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November | 2013 | Italiani in Giro, Italiani all'estero, Lavoro all'estero per Italiani

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Studiare in Germania: l’intervista a Jessica

November 29, 2013 in Europa, Germania, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato Jessica Dal Pont, ragazza di 19 anni che vive a Sedico, una piccola città in provincia di Belluno sperduta nelle montagne.  

Ha concluso da poco il suo percorso di studi ed ora sta lavorando presso un’azienda. Nel tempo libero è allenatrice di pattinaggio artistico a rotelle. Di sé stessa dice:”Mi considero uno spirito libero, una ragazza molto determinata e che lotta per il suo futuro. I miei sogni? Continuare a formarmi, conciliando studio e lavoro, e poter visitare tutti i 200 paesi del mondo!

Amo viaggiare, leggere, fare sport e divertirmi! Spero con il racconto della mia esperienza di poter trasmettere qualcosa di me e di riuscire a coinvolgervi in questa mia esperienza”.

Ciao Jessica come ti è stato possibile fare quest’esperienza in Germania?

Frequentavo la quarta superiore dell’ITC Calvi di Belluno e ricordo ancora quando il mio professore d’italiano ci parlò di quest’incontro che ci sarebbe stato con i rappresentati del Lions Club di Belluno. Una mattinata ci riunimmo tutte le classi quarte nell’aula magna e il presidente di questo gruppo ci spiegò in cosa consisteva il programma degli Scambi Giovanili dei Lions: volevano dare la possibilità ad uno studente meritevole della scuola di partecipare gratuitamente a questo progetto che prevedeva due settimane di convivenza in una famiglia e una o due settimane da trascorrere invece in un campus con altri ragazzi provenienti da tutto il mondo…l’idea era fantastica, se non per il fatto che ancora meta e periodo de viaggio non erano stabiliti, quindi chiunque desiderasse intraprendere questa esperienza sapeva che avrebbe dovuto accettare ciò che sarebbe stato destinato a lui. Noi dovevamo semplicemente far recapitare tramite i nostri professori il nostro curriculum e una semplice presentazione personale e successivamente ci sarebbero state le selezioni che prevedevano un colloquio orale con alcuni esponenti del gruppo. Ed io ho colto la palla al balzo e la stessa mattinata dei colloqui sono stata selezionata!

 Ti è rimasta nel cuore quest’esperienza? Raccontaci le cose che ti sono piaciute così tanto. Amicizie?

Quest’esperienza credo me la porterò nel cuore per tutta la vita, perché mi ha dato la possibilità di crescere moltissimo. La famiglia presso la quale ho vissuto le prime due settimane era composta dai due genitori, un figlio della mia età e una figlia più piccola di 11 anni. Vivevano in una piccola città chiamata Baesweiler e li ho frequentato la scuola insieme al figlio: ho avuto modo di analizzare il loro sistema scolastico molto differente dal nostro e di parlare con i docenti e gli studenti, oltre che col preside della scuola, il quale era molto interessato riguardo le differenze tra il modello d’istruzione italiano e tedesco. Mi hanno portata ad Aachen (Aquisgrana), Köln (Colonia), Düsseldorf   e a visitare varie località nelle vicinanze, nonché una mostra di sculture di sabbia in Olanda. Sono stati molto gentili con me e mi hanno veramente fatta sentire a casa.  Il secondo periodo l’ho trascorso in compagnia di 24 ragazzi provenienti da 16 nazioni diverse (USA, Brasile, Hong Kong, Estonia, Finlandia, Spagna, Israele, Turchia, Germania e molti altri…) due settimane indimenticabili in compagnia di persone fantastiche.

 E’ bello vivere con persone provenienti da così tanti paesi e vivere tutti assieme?E’ stato altrettanto bello vivere in famiglia?

La parte più bella del viaggio è stata sicuramente nei  momenti di condivisione e di scambio culturale e umano. Sapevamo di avere poco tempo a disposizione per conoscerci, quindi abbiamo colto ogni occasione per parlare, ridere insieme e soprattutto fare gruppo. Il nostro coordinatore, che programmava le varie attività della giornata, ha pensato durante la prima settimana di organizzare degli incontri per rafforzare le nostre capacità di relazione e elaborazione in team, un giorno ci siamo soffermati sul nostro futuro ed i nostri sogni, una mattinata l’abbiamo spesa parlando dell’importanza del linguaggio non verbale legandoci un’attività di teatro: ognuno di noi si sentiva veramente libero di esprimersi, senza la paura di essere giudicato o deriso. L’ambito famigliare è stato un po’ diverso, ma altrettanto accogliente e stimolante: non ci si annoiava mai ed era un continuo interscambio d’idee!

Hai lavorato e studiato per poco tempo, ma in quel poco tempo sei riuscita anche ad apprendere in modo più efficace che in Italia il tedesco?

Quando sono arrivata all’aeroporto di Dusseldorf sapevo solo che ad attendermi c’era Peter (il papà tedesco) e ricordo che lui all’inizio mi parlava in inglese  credendo che per me fosse più facile. Io invece avevo una voglia matta di provare a farmi capire in tedesco e così il primo giorno ho avuto qualche difficoltà, poi invece non ho avuto grossi problemi nella comunicazione. Poi però quando sono arrivata al campus con gli altri ragazzi non tutti sapevano il tedesco e la lingua ufficiale era l’inglese, quindi ho dovuto convertire il mio cervello e non ti dico le difficoltà dei primi giorni..ero un disastro e non riuscivo a formulare le frasi in inglese, tutto veniva in automatico in tedesco! Ovviamente poi ho ingranato e quando sono tornata in Italia mi ricordo che la prima cosa che ho detto ai miei genitori è stata “Voglio tornare in Germania!”..ci sono rimasti malissimo!

 Per chi eventualmente avesse solo sentito parlare di questa possibilità a scuola, la consigli come una delle più belle esperienze che la scuola superiore possa dare?

Consiglio vivamente a tutti di partecipare alle eventuali selezioni o d’informarsi riguardo questa possibilità che offre il gruppo Lions Club con i loro progetti di scambi giovanili. Anzi, il consiglio migliore che posso dare a tutti i ragazzi della mia età è di cogliere tutte le opportunità che vengono offerte e di sfruttare ogni occasione per crescere e maturare. A me questo viaggio ha cambiato moltissimo la mia visione del mondo e di tutto ciò che mi circonda. Sono tornata più matura, più consapevole e con una bella lista di nuovi amici sparsi per il mondo!

Marco Campo Bagatin dal blog italianigermania


Cristiano Prudente: vice presidente e responsabile piattaforma

November 28, 2013 in Uncategorized

Cristiano Prudente – Vice-Presidente / Responsabile Piattaforma

Cristiano Prudente, vicepresidente e responsabile della piattaforma dell’associazione di Italiani In Giro.

Nato a Bari nel 1985 e cresciuto a Bitonto, e’ laureato in Comunicazione e Spettacolo, con specialistica in Editoria Media e Giornalismo e un Master in Redattore editoriale ad Urbino oltre che un altro in Tourism Management, tra Varsavia e Bruxelles.

Ha sempre viaggiato per passione, scoprendo nuove culture e facendo sempre nuove amicizie.

Vive in Irlanda, l’ isola dello smeraldo, dal giorno di San Valentino del 2013, apprezzando la bellezza suggestiva dei suoi paesaggi e dello spirito irlandese, sempre pronto a far festa, magari con una Guinness!!!

Lavorando nel settore del marketing ha acquisito numerosi contatti con scuole e aziende in tutto il mondo e viaggiando ha conosciuto gente di tutto il mondo, dallo studente viaggiatore al pensionato trasferitosi all’estero.
Cosi’ e’ nata l’idea del blog italianiingiro, portale, divenuto associazione, che raccoglie interviste di italiani in giro per il mondo e aiuta i ragazzi a trasferirsi all’estero.
Esperto di comunicazione e marketing, si occupa della gestione del database e della parte social dell’associazione.
Non e’ mai troppo tardi per cambiare vita…viaggiate, vivete sempre nuove emozioni e se non siete soddisfatti della vostra vita trovate la forza di ricominciare da zero.


Andrea Fabbiano: Presidente Associazione Italiani In Giro

November 28, 2013 in Uncategorized

Andrea Fabbiano – Presidente

Andrea Fabbiano, presidente dell’associazione Italiani In Giro.

Originario dal Salento, dove è cresciuto per l’intera infanzia fino all’eta di 18 anni.
Si caratterizza per la forte motivazione e la passione nel rapporto lavorativo nel settore del turismo.
Da ragazzino si è divertito nelle stagioni estive presso Villaggi e Hotels dove nasce la passione nell’interagire e accogliere la clientela con la mansione di Cameriere che sviluppa fino ad alti livelli, conoscendo per bene la gentilezza e il lavoro svolto.
Alla fine della maturità decide di non intraprendere la vita universitaria italiana, ma di seguire nuovo “auto percorso formativo / lavorativo per migliorare le proprie potenzialità nel settore dell’ Hotellerie, conseguendo un Master in Hotel Management presso la UET University European Tourism di Roma e successivamente negli anni, un secondo corso intensivo in New Marketing per lo sviluppo e la comunicazione per il Turismo.

Inizia così il suo percorso come Receptionist in Villaggi Vacanze, crescendo sempre più, ricoprendo la posizione di Vice Capo Ricevimento.
La forte motivazione dell’accoglienza turistica lo porta ad affrontare un esperienza che definisce fondamentale per ambire a posizioni lavorative dinamiche : imparare la lingua inglese!

“Senza la lingua inglese non avrei potuto migliorare me stesso e confrontarmi con altre culture e tradizioni di popoli che vivono in ogni parte del mondo” , afferma Andrea con vero entusiasmo.
Deciso della sua scelta, si trasferisce dopo la stagione estiva che lo vede impegnato nel Salento all’età di 23 anni verso l’amata terra dell’ Irlanda , precisamente a Dublino.

Nel gennaio 2008 approda a Dublino, e rimane per quasi un anno, parte da solo, con forza e coraggio, senza paure ma con tanta gioia e positività, fondamentali per mettersi in gioco, e superare l’obiettivo della lingua inglese.

“ Andrò a Dublino, imparerò l’inglese e conoscerò una nuova cultura del popolo irlandese. Sarò disposto a fare anche il lavapiatti, qualsiasi lavoro! “ racconta nella sua umiltà, che definisce importante per ognuno di noi.

Da quattro anni vive a Firenze e continua il suo percorso in Hotels come receptionist, successivamente presso un Camping Village di una grossa catena italiana a Figline Valdarno, con mansione di responsabile della gestione e controllo dell’intero sistema del booking on-line della struttura ricettiva, con tecniche e strategie di vendita, analisi dei feedback e della risoluzione dei problemi e richieste clienti.
L’ultima mansione lo vede impegnato a Firenze, in ufficio operativo Sales, Marketing e Booking per un’importante catena alberghiera americana internazionale.

Il motivo della nascita di questa associazione culturale sta nel diffondere informazioni rilevanti e concrete, ma sopratutto assistenza diretta e affidabile di tipo culturale, lavorativo e formativo, a tutti gli italiani in giro per il mondo o per quelli che stanno pensando di trasferirsi.


Crolla il tetto dello stadio di San Paolo: 2 morti

November 28, 2013 in Brasile, Sud America

Il tetto dell’Itaquerao, lo stadio di San Paolo che ospitera’ la gara d’apertura del 12 giugno dei Mondiali di calcio e’ crollato provocando la morte di almeno 2 operai e un ferito grave, trasportato d’urgenza in ospedale.

Una gru, secondo alcuni testimoni, si sarebbe spezzata in due non sorreggendo un peso di oltre 500 tonnellate, cadendo  sulla copertura metallica dello stadio e facendo crollare i due piani sottostanti.

Lo stadio di 70 mila posti, che diventera’ del Corinthians dopo la fine del Mondiale, sarebbe stato inaugurato il prossimo Gennaio con la partita di inaugurazione tra il Corinthians e ospitera’ ben 5 gare del Mondiale.

L’opera, costata 320 milioni di euro, con la consegna prevista a dicembre, era quasi completamente conclusa.

Cristiano Prudente


Architetto a Parigi: l’intervista a Teresa

November 27, 2013 in Europa, Francia, Storie di Italiani in Giro

 

 

Abbiamo intervistato Teresa Lovascio, autentica giramondo e architetto. A 19 anni non sapeva cosa avrebbe voluto fare di preciso e non immaginava che avrebbe viaggiato tanto!

Si e’ iscritta all’Universita’ di architettura a Firenze, il biglietto più emozionante che abbia mai fatto e il viaggio che di sicuro non dimentichera’ mai. Si e’ laureata li, ma questa laurea è uno dei tanti tasselli importanti che compongono le sue esperienze di vita. Solo dopo questo sudato traguardo capisce di essere ancora “a zero” e, nel caso non si colga bene il concetto, mezzo mondo ti ricorda che devi ancora iniziare perchè “è tutta una salita”.. Perchè “la vita è fatta di sacrifici” e perchè tanto in Italia la crisi c’è sempre stata! Quindi si parte con lavorare e lavorare tanto, soprattutto quando è “a gratis”. Ha lavorato in diversi studi di architettura a Firenze, città che conta tanti architetti quanti quelli di tutta la Francia. Ovviamente gratuitamente.

Poi ha avuto la possibilità di lavorare un anno al Comune di Firenze e li e’ stata a contatto con delle persone squisite e e’ riuscita ad occuparsi di lavori importanti..ha progettato anche una scuola elementare energeticamente sostenibile.
Ha vissuto anche un anno in Spagna.. Nella parte più indipendentista e insofferente ..nel Pais Vasco.. A San Sebastian.
E poi, come in un film, un giorno la chiamano, dicendole di aver visionato il suo CV ( che lei non ha mai mandato direttamente… E questo rimarrà un mistero di come ci sia arrivato) e che quindi le si chiedeva se fosse interessata a lavorare in Francia a.. Precisamente a Paris in una ditta di costruzioni che si occupa di ristrutturazione di interni e lussuosi apprtamenti e negozi…!!

Ecco la sua intervista

Ciao Teresa, ci puoi dire in che modo pensi che la realtà francese sia diversa da quella italiana?

La Francia ha la certamente la sua realtà che non può definirsi né migliore né peggiore di quella di tanti altri Paesi. In seguito ai suoi trascorsi storici offre oggi una varietà culturale consolidata impressionante e Parigi, in particolare, si presenta come una vera capitale internazionale, uno snodo metropolitano davvero affascinante. Una su tutte le immense diversità però voglio dirla: i francesi si sentono francesi, così come gli spagnoli appartenenti alla Spagna, i turchi alla Turchia…e questo è palesato nella maggior parte dei loro gesti, simboli e discorsi. Gli italiani viaggiano come dei cani bastonati senza ricordarsi o quasi vergognandosi della propria identità, salvo qualche rara eccezione. Viaggiare mi ha portato ad essere sì cittadina del mondo, ma anche a valorizzare le mie origini e quindi la mia essenza italiana da comunicare e condividere con gli altri nel bene e nel male.

Quali sono le differenze nel mondo lavorativo?

Il mondo lavorativo parte da concezioni differenti. In Italia spesso ci si ritrova ai vertici di compagnie, banche, studi vecchi professori, vecchi medici, vecchi manager. In Francia, invece, è data molta più fiducia ai giovani alle loro potenzialità, creatività, voglia di fare. C’è molto più rispetto : i giovani sono molto più incoraggiati, anche in questo periodo di crisi. In senso più largo,  invece, i lavoratori sono molto più tutelati: il welfare, l’indennità di disoccupazione  ed i sussidi familiari in generale sono assicurati (..anche se anche nella “grandeur” francese esiste qualche furbo!) Dimenticavo: il lavoro nero quasi non esiste. A seconda della categoria lavorativa e degli anni di esperienza si ha diritto ad un minimo calcolato di retribuzione. Le sanzioni per chi non rispetta questa semplicissima regola sono molto pesanti , per cui la maggior parte degli imprenditori e agenzie non assumono senza regolare contratto . Ovviamente non esiste differenza di sesso e colore.

Qual è il tuo luogo preferito di Parigi?

Parigi è affollatissima , sempre in continuo fermento. Arte, moda, design, architettura, scienza: ovunque si respira novità. In qualsiasi angolo è possibile appostarsi e scoprire qualcosa, in particolari angoli, invece, è possibile sentirsi a casa, con un buon bicchiere  di vino , una fisarmonica che suona e qualche francese  o strano soggetto di passaggio

Cosa pensi del costo della vita in Francia?

Io ho vissuto per anni a Firenze dove il costo della vita non è accettabile senza un fisso stipendio superiore ai 1000 euro. La situazione in Francia cambia drasticamente se si considera che ci sono ottime possibilità di entrata mensile.

Cosa cambieresti della Francia? E dell’Italia?

Domanda importante quanto vasta., ma per sdrammatizzare un po’ direi che in Francia cambierei decisamente il meteo. Piove di continuo ed è possibile non vedere il sole per settimane (cosa molto deprimente per me abituata al duetto sole – mare) .In Italia cambierei invece il concetto di rispetto per gli altri, per le loro idee, per il loro lavoro, per la loro essenza e diversità. Avvierei un processo di umile “ammodernamento ideologico”.

Che consiglio daresti a chi è in Italia ma vorrebbe espatriare?

Io consiglierei a chiunque di viaggiare, ma non solo all’estero, anche semplicemente nella nostra bella Italia e di prendere IL viaggio come un’esperienza da vivere fino infondo. Mi è capitato di conoscere  gente che viveva il proprio “espatriare”  come una sofferenza data dalla lontananza. Capisco anche che per indole non tutti siano abituati , o meglio predisposti, ad imparare una nuova lingua, a condividere spazi con gente che non si conosce, a sedersi in un ristorante da soli ad affrontare gioie e dolori da soli, ma sono certa che sia un’ottimo modo per crescere e imparare senza sfogliare un libro e perdersi nelle infinite pagine del web cercando di immaginare , tramite le esperienze di altri , una vita lontana.

Cristiano Prudente dal blog italianifrancia


Curiosita’ a New York: l’uomo tappeto

November 26, 2013 in New York, Stati Uniti

Un uomo entra in un bar, porta un tappeto sotto il braccio, si avvolge sdraiandosi sul pavimento, si copre il volte e aspetta che le persone passano sopra il suo corpo.

SI chiama Georgio T., ha 48 anni, nato a Malta e residente ora nel Connecticut. Di giorno fa il massaggio-terapista ma la notte si trasforma in un tappeto e partecipa a molte feste di vario tipo dove la gente lo calpesta.

“Decine di persone passano sul suo corpo, soprattutto donne con i tacchi. Alcuni sono timidi, altri sono audaci, alcuni danzano anche”

 Egli è diventato uno spettacolo occasionale nei bar di New York e un appuntamento fisso alle feste fetish sessuali .

Georgio ha scoperto la sua predilezione quando era un bambino , ha detto. ” Mi è piaciuto avere pesi su di me “, ha ricordato nel corso di una recente intervista con la sua voce dolce aromatizzata con un accento maltese. ” Mi piaceva avere i miei gatti che camminavano su di me. Qualcuno voleva essere medico, qualcuno falegname ma io volevo essere un tappeto.”

Georgio entra in una sorta di stato meditativo durante il quale può “lavorare” anche 12 ore di seguito.

La tariffa standard per il suo show è di circa 200$  più le mance. Georgio conosce solo un’altra persona a New York, che fa una cosa simile, un tizio che si fa chiamare Kevin Carpet.

Ma Georgio insiste sul fatto che la sua performance non è incentrata solo per fare soldi ma che lui ottiene il piacere genuino fuori di esso. “E ‘ il mio divertimento,” ha detto. “La gente mi paga per divertirmi  ”

 

 

Cristiano Prudente


Vivere in Giappone : l’esperienza di Marika,Web designer a Tokyo

November 25, 2013 in Giappone

Oggi intervistiamo Marika,che vive da 3 anni in Giappone.

Salernitana laureata in Scienze della comunicazione alla Sapienza di Roma, lavora ora in un azienda di Tokyo,come Web Designer.

Marta raccontaci della tua vita in Asia

Dopo la mia prima visita nel 2004, della durata di un mese,  è stato amore a prima vista. Non vedevo l’ora di inizare una nuova vita in Giappone, lo desideravo da tempo per approfondire lo studio della cultura asiatica ma soprattutto giapponese. Così ho fatto le valigie,ho preso un Aereo e sono arrivata a Tokyo,senza più andar via.

 E’ stato semplice  orientarsi  in un paese così diverso e lontano dalla nostra Europa?

Io purtroppo,prima di arrivare qui, non ho mai imparato il giapponese, e ero piuttosto preoccupata riguardo alle diverse difficoltà che potevo incontrare in Giappone, sul come comunicare,sul come spostarmi senza difficoltà e mi chiedevo spesso se sarei riuscita ad imparare il giapponese. Mi domandavo se il mio inglese sarebbe stato sufficente e mi avrebbe aiutato. All’arrivo ero un pò smarrita con tutti questi caratteri stranieri. Una cartina in mano aiuta sempre tanto,si trovano fácilmente tradotte in inglese e francese. Poi conoscendo  nuovi amici ho potuto comunicare e apprendere meglio le regole grammaticali giapponesi, frequentare dei corsi e pian piano sono riuscita a masticare un pò di Giapponese.

Come ci si muove nelle strade ? E’ facile raggiungere un indirizzo specifico?

Dovete sapere che a parte alcune vie principali, le strade non hanno un nome.  In realtà, un indirizzo giapponese va inteso in cerchi concentrici: il distretto, il quartiere, l’isolato,fino al singolo edificio. Ma per fortuna i cartelli che indicano la direzione dei musei e di altri edifici importanti appaiono anche i caratteri alfabetici, per fortuna!

Come sono gli abitanti?  

Gli abitanti sono abbastanza cordiali anche se gli abitanti Ci sono molti stranieri e c’é una China Town ufficiale, ma noi italiani siamo pochi. Forse una trentina circa,considerando che quelli che sono qui o lavorano come cuochi o come pizzaioli.

Com’è il mondo del lavoro in Giappone? Raccontaci

Per poter trovare una posizione lavorativa in Giappone ma soprattutto a Tokyo,bisogna dare il meglio di se’ stessi,lavorare tanto e sempre con buoni risultati. Si può crescere molto profesionalmente ma è essenziale conoscere il giapponese.

Puoi descriverci il costo della vita?

Qui il tenore di vita è decisamente più alto rispetto a quello che si può avere in Italia. Per quanto riguarda la spesa di prodotti di ogni tipo e cibo, i Market sono aperti  24hsu24 e i costi degli alimenti, sono molto più alti. I trasporti sono anch’essi  molto cari se paragonati ai prezzi italiani. Fortunatamente però, quando  ti  assumono in un posto di lavoro,con un contratto a tempo pieno, vengono coperti i costi di trasporto, e questo è molto comodo. La gente qui si muove in Treno perchè parcheggiare un auto costa davvero molto, 100 euro 24 ore. Quindi non si parcheggia mai l’auto in centro,ma ci si muove sempre in treno. Il prezzo degli affitti è molto alto,però proporzionati anche allo stipendio. Cosa molto importante è che qui è quasi completamente assente la criminalità,quindi non c’è pericolo che qualcuno ti rapini per strada.

Quali bellezze ti hanno colpito di più in Giappone?

Sicuramente il mio posto preferito è Kyoto,con i suoi numerosi edifici in cui è facile perdersi,rimanendo affascinati dalla grandezza e dalla maestosità dei monumenti. Il giappone è ricco di bellezze naturali incantevoli, consiglio a tutti di visitar il Monte Fujii ! Tokyo è turisticamente parlando bellissima, moderna, una Metropoli che non ti stanca mai e per gli amanti della tecnologia e dei manga,i fumetti giapponesi, consiglio il quartiere di Akihabara.

Quale aspetto ami di più dell’Italia e quale del Giappone.

Dell’Italia mi piace la facilità che si ha nel trovare una soluzione quando non vi sono molte risorse disponibili e sicuramente la cucina,le tradizioni e il modo di fare degli italiani,che a mio parere eè differente rispetto al resto d’europa. Siamo sempre calorosi, ci aiutiamo a vicenda e non ci arrendiamo facilmente davanti alle avversità o ai problemi che il nostro paese può avere. Del  Giappone mi piace la particolare attenzione che si dedica alla comodità che una persona deve avere, dal treno alla sedia su cui devi star seduto nella tua giornata lavorativa. Ho imparato qui ad apprezzare inoltre quanto è importante il rispetto per gli altri, e quanto sia importante la puntualità.

 Quanto è difficile per un italiano imparare il giapponese?

Per la pronuncia non ci sono difficoltà particolari. La scrittura e la lettura sono un grosso problema per la presenza degli ideogrammi (kanji). Spesso nemmeno i giapponesi riescono a leggerli!

Consiglieresti il Giappone a chi volesse  ricominciare una nuova vita?

Certo,qui ci può arricchire molto, culturalmente parlando. Personalmente le esperienze che ho fatto qui non credo le avrei potute vivere anche in altri paes. Il giappone è davvero unico e allo stesso tempo affascinante. Il mondo ti rendi conto che è diverso in ogni angolo e che ogni angolo forse va un po vissuto per capire quanto la nostra vita sia una nocciolina in mezzo a tante altre.


 

 

 

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da Costy

Lettera da una Fiorentina in Irlanda alla Regione Toscana

November 23, 2013 in Irlanda, Lettere dai cervelli in fuga alle Istituzioni, Storie di Italiani in Giro

Capita a volte di avere un desiderio irrefrenabile di capire il perche’ delle cose. Soprattutto quando queste vanno male.

Dall’estero stiamo assistendo, da anni, ad uno scempio effettuato dai “soliti ignoti” (ma anche dai celeberrimi noti) ai danni del nostro Paese, l’Italia.

Uno scambio di email con uno dei responsabili dell’area Comunicazione della Regione Toscana (in particolare con il responsabile dello staff dell’ Assessore Cultura e Turismo della Regione Toscana) ha portato alla mia email che potete leggere qui di seguito, cui non e’ seguita alcuna ulteriore risposta. La mia prima email voleva cercare un qualsiasi tipo di supporto da parte della mia Regione in occasione di alcuni eventi culturali organizzati in Irlanda focalizzati sulla Toscana. In pratica, ho esteso l’invito a partecipare questi eventi anche allo staff dell’Assessore Cultura e Turismo della Regione Toscana e ho chiesto del supporto per ricevere del materiale cartaceo o consigli su dove recuperare alcuni video e info ufficiali circa la mia Regione.

Ho voluto condividere la mia perplessita’ circa il “modus operandi” delle nostre Istituzioni con voi della community, sapendo che tutto il mondo e’ paese……ovvero che in Toscana, Sicilia o in Piemonte, l’atteggiamento dei nostri “burocrati” e’ purtroppo lo stesso, ovvero di placida indifferenza verso cio’ che li circonda.

Ho omesso i nomi delle persone coinvolte nel rispetto della loro privacy.

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Buongiorno M.,

La ringrazio per la sua risposta.

Le spiego il mio punto di vista:

Solitamente non nutro pensieri astiosi e qualunquisti verso le Istituzioni tutte (esempio: “non c’e’ speranza di cambiamento dato che sono tutti uguali e stanno sempre tra di loro”) ma devo ammettere che viene facile pensare che a fare e decidere siano sempre gli stessi e Toscana Promozione non e’ che l’esempio di questo sistema, cosi’ come altri enti.

Mi fa molto piacere sapere che la Regione Toscana porti avanti in tutto il mondo campagne di promozione del territorio e delle sue tradizioni. C’e’ da dire, sempre con idee che partono dall’alto, ovvero dalle cosiddette stanze dei bottoni, coinvolgendo conoscenze che rientrano al massimo entro i “due gradi di separazione”. 

Onestamente io di “Arcobaleno d’estate” non ne ho sentito parlare, eppure famiglia e amici vivono in Toscana e mi tengo aggiornata tramite i quotidiani online.

Il punto, caro M., e’ che le persone come lei ed i suoi colleghi, preparati e dediti al lavoro che svolgete, non effettuate indagini sui motori di ricerca per cercare persone, associazioni, “situazioni” che sfuggano dai soliti sentieri tracciati e che portino olio nuovo al meccanismo.

Ricevo ogni giorno sulla posta dell’Associazione Culturale di cui faccio parte email da Italiani che vogliono cambiare vita, lavoro, Paese! Cosi’ come email da Irlandesi e Italiani che vorrebbero organizzare eventi con noi. 

Perche’ ci contattano? Semplice, perche’ ci trovano su internet.

Vi interrogate veramente sull’efficacia della Comunicazione esterna delle vostre iniziative? Di Toscani nel mondo ce ne sono tanti certo, ma non cosi’ tanti come altri..sa perche’? 

Si dice che in Toscana si viva meglio che in altre regioni, difatti di Toscani stanziali in Irlanda ne ho conosciuti relativamente pochi.

Non penso sia difficile contattare i Toscani residenti all’estero (iscritti nei registri A.I.R.E.) e informarsi su quello che fanno e chiedere se vogliano diventare “ambasciatori del brand Toscano nel mondo”.

Non sarebbe una cattiva idea, non trova?

Per il resto, il portale del turismo della regione e’ utile e ben fatto. Cosi come altri siti, molti in inglese e fatti da americani, che raccolgono molte informazioni sulla nostra storia e le nostre consuetudini.

Vorrei che si abbattesse quel muro di gomma che divide il mondo in due, chi ha “connections” e chi non ne ha.

Tale A. P., presentatomi nella email inviatami dalla segreteria dell’Assessore Cultura e Turismo, come Dott.P. in classico stile Italiano che implica l’apporre il “titolo” prima della “mansione”, non ha ovviamente pensato a fare un passo avanti, perche’ non fa parte del suo lavoro. Raramente in Italia il passo in piu’ e’ premiato (in inglese “go the extra mile”), tanto vale non farlo, si conservano energie.

Lei oggi invece ha fatto la differenza, rispondendo alla mia email e interrogandosi su cosa non ha funzionato.

Io continuero’ a promuovere il “marchio Toscano” in Irlanda e possibilmente anche in UK, puntando sulle mie forze.

Se potessi utilizzare questa email come strumento di comunicazione verso una classe dirigente che non ascolta piu’, direi che e’ inutile parlare di fuga di cervelli e di un Paese che si sta impoverendo culturalmente se poi non si cambia rotta e anche in modo deciso.

Cambiare rotta vuol dire instaurare un dialogo con quei laureati che avevano voglia di fare e con quei giovani che non hanno mai concluso gli studi perche’ hanno capito prima degli altri la sterilita’ di tale percorso.

Un Paese civile fa di tutto per richiamare a se’ i propri figli. Le segnalo il link di The Gathering Ireland http://www.thegatheringireland.com/ . 

Nel 2013 in Irlanda si celebra il “ricongiungimento”. Di famiglie, amici, cittadini. Ovvero di tutti coloro che molti anni fa partirono da un’Irlanda povera alla volta degli Stati Uniti principalmente e poi di altri paesi. 

The Gathering e’ un evento focalizzato sulle persone.

Le auguro una buona giornata,

Grazie ancora per la sua cortesia 

Costanza

-

 

Intervista a Daniele,Giovane Italiano in Irlanda

November 20, 2013 in Irlanda

Abbiamo intervistato Daniele, giovane laureato friulano, emigrato in Irlanda in cerca di fortuna, dopo aver perso il lavoro in Italia.

 

Ecco la sua intervista.

 

Quanto tempo fa hai lasciato l’Italia e per quali motivi ?

Ho lasciato l’Italia a ottobre del 2012, poichè a marzo avevo perso il lavoro. Non ho pensato immediatamente all’espatrio ma avevo deciso di fare alcuni tentativi per cercare di ricollocarmi nel mondo del lavoro. A giugno ero riuscito a trovare  un lavoro stagionale per 3 mesi in un supermercato come banconiere e nel frattempo cercavo altre opportunità ma con scarsi risultati, quindi ho preso la decisione di partire.

Perchè hai scelto di venire in Irlanda.

Ero già stato in Irlanda nel 2009 per circa 4 mesi. Avevo appena conseguito la laurea e prima di seguire un master volevo migliorare il mio inglese, ho quindi cercato su internet un’agenzia che mi consigliasse e aiutasse a trovare e organizare un viaggio studio in una località anglosassone. Mi è stata consigliata l’Irlanda per via delle sue ottime scuole di lingue e per la non molto alta (nel 2009) concentrazione di italiani. Il personale dell’agenzia mi dise anche che l’inglese parlato in Irlanda era anche molto più pulito e da sempre meno soggetto ad altre influenze linguistiche.

Come ti sei ambientato nel primo periodo,hai studiato inglese?

Ho visuto a Dublino con una famiglia irlandese e contamporaneamente seguivo un corso full-time di inglese. L’esperienza è stata fantastica, ho imparato tantissime cose e migliorato notevolemente il mio inglese. L’esperienza in famiglia è secondo me insostituibile, indipendentemente dall’età ti permette di conoscere le vere abituidini di un popolo, i modi di dire e molto altro della vita degli irlandesi. La consiglio vivamente, da quel momento l’Irlanda mi è sempre rimasta nel cuore, ecco perchè ho deciso di ritornarvi.

Come è andata con la ricerca del lavoro? Hai riscontrato differenze con l’italia?

La ricerca del lavoro non è stata facile ma devo ammettere che sono stato molto fortunato. Ho trovato lavoro esattamente 10 giorni dopo il mio arrivo a Cork. Questa volta ho deciso di cambiare città perchè sapevo che a Cork (ma anche a Dublino) hanno la loro sede europea tante multinaionali. Avendo già vissuto sapevo che Dublino è un città molto cara, ho scelto Cork perchè più economica ma con buone possibilità di trovare un lavoro. Ho inizato a lavorare nel Customer Service di Amazon, da gennaio 2013 vivo ad Athlone e lavoro come Analista Dati per una società di ricerche i mercati. Per quanto riguarda le differenze con l’Italia posso dirti che c’è un modo diverso di concepire il ruolo tra i capi ed i subalterni. Aiutati anche dalla lingua (sai che in inglese il “lei” come in italiano non si sua) nel contesto lavorativo i dipendenti vengono aiutati ed ascoltati. La cosa che poi apprezzo di pù e la formazione, il fatto che quando inizi un nuovo lavoro le cose te le spiegano. In Italia ho cercato per tanto tempo qualcuno disposto ad insegnarmi a sviluppare nuove competenze ma nulla da fare, non credo che questa mancanza sia dovuta solo all’altissima tassazione delle imprese ma credo che abbiano perso la cultura del trasmettere la conoscenza.

Cosa ti ha colpito maggiormente della cultura Irlandese

Già la prima volta che ero stato quì rimasi subito colpito dall’accoglienza riservatami, nn solo dalla famiglia ma da tutte le persone che avvevo conosciuto e con le quali sono ancora in contatto. Certo che dipende sempre dalle persone che incontri ma per mia esperinza posso dirti che gli irlandesi sono persone molto “alla mano”, disponibili e molto umili.

Quali sono le cose che maggiormente ti mancano dall’Italia

In Italia ho ancora la mia ragazza Alessandra (che non ha nessuna intenzione di spostarsi) i miei genitori, fratelli ed alcuni amici. Sono queste le cose che mi mancano tutti i giorni più volte al giorno.

A chi volesse studiare e imparare l’inglese,dove consiglieresti di studiare?

A chi volesse studiare l’inglese consiglierei di venire quì dove sono io, la scuola non costa molto, la cittadina è molto meno cara della media irlandese e cosa molto importante ci sono pochissimi italiani, quindi poche tentazioni di parlare la propria lingua. Se volete maggiori informazioni contattatemi sul sito!

C’è un luogo in particolare dell’Irlanda che ami di più?

Il posto che mi è piaciuto di più è sicuramente Dublino, la ritengo una città a misura d’ uomo, con diversi servizi (anche se non sempre sono ottimali) buone oppotunità di impiego e possibilità di divertimento. Devo però dire che provenendo da Latisana, un piccolo paese del Friuli Venzia Giulia, giorno dopo giorno mi sto abiuando alla vita del piccolo e caratteristico paeseino irlandese. Ciao a tutti e grazie del vostro tempo!

Grazie a te per il tempo riservatoci !

 

Francesco a.

A Mosca 30 squat e non paghi la Metro!

November 18, 2013 in Russia

La metroplitana a Mosca, In questi giorni, si può anche pagare in sudore.

I funzionari della città hanno installato le macchine che mettono alla prova i pendolari in maniera fisica, con una serie di Squat. Basterá farne semplicemente 30, piegare completamente le ginocchia , e ottenere un biglietto gratuito. E’ un idea creata per promuovere l’esercizio in vista delle Olimpiadi invernali del prossimo anno. Guarda come la macchina della biglietteria-squat funziona nel video qui sotto cliccando sull’apposito link :

Metro Mosca Squat 

Alexander Zhukov, presidente del Comitato olimpico russo, ha detto al RIA-Novosti newswire: “Abbiamo voluto dimostrare che i Giochi Olimpici non sono solo una competizione internazionale che la gente guarda in tv, ma che è anche da acquisire nella propria quotidianeitá per migliorare la propria vita. ” Molti sono stati giá i partecipanti aderenti a quest’iniziativa che hanno voluto viaggiare gratis dopo la repentina attivitá fisica e questa notizia sta facendo il giro del mondo, con moltissimi video e immagini.

Un iniziativa divertente e anche economica! Magari facessero tutte le metro con questo macchinario… con  qualche difficoltà di prima mattina, si arriverebbe al lavoro già in forma!

 

Francesco A.