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Insegnare in Francia: la storia di Luciana

September 5, 2013 in Europa, Francia, Storie di Italiani in Giro

Luciana Carbonara, 27anni, giovane laureata italiana lavora come assistente di lingua italiana presso una scuola primaria di Niort, regione Poitou-Charentes, nel dipartimento delle Deux-Sèvres.

Dal mese prossimo lavorera’ in un collège e in un liceo.

Ecco la sua intervista.

Ciao Luciana, ci puoi dire come hai potuto cogliere questa opportunità?

Sono venuta a conoscenza del bando Progetto Leonardo navigando sul portale UNIIBA.

Quali sono le differenze tra Francia e Italia nel mondo della scuola?

Il sistema scolastico francese è gestito dall’autorità statale centralizzata, le Ministère de l’Education Nationale sulla base di valori laici che appaiono profondamente sentiti e tenuti in grande considerazione. La scuola francese è così organizzata:

école maternelle – dura 3 o 4 anni, dai 2 o 3 anni di età ai 6 anni;

école élémentaire – dura 5 anni, dai 6 anni di età agli 11 anni;

Scuola materna ed elementare costituiscono la scuola primaria (école primaire), che prevede 3 cicli di 3 anni ciascuno: cycle des apprentissages premiers : i 3 primi anni della scuola materna.

cycle des apprentissages fondamentaux: l’ultimo anno della scuola materna più i due primi anni della scuola elementare.

cycle des approfondissements : i 3 ultimi anni della scuola elementare.

Orari: 26 ore settimanali : 4 giornate intere di 6 ore (3 ore alla mattina e 3 al pomeriggio) e una mezza giornata di 3 ore (di solito il sabato matina).

le collège – dura 4 anni, dagli 11 anni di età ai 15 anni ed è organizzato in 3 cicli: il primo anno è il ciclo di consolidamento, il secondo e terzo anno il ciclo centrale, il quarto anno il ciclo di orientamento.
Orari : da 27 a 30 ore settimanali in 9 o 10 mezze giornate.

le lycée - Esso prevede :
- il liceo generale o tecnologico : 3 anni dai 15 ai 18 anni di età. Finisce con l’esame di maturità (bacalauréat, chiamato comunemente bac).
- il liceo professionale : 2 anni per un ciclo corto, 4 anni per arrivare fino alla maturità professionale. Prepara al mondo del lavoro.

La maturità (Bac), è ormai il diploma indispensabile per la maggior parte degli studenti. Da precisare che la scuola inizia i primi di settembre e finisce i primi di luglio duranti i quali si intervallano quasi ogni mese due settimane di vacanze a seconda dell’académie di riferimento: vacances de la toutssant (a cavallo tra ottobre e novembre); vacances de noel (dicembre- gennaio); vacances d’hiver(febbraio-marzo); vacances de printemps( aprile-maggio), vacances d’été (due mesi luglio e agosto).

Luoghi francesi: qual è il tuo preferito e perché?

Per me questa è la seconda volta in Francia. Ho vissuto per sette mesi ad Annecy nella regione Rhone-Alpres,nel dipartimento dell’Alta Savoia, sempre come assistente di lingua italiana presso tre diverse scuole primarie.
Preferisco quella zona sia perchè era meglio collegata con l’Italia e soprattutto perchè la città offriva cose più interessanti come il Festival internazionale del film di animazione di Annecy (all’inizio di giugno), les Noctibules (a luglio) così come il festival del film italiano (all’inizio diottobre).
E inoltre la città era sempre in “movimento”, pieno di giovani e di vitalità dove non ci si annoiava mai!

Cosa pensi del costo della vita in Francia?

La vita non è così poi tanto costosa come si crede,più o meno è simile all’Italia,. Con 30 euro riesci a fare la spesa una volta a settimana! L’unica lamentela è che se vuoi viaggiare nei paesi limitrofi, il treno costa tantissimo!

Cosa cambieresti della Francia? E dell’Italia?

In Francia, sia qui a NIort che ad Annecy rispettano tutti il codice della strada in modo impressionante, infatti è stata una delle prime cose che ho notato, non appena ti accingevi ad attraversare la strada sulle strisce pedonali le macchine anche ad una velocità sostenuta sono pronte ad inchiodare per lasciarti passare! strepitosamente generosi e gentili. Il senso del dovere è profondamente sentito, per esempio anche in macchina, il passeggero che siede dietro deve indossare la cintura di sicurezza! Per me risulta “strano” forse perchè vengo da un paese del sud dell’Italia dove purtroppo tutto questo senso civico non esiste!

C’est le bazar, come direbbero qui in Francia.

Quanto è stato importante il tuo livello di conoscenza della lingua francese all’inizio della tua esperienza?

La conoscenza della lingua francese per me è fondamentale in quanto mi ha permesso subito di trovarmi a mio agio con i francesi, interagire con i miei colleghi a scuola, diversamente, non so quanto sarei riuscita a rimanere così a lungo in Francia. Avere una minima conoscenza della lingua risulta essere importante anche per allargare le conoscenze al di fuori del contesto lavorativo.

Che consiglio daresti a chi è ancora in Italia ma vorrebbe trasferirsi all’estero?

 Avere molta pazienza, essere flessibili e sapersi adattare a nuove situazioni. Avere almeno una conoscenza base della lingua del posto di destinazione per avere un impatto meno traumatico con la nuova realtà!

 

Cristiano Prudente, dal blog italianifrancia


Simboli della Francia

August 13, 2013 in Europa, Francia

La Francia è una nazione ricca di simboli patriottici o popolari, che rappresentano l’intramontabile orgoglio del popolo. Benché ufficialmente il Paese sia rappresentato unicamente dal tricolore (blu, bianco e rosso), nel corso della storia francese si può ritrovare l’utilizzo di molti altri vessilli ed emblemi dalle oigini più o meno curiose.

Eccone alcuni!

- La Marianne

Rappresentazione allegorica della Repubblica e di una ideologica Libertà. La Marianne è una donna giovane che porta il berretto frigio, un copricapo rosso di forma conica e ripiegato in avanti. Questo curioso copricapo, che ricorda quello degli gnomi, ha un’origine antica ed è, appunto, un nobile simbolo di Libertà. Veniva infatti portato con orgoglio dai liberti, gli schiavi liberati, in epoca romana. Possiamo ritrovare immagini della Marianne su vecchie monete e francobolli francesi, ma anche nel celebre quadro “La Libertà che guida il popolo” di Eugène Delacroix, nel quale è possibile ammirare la Marianne che sventola con passione ed innata leadership la bandiera di Francia.

 

 

 

- I Tre Gigli

Simbolo del Re di Francia, lo scudo blu sormontato da tre gigli gialli rappresenta la successione dinastica, essendo questo fiore simbolo della riproduzione. Nonostante l’origine regale, perse il suo valore ufficiale di “Stemma di Francia” nel 1830, quando Luigi Filippo lo sostituì con la Carta Costituzionale.

- Il Gallo

Con un po’ di fantasia, nel logo del Rugby Francese potrete vedere il famoso Galletto!

Le coq è il simpatico galletto, simbolo del Paese, che anche noi di ItalianiFrancia.com abbiamo scelto di adottare come nostra mascotte! La scelta di questo pennuto si deve alla antica abitudine dei Romani di riferirsi a chi abitava in Francia con il termine “Gallus” (abitante della Gallia), in tutto e per tutto simile al termine “gallus” che definiva appunto il maschio della gallina. Pur non avendo mai rivestito il ruolo di simbolo ufficiale, le coq è molto apprezzato dai francesi, soprattutto nello sport. La maggior parte delle squadre nazionali (per esempio calcio e rugby) lo vedono infatti comparire nei propri stemmi.

- L’Esagono

Il nome di una semplice forma geometrica di sei lati che è usato come sinonimo di “Francia”, in quanto la forma tracciata dei confini nazionali ricorda vagamente quella di un esagono. Si può trovare riprodotto su vecchie monete e su alcuni particolari documenti.

- Simboli Popolari

Molti altri simboli, più o meno “politically correct” sono attribuiti alla Francia e al suo popolo. Tra questi possiamo annoverare il basco nero tipico degli artisti che affollavano Parigi, l’immancabile baguette e tante altre specialità gastronomiche, dai formaggi al vino, passando per le cosce di rana. Gli inglesi chiamano poco gentilmente i francesi “froggies” (ranocchie). Dalla Francia i britannici sono invece considerati “Rosbifs“… un’eterno scambio di battute e scherni tra le due coste della Manica!

Luca Cattaneo, tratto dal blog www.italianifrancia.com 


Luciana e il suo lavoro in hotel a Parigi

August 2, 2013 in Europa, Francia, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo avuto il piacere di conoscere ed intervistare Luciana, ragazza barese di 24 anni, che lavora presso un albergo della capitale francese.

Nel 2011 consegue  la laurea  in Interpretariato e Traduzione inglese e tedesco all’Università Carlo Bo di Bari. Al termine dei 3 anni universitari, capisce che la sua vocazione non aveva niente a che fare con la traduzione e l´interpretariato, perciò intraprende la strada del Turismo, che aveva già esaminato e apprezzato durante le varie esperienze lavorative stagionali. Viene a sapere, proprio qualche giorno dopo la sua laurea, della vittoria della borsa di studio “Ritorno al Futuro” della Regione Puglia, che le avrebbe dato la possibilità di frequentare un master. A gennaio 2012 comincia il Master in Tourism Management che  l’ha resa partecipe di lezioni organizzate a Lecce, a Varsavia e Bruxelles e che terminano a luglio 2012. Dopodiché, come previsto dal Master, effettua uno stage in un hotel di catena a Milano, ed è lì che, dopo due mesi di insegnamenti pratici e di conoscenze approfondite degli standard di catena, inizia a tappezzare Milano con il suo curriculum, sperando di trovare un lavoro in un hotel simile. Milano però si rivela essere ormai satura e schiava del sistema italiano, ormai ben noto in tutta Europa, perciò, senza speranze, espande i suoi orizzonti, cercando qualcosa di concreto fuori dai confini italiani. E´dopo qualche giorno che instaura un contatto con un hotel a Parigi, suo attuale luogo di lavoro, che le ha subito proposto un contratto a tempo indeterminato.

 

Ciao Luciana, ci puoi dire in che modo pensi che la realtà francese sia diversa da quella italiana?

Nonostante siano due paese confinanti, La Francia e l’Italia sono due mondi completamenti diversi. La Francia è uno dei classici Paesi del nord Europa, dove il tempo è sempre grigio e il sole non c’è mai, dove non si mangia la pasta e si mangia estremamente male, dove i mezzi di trasporto sono puntuali e efficienti, dove la gente si veste male e non bada ai colori. La Francia è una realtà Europea, dove, quando il sole splende nel cielo, lo apprezzi mille volte di più, dove puoi assaggiare tutte le cucine del mondo, dove i mezzi di trasporto possono bloccarsi ma è semplice trovare un’alternativa, dove la gente si veste come vuole perchè non esiste nessuna legge che dice il contrario, è una realta´europea perché una persona di 40 anni può permettersi di “stancarsi “ del lavoro che ha fatto per tutta la sua vita e in una settimana puo´trovare un altro posto di lavoro che lo gratifica di più, dove i curriculum vengono visti e consultati per davvero.

Quali sono le differenze nel mondo del lavoro?

Per quanto riguarda il mondo del lavoro, beh, potrei scrivere un libro. A lavoro ognuno svolge il suo compito ben preciso, se si dimostra di saperlo svolgere perfettamente si passa d un livello superiore di formazione, e cosi via. E´semplicissimo avanzare di livello, basta dimostrare voglia, passione e capacità. Non si viene condannato per un errore, anzi, si deve imparare da esso. Non è un’utopia, esiste davvero. Ogni domanda ha una risposta data con un sorriso: vuoi sapere il perché di un’operazione? Sarai illuminato. Non esiste gente incompetente! E soprattutto, non c’ è nessuno che è felice dei tuoi errori o che deve andare a sparlare con il capo. Il direttore arriva ogni giorno alle 6 del mattino, perché lui ha tanto lavoro da fare. Ogni volta che arriva o viene al ricevimento, aspetta che tu sia libero per poterti stringere la mano e dirti Bonjour! Se c’è gente al bar è lui che aiuta a sparecchiare. Vedere questo sistema non fa altro che motivarti. In Italia non so come funziona, non ho ancora avuto il piacere di lavorarci.

Qual è il tuo luogo preferito della Francia?

Sono a Parigi, posso desiderare di più?

Cosa pensi del costo della vita in Francia e in particolar modo a Parigi?

Parigi è cara ma non lo è più di Milano. Un affitto a Parigi in zona 1 è alle stelle, ma basta allontanarsi leggermente e diventa tutto più  accessibile.

Cosa cambieresti della Francia? E dell’Italia?

Della Francia mi interessa relativamente poco. Il mio paese è l’Italia. Non è l’Italia che vorrei cambiare, sono gli italiani il problema.

Torneresti vivere in Italia in futuro?

Pensi sia bello e gratificante lavorare nel turismo in Francia quando noi in Italia possiamo vivere solo di questo? Tornerò in Italia, questo è sicuro. Cercherò di farlo quando raggiungerò quel grado di conoscenze adeguate a ricoprire una carica abbastanza alta per poter insegnare a mia volta e diffondere il verbo. Ce la farò?

Che consiglio daresti a chi è ancora in Italia ma vorrebbe espatriare?

Partire e andare fuori dall Italia non è da tutti. Il coraggio è il requisito fondamentale, molta flessibilità e capacità di sapersi adattare sono al secondo posto. Non è semplice essere completamente da solo in una nazione sconosciuta, soprattutto i primi mesi. Credo, comunque, che l’esperienza all’estero sia quasi indispensabile per la formazione personale di ognuno di noi. Bisogna partire per conoscere cosa c’è fuori, per capire che il mondo in cui viviamo non è l’unico che esiste e che forse ha qualcosa che non va. Bisogna partire, ma non da turisti, partire per vivere il nuovo luogo e non per fare le foto e metterle su facebook. Bisogna partire per smettere di essere ignoranti, perché noi italiani siamo molto ignoranti, sia perché non conosciamo sia perché ignoriamo la diversità. Con il tasso di disoccupazione in costante aumento, consiglio a tutti coloro che si piangono addosso di fare le valigie e partire. La lingua straniera non è una scusa, si impara, come si impara anche il lavoro. Basta dipendere da mamma e papà, basta spendere centinaia di euro per l’ultima borsa firmata, basta essere le capre dell’Europa! Viaggiamo, conosciamo, cambiamo, ritorniamo e modifichiamo, l’Italia è il Paese più bello del mondo ma lo stiamo distruggendo, valorizziamolo imparando da chi è più bravo di noi…

 

Cristiano Prudente

Articolo tratto dal blog www.italianifrancia.com


La CAF in Francia: come ottenere incentivi per l’affitto

August 1, 2013 in Europa, Francia

Vorresti ottenere aiuti statali per affittare un appartamento in Francia?

Ecco una serie di domande e risposte su come fare e a chi rivolgersi.

- Che cos’è la CAF?

La CAF è la Caisses d’Allocations Familiales francese, un istituto di previdenza sociale simile al nostro INPS. Si tratta di un’organizzazione pubblica che si occupa di versare aiuti finanziari ai cittadini di reddito medio-basso, recando aiuto in particolare agli studenti e ai giovani lavoratori che farebbero fatica a coprire i costi dell’affitto. I tipi di aiuto più diffusi sono l’APS (Allocation de Logement Sociale) e l’APL (Aide Personnalisée au Logement).

- Chi può richiedere un aiuto alla CAF?

Esistono molti criteri di selezione e la burocrazia francese non è tra le più snelle d’Europa (similmente a quella italiana). Per richiedere un aiuto finanziario finalizzato ad abbassare i costi d’affitto bisogna innanzitutto avere un contratto d’affitto in regola a proprio nome (il nome deve comparire nel contratto!) ed un conto corrente in Francia. Per sapere se avete diritto o no ad un aiuto, potete compilare il modulo di simulazione online (disponibile solo in francese). Ad ogni modo il mio consiglio è di inviare il modulo di richiesta a prescindere dai risultati della simulazione (chi non risica…).

- Come richiedere l’aiuto finanziario alla CAF?

Per richiedere il vostro aiuto dovete armarvi di pazienza e documenti. Tra questi ultimi è indispensabile il certificato di nascita  (Acte de naissance) ed una traduzione di quest’ultimo (contenente i nomi dei genitori) in francese. Per richiedere l’aiuto si può compilare un modulo online o la versione cartacea da consegnare all’ufficio CAF più vicino (per individuarlo basta inserire il proprio CAP nella sezione “Ma CAF”, in home-page del sito ufficiale).

- C’è la possibilità di avere aiuti se si condivide un appartamento?

Sì, Se siete in collocazione (più persone nello stesso appartamento) il contributo verrà diviso per il numero di persone che hanno sottoscritto il contratto (ogni inquilino deve compilare la propria richiesta).

 

Per concludere, un paio di consigli:

- Cercate di essere molto precisi nella compilazione dei moduli. I controlli in Francia sono molto efficienti ed è bene non cercare di “barare” se non si vuole incorrere in sanzioni considerevoli.

- Abbiate pazienza, gli impiegati della CAF sanno essere molto esigenti e attenti ai dettagli (un po’ “pignoli”, se preferite…). D’altronde è giusto che eseguano il loro importante lavoro con scrupolosità. Se fate tutto il necessario nelle modalità indicate, non dimenticate che potrete trarne un grande beneficio per le vostre tasche!

 Luca Cattaneo

Articolo tratto da www.italianifrancia.com