua svedese.
 
Quali sono i punti positivi e quelli negativi della vita in Svezia?
5) I punti positivi sono senza dubbio l´onesta´delle persone in ogni ambito sia privato che di lavoro, la puntualita´nello stile di vita, buoni investimenti delle tasse pagate in infrastrutture, servizi, ospedali, scuole etc, rispetto della natura, rispetto per i piu´deboli ( bambini, anziani e disabili),  senso civico, l´estate che non finisce mai con una luminosita´di quasi 24 ore. I punti negativi invece sono: la troppa precisione e il pianificare la vita porta gli svedesi a non avere una certa spontaneita´ ( andiamo da tizio per prendere il caffe´non esiste! Va pianificato almeno un mese prima!), poca comunicazione e socievolezza tra gli individui ( soprattutto a Stoccolma), individualismo, egoismo, seguire tutti la regola del LAGOM cioe´ vivere con moderazione senza eccessi, evitare assolutamente i conflitti, inverni lunghi freddi ed innevati.
 
Che consiglio daresti ad un italiano che vuole trasferirsi in Svezia?
6) Un consiglio che potrei dare e´quello di lasciarsi alle spalle i nostri atteggiamenti da italiano medio a casa. Gli svedesi non si definiscono europei ma scandinavi, quindi le differenze culturali sono notevoli. Se invece si e´un globtrotter e cittadino del mondo non posso che dire VÄLKOMMEN! Affrontate la Svezia con umilta´,modestia, educazione ed un pizzico di simpatia italica. Siate fieri di essere italiani ma ricordatevi le festivita´svedesi e festeggiate con loro. EVITATE ( come purtroppo molti fanno) di trasferirvi qua e cercare un ristorante italiano per poter iniziare a lavorare come lavapiatti ( cameriere no a meno che non partite dall´Italia con un bel corso intesivo di svedese). Rischiate cosi´ facendo di ghettizzarvi e dopo 10 anni di parlare uno svedese approssimato miscelato al vostro dialetto. La Svezia non e´una meta semplice se non si hanno determinate caratteristiche e non e´neanche piu´ quella meta cosi´ambita negli anni 80 dove era possibile guadagnare parecchio. Le cose stanno cambiando per via della forte immigrazione dai Paesi coinvolti nelle guerre del golfo, dall’ Iraq, Afghanistan , dall’Iran e molti curdi. Cercate quindi di essere precisi ed onesti, di integrarvi appieno nel sistema che consiste nel frequentare corsi di lingua svedese, altri corsi di formazione in Svezia (per ogni lavoro quassu´bisogna aver frequentato dei corsi e conseguito un diploma) ed avere amicizie svedesi e, soprattutto a Stoccolma che e´una capitale multietnica ed internazionale evitando di uscire con solo italiani ( soprattutto all´inizio).
 
Cristiano Prudente


Al via l’indagine Censis sugli italiani all’estero

October 22, 2013 in Uncategorized

 

Il Censis sta realizzando un’indagine sugli italiani che vivono all’estero, per capire quali sono le motivazioni, i progetti di vita, le aspettative e le sfide di chi ha fatto una scelta di vita così

importante. I risultati dell’indagine potranno andare ad arricchire un capitolo dell’Annuale Rapporto sulla situazione sociale del Paese, che verrà presentato a dicembre, e rappresenta uno di più

autorevoli strumenti di lettura della società italiana. Se sei interessato a dare il tuo contributo, partecipando all’indagine on line clicca qui .

Registrandoti, ti verrà inviata una email con il link per accedere alla compilazione di un breve questionario online. La compilazione non richiederà più di 6-7 minuti. Ti ricordiamo che l’indagine

è rivolta esclusivamente agli ITALIANI CHE VIVONO ALL’ESTERO. Se hai amici o conoscenti che possano essere interessati, invitali a prendere parte, è un’occasione per far sentire anche “la nostra voce”


“Yes Scotland”, si per l’indipendenza

October 21, 2013 in Europa, Regno Unito

Ad Edimburgo oltre 20mila persone hanno manifestato a favore dell’indipendenza della Scozia dal Regno Unito.

La campagna si e’ chiamata “Yes Scotland” riempiendo la capitale scozzese con i classici colori della bandiera scozzese bianco e blu e con il classico Kilt. 

Il prossimo 18 Settembre si terra’ il referendum per decidere le sorti della Scozia.

Secondo i recenti sondaggi la maggior parte degli elettori vorrebbe la Scozia indipendente.

Il primo ministro Alex Salmond ha dichiarato: ”Sarà la vittoria del popolo. Il  ’Sì’ sarà un atto di fiducia in sé e di auto- affermazione che significa che le decisioni su ciò che accade in Scozia saranno sempre prese dalle persone che vivono e lavorano qui e non da Westminster.”

Per maggiori informazioni potete visitare il sito di Yes Scotland.

 

Cristiano Prudente dal blog italianiediimburgo


Offerte di lavoro per italiani in Germania

October 21, 2013 in Germania, Offerte di lavoro per Italiani all'Estero

Eccovi un po’ di offerte per italiani in Germania!!! 

Good luck!!!




Offerte di lavoro per la Porsche a Stoccarda e Lipsia

October 18, 2013 in Offerte di lavoro per Italiani all'Estero

Un’opportunita’ interessante per gli appassionati di motori.

La famosa azienda automobilistica Porsche ha annunciato che lancerà presto un nuovo programma di reclutamento per aumentare la sua forza lavoro . Saranno offerti 800 posti di lavoro tra  Stoccarda e Lipsia .
Le opportunità di lavoro della Porsche non sono solo per esperti e o con qualifiche specifiche , ma piuttosto il contrario : Porsche vuole assumere giovani senza esperienza, laureati con conoscenza della lingua tedesca . L’azienda fornisce anche un premio per i migliori studenti universitari , organizzando il “Programma Talent “, con concrete possibilità di un futuro contratto .
Tra i più ricercati profili Porsche  ci sono ingegneri , professionisti della produzione , consulenti, esperti in materia di gestione e di logistica , assistant store manager , responsabili di punti vendita e sales manager per il settore retail .
Porsche è una società nata nel 1931 a Stoccarda e attualmente ( dal 2012 ), è di proprietà di Volkswagen .
Sei Interessato?
Coloro che sono interessati i 800 posti di lavoro che saranno offerti può cominciare a visitare la pagina dedicata alle offerte Porsche cliccando QUI
Per visualizzare le offerte attive in Porsche puoi cliccare questo link

Good Luck!!!




Vivere e lavorare a Dublino: l’intervista ad Ivan

October 17, 2013 in Europa, Irlanda, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato Ivan De Vita.
Laureato in Editoria, Media e Giornalismo nel 2010 (lo scrivo in maiuscolo appositamente, perchè nonostante tutto non rinnego le mie scelte e rifarei ancora il mio percorso accademico). In seguito una serie infinita di collaborazioni, tra cui l’ufficio stampa del Comune di Amalfi (SA) mio paese d’origine, svariati siti internet e quotidiani locali. Due anni in cui non mi hanno saldato nemmeno il biglietto di un autobus, in compenso ho fatto tanta esperienza sul campo in settori semi-sconosciuti, ottenendo alla fine  il tesserino da giornalista pubblicista. Ma per un’assunzione avrei dovuto aspettare 6-7, perchè erano in tanti quelli che “erano in nero e attendevano il posto fisso”.
Insomma da qui il mio primo “arrivederci e grazie!”. Iniziano le mie peregrinazioni. Sono stato a Bologna a cavallo tra il 2011 e il 2012 per un corso di formazione professionale in Marketing e Comunicazione. Poi l’esperienza a Roma in un laboratorio di indagine audiovisiva, in cui si analizzavano qualità e qualità dei contenuti dei principali programmi politici su canali terrestri e satellitari. Detta così sembra figo, ma era di una monotonia disarmante e senza un briciolo di prospettiva. Ah, 500 euro al mese! Certo un bel successo rispetto alle mille proposte di stage ma con quelli a Roma a malapena ci pagavo una stanza. Avevo bisogno di una svolta, di adrenalina, di nuova linfa. E’ arrivata. Si chiama Irlanda.

Ciao Ivan, di cosa ti occupi?

Sono a Dublino da quasi un anno, un’esperienza nata e vissuta solo per migliorare il mio inglese. Lavoro in un luxury hotel come cameriere. Chiaramente non è quello a cui aspiro, ma non credo mi manchi l’umiltà e il sacrificio necessari per raggiungere gli obiettivi prefissati. Collaboro anche con una redazione on line (www.spazionapoli.it), con aggiornamenti h24 sul calcio Napoli. Restano loro il filo diretto con la mia passione. Un progetto serio e ambizioso, nato dalla goliardia di un gruppo di amici e divenuto ora un network di una certa rilevanza e visibilità a livello nazionale (comprende anche spaziojuve, spaziomilan e spaziointer). Ma soprattutto lì riscopro la genuinità dell’amore per la scrittura e il giornalismo senza scopi di lucro interessi di parte. Un’oasi felice in un mondo sempre più lugubre.

Perche’ hai lasciato l’Italia?

Perchè ad un certo punto ho dovuto scegliere se accontentarmi di una dimensione angusta e priva di stimoli o provare a 28 anni a rischiare qualcosina pur di sentirmi più realizzato. Un lavoro ce l’avevo ma non mi piaceva e non mi arricchiva. Un’esperienza all’estero avrebbe aperto i miei orizzonti, decorato il mio curriculum e aggiunto un requisito fondamentale al mio patrimonio di conoscenze: la lingua inglese. Chi non risica non rosica e se in mano hai un pugno di mosche hai il dovere di tentare. Nulla è perduto fin quando non si tramuta in rimorso.

Perche’ hai scelto l’Irlanda?

Il mio sogno era Londra, ma con l’inglese poverissimo che mi ritrovavo la vedevo una meta troppo dispersiva e mi sentivo spaesato al solo pensiero. Un vero salto nel buio, insomma. Ho avuto diversi cari amici che avevano trascorso esperienze di studio-lavoro a Dublino e ne parlavano entusiasti. Ho iniziato ad informarmi sul web seguendo forum e blog, ho capito che poteva essere il posto giusto. Biglietto prenotato senza troppi calcoli, ma ho trovato una host family e un corso d’inglese prima di partire. Si sono rivelate tutte ottime scelte.

Com’era il tuo inglese prima di partire?

Google translate dipendente. Purtroppo per mia sfortuna ho iniziato a studiarlo solo a 20 anni, cioè senza quelle pillolette che giorno per giorno digerisci tra scuole medie e superiori. Io avevo studiato francese per ben otto anni, con l’utilità che facilmente immaginerete. Insomma ho approcciato l’inglese prima da autodidatta e poi tramite qualche corso universitario ed extra per ottenere due idoneità. Forse solo quando il taxista mi accolse in terra irlandese in una giornata di vento e pioggia mi accorsi di quanto le mie conoscenze erano ancora in uno stato embrionale. Per me il tizio parlava aramaico antico.

Quali sono i punti  a favore della vita irlandese? E quali a sfavore?

Il rispetto delle regole innanzitutto. Il PPS number (un codice identificativo per chiunque voglia condurre una vita professionale in Irlanda) mi è arrivato a casa in tre giorni lavorativi dalla mia richiesta, non ho mai visto litigi agli sportelli e gli autobus sono sempre puntuali, magari perchè semplicemente si rispetta la corsia preferenziale. La cordialità delle persone che incontri ti fa sentire a tuo agio anche se fai fatica a comprenderli. Il lavoro è ben pagato (un qualsiasi laureato non guadagna meno di 2000 euro mensili), il regime fiscale è nettamente meno soffocante di quello italiano e c’è una meritocrazia della quale avevo appreso finora solo in termini teorici. Inoltre a Dublino c’è movida tutti i giorni della settimana, il peso della giornata lavorativa è tollerabile se la sera puoi svagarti bevendo una pinta e ascoltando buona musica live in un qualsiasi pub.

Difetti: le condizioni climatiche, anche se l’estate appena trascorsa è stata tra le migliori dell’ultimo ventennio. In fondo è anche un po’ un luogo comune. Fa freddo, ma non si gela. Piove, ma non senza tregua. In tante altre città europee l’inverno è molto più rigido. Il costo dei mezzi pubblici è spropositato rispetto agli standard italiani, almeno per quanto concerne gli autobus. Il costo della vita è abbastanza elevato (ai livelli più o meno di Londra), ma la politica salariale di cui parlavo prima riesce a giustificarlo. L’Irlanda è un Paese con una discreta estensione territoriale ma con una bassa densità demografica (circa 5 milioni di abitanti). Negli ultimi anni si è avviata una grossa immigrazione dai Paesi del sud Europa e sud America, causando un’impennata di prezzi nell’offerta immobiliare e una crescente saturazione sul piano occupazionale.

Cosa ti manca dell’Italia?

La mia famiglia, i miei amici, le piccole abitudini e l’aria di casa. Sul piamo strettamente professionale non mi manca nulla. Nessuno ha mai deciso di puntare su di me e sulle mie abilità, sono abbastanza stufo di sprecare tempo per chi non lo merita. Eppure in Italia voglio tornarci, ma con maggiori credenziali di quando l’ho lasciata. E voglio riprendere a lottare, come ho sempre fatto. Fuggire è da codardi, ma fossilizzarsi sul nulla è da stupidi.

Che consiglio daresti a chi vuole venire in Irlanda?

Un ombrello tascabile, prima di tutto. Scherzo. Certo puoi uscire in una giornata di sole e ritrovarti bagnato fradicio nel giro di un quarto d’ora. Poi sicuramente consiglierei di viverla pienamente, anche meglio di come ho fatto io finora. Ci sono degli scorci mozzafiato nei quali si rischia seriamente di perdere il senso della realtà. Monitorate il ventre spartano di città come Dublino, Galway, Cork: la vita di un vecchio pub è intrisa di sangue antico e tradizione. Per il resto un’esperienza in terra straniera per essere tale deve durare almeno un anno. Un mese o due sono utili solo come ambientamento e si finisce per viverli come una semplice vacanza. Qui la multiculturalità è all’ordine del giorno. Va scovata, pedinata, azzannata se possibile. Un lavoretto, anche se con un po’ d’affanno, lo si può trovare e ovviamente le aspirazioni sono proporzionali alle qualifiche vantate e alla padronanza della lingua. Non lasciatevi soggiogare dalla rassegnazione, aprite nuovi varchi nella vostra precarietà. Provate, una volta nella vita, la soddisfazione di non ricevere l’ennesima porta sbattuta in faccia. Provate, una volta nella vita, a dire voi “Arrivederci e grazie!”.

Cristiano Prudente