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December | 2013 | Italiani in Giro, Italiani all'estero, Lavoro all'estero per Italiani

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Vivere e lavorare a Boston: l’intervista a Rossella

December 30, 2013 in Boston, Stati Uniti, Storie di Italiani in Giro

Ciao, sono Rossella, siciliana di 27 anni, traduttrice, insegnante di italiano per stranieri e mediatrice culturale. Ah! Dimenticavo la cosa più importante: amo vivere all’estero!

Lo scorso anno (2012 ndr)ho avuto la straordinaria opportunità di vivere in una città americana, la splendida Boston. Un’esperienza che ha richiesto grande spirito di apertura, flessibilità e adattamento, prova che ho superato brillantemente e della quale serbo bellissimi ricordi. Ho deciso di trasferirli in racconto nel mio blog http://farfallanelmondo.altervista.org/, uno spazio in cui raccoglierò le mie esperienze fatte all’estero, insieme ad una serie di informazioni che potranno aiutare coloro che vorranno intraprendere un viaggio o un’esperienza di vita nelle destinazioni descritte.

Ciao Rossella, come hai avuto questa opportunita’?

Si è trattato di un’opportunità scoperta per caso e all’ultimo minuto, durante una serata trascorsa in casa con un’amica, a pochi giorni dalla laurea. Mentre navigavo su internet, l’annuncio di un programma di stage proposto dal Ministero degli Affari Esteri da svolgere presso Consolati e Ambasciate di tutto il mondo, balzò subito ai miei occhi! Avevo pochissimo tempo per compilare l’application e scegliere una destinazione tra quelle proposte. Mi piaceva l’idea di giocare un po’ con il caso, quindi scelsi la destinazione ad occhi chiusi. E devo dire che il caso seppe darmi la risposta giusta! Circa un mese dopo ricevetti la grande notizia, la mia candidatura era idonea! Organizzai il tutto in poco tempo e partii alla volta degli States!

Di cosa ti sei occupata?

Lavoravo all’Ufficio scolastico del Consolato Italiano di Boston. Gestivo i contatti con altri enti locali che si occupano della promozione e della diffusione della lingua e della cultura italiana, collaboravo con l’insegnante ministeriale di italiano nelle scuole e svolgevo attività di front office fornendo informazioni sui sistemi educativi americano e italiano, sia ad un’utenza italiana che straniera.

Qual e’ il posto che ti ha piu’ colpito?

Boston è sì una città americana, ma forse la meno americana degli USA. L’architettura, infatti, presenta rimandi europei, solo in alcune zone spiccano alti grattacieli e inoltre è una città molto verde. Un luogo che ho apprezzato molto è in realtà un percorso che si compone di tanti luoghi, noto con il nome di Freedom Trail (il sentiero della libertà), ovvero un percorso lungo 4 km da seguire piacevolmente a piedi, che collega i principali siti storici coloniali della città e accompagna il visitatore nell’esplorazione delle tappe principali che hanno caratterizzato la storia di questa città.

Le principali differenze che hai trovato nel settore lavorativo rispetto al sistema italiano.

Avendo lavorato con italiani e comunque all’interno di un’istituzione italiana, posso dare un semplice parere circoscritto a ciò che ho osservato al di fuori della stessa, passeggiando per le vie del centro, entrando nei vari negozi o frequentando bar e ristoranti. Gli uffici pubblici erano molto efficienti, il personale puntuale e preciso. Fare la coda non era per nulla traumatico perché si faceva presto a smaltirla. Gli orari di apertura e chiusura di alcune attività commerciali sono leggermente differenti ai nostri: si apre bottega molto presto e si prosegue no stop più o meno fino alle cinque o sei del pomeriggio. Nei bar e nei fast food il personale sembrava composto da macchine e non da persone: programmati per fare tutto di corsa, dire sempre le stesse cose, giusto un sorriso al cliente e … avanti il prossimo! L’elevato costo della vita impone agli abitanti di Boston di portare avanti più lavori contemporaneamente e questo, a mio parere, condiziona molto sia le relazioni sociali che quelle strettamente familiari.

Cosa cambieresti degli USA? e cosa dell’Italia?

Beh, questa domanda richiede un’analisi molto ampia e articolata, nonché un’approfondita conoscenza di una realtà complessa ed eterogenea quale è quella degli USA. Mi limiterò a mettere in evidenza quei tratti comuni che ho riscontrato nelle sei località visitate e che hanno fatto sviluppare in me la consapevolezza che non avrei potuto vivere lì a lungo termine, nonostante la positività dell’esperienza.

Il clima: un’isolana come me non avrebbe sopportato a lungo un clima freddo, piovoso, grigio e caratterizzato da forti escursioni termiche.

Il cibo: non voglio fare l’italiana che si vanta della propria cucina ma sfido lo stomaco e il fegato di chiunque a resistere ad un bombardamento continuo e costante di grassi e calorie. No, grazie!

Le relazioni interpersonali: spesso l’interazione con gli altri era ridotta a zero per via dell’intensità del lavoro e del progresso tecnologico. Ci si poteva benissimo sentire soli in mezzo ad una marea di gente e credetemi, questo è davvero insostenibile per un italiano socievole che ama il dialogo, divertirsi e comunicare con gli altri.

Tuttavia, sono tante le cose che ho ammirato e che purtroppo stento a ritrovare in alcune parti d’Italia, in primis nella mia regione.

Innanzitutto il rispetto dei beni e degli spazi comuni, ad esempio. Il rispetto verso la propria città, il rispetto delle regole, il rispetto verso gli altri.

La capacità di saper sfruttare e gestire le proprie risorse, seppur minime, incrementando così alcuni settori professionali.

Lo spirito competitivo accompagnato ad un pizzico di umiltà che spesso in Italia manca e che ci fa risultare meno vincenti rispetto alle nostre potenzialità e possibilità.

Qual e’ il settore piu’ florido? Ci sono molti italiani che lavorano o investono?

Per rispondere a questa domanda riporto il link di un articolo pubblicato sul sito ufficiale del Consolato Generale d’Italia in cui si parla di un’importante associazione di professionisti (che cito anche all’interno del mio blog) che opera a Boston e dintorni. http://www.consboston.esteri.it/Consolato_Boston/Menu/I_Servizi/Fare_affari_nel_paese/Business_locale/

Che consiglio daresti ad un italiano che vorrebbe trasferirsi in USA?

Il primo consiglio che mi sento di dare è quello di studiare bene la lingua. L’American English non è di così immediata comprensione come molti sostengono, sia nella pronuncia che nel lessico. Partire quantomeno con un orecchio un po’ allenato potrebbe essere già un punto a proprio favore.

La realtà, poi, non è soltanto quella presentata nei telefilm. Bisognerà fare i conti con una realtà multietnica, questo vuol dire imparare a dialogare con diverse culture, convivere con esse rispettandole in tutto. Chi non possiede emotivamente questo genere di elasticità, temo che difficilmente riuscirebbe a muoversi all’interno della multiculturalità.

Augurando, di cuore,  buona fortuna a tutti i viaggiatori che lasciano l’Italia per costruirsi le basi di un futuro migliore altrove, invitandoli a non aver paura dell’incerto, vi saluto con queste parole che spesso mi hanno aiutata a superare i momenti di dubbio e incertezza:

“Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite.
 Mark Twain

Cristiano Prudente


Ultimissime offerte di lavoro per italiani a Londra

December 24, 2013 in Offerte di lavoro per Italiani all'Estero

Ultimissime offerte di lavoro per italiani a Londra


Vivere e lavorare in Scozia: l’intervista ad Antonio

December 20, 2013 in Europa, Regno Unito, Storie di Italiani in Giro

Ciao io sono Antonio, ho 27 anni e da circa un mese mi sono trasferito in Scozia. Ho una laurea magistrale in Ingegneria Civile ed un Master Universitario in Project Management of Civil Structures and Infrastructures.
Ho studiato e vissuto in Sicilia, in una cittadina sulla costa tirrenica a meta’ strada tra Messina e Palermo. Dopo la laurea ho deciso di intraprendere un cammino di “internazionalizzazione” che possa arricchire il mio bagaglio culturale e migliorarmi anche come persona. Cosi’ ho deciso di frequentare il Master Universitario al Politecnico di Milano ed adesso eccomi qui’… Nella fredda Scozia…
Se devo essere sincero questa scelta e’ stata molto ponderata e risulta anche adesso molto difficile da sostenere, soprattutto per me che ho una relazione stabile da molti anni, ma nella vita “nessuno ti regala nulla”. Spero che la mia ragazza, in accordo con i suoi impegni lavorativi, possa presto raggiungermi qui’.

Ecco la sua intervista

Ciao Antonio, perche’ hai lasciato l’Italia?
Ciao! Grazie per la tua intervista. Io ho sempre avuto una certa “ambizione” ad andare in giro per il mondo per fare esperienza e conoscere nuove culture. Dopo la mia laurea e il mio master universitario si e’ presentata l’occasione di andare a lavorare in Scozia per una grossa azienda americana nell’ambito del piu’ grande lavoro del Regno Unito e nn mi sono fatto scappare questa occasione.

Da quanto tempo vivi ad Edimburgo?
Sono arrivato in Scozia il 15/11/2013, quindi diciamo che sono ancora una “matricola” :) Per la precisione al momento vivo in North Queensferry, che e’ parecchio vicino al mio luogo di lavoro, ma conto di tresferirmi ad Edimburgo citta’ al piu’ presto.

Di cosa ti occupi?
Sono un ingegnere civile, e qui’ lavoro nel “Cable Stay Bridge Department” come Graduate Engineer. Il lavoro in questione riguarda la costruzione del nuovo ponte strallato sul Forth (Forth Replacement Crossing).

Quali sono i punti a favore della vita scozzese? e quali quelli negativi?
Qui’ si apre un capitolo che potrebbe essere abbastanza ampio. Diciamo che mi sono scoperto un “forte amante” dello stile di vita italiana da quando vivo fuori per motivi di studio e di lavoro. A favore c’e’ una grande cordialita’ nei confronti degli stranieri (cosa che mi ha sorpreso) ed un forte senso civico che purtroppo manca nel nostro “belpaese”. Si nota subito una ottima organizzazione dei trasporti pubblici, rispetto per l’ambiente ed una crisi che in realta’ qui’ nn si avverte. Poi basta guidare senza una meta precisa su e giu’ per le colline scozzesi che si viene rapiti da panorami unici e mozzafiato. Per quanto riguarda i punti negativi prevalgono, a mio parere, il PESSIMO CLIMA ed il PESSIMO CIBO (dopo una settimana comincerete a sentirvi in crisi d’astinenza da caffe’ espresso ahahahah).

Quale posto ti ha colpito di piu’ ad Edimburgo?
Edimburgo e’ una citta’ splendida ed a mio avviso bisogna viverci per molto tempo per riuscire a cogliere quelle bellezze nascoste che offre… Cmq le prima cosa che saltano subito all’occhio quando si arriva in citta’ sono il parco verde proprio in fronte alla stazione ferroviaria di Waverley e l’imponente castello che domina la citta’ dalla collina.

Che consiglio daresti ad un italiano che vuole trasferirsi ad Edimburgo?
Intanto io nn penso di essere gia’ in grado di potere dare consigli ma mi sento di dire una cosa, nn e’ “facile” come si potrebbe pensare. Soprattutto per noi italiani che tendiamo, ed a volte pretendiamo, di mantenere tutte le nostre abitudini in qualsiasi posto andiamo. Bisogna mettere il cuore in pace e accettare il fatto che siamo “ospiti” in una terra con cultura e stili di vita differenti dai nostri… per il resto ci vuole una forte motivazione, e anche un po’ di fortuna nn guasta mai… In Bocca al lupo a tutti…!!!

Vi lascio con un aforisma che secondo me coglie il concetto che tutti nel blog cerchiamo di fare nostro.
Il mondo è un libro. Chi non viaggia ne legge una pagina soltanto. (Sant’Agostino)

Cristiano Prudente dal blog italianiedimburgo


Vivere e lavorare in Brasile: il blog Dieci anni di Giuliano e Katia

December 19, 2013 in Brasile, Storie di Italiani in Giro, Sud America

Abbiamo intervistato Giuliano e Katia del blog  www.blogdiecianni.blogspot.it. 

Ci raccontano la loro storia..e molto altro! :)

Ciao, Giuliano e Katia, perche’ avete lasciato l’Italia?

Giuliano:

A questa domanda rispondo io, dato che Katia è nata e cresciuta in Brasile… Nel 2003 creai e fondai un’associazione di volontariato, darearte onlus, la quale missione era di dare opportunità e sostegno a bambini in stato di difficoltà sociale. Lo stesso anno conobbi il Brasile e, immediatamente, Katia, che fu una delle prime volontarie dell’equipe che formai nella sua città, dove installammo la sede distaccata.

Nel 2007 decisi di trasferirmi definitivamente in Brasile e sposare Katia.

La scelta del cambio di Paese era dettata dalle risposte che ottenevo, in Brasile e in quell’esatto periodo della mia vita, connesse con ci che intimamente cercavo.

Per ci che mi riguarda, non scelsi di cambiar Paese per una questione economica o per la storia sentimentale che stavo vivendo, ma per la ricerca di ci che profondamente necessitavo.

Uno sviluppo ed una crescita personale, una conoscenza più ampia delle mie capacità, una sperimentazione esistenziale e concreta, più libera e aperta.

 

Di cosa vi occupate?

Giuliano:

Katia è professoressa in Arte, Clown professionista, pittrice, scultrice, danzaterapeuta, un artista completa. Ama realizzare laboratori con bambini, anziani e persone di ogni età diversamente abili, e dovreste vederla come ogni volta si commuove (e fa commuovere) per ci che scambia!

Io, attualmente, sono impegnato nella realizzazione di un video documentario e, insieme a Katia, alla creazione di un libro che stiamo presentando in un blog, oggi al suo 5° capitolo, che racconta del nostro percorso, in questi dieci anni di vita vissuta insieme, tra il Brasile e l’Italia. (www.blogdiecianni.blogspot.it)

Katia:

E siamo sempre volontari!

Io faccio danzare e ridere bambini e anziani e Giuliano è nelle cure palliative. Abbiamo deciso di sciogliere l’associazione che avevamo creato, dopo 10anni di attività, all’inizio del 2013, ma noi continuiamo nella solidarietà.

 

Le principali differenze che hai trovato nel settore lavorativo rispetto al sistema italiano. 

Katia:

Che dire? Il nostro lavoro lo inventiamo noi e continuiamo ad inventare modalità nuove e creative di lavoro senza badare al Sistema. Le sfide e le regole del mondo lavorativo all’interno di un sistema competitivo, in Brasile e in Italia, non sono poi tanto diverse.

Cosa cambieresti del sistema brasiliano? e cosa dell’Italia?

Katia:

Cambiare il mondo esterno è un lavoraccio, e forse una vita sola non basta. Per questo abbiamo deciso di cambiare prima noi stessi, scegliendo un lavoro “inventato” con radici solidali.

Esistono molte persone che fanno lo stesso, mettendo in discussione le “verità” che hanno imparato, cambiando Paese, lingua, ma principalmente modo di pensare e di vedere il Mondo.

Credo che uscire dalla mia “cultura” sia stato il primo passo per trasformare le mie idee.

 

Qual e’ il settore piu’ florido? Ci sono molti italiani che lavorano o investono?

Katia:

Esistono molti italiani, che investono in Brasile ed hanno delle attività commerciali molto prospere, forse traendo profitto dalla differenza tra i valori dell’Euro e il Real, la moneta brasiliana.

Ma non so come possono convivere con le contraddizioni sociali presenti nel Paese, una situazione sociale considerata una delle piu’ ingiuste al Mondo, una realtà con la quale ci siamo confrontati per dieci anni, attraverso le nostre attività solidali.

Giuliano:

Sul settore più florido, noi non ne sappiamo davvero nulla. Sappiamo che lo stato di Sao Paulo (ricordiamo che il Brasile è immenso!) ha caratteristiche molto differenti da altre regioni, e noi abbiamo vissuto solo quella zona del Paese.

Sappiamo quanto abbia influito l’imponente flusso migratorio italiano dal dopoguerra ad oggi, cambiando persino la lingua.

Pertanto, ritengo che un italiano a Sao Paulo potrebbe sentirsi, forse nell’immediato, anche a “casa”.

Personalmente ho rifiutato di lavorare a Sao Paulo, nonostante volesse dire per me un salto economico e un grande slancio per la mia “carriera”. Lo stile di vita di una delle più grandi metropoli del mondo, non è tollerabile a tutti. Per chi ha figli, sopratutto, non è certo il posto migliore da scegliere, ma forse questo anche vale per ogni altra grande città…ma alla tua domanda, credo che si possa rispondere: si, ci sono moltissimi italiani che investono e che lavorano a Sao Paulo e in altre parti di quell’immenso straordinario “Pianeta” che è il Brasile.

 

Che consiglio daresti ad un italiano che vorrebbe trasferirsi in Brasile?

Giuliano:

Credo che un consiglio generico non sarebbe buon suggerimento, semmai potessi formularlo, ma si pu dire che, prima di tutto, occorre aver chiaro il personale e reale motivo dell’idea di trasferirsi e, cosa che si evince anche dalle nostre succinte risposte, occorre trovare un legame personale con il luogo prescelto, che vada aldilà di interessi di straordinario lucro o di straordinario successo.

Il viaggio in sè, la ricerca e la sperimentazione, sono le meraviglie da vivere.

Gli obiettivi si formano nel cammino e indicano il percorso migliore da seguire. E, riuscendo a far incontrare ci che si ama con ci che si vuole essere in quel momento, tutto diventa straordinario.

Anche il lucro e il successo, se sono nei propri desideri.

Ma se proprio un italiano mi chiedesse un consiglio per trasferirsi in Brasile, dopo avergli chiesto: “perchè?”, gli direi: “buon viaggio, amico mio.”

 

Comunque sia, non sapendo se con queste risposte siamo stati utili a qualcuno, vogliamo renderci a disposizione per tutti coloro che vogliono una nostra opinione personale (non un consiglio)

Nel caso ne avessero bisogno, saremo lieti di rispondere:

emaildiecianni@gmail.com

E vi rimandiamo alla nostra storia, che di certo racconta qualcosa di più: www.blogdiecianni.blogspot.it

Grazie a tutti e buon viaggio.

Cristiano Prudente

Consigli utili per volare con i bambini

December 18, 2013 in Europa, Francia

Partire per una vacanza o iniziare una nuova vita assieme ai propri bambini non è sicuramente una cosa semplicissima, ma da qualche tempo è disponibile questa guida con regolamenti e consigli per viaggiare in compagnia dei propri figli.

La prima parte della guida si concentra sulle norme generiche, che riguardano ad esempio l’obbligo di presentare un documento di riconoscimento per ogni bambino, specificando magari in sede di richiesta, che si tratta di documenti specifici per viaggiare. Per i neo genitori è importantissimo sapere anche che i bambini al di sotto dei 7 giorni d’età non possono viaggiare, visto che ad esempio le condizioni di pressurizzazione presenti all’interno della possono rivelarsi particolarmente pericolose.

La successiva sezione riguarda invece i regolamenti delle più conosciute compagnie aeree. Ognuna di queste applica norme differenti per quanto concerne i neonati (0-2 anni) e i bambini (2-12 anni). Come regola base, le compagnie tradizionali sono quelle più generose per quanto concerne la prole, mentre le low cost fanno pagare quasi sempre il biglietto pieno.

Se si sta cercando un volo per Parigi, con Air France ad esempio i bambini possono usufruire di sconti che vanno fino al 15% per i voli nazionali e ad un massimo del 33% per quanto riguarda le tratte internazionali. Nel caso si opti invece per la Ryanair, i neonati pagano una tariffa fissa di 30€, mentre i bambini da 2 a 12 anni pagano lo stesso prezzo degli adulti. L’azienda irlandese non dispone di sedili supplementari per i neonati, mentre rialzi per sedie e culle possono essere ammesse dietro pagamento di una tassa per attrezzature infantili, il cui peso non deve superare i 20 kg.

La terza parte della guida presenta tutta una serie di utili consigli per preparare al meglio il viaggio con i bambini. E’ bene tenere a mente che i bambini mal sopportano gli spazi chiusi e che il dover stare una o più ore seduti, li può fare sentire parecchio nervosi, fino a farli piangere e complicare il viaggio. Consigliato a questo proposito, portare con se tutto il necessario per farli divertire durante il volo e le attese, oltre che farli “sfogare” il più possibile presso i baby corner e gli spazi verdi.

Per chi ha l’esigenza di far viaggiare i bambini da soli, diverse compagnie aeree presentano servizi d’accompagnamento indirizzati ai minori dai 5 ai 12 (o 14) anni. Questi servizi prevedono che una volta in aeroporto, i bambini vengano accolti da personale di fiducia al banco accettazione, dove attendono insieme il momento dell’imbarco. Successivamente vengono accompagnati a bordo dell’aereo e affidati a personale di cabina.

Articolo tratto dal blog italianifrancia


Amsterdam: il Light Festival

December 17, 2013 in Europa, Olanda

Dal 6 Dicembre al 19 Gennaio ad Amsterdam c’e’ il Light Festival, spettacolo di luci e colori per festeggiare i 400 anni dei canali, patrimonio dell’Unesco.
La capitale olandese e’ protagonista di un mix di luci e colori con piu’ di 30 opere di grandi artisti internazionali.
Due sono gli itinerari creati appositamente per ammirare l’Amsterdam Light Festival, uno e’ quello pedonale, chiamato “Iluminade”, un percorso da fare a piedi nel centro storico, visitando i giochi di luci e colori e l’altro, da percorrere navigando i canali della città, chiamato“Water Colors”.
Potreste fare un tour anche al Museo dei Canali, che permette di scoprire la storia dei canali di Amsterdam e della loro costruzione nel XVII secolo, a maggior ragione del 400esimo compleanno del cosiddetto “ring”.

Per ulteriori informazioni visitate il sito del Festival.

Cristiano Prudente dal blog italianiamsterdam.net


Notizie curiose: svelato in USA l’uomo delle “ricche mance per Gesu’”

December 17, 2013 in America del Nord, Los Angeles, Stati Uniti

Svelato in USA il famigerato uomo che rilasciava mance molto benevoli nei ristoranti. Ricordiamo che in Usa le mance sono obbligatorie ma…queste sono state davvero esagerate!!…si parla anche di 10mila dollari a cameriere su conti irrisori.

Si tratterebbe dell’ex vicepresidente di Paypal, Jack Selby, il quale fece scalpore per la ricca buonauscita dopo il licenziamento dalla famosa azienda, che offre servizi di pagamento online e di trasferimento di denaro tramite Internet.

L’uomo, che firmava le ricevute con l’account twitter “@tipsforjesus“, era solito dedicare le sue azioni benefattrici a Gesu’, specificandolo anche sul suo account Instagram.

Che siano stati solo gesti per il periodo natalizio o si ripeteranno, intanto il sospettato non conferma ne’ smentisce!

Cristiano Prudente


Vivere e lavorare a Malta: “Quei2Malta”

December 16, 2013 in Europa, Malta, Storie di Italiani in Giro

Ciao, siamo Eride e Odoardo, una coppia che vive da poco più di 6 mesi a Malta

Io, Eride, laureata in Mediazione linguistica e culturale e Odoardo in Relazioni internazionali. Ex Erasmus, ex londinesi ma continuamente in cerca di nuovi stimoli e nuovi posti. Abbiamo creato un blog che parla di noi, dell’isola, dei consigli su cosa fare e di corsi di inglese a prezzi scontati (http://www.quei2malta.com/).

Ciao Eride e Odoardo, perche’ avete lasciato l’Italia?
1) Un nostro caro amico che viveva e lavorava a Malta, un giorno di inizio primavera ci chiese “Ma perché non venite a Malta a cercare lavoro?”. Visto che eravamo disoccupati, l’unica risposta che ci venne in mente fu “Perché no?”. Prenotammo un volo superlow cost e partimmo. Io lasciai decine di CV (feci volantinaggio) in tutte le scuole di inglese dell’isola e Odoardo cercò diverse organizzazioni internazionali.
Appena rientrati in Italia sono stata richiamata per un lavoro e non abbiamo esitato a trasferirci per una nuova avventura a Malta.
Ma la principale ragione fu per dare un tocco in più ai nostri percorsi studi, ci sembrava una buona idea vivere ancora all’estero.

Di cosa vi occupate?
2) Io, come detto, lavoro in una scuola di inglese nel centro di St. Julian’s, confine con Paceville, la zona di divertimenti per eccellenza; Odoardo sta facendo uno stage all’Ambasciata Irlandese a Malta.

Le principali differenze che avete trovato nel settore lavorativo rispetto al sistema italiano.
3) In Italia non abbiamo avuto molte e soddisfacenti esperienze lavorative, ma con questo non vuol dire che non vi abbiamo mai cercato lavoro, anzi. Cercando lavoro a Malta ci rendemmo subito conto che il Curriculum Vitae lo leggono veramente e anche davanti a te, quindi l’interesse c’è. Le possibilità qui ci sono, ma non cadono dal cielo, bisogna comunque cercarle.

Cosa cambiereste di Malta? e cosa dell’Italia?
4) Di Malta cambieremmo innanzi tutto gli autisti dei trasporti pubblici!
Abbiamo sentito di episodi di “razzismo” da parte di cittadini maltesi verso altre nazionalità, ma a noi non è ancora capitato nulla: nei nostri ambienti lavorativi non vediamo discriminazione, fortunatamente. Un problema che ci piacerebbe risolvere è quello dell’umidità in inverno: si sente veramente molto, quindi attrezzeremmo le case maltesi contro l’umidità e, di conseguenza, la muffa. Attrezzeremmo anche le città con più tombini per quei pochi giorni di pioggia all’anno in cui si allagano tutte le strade.
Ultimo, ma non per importanza, cambieremmo la burocrazia per ottenere la carta di identità maltese: bisogna recarsi alle prime ore del mattino in un ufficio che, se sei fortunato, ti riceve quel giorno, altrimenti dovrai ritornarci il giorno dopo o quello dopo ancora. Sempre se sei fortunato e hai portato tutti i documenti necessari per la domanda (ma non capita mai, un foglio lo dimentichi sempre) devi aspettare circa 3 mesi per ottenere questa fatidica carta d’identità che non ricordi nemmeno più perché hai voluto così tanto.
Dell’Italia, invece, cambieremmo la burocrazia da seguire anche solo per aprire uno studio di traduzioni, i contratti di lavoro che non vanno oltre i sei mesi e la mentalità disfattista di molti italiani.

Qual e’ il settore piu’ florido? Ci sono molti italiani che lavorano o investono?
5) Di italiani a Malta se ne trovano davvero fin troppi: molti lavorano in agenzie di scommesse e nel settore della ristorazione. Questi due settori racchiudono la maggior parte degli investitori italiani a Malta.

Che consiglio daresti ad un italiano che vorrebbe trasferirsi a Malta?
6) Il primo consiglio che mi sento di dare è di non sottovalutare la lingua inglese, ovvero non arrivare a Malta con l’idea di poter parlare solo italiano. Certo, i maltesi lo capiscono, ma per lavoro l’inglese è a dir poco fondamentale; non arrivare qui con l’arroganza di poter trovare lavoro solo perché italiani.
Un altro consiglio è di non farsi aspettative troppo rosee: il lavoro c’è ma bisogna guadagnarselo.

Cristiano Prudente


Anguilla elettrica alimenta albero di Natale in Giappone

December 11, 2013 in Asia, Giappone

in un acquario giapponese, l’ Aqua Toto Gifu Aquarium di Kakamigahara, un’anguilla elettrica alimenta le luci dell’albero di Natale, alto ben 2 metri. 

L’anguilla e’ un pesce d’acqua dolce, che si trova nell’America meridionale, raggiunge i 2 metri di lunghezza ed e’ un predatore che agisce utilizzando la sua capacita’ di generare scariche elettriche di elevata potenza

All’interno dell’acquario c’e’ un cavo di rame e l’anguilla ad ogni suo movimento su di esso genera corrente che viene assorbita da alcune piastre di alluminio che accendono le luci dell’E-tree (denominato cosi’ l’albero di Natale in quanto E sarebbe Eel, anguilla).

E’ un vero e proprio esempio di energia rinnovabile.

L’idea molto originale ha consentito all’acquario di incrementare le visite giornaliere e anche di risparmiare sul consumo di elettricita’  :)

Cristiano Prudente


Microsoft ha annunciato 95 nuovi posti di lavoro a Dublino

December 10, 2013 in Offerte di lavoro per Italiani all'Estero

Microsoft ha annunciato la creazione di 95 nuovi posti di lavoro presso la sua sede a Dublino

La notizia è il risultato dell’espansione della societa’ nella capitale irlandese .

Con un investimento di  170 milioni di euro, il gigante della tecnologia è alla ricerca di personale per le vendite e sviluppo software : 30 sviluppatori di software, 30 per l’area commerciale e 30 altri laureati ad altri reparti .

Il team avrà il compito di svolgere una missione di vitale importanza nel portafoglio di servizi di Microsoft Office , nonché il mantenimento e il miglioramento dell’Ufficio App Store.

Il ministro del Lavoro irlandese ha detto che ” Microsoft ha svolto un ruolo cruciale per attrarre altre multinazionali in Irlanda.”

Attualmente , la società statunitense impiega circa 1.900 a tempo pieno in Irlanda.

Per maggiori informazioni visita il link diretto alle offerte

Cristiano Prudente