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Europa | Italiani in Giro, Italiani all'estero, Lavoro all'estero per Italiani

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Bla Bla Car e il fenomeno della sharing economy

June 25, 2015 in Europa

 

Nato in Francia nel 2004 e poi sviluppatosi in Spagna nel 2009, Inghilterra 2011. Italia 2012. Adesso è presente in 14 paesi, tra cui anche l’India. Bla Bla Car è la piattaforma di ride sharing più utilizzata al mondo per condividere e cercare un passaggio, sia perché’ sono presenti viaggi dai tragitti significanti sia perché’ è possibile utilizzarla anche una sola volta.

Ci sono tre vantaggi principali nell’utilizzo di questo servizio: si risparmia, si conosce gente nuova, si riduce l’emissione di CO2 nell’aria.

I passaggi sono suddivisi in tre categorie a seconda del prezzo, rosso giallo e verde.

E’ facilissimo trovare un passaggio. Dopo essersi registrato al sito bisogna inserire la città di partenza e di arrivo e la data. Successivamente si sceglie il passaggio che preferiamo tra le varie proposte e si contatta il conducente. Ultimo step consiste nel pagamento una volta che conducente e passeggero si incontrano.

Il prezzo è fisso, indipendentemente dal fatto che la macchina possa essere piena o meno, tendenzialmente è suggerito da Bla Bla Car che cercare di trovare un equilibrio tra il prezzo che vorrebbe conducente e prezzo del passeggero.

Dal 2011 in Francia questo servizio è diventato a pagamento per far fronte alle spese crescenti e garantire una maggiore affidabilità. La commissione è di circa il 10 %. Il pagamento non avviene più tramite contanti ma carta di credito, paypal o prepagata. E al termine del viaggio il conducente riceve l’accredito dei contributi. Un’altra novità inserita in questa versione di bla bla car consiste nel potere vedere non solo il profilo del conducente ma anche di tutti i passeggeri.

Bla Bla Car fa parte di questo nuovo fenomeno chiamato sharing economy come ad esempio Airbnb, il portale che mette in contatto le persone che cercano un alloggio, sia per un giorno che per più tempo, con chi possiede dello spazio extra disponibile; si posso trovare qualsiasi tipo di abitazione: stanza singola, appartamento, castelli, ville, barche, baite, igloo. Un altro esempio e’ Uber, che fornisce un servizio di trasporto automobilistico privato attraverso un’applicazione che mette in contatto passeggero e autista.  E’ possibile tracciare il tragitto del autista in tempo reale per capire esattamente la posizione. Grazie a questi sviluppi i cittadini sono sempre più connessi tra di loro. Le aziende di questo tipo di economia non offrono un prodotto standard ma vendono una piattaforma in cui domanda e offerta si incontrano liberamente e attivamente.

Vivere e lavorare in Olanda: l’intervista a Francesca

March 27, 2014 in Europa, Olanda

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Abbiamo intervistato Francesca.

Francesca, parlaci un po’ di te.

Sono una bolognese migrata – in ordine cronologico – a Santiago de Compostela, Parigi, Strasburgo e Groningen. Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione e in Italia lavoravo in agenzia di pubblicità, sono ripartita per l’Olanda perché ho ricevuto un’offerta di lavoro che non potevo rifiutare nell’ambito del marketing. Dopo 4 anni in Olanda, tornerei volentieri in Italia e a un ruolo più creativo.

Il tuo blog nasce dal tuo amore per osservare le diversità nella quotidianità. In particolare ti piace concentrarti sulle diversità tra le pubblicità dei vari paesi.
In che modo pensi che le pubblicità influenzino la mentalità di un popolo?

La pubblicità spesso deve ricorrere agli stereotipi per creare un contenuto che sia riconoscibile e comprensibile a tutti in 30 secondi: si può ricorrerre agli stereotipi più beceri oppure si può usare lo stereotipo con ironia. Fa una bella differenza perché le rappresentazioni che la pubblicità mette in scena entrano nell’immaginario collettivo.

Hai trovato difficoltà ad adattarti al mondo del lavoro olandese?

No, la cultura lavorativa olandese è ammirabile: in ufficio sono fattivi, diretti e disponibili a sentire le opinioni altrui. Ho trovato più difficoltà ad adattarmi all’Olanda al di fuori dell’orario di lavoro! :)

Pensi che ci siano possibilità di lavoro concrete per gli italiani che vogliono trasferirsi in Olanda?

Ora non molte, cinque anni fa era diverso: l’Olanda aveva la piena occupazione, poi la crisi si è sentita anche qua. Ora direi che solo gli informatici hanno possibilità concrete, la domanda di informatici sul mercato olandese è più alta del numero di esperti, per cui devono assumere stranieri qualificati.DSC00310

Cosa deve avere bene in mente un italiano prima di trasferirsi in Olanda?

Bisogna imparare le lingua, se vuoi avere una crescita professionale.

Nel tuo blog parli tutte le cose particolari che ti capita di vedere tutti i giorni abitando in un paese straniero. Qual è la cosa più strana a cui ti è capitato di assistere in Olanda? E negli altri paesi in cui sei stata?

A Groningen, dove vivo, ogni tanto ci si trova circondati da 300 pecore in piena città: il municipio ha al suo servizio un gregge per la gestione eco-compatibile delle banchine e delle aree verdi. Il pastore è incaricato di pascolare il gregge su tutto il verde cittadino: brucando tagliano l’erba gratis e allo stesso tempo gli zoccoli degli ovini muovono il terreno rendendolo più ricettivo per i nuovi semi. Inoltre nel vello delle pecore si impigliano semi e pollini che vengono poi portati in giro dalle bestie diffondendoli nell’ambiente a vantaggio della biodiversità. Naturalmente ci sono anche i giardinieri comunali, la gestione è integrata. Per avere un’idea, guardate il video sul mio blog!

Ho vissuto anche in Spagna, dove l’evento più suggestivo sono state le celebrazioni pasquali: sembrano una processione del Ku klux klan! In Francia ho vissuto in ambienti piuttosto internazionali: non ricordo niente di “strano”.

Potete visitare La deriva dei continenti, il blog di Francesca, a questo indirizzo

Airpnp e il bagno più vicino.

March 21, 2014 in America del Nord, Asia, Europa, Oceania, Sud America

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Quando siamo in giro spesso è difficile trovare velocemente un posto dove poter fare la pipì. Lo sanno bene Max Gaudin e Travis Laurendine, originari di New Orleans, che durante i famosi festeggiamenti per il Mardi Gras si sono spesso trovati ad affrontare il problema di trovare un bagno nelle vicinanze. Per questo hanno deciso di fondare Airpnp.

Creato ispirandosi al sito Airbnb, che aiuta a trovare stanze dove alloggiare, Airpnp aiuta a trovare bagni disponibili in zona. Basta aprire il sito per visualizzare la mappa mondiale che segna tutte le toilette disponibili nelle varie località. Alcuni bagni richiedono un piccolo pagamento, altri sono completamente gratuiti. Ma non solo: le varie toilette sono corredate da foto, descizione e valutazione degli utenti.

Sul sito oltre a poter trovare un bagno per i vostri bisogni potete anche rendere disponibile il vostro, diventando così ciò che Airpnp definisce entrepeeneur, fusione delle parole entrepreneur, imprenditore con pee, pipì. Un imprenditore della pipì.

Per ora è attivo solo il sito internet, in costante aggiornamento, ma i fondatori stanno già lavorando per un’ app per dispositivi mobili.

 

 

Diana Sponza


Progetto Leonardo a Malta: l’intervista a Luana

January 23, 2014 in Europa, Malta, Storie di Italiani in Giro

 

Abbiamo intervistato Luana, di Valguarnera, un paese situato nel cuore della Sicilia, in provincia di Enna. Luana è un ragazza di 30 anni, dopo aver conseguito la Laurea triennale in Giornalismo, si è specializzata in Scienze della Comunicazione Sociale e Istituzionale. Dopo diverse esperienze lavorative eccola qui a Malta.

1. Ciao Luana, raccontaci come mai hai deciso di partecipare al Progetto Leonardo? Quali sono state le tue principali motivazioni? E Come mai hai scelto Malta come destinazione?

Ciao, ho deciso di partecipare al Progetto Leonardo, perché volevo fare un’esperienza all’estero, sia dal punto di vista lavorativo, ma anche perché volevo immergermi in un contesto socio-culturale diverso. Ho scelto Malta, perché quando ho presentato la domanda di partecipazione ero da poco ritornata da Londra, quindi mi sarebbe piaciuto ritornare in un Paese di lingua inglese, però stavolta volevo andare verso il sole del sud.

2. Quali sono  le principali differenze nel mondo lavorativo che hai notato nella tua permanenza? Hai incontrato delle difficoltà e se  si come le hai superate?

Francamente ancora non saprei dirti le differenza tra il mondo del lavoro italiano e quello maltese, perché ho iniziato da poco a lavorare nell’ufficio marketing e comunicazione di un’azienda che si occupa dello sviluppo di software.

3. Pensi che questa esperienza, sotto il profilo professionale e personale, sarà importante per te? Consiglieresti ad un tuo amico di andare a lavorare a Malta?

Sicuramente sì, perché vivere in un contesto nuovo  serve ad allargare i propri orizzonti, per questo  consiglierei di farlo a tutti.

4. Quali sono stati gli aspetti positivi e negativi dello stile di vita Maltese e in generale di Malta?

Beh, devo dire che non noto grandi differenze tra lo stile di vita maltese e quello siciliano.

5. Parlaci un po’ della cucina maltese, consiglieresti ai nostri lettori un piatto tipico o una bevanda particolare che si deve  provare se si va a visitare questa splendida isola?

Finora come piatti tipici maltesi o assaggiato i “Pastizzi”, che sono molto simili alla tavola calda siciliana, e dei dolci a base di mandorle e cacao. Comunque consiglierei di assaggiare un po’ tutti i vari piatti, come penso farò io, durante questi mesi, perché penso che anche attraverso la cucina si possano capire le abitudini di un Paese.

6. Qual è i luogo più bello che hai visitato? E perché ?

Ho visitato vari luoghi, quello che mi ha colpito di più è stata Birgu, conosciuta come la città Vittoriosa e considerata  la capitale marittima di Malta, in questa città-fortezza, si possono ammirare numerose opere architettoniche e chiese, in quanto in passato è stata la sede dei cavalieri dell’ordine di San Giovanni. Ma  il posto che mi ha affascinata maggiormente è stato il Museo Marittimo dovessi possono osservare le imbarcazioni e gli strumenti nautici che venivano usati un tempo.

7. Le lingue ufficiali sono l’inglese e il maltese, ma nelle guide turistiche viene riportato che i 2/3 della popolazione parla pure l’italiano. Data la tua esperienza ci puoi confermare questi dati e potresti dirci  in che lingua ti esprimi abitualmente?

Cerco di parlare in Inglese, comunque è vero che la maggior parte dei maltesi parla pure l’italiano, che ha imparato guardando la TV. Vivendo qui ho scoperto che alcune parole maltesi sono simili a quelle italiane, per esempio per dire arrivederci dicono Ciao, per dire grazie“Grazzi.”

8. Quali consigli daresti alle persone che sono in procinto di partire per la Malta?

Beh, non saprei, anche perché io finora non avuto nessuna difficoltà.

9. Andresti a vivere a Malta ? Motivaci la tua risposta.     

Beh si, potrei anche stabilirmi qui, considerato anche il fatto che per me è a soli 30 minuti di volo da casa.

Rodolfo Borgese da italianimalta


Vivere e lavorare in Austria: l’intervista a Enzo

January 21, 2014 in Austria, Europa, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato Enzo, nato e cresciuto a Torino e come afferma “però è difficile dire che io sia piemontese”.

Si racconta per voi lettori di Italiani in Giro! :)

“Con mio padre pugliese e mia madre sarda ho sempre avuto la maggior parte dei miei amici del sud. Forse proprio questo mix mi ha iniettato tutta questa voglia di viaggiare. Nel 2003 fui così fortunato da trovare un lavoro in Irlanda al call center direttamente dall’Italia e così continuai a cambiare paese per imparare a conoscere nuove lingue e nuove culture fino ad approdare in Austria passando prima dalla Spagna, dall‘Inghilterra e dall’Australia. Ha creato in Austria il progetto Scappiamo.net, che sta diventando velocemente il punto di riferimento per tutti gli italiani che vivono in Austria o che vogliono tentare la fortuna trasferendosi in questa bellissima terra dove la crisi non è ancora arrivata.

Grazie all’aiuto di due sviluppatori spagnoli che vivono in Germania siamo riusciti a creare il primo motore di ricerca del lavoro per italiani in Austria. (http://scappiamo.net/il-motore-di-ricerca-del-lavoro-per-italiani-in-austria)

Con informazioni su come cercare casa, cercare lavoro, imparare il tedesco e anche solo come cambiare la targa della macchina in Austria la vita degli italiani qua viene resa più facile con questo vademecum online.
Ciao Enzo, quali sono le tue motivazioni per aver lasciato l’Italia?
Lasciai l’Italia ormai nel lontano 2003 quando si stava ancora abbastanza bene con la voglia di viaggiare e imparare l’inglese. Poi dopo quasi due anni lasciai Dublino e la mia ragazza per andare a vivere in Spagna per imparare lo spagnolo. Per i primi anni cambiare paese ogni 1-2 è stata quasi una malattia per fortuna ora mi sono calmato e sono 4 anni che vivo nello stesso posto :)

Da quanto tempo vivi ad Innsbruck e di cosa ti occupi?
Come dicevo prima vivo a Innsbruck da 4 anni, sono arrivato per lavorare in una compagnia italiana nel settore del gioco d’azzardo. Ora invece ho cambiato settore dato che in Austria è molto sviluppato il settore della logistica e mi sono buttato in questa nuova avventura che inizierà a breve. Sono contento perchè lavorerò per una azienda austriaca e quindi riuscirò a migliorare il mio tedesco e vedrà la vera realtà lavorativa locale.

Come e’ nato il progetto Scappiamo.net?
Nella mia vita ho sempre pensato: “Chi si ferma è perduto” e quindi ho sempre cercato di migliorarmi e di imparare cose nuove. Data la mia passione per la tecnologia, la fotografia, il video editing ecc…ho voluto aggiungerci anche la creazione di siti internet. Un mondo che mi affascinava e vedendo la crisi italiana sempre più cupa ho voluto condividere tutte quelle informazioni che io conosco benissimo del trasferirsi all’estero perchè l’ho fatto almeno 6 volte. Trasferirsi in un posto nuovo e cominciare da zero non è per tutti, però molti non hanno idea se potrebbe piacergli o meno. Scappiamo.net serve un po’ a questo, vuole essere un piccolo salvagente per chi si tuffa in questa nuova avventura.

Come hai risolto il problema dell’affitto di una stanza? Ti sei rivolto ad un privato o ad un’agenzia?
Io sono stato super fortunato in Austria perchè si è trasferita la mia ragazza prima e poi io l’ho seguita. Molti miei amici cercano casa tramite dei siti privati, in questo articolo ci sono alcuni siti utili per cercare casa in Austria http://scappiamo.net/vivere-in-austria/

Quale zona consiglieresti per l’alloggio? E quale sconsiglieresti?
A Innsbruck ci sono molte zone carine, a me piace vivere sulle sponde del fiume un po’ lontano dal centro (15 min a piedi) ma c’è subito sotto casa il verde degli alberi, il fiume, la pista ciclabile e la gente che corre fin dalla mattina presto. La zona si chiama Hötting. Innsbruck è uno dei posti più sicuri in cui io abbia mai vissuto, l’unica zona che mi sentirei di sconsigliare è quella classica della stazione di notte, ma anche lì in genere non succede mai granché.

Qual e’ il posto che piu’ ti ha entusiasmato in Austria?
Le montagne di Innsbruck sicuramente sono bellissime ed il fatto che la città sia a misura d’uomo è fantastico. Mille opportunità per fare sport e per girare tutta la città in bicicletta. Ma il posto che mi ha entusiasmato di più dell’Austria è stato l’AREA 47, un parco avventura bellissimo dove è possibile fare canyoning, caving, scalata e mille altre cose come giocare a beach soccer, beach volley oppure farsi un bagno in piscina.

E’ complicato muoversi con i mezzi? Quale preferisci?
Senza ombra di dubbio il mio mezzo preferito è la bicicletta, oltre a tenerti in forma è un bellissimo metodo per girare la città e non impazzire nel traffico. Quelle rare volte dove non è possibile arrivarci con la bicicletta i mezzi pubblici sono fantastici, la maggior parte delle volte non sbagliano neanche un minuto. Spesso nei centri commerciali c’è un tabellone che ti dice fra quanto passa il bus alla fermata più vicino.

Progetti per il futuro, nuove mete?

Sto per cambiare lavoro quindi il futuro sarà questo per un po’ e vedremo quali porte verranno aperte più avanti. Nella mia vita ho imparato a non escludere mai niente, 10 anni fa non avrei mai pensato di andare a vivere in Austria o ancora meno di imparare il tedesco, eppure eccomi qua innamorato di questo paese. Io penso solo che in questo mondo sempre più difficile l’importante è adattarsi e quindi se mi dovrò adattare in qualche altra zona del mondo lo farò sicuramente con piacere.

Vivere a lavorare in Francia: l’intervista a Bianca

January 13, 2014 in Europa, Francia, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato Bianca, ha 28 anni ed è originaria di Barletta. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze biotecnologiche ha vinto nel 2009 una borsa di studio per un dottorato in miglioramento genetico delle piante. Questo è stato il punto di partenza per la Francia. Attualmente, non fa più ricerca ma continua a lavorare in Francia come project manager nella gestione dei progetti di ricerca.

Ciao Bianca,

- Ci puoi parlare delle tue motivazioni che ti hanno spinta ad andare in Francia?

La mia partenza per la Francia è stata quasi casuale. Nel 2009 ho cominciato il mio dottorato presso l’Università di Bari con la prospettiva di passare un periodo di formazione all’estero. A propormi la Francia, in particolare Clermont-Ferrand, fu il mio tutor di dottorato. Infatti, a Clermont c’è un importante centro di ricerca sul frumento. Sono partita a settembre 2009, inizialmente per 3 mesi e poi ho completato il mio dottorato fino a dicembre 2011 lì. Dopo un breve periodo, tra Italia e Belgio, sono ritornata quest’anno in Francia ma questa volta a Parigi. Ho trovato un’opportunità lavorativa interessante che mi sta permettendo di formarmi nella gestione dei progetti di ricerca e finanziamenti europei.

- Quali sono gli aspetti positivi e negativi dello stile di vita francese?

Quello che apprezzo e disprezzo al tempo stesso dello stile di vita francese è l’indipendenza. Ho molti amici che sono indipendenti dalle loro famiglie fin da sempre e questo è molto diverso rispetto a noi in Italia. Al tempo stesso, si è perso molto il ruolo centrale, di riferimento della famiglia e questo è uno degli aspetti che mi piace meno.

- Quali sono le differenze nel mondo lavorativo tra Francia e Italia?

In Francia, il mio lavoro ed impegno sono stati sempre riconosciuti fin dai primi tempi in laboratorio. Inoltre, ho sempre lavorato sentendomi parte integrante ed importante dell’équipe. In Italia, almeno per quella che è stata la mia esperienza, mancano meritocrazia e spirito di gruppo.

- Cosa pensi del costo della vita in Francia?

Ora che sono a Parigi, posso dirti che la vita è molto molto cara, soprattutto per gli affitti. A Clermont, per quanto i prezzi siano più bassi, dal 2009 al 2011, ho visto aumentare parecchio il costo dei generi alimenari, specie frutta e verdure..un lusso a meno che non le compri al mercato.

- Resteresti a vivere in Francia?

Penso proprio di sì, anche se é dura..ho un pezzo di cuore qui ed uno in Puglia. Soprattutto l’estate mi manca la mia terra, ma ormai quando rientro ho solo voglia di essere in famiglia, di riscoprire odori e sapori, ma per il resto non mi ci ritrovo più.

Alessandro Lamacchia dal blog italianifrancia


Lavorare a Granada con la borsa Leonardo: l’intervista a Rossella

January 10, 2014 in Europa, Spagna, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato Rossella, siciliana di 27 anni, traduttrice, insegnante di italiano per stranieri e mediatrice culturale. Ci parla della sua esperienza a Granada con la borsa Leonardo

Ciao Rossella, raccontaci come hai avuto la possibilità di lavorare a Granada.

Nel 2012, al termine della mia esperienza transoceanica e al mio rientro in Sicilia, mi sentivo quasi come un pesce fuor d’acqua. Mi mancava Boston, mi sentivo legata all’esperienza vissuta, desideravo rivivere i luoghi che mi avevano stupita e lasciato stupendi ricordi. Da quella volta, la voglia di estero non mi ha più abbandonata! Ascoltando i racconti positivi di tanti giovani partiti grazie al programma Leonardo Da Vinci, mi dissi “perché no?”. Cercai sul web tutte le opportunità proposte da enti e associazioni sparse in tutta Italia e inviai un’infinità di domande! La Spagna, ad essere sincera, non occupava le prime posizioni nella rosa delle mie preferenze ma ad oggi posso confermare che la sceglierei altre mille volte! La llevo en mi corazon!

Di cosa ti sei occupata?

Ho lavorato all’ufficio turistico del Municipio di Granada. Un luogo di lavoro che mi ha fatto incontrare turisti provenienti da diverse parti del mondo. Fornivo informazioni turistico-culturali sulla città, suggerivo itinerari monumentali, effettuavo interviste per le vie di Granada. Un lavoro stimolante perché mi permetteva di parlare più lingue quotidianamente, di interagire con più culture durante il giorno e soprattutto di conoscere da vicino il mondo dei viaggiatori, cogliendone le varie sfaccettature e lo spirito avventuroso che sempre li accompagna.

Qual è stato il tuo luogo preferito di Granada?

Se potessi, passerei delle ore a raccontarvi e descrivere i luoghi più suggestivi di Granada, sono davvero tanti e l’intera città sembra essere avvolta da un’atmosfera magica che rapisce l’attenzione anche del turista più frettoloso e distratto. Granada non va semplicemente guardata, va vissuta: le sue piazze, i vicoli più nascosti, le sue vie principali e i luoghi meno “turistici” sono intrisi di vita. La strada è luogo di incontro, condivisione, festa, il luogo in cui l’arte viene esibita e offerta ai passanti che, con passo lento, arricchiscono le proprie orecchie e i propri occhi. Uno dei luoghi che ho amato particolarmente, quello in cui ho trascorso davvero tante ore quando avevo voglia di godermi la città in solitudine è la Carrera del Darro, uno dei più bei paseos di Granada che prende il nome dal fiume sottostante, su cui poggiano i ponti Cabrera e Espinosa. Uno scorcio incantevole.

Cosa pensi del costo della vita in Spagna?

L’Andalusia, in generale, è molto economica. Granada in special modo. E la crisi, purtroppo, si tocca con mano. Tanti negozi con saracinesca perennemente chiusa e ribassi più o meno settimanali nei negozi di abbigliamento. Gli studenti trovano shared accomodation intorno ai 200-300€ mensili. Il tapeo è consuetudine gastronomica diffusissima a Granada: spendendo un max di 2-3€ è possibile accompagnare uno stuzzichino ad un bicchiere di cerveza, di coca-cola, o di tinto de verano. E’ un Paese in cui mi trasferirei volentieri (superata la crisi).

Cosa cambieresti della Spagna e cosa dell’Italia?

In Spagna (nello specifico a Granada) anticiperei l’orario di apertura degli uffici. In Italia gradirei che vi fossero gli impiegati negli uffici! ;-)

Che consiglio daresti a chi è in Italia ma vorrebbe espatriare?

Prima cosa: guardarsi dentro e saper ascoltare i propri desideri. Capire innanzitutto perché si vuole partire: per cambiare aria, perché si è insoddisfatti, perché non si trova lavoro, per fare semplicemente un’esperienza all’estero, etc. Prendersi del tempo, se necessario, ma non perdere tempo! Investirlo per raggiungere l’obiettivo e soprattutto non aver paura delle proprie paure. Non è un passo semplice ma neanche impossibile, basta crederci fino in fondo. Non fatevi condizionare da chi, dietro un apparente consiglio, inconsapevolmente trasmette le proprie insicurezze, mettendo in dubbio il vostro progetto. A volte per realizzare i propri sogni è necessario camminare da soli.

Torneresti a Granada?

Credo di non essere mai realmente andata via da questa città! ;-)

Cristiano Prudente


Vivere e lavorare a Malta: l’intervista a Maria Luisa

January 8, 2014 in Europa, Malta, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato Maria Luisa. E’ mezza inglese di Oxford e mezza italiana di Capri.  Maria-Luisa-Di-Pinto

Ha fatto tutte le scuole ad Oxford, dove ha conosciuto Anna Debono, nipote del famoso Edward Debono il pensatore laterale.  Ha sempre avuto lavori che le permettevano di viaggiare incominciando con la guida turistica e poi massofisioterapeuta che ha svolto per 12 anni fra la Costa Smeralda dove risiede ora e Milano.

Da 14 anni e’ una networker professionista e ha il grande piacere di collaborare con Forever Living, azienda leader nel settore, che opera in 155 paesi del mondo e da 35 anni “fa la differenza nella vita di milioni di persone”. Ha attività in 20 paesi del mondo, ma si focalizza sull’Italia e Malta.

Ciao Marialuisa, come hai avuto la possibilita’ di trasferirti a Malta?

Nel 2003 sono stata informata che l’azienda voleva aprire Malta e che sarebbe gestita dall’Italia, quindi avendo conoscenti li abbiamo fatto una chiacchierata e ho iniziato un percorso che dura ormai da 10 anni. Ho vissuto a Malta a Bidnija per 2 anni quando abbiamo aperto la nostra prima sede a Paola.

 

Ci puoi dire in che modo pensi che la realtà maltese sia diversa da quella italiana?

Quello che mi è sempre piaciuto di Malta era la tranquillità a tutti i livelli, il fatto che una nazione sia contenuta in due isole così piccole é fantastica, proprio in riferimento a questo la prima volta che misi piede a Malta mi ha sconvolto una signora che era rimasta sorpresa che io avessi guidato da Zeijtun fino a St. Julians per fare i colloqui per lei 15 km era tantissimo, pensavo inizialmente che mi prendesse in giro ma poi mi sono resa conto che effettivamente abituati ad uno spazio raccolto ci si ridimensiona nella visione di cosa sia un viaggio. La settimana prima avevo fatto un viaggio in auto da Milano a Napoli, quindi per me fare 15 km é normale per i Maltese può diventare appunto un viaggio.

 

Quali sono le differenze nel mondo del lavoro?

Credo che ce ne siano poche di differenze nel mondo del lavoro, tutto il mondo e’ paese, e viaggiando posso dire che la mia realtà è proprio osservare questo.  Hanno le stesse difficoltà con la disoccupazione, hanno le stesse problematiche sociali. Hanno gli stessi bisogni. Lavorando su tre Isole distinte tra di loro Malta, Capri e la Sardegna ho potuto osservare che ci sono dei fattori che accomunano i popoli isolani.  Un’iniziale diffidenza, ma se entri in confidenza e riesci ad avere il loro rispetto hai un “Amico a vita”.

 

Qual è il tuo luogo preferito di Malta?

Io adoro Marsashlox (non ricordo come si scrive) il villaggio dei pescatori, mi piace andare li a mangiare il pesce.  Mi piace anche molto tutta la parte da St Julian’s a Sliema e mi piace molto fare una bella passeggiata sul lungomare.

Cosa pensi del costo della vita a Malta?

Non noto una grande differenza nel costo della vita, posso dire che sono stati molto bravi a mantenere fermo il cambio euro liri maltese e quindi la transizione è stata molto più dolce.

Cosa cambieresti di Malta? E dell’Italia?

Difficile da dire ma credo che se avessi una bacchetta magica toglierei la ‘gelosia’ che ho notato che nasce spesso nei confronti di chi ha delle iniziative in entrambi i paesi.  Facendo un lavoro che richiede collaborazione di gruppo e sinergia e armonia tra le persone coinvolte, sia Malta, sia l’Italia sono due paesi molto individualisti, e quindi nascono lotte e appunto gelosie che per esempio avendo lavorato in Africa, dove c’è un senso di comunità di aiutarsi e sostenersi e non ho trovato questo atteggiamento.  Mi piacerebbe che entrambi i popoli potessero comprendere che è l’unione che fa la forza e invece di puntare il dito e criticare o  mettere il bastone tra le ruota di chi ha avuto un’idea diversa dal solito, possiamo imparare da tutti.
Cristiano Prudente dal blog italianimalta


Aprire un’attivita’ alle Canarie: Antonina di ViviTenerife

January 2, 2014 in Europa, Spagna, Storie di Italiani in Giro

 

Abbiamo intervistato Antonina, del giornale ViviTenerife

Ciao Antonina, da quanto tempo vivi alle Canarie?

dal novembre 2010 residente a Tenerife,

Di cosa ti occupi?

Sin dall’inizio mi sono occupata del mio giornale ViviTenerife, che ho creato da sola e con solo la forza della mia passione e della mia volontà.

Come hai avuto l’idea del giornale ? 

Cosa dirti… la comunicazione è nel mio DNA, dopo diciotto anni come responsabile commerciale di grandi network radiofonici e locali in Italia e, avendo appurato che a Tenerife non vi era nulla in italiano, ho partorito questa pubblicazione. Di seguito è nato anche il sito di ViviTenerife, utile per chi non può leggere le informazioni riguardanti Tenerife, visto che il cartaceo viene stampato e distribuito a Tenerife.

Hai trovato difficoltà nell’aprire l’attività’? Quali?

No nessuna difficoltà, l’unica cosa è che se non lavori con professionalità, sei tagliato fuori… e questo in parte, mi sembra anche giusto.

Quali sono le principali differenze che hai riscontrando nella vita alle Canarie rispetto all’Italia?

La prima, la mancanza quasi totale dello stress nelle persone che ti circondano, vuoi perchè il ritmo che conduce il turista è proprio quella di non stress, vuoi perchè il popolo canario è tranquillo per natura, quindi… respiri quest’atmosfera, che all’inizio non accetti, almeno per me è stata così, anche se un po’ lo è ancora non ho ancora metabolizzato, questi ritmi.

Altra differenza, le stagioni che non ci sono… infradito e maglietta tutta l’anno, quanto meno al sud di Tenerife è così.., il panettone a Natale, lo mangi in spiaggia!

Se un pensionato volesse vivere alle Canarie, con quanti soldi in media gli consiglieresti di vivere?

Come faccio a dargli un consiglio, posso dirti che una persona, senza troppe esigenze e vivendo in una casa in affitto, un po’ fuori dalla caotica e richiesta zona turistica, da solo con 1.000€ potrebbe vivere. Ripeto dipende da persona a persona. Calcola che il costo della vita alle Canarie è inferiore di un 30-40% rispetto all’Italia.

Quali progetti hai per il futuro?

Un paio, ma non te le dico. Il seguito nella prossima puntata!
Cristiano Prudente


Vivere e lavorare in Scozia: l’intervista ad Antonio

December 20, 2013 in Europa, Regno Unito, Storie di Italiani in Giro

Ciao io sono Antonio, ho 27 anni e da circa un mese mi sono trasferito in Scozia. Ho una laurea magistrale in Ingegneria Civile ed un Master Universitario in Project Management of Civil Structures and Infrastructures.
Ho studiato e vissuto in Sicilia, in una cittadina sulla costa tirrenica a meta’ strada tra Messina e Palermo. Dopo la laurea ho deciso di intraprendere un cammino di “internazionalizzazione” che possa arricchire il mio bagaglio culturale e migliorarmi anche come persona. Cosi’ ho deciso di frequentare il Master Universitario al Politecnico di Milano ed adesso eccomi qui’… Nella fredda Scozia…
Se devo essere sincero questa scelta e’ stata molto ponderata e risulta anche adesso molto difficile da sostenere, soprattutto per me che ho una relazione stabile da molti anni, ma nella vita “nessuno ti regala nulla”. Spero che la mia ragazza, in accordo con i suoi impegni lavorativi, possa presto raggiungermi qui’.

Ecco la sua intervista

Ciao Antonio, perche’ hai lasciato l’Italia?
Ciao! Grazie per la tua intervista. Io ho sempre avuto una certa “ambizione” ad andare in giro per il mondo per fare esperienza e conoscere nuove culture. Dopo la mia laurea e il mio master universitario si e’ presentata l’occasione di andare a lavorare in Scozia per una grossa azienda americana nell’ambito del piu’ grande lavoro del Regno Unito e nn mi sono fatto scappare questa occasione.

Da quanto tempo vivi ad Edimburgo?
Sono arrivato in Scozia il 15/11/2013, quindi diciamo che sono ancora una “matricola” :) Per la precisione al momento vivo in North Queensferry, che e’ parecchio vicino al mio luogo di lavoro, ma conto di tresferirmi ad Edimburgo citta’ al piu’ presto.

Di cosa ti occupi?
Sono un ingegnere civile, e qui’ lavoro nel “Cable Stay Bridge Department” come Graduate Engineer. Il lavoro in questione riguarda la costruzione del nuovo ponte strallato sul Forth (Forth Replacement Crossing).

Quali sono i punti a favore della vita scozzese? e quali quelli negativi?
Qui’ si apre un capitolo che potrebbe essere abbastanza ampio. Diciamo che mi sono scoperto un “forte amante” dello stile di vita italiana da quando vivo fuori per motivi di studio e di lavoro. A favore c’e’ una grande cordialita’ nei confronti degli stranieri (cosa che mi ha sorpreso) ed un forte senso civico che purtroppo manca nel nostro “belpaese”. Si nota subito una ottima organizzazione dei trasporti pubblici, rispetto per l’ambiente ed una crisi che in realta’ qui’ nn si avverte. Poi basta guidare senza una meta precisa su e giu’ per le colline scozzesi che si viene rapiti da panorami unici e mozzafiato. Per quanto riguarda i punti negativi prevalgono, a mio parere, il PESSIMO CLIMA ed il PESSIMO CIBO (dopo una settimana comincerete a sentirvi in crisi d’astinenza da caffe’ espresso ahahahah).

Quale posto ti ha colpito di piu’ ad Edimburgo?
Edimburgo e’ una citta’ splendida ed a mio avviso bisogna viverci per molto tempo per riuscire a cogliere quelle bellezze nascoste che offre… Cmq le prima cosa che saltano subito all’occhio quando si arriva in citta’ sono il parco verde proprio in fronte alla stazione ferroviaria di Waverley e l’imponente castello che domina la citta’ dalla collina.

Che consiglio daresti ad un italiano che vuole trasferirsi ad Edimburgo?
Intanto io nn penso di essere gia’ in grado di potere dare consigli ma mi sento di dire una cosa, nn e’ “facile” come si potrebbe pensare. Soprattutto per noi italiani che tendiamo, ed a volte pretendiamo, di mantenere tutte le nostre abitudini in qualsiasi posto andiamo. Bisogna mettere il cuore in pace e accettare il fatto che siamo “ospiti” in una terra con cultura e stili di vita differenti dai nostri… per il resto ci vuole una forte motivazione, e anche un po’ di fortuna nn guasta mai… In Bocca al lupo a tutti…!!!

Vi lascio con un aforisma che secondo me coglie il concetto che tutti nel blog cerchiamo di fare nostro.
Il mondo è un libro. Chi non viaggia ne legge una pagina soltanto. (Sant’Agostino)

Cristiano Prudente dal blog italianiedimburgo