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Irlanda | Italiani in Giro, Italiani all'estero, Lavoro all'estero per Italiani

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da Costy

Lettera da una Fiorentina in Irlanda alla Regione Toscana

November 23, 2013 in Irlanda, Lettere dai cervelli in fuga alle Istituzioni, Storie di Italiani in Giro

Capita a volte di avere un desiderio irrefrenabile di capire il perche’ delle cose. Soprattutto quando queste vanno male.

Dall’estero stiamo assistendo, da anni, ad uno scempio effettuato dai “soliti ignoti” (ma anche dai celeberrimi noti) ai danni del nostro Paese, l’Italia.

Uno scambio di email con uno dei responsabili dell’area Comunicazione della Regione Toscana (in particolare con il responsabile dello staff dell’ Assessore Cultura e Turismo della Regione Toscana) ha portato alla mia email che potete leggere qui di seguito, cui non e’ seguita alcuna ulteriore risposta. La mia prima email voleva cercare un qualsiasi tipo di supporto da parte della mia Regione in occasione di alcuni eventi culturali organizzati in Irlanda focalizzati sulla Toscana. In pratica, ho esteso l’invito a partecipare questi eventi anche allo staff dell’Assessore Cultura e Turismo della Regione Toscana e ho chiesto del supporto per ricevere del materiale cartaceo o consigli su dove recuperare alcuni video e info ufficiali circa la mia Regione.

Ho voluto condividere la mia perplessita’ circa il “modus operandi” delle nostre Istituzioni con voi della community, sapendo che tutto il mondo e’ paese……ovvero che in Toscana, Sicilia o in Piemonte, l’atteggiamento dei nostri “burocrati” e’ purtroppo lo stesso, ovvero di placida indifferenza verso cio’ che li circonda.

Ho omesso i nomi delle persone coinvolte nel rispetto della loro privacy.

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Buongiorno M.,

La ringrazio per la sua risposta.

Le spiego il mio punto di vista:

Solitamente non nutro pensieri astiosi e qualunquisti verso le Istituzioni tutte (esempio: “non c’e’ speranza di cambiamento dato che sono tutti uguali e stanno sempre tra di loro”) ma devo ammettere che viene facile pensare che a fare e decidere siano sempre gli stessi e Toscana Promozione non e’ che l’esempio di questo sistema, cosi’ come altri enti.

Mi fa molto piacere sapere che la Regione Toscana porti avanti in tutto il mondo campagne di promozione del territorio e delle sue tradizioni. C’e’ da dire, sempre con idee che partono dall’alto, ovvero dalle cosiddette stanze dei bottoni, coinvolgendo conoscenze che rientrano al massimo entro i “due gradi di separazione”. 

Onestamente io di “Arcobaleno d’estate” non ne ho sentito parlare, eppure famiglia e amici vivono in Toscana e mi tengo aggiornata tramite i quotidiani online.

Il punto, caro M., e’ che le persone come lei ed i suoi colleghi, preparati e dediti al lavoro che svolgete, non effettuate indagini sui motori di ricerca per cercare persone, associazioni, “situazioni” che sfuggano dai soliti sentieri tracciati e che portino olio nuovo al meccanismo.

Ricevo ogni giorno sulla posta dell’Associazione Culturale di cui faccio parte email da Italiani che vogliono cambiare vita, lavoro, Paese! Cosi’ come email da Irlandesi e Italiani che vorrebbero organizzare eventi con noi. 

Perche’ ci contattano? Semplice, perche’ ci trovano su internet.

Vi interrogate veramente sull’efficacia della Comunicazione esterna delle vostre iniziative? Di Toscani nel mondo ce ne sono tanti certo, ma non cosi’ tanti come altri..sa perche’? 

Si dice che in Toscana si viva meglio che in altre regioni, difatti di Toscani stanziali in Irlanda ne ho conosciuti relativamente pochi.

Non penso sia difficile contattare i Toscani residenti all’estero (iscritti nei registri A.I.R.E.) e informarsi su quello che fanno e chiedere se vogliano diventare “ambasciatori del brand Toscano nel mondo”.

Non sarebbe una cattiva idea, non trova?

Per il resto, il portale del turismo della regione e’ utile e ben fatto. Cosi come altri siti, molti in inglese e fatti da americani, che raccolgono molte informazioni sulla nostra storia e le nostre consuetudini.

Vorrei che si abbattesse quel muro di gomma che divide il mondo in due, chi ha “connections” e chi non ne ha.

Tale A. P., presentatomi nella email inviatami dalla segreteria dell’Assessore Cultura e Turismo, come Dott.P. in classico stile Italiano che implica l’apporre il “titolo” prima della “mansione”, non ha ovviamente pensato a fare un passo avanti, perche’ non fa parte del suo lavoro. Raramente in Italia il passo in piu’ e’ premiato (in inglese “go the extra mile”), tanto vale non farlo, si conservano energie.

Lei oggi invece ha fatto la differenza, rispondendo alla mia email e interrogandosi su cosa non ha funzionato.

Io continuero’ a promuovere il “marchio Toscano” in Irlanda e possibilmente anche in UK, puntando sulle mie forze.

Se potessi utilizzare questa email come strumento di comunicazione verso una classe dirigente che non ascolta piu’, direi che e’ inutile parlare di fuga di cervelli e di un Paese che si sta impoverendo culturalmente se poi non si cambia rotta e anche in modo deciso.

Cambiare rotta vuol dire instaurare un dialogo con quei laureati che avevano voglia di fare e con quei giovani che non hanno mai concluso gli studi perche’ hanno capito prima degli altri la sterilita’ di tale percorso.

Un Paese civile fa di tutto per richiamare a se’ i propri figli. Le segnalo il link di The Gathering Ireland http://www.thegatheringireland.com/ . 

Nel 2013 in Irlanda si celebra il “ricongiungimento”. Di famiglie, amici, cittadini. Ovvero di tutti coloro che molti anni fa partirono da un’Irlanda povera alla volta degli Stati Uniti principalmente e poi di altri paesi. 

The Gathering e’ un evento focalizzato sulle persone.

Le auguro una buona giornata,

Grazie ancora per la sua cortesia 

Costanza

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Intervista a Daniele,Giovane Italiano in Irlanda

November 20, 2013 in Irlanda

Abbiamo intervistato Daniele, giovane laureato friulano, emigrato in Irlanda in cerca di fortuna, dopo aver perso il lavoro in Italia.

 

Ecco la sua intervista.

 

Quanto tempo fa hai lasciato l’Italia e per quali motivi ?

Ho lasciato l’Italia a ottobre del 2012, poichè a marzo avevo perso il lavoro. Non ho pensato immediatamente all’espatrio ma avevo deciso di fare alcuni tentativi per cercare di ricollocarmi nel mondo del lavoro. A giugno ero riuscito a trovare  un lavoro stagionale per 3 mesi in un supermercato come banconiere e nel frattempo cercavo altre opportunità ma con scarsi risultati, quindi ho preso la decisione di partire.

Perchè hai scelto di venire in Irlanda.

Ero già stato in Irlanda nel 2009 per circa 4 mesi. Avevo appena conseguito la laurea e prima di seguire un master volevo migliorare il mio inglese, ho quindi cercato su internet un’agenzia che mi consigliasse e aiutasse a trovare e organizare un viaggio studio in una località anglosassone. Mi è stata consigliata l’Irlanda per via delle sue ottime scuole di lingue e per la non molto alta (nel 2009) concentrazione di italiani. Il personale dell’agenzia mi dise anche che l’inglese parlato in Irlanda era anche molto più pulito e da sempre meno soggetto ad altre influenze linguistiche.

Come ti sei ambientato nel primo periodo,hai studiato inglese?

Ho visuto a Dublino con una famiglia irlandese e contamporaneamente seguivo un corso full-time di inglese. L’esperienza è stata fantastica, ho imparato tantissime cose e migliorato notevolemente il mio inglese. L’esperienza in famiglia è secondo me insostituibile, indipendentemente dall’età ti permette di conoscere le vere abituidini di un popolo, i modi di dire e molto altro della vita degli irlandesi. La consiglio vivamente, da quel momento l’Irlanda mi è sempre rimasta nel cuore, ecco perchè ho deciso di ritornarvi.

Come è andata con la ricerca del lavoro? Hai riscontrato differenze con l’italia?

La ricerca del lavoro non è stata facile ma devo ammettere che sono stato molto fortunato. Ho trovato lavoro esattamente 10 giorni dopo il mio arrivo a Cork. Questa volta ho deciso di cambiare città perchè sapevo che a Cork (ma anche a Dublino) hanno la loro sede europea tante multinaionali. Avendo già vissuto sapevo che Dublino è un città molto cara, ho scelto Cork perchè più economica ma con buone possibilità di trovare un lavoro. Ho inizato a lavorare nel Customer Service di Amazon, da gennaio 2013 vivo ad Athlone e lavoro come Analista Dati per una società di ricerche i mercati. Per quanto riguarda le differenze con l’Italia posso dirti che c’è un modo diverso di concepire il ruolo tra i capi ed i subalterni. Aiutati anche dalla lingua (sai che in inglese il “lei” come in italiano non si sua) nel contesto lavorativo i dipendenti vengono aiutati ed ascoltati. La cosa che poi apprezzo di pù e la formazione, il fatto che quando inizi un nuovo lavoro le cose te le spiegano. In Italia ho cercato per tanto tempo qualcuno disposto ad insegnarmi a sviluppare nuove competenze ma nulla da fare, non credo che questa mancanza sia dovuta solo all’altissima tassazione delle imprese ma credo che abbiano perso la cultura del trasmettere la conoscenza.

Cosa ti ha colpito maggiormente della cultura Irlandese

Già la prima volta che ero stato quì rimasi subito colpito dall’accoglienza riservatami, nn solo dalla famiglia ma da tutte le persone che avvevo conosciuto e con le quali sono ancora in contatto. Certo che dipende sempre dalle persone che incontri ma per mia esperinza posso dirti che gli irlandesi sono persone molto “alla mano”, disponibili e molto umili.

Quali sono le cose che maggiormente ti mancano dall’Italia

In Italia ho ancora la mia ragazza Alessandra (che non ha nessuna intenzione di spostarsi) i miei genitori, fratelli ed alcuni amici. Sono queste le cose che mi mancano tutti i giorni più volte al giorno.

A chi volesse studiare e imparare l’inglese,dove consiglieresti di studiare?

A chi volesse studiare l’inglese consiglierei di venire quì dove sono io, la scuola non costa molto, la cittadina è molto meno cara della media irlandese e cosa molto importante ci sono pochissimi italiani, quindi poche tentazioni di parlare la propria lingua. Se volete maggiori informazioni contattatemi sul sito!

C’è un luogo in particolare dell’Irlanda che ami di più?

Il posto che mi è piaciuto di più è sicuramente Dublino, la ritengo una città a misura d’ uomo, con diversi servizi (anche se non sempre sono ottimali) buone oppotunità di impiego e possibilità di divertimento. Devo però dire che provenendo da Latisana, un piccolo paese del Friuli Venzia Giulia, giorno dopo giorno mi sto abiuando alla vita del piccolo e caratteristico paeseino irlandese. Ciao a tutti e grazie del vostro tempo!

Grazie a te per il tempo riservatoci !

 

Francesco a.

Tour presso la distilleria Jameson a Cork

October 30, 2013 in Europa, Irlanda

 

Se siete nella Rebel City irlandese Cork potreste godere dell’escursione alla distilleria “Jameson” a Midleton co. Cork.

Situata a soli 15 minuti dalla città di Cork , nel bellissimo villaggio di Midleton, potrete vedere come operano tutti macchinari della distilleria del celebre whiskey Jameson.

Le  guide vi condurranno attraverso la straordinaria storia del Jameson Irish Whiskey dal 18 ° secolo al 21 °, che vi permetteranno di visitare il magnifico cortile , dove è facile immaginare il trambusto dei tempi di raccolta passati , quando gli agricoltori locali  arrivavano ​​con i carri trainati da cavalli colmo di sacchi di grano pronti a vendere alla distilleria . Si puo’  anche ammirare la ruota idraulica gigante che, un tempo, alimentava tutti i macchinari della distilleria Jameson e che gira ancora oggi .

Dopo la visita riceverete un bicchiere di Jameson Whiskey in omaggio e potrete gustarlo in un’atmosfera completamente irlandese!

Cristiano Prudente

Potete visitare il sito per il tour


Vivere e lavorare a Dublino: l’intervista ad Ivan

October 17, 2013 in Europa, Irlanda, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato Ivan De Vita.
Laureato in Editoria, Media e Giornalismo nel 2010 (lo scrivo in maiuscolo appositamente, perchè nonostante tutto non rinnego le mie scelte e rifarei ancora il mio percorso accademico). In seguito una serie infinita di collaborazioni, tra cui l’ufficio stampa del Comune di Amalfi (SA) mio paese d’origine, svariati siti internet e quotidiani locali. Due anni in cui non mi hanno saldato nemmeno il biglietto di un autobus, in compenso ho fatto tanta esperienza sul campo in settori semi-sconosciuti, ottenendo alla fine  il tesserino da giornalista pubblicista. Ma per un’assunzione avrei dovuto aspettare 6-7, perchè erano in tanti quelli che “erano in nero e attendevano il posto fisso”.
Insomma da qui il mio primo “arrivederci e grazie!”. Iniziano le mie peregrinazioni. Sono stato a Bologna a cavallo tra il 2011 e il 2012 per un corso di formazione professionale in Marketing e Comunicazione. Poi l’esperienza a Roma in un laboratorio di indagine audiovisiva, in cui si analizzavano qualità e qualità dei contenuti dei principali programmi politici su canali terrestri e satellitari. Detta così sembra figo, ma era di una monotonia disarmante e senza un briciolo di prospettiva. Ah, 500 euro al mese! Certo un bel successo rispetto alle mille proposte di stage ma con quelli a Roma a malapena ci pagavo una stanza. Avevo bisogno di una svolta, di adrenalina, di nuova linfa. E’ arrivata. Si chiama Irlanda.

Ciao Ivan, di cosa ti occupi?

Sono a Dublino da quasi un anno, un’esperienza nata e vissuta solo per migliorare il mio inglese. Lavoro in un luxury hotel come cameriere. Chiaramente non è quello a cui aspiro, ma non credo mi manchi l’umiltà e il sacrificio necessari per raggiungere gli obiettivi prefissati. Collaboro anche con una redazione on line (www.spazionapoli.it), con aggiornamenti h24 sul calcio Napoli. Restano loro il filo diretto con la mia passione. Un progetto serio e ambizioso, nato dalla goliardia di un gruppo di amici e divenuto ora un network di una certa rilevanza e visibilità a livello nazionale (comprende anche spaziojuve, spaziomilan e spaziointer). Ma soprattutto lì riscopro la genuinità dell’amore per la scrittura e il giornalismo senza scopi di lucro interessi di parte. Un’oasi felice in un mondo sempre più lugubre.

Perche’ hai lasciato l’Italia?

Perchè ad un certo punto ho dovuto scegliere se accontentarmi di una dimensione angusta e priva di stimoli o provare a 28 anni a rischiare qualcosina pur di sentirmi più realizzato. Un lavoro ce l’avevo ma non mi piaceva e non mi arricchiva. Un’esperienza all’estero avrebbe aperto i miei orizzonti, decorato il mio curriculum e aggiunto un requisito fondamentale al mio patrimonio di conoscenze: la lingua inglese. Chi non risica non rosica e se in mano hai un pugno di mosche hai il dovere di tentare. Nulla è perduto fin quando non si tramuta in rimorso.

Perche’ hai scelto l’Irlanda?

Il mio sogno era Londra, ma con l’inglese poverissimo che mi ritrovavo la vedevo una meta troppo dispersiva e mi sentivo spaesato al solo pensiero. Un vero salto nel buio, insomma. Ho avuto diversi cari amici che avevano trascorso esperienze di studio-lavoro a Dublino e ne parlavano entusiasti. Ho iniziato ad informarmi sul web seguendo forum e blog, ho capito che poteva essere il posto giusto. Biglietto prenotato senza troppi calcoli, ma ho trovato una host family e un corso d’inglese prima di partire. Si sono rivelate tutte ottime scelte.

Com’era il tuo inglese prima di partire?

Google translate dipendente. Purtroppo per mia sfortuna ho iniziato a studiarlo solo a 20 anni, cioè senza quelle pillolette che giorno per giorno digerisci tra scuole medie e superiori. Io avevo studiato francese per ben otto anni, con l’utilità che facilmente immaginerete. Insomma ho approcciato l’inglese prima da autodidatta e poi tramite qualche corso universitario ed extra per ottenere due idoneità. Forse solo quando il taxista mi accolse in terra irlandese in una giornata di vento e pioggia mi accorsi di quanto le mie conoscenze erano ancora in uno stato embrionale. Per me il tizio parlava aramaico antico.

Quali sono i punti  a favore della vita irlandese? E quali a sfavore?

Il rispetto delle regole innanzitutto. Il PPS number (un codice identificativo per chiunque voglia condurre una vita professionale in Irlanda) mi è arrivato a casa in tre giorni lavorativi dalla mia richiesta, non ho mai visto litigi agli sportelli e gli autobus sono sempre puntuali, magari perchè semplicemente si rispetta la corsia preferenziale. La cordialità delle persone che incontri ti fa sentire a tuo agio anche se fai fatica a comprenderli. Il lavoro è ben pagato (un qualsiasi laureato non guadagna meno di 2000 euro mensili), il regime fiscale è nettamente meno soffocante di quello italiano e c’è una meritocrazia della quale avevo appreso finora solo in termini teorici. Inoltre a Dublino c’è movida tutti i giorni della settimana, il peso della giornata lavorativa è tollerabile se la sera puoi svagarti bevendo una pinta e ascoltando buona musica live in un qualsiasi pub.

Difetti: le condizioni climatiche, anche se l’estate appena trascorsa è stata tra le migliori dell’ultimo ventennio. In fondo è anche un po’ un luogo comune. Fa freddo, ma non si gela. Piove, ma non senza tregua. In tante altre città europee l’inverno è molto più rigido. Il costo dei mezzi pubblici è spropositato rispetto agli standard italiani, almeno per quanto concerne gli autobus. Il costo della vita è abbastanza elevato (ai livelli più o meno di Londra), ma la politica salariale di cui parlavo prima riesce a giustificarlo. L’Irlanda è un Paese con una discreta estensione territoriale ma con una bassa densità demografica (circa 5 milioni di abitanti). Negli ultimi anni si è avviata una grossa immigrazione dai Paesi del sud Europa e sud America, causando un’impennata di prezzi nell’offerta immobiliare e una crescente saturazione sul piano occupazionale.

Cosa ti manca dell’Italia?

La mia famiglia, i miei amici, le piccole abitudini e l’aria di casa. Sul piamo strettamente professionale non mi manca nulla. Nessuno ha mai deciso di puntare su di me e sulle mie abilità, sono abbastanza stufo di sprecare tempo per chi non lo merita. Eppure in Italia voglio tornarci, ma con maggiori credenziali di quando l’ho lasciata. E voglio riprendere a lottare, come ho sempre fatto. Fuggire è da codardi, ma fossilizzarsi sul nulla è da stupidi.

Che consiglio daresti a chi vuole venire in Irlanda?

Un ombrello tascabile, prima di tutto. Scherzo. Certo puoi uscire in una giornata di sole e ritrovarti bagnato fradicio nel giro di un quarto d’ora. Poi sicuramente consiglierei di viverla pienamente, anche meglio di come ho fatto io finora. Ci sono degli scorci mozzafiato nei quali si rischia seriamente di perdere il senso della realtà. Monitorate il ventre spartano di città come Dublino, Galway, Cork: la vita di un vecchio pub è intrisa di sangue antico e tradizione. Per il resto un’esperienza in terra straniera per essere tale deve durare almeno un anno. Un mese o due sono utili solo come ambientamento e si finisce per viverli come una semplice vacanza. Qui la multiculturalità è all’ordine del giorno. Va scovata, pedinata, azzannata se possibile. Un lavoretto, anche se con un po’ d’affanno, lo si può trovare e ovviamente le aspirazioni sono proporzionali alle qualifiche vantate e alla padronanza della lingua. Non lasciatevi soggiogare dalla rassegnazione, aprite nuovi varchi nella vostra precarietà. Provate, una volta nella vita, la soddisfazione di non ricevere l’ennesima porta sbattuta in faccia. Provate, una volta nella vita, a dire voi “Arrivederci e grazie!”.

Cristiano Prudente




Abolizione del Senato in Irlanda: vincono i no

October 7, 2013 in Europa, Irlanda

Il referendum per l’abolizione della Senato è stato sconfitto da 42.500 voti.

Il 51,8 per cento degli elettori ha respinto la proposta di abolire il Senato , con il 48,2 per cento  favorevoli .
Dei 1.226.374 voti validi espressi , 591.937 erano a favore e 634.437 voti sono stati contro la proposta , con un margine di 42.500 voti.
14.355 voti sono stati descritti come non validi.

L’affluenza totale è stato di 39,17 per cento degli elettori. Gli irlandesi amano i loro rappresentanti politici piu’ di quando li considerino necessari. A sorpresa, il referendum, che doveva ratificare la decisione e’ stato respinto con un piccolo margine.

Nei giorni scorsi 33 dei 60 membri della Camera Alta di Dublino avevano votato in favore della scomparsa del senato, considerato inutile e costoso (20 milioni di euro), 22 erano favorevoli e due si erano astenuti.

Cristiano Prudente


Lavorare in Irlanda: 200 nuove assunzioni da TESCO

September 20, 2013 in Europa, Irlanda, Offerte di lavoro per Italiani all'Estero

Si aprono nuove possibilità per chi desidera lavorare in Irlanda nel 2014. 

La catena di supermercati Tesco ha annunciato la creazione di 200 nuovi posti di lavoro a partire da quest’autunno con l’apertura di 7 nuovi punti vendita e 6 negozi di telefonia sparsi sul territorio irlandese.

Per chi non lo conoscesse, Tesco è un vero e proprio colosso della distribuzione al dettaglio nato in Regno Unito nel 1919. Ad oggi conta più di 2000 esercizi commerciali in 11 Paesi e circa 15000 dipendenti nella sola Irlanda.

Con la creazione dei nuovi punti vendita Tesco Express, parte di un programma d’investimento da 70 milioni di €, saranno creati 80 nuovi posti di lavoro già prima di Natale.

Ecco la lista dei negozi che apriranno entro la fine dell’anno 2013:

· Glasnevin Avenue Express (Finglas)

· St Finbarr’s Express (Douglas Road, Cork)

· College Green Express (Dublino)

· Dorset Street Express (Dublino)

· Leonard’s Corner Express (Dublino)

Il gruppo prevede al tempo stesso la creazione di nuovi punti vendita dedicati alla telefonia (Tesco Mobile) a Dublino e Cork.

L’azienda è inoltre alla ricerca di personale qualificato (18 laureati) nel settore del training da inserire nei propri punti vendita e nel quartier generale con sede a Dun Laoghaire (Dublino).

Altri 120 posti di lavoro saranno creati con l’apertura di due nuovi supermercati (già in costruzione) a Dundalk e Dun Laoghaire il prossimo anno.

Nel primo quarto dell’anno Tesco aveva visto le proprie vendite in Irlanda diminuire del 3% rispetto all’anno precedente, come conseguenza delle politiche di austerity imposte dal Governo. 

Il ministro Simon Coveney ha dichiarato, riferendosi alla politica di Tesco, che il settore alimentare “sta dimostrando resistenza e dinamismo”.

L’amministratore delegato di Tesco Ireland Philip J Clarke ha invece affermato che questi nuovi posti di lavoro “aiuteranno a sostenere l’attività economica locale in un momento difficile per l’economia irlandese”.

Se siete interessati alla possibilità di lavorare per Tesco e partecipare alla selezione di personale potete dare un’occhiata alle offerte di lavoro aperte con una semplice ricerca sul sito ufficiale di Tesco o lasciare direttamente il vostro Curriculum (con lettera di presentazione ed eventuali referenze) a un manager presso uno dei tanti punti vendita in Irlanda.

articolo tratto dal blog  www.italianidublino.com


Aperte le selezioni per Amazon a Cork, Irlanda

September 18, 2013 in Irlanda, Offerte di lavoro per Italiani all'Estero

Grafton Recruitment – Customer Service Agents for Amazon!!
Employment Type: Temporary
Location: Cork – South-West, Ireland
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Posted: 17-09-2013
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If you are

* Highly Motivated and enthusiastic
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* An ability to multi-task and prioritise workload

Skill Set Required

* Strong IT skills
* Fluent English and French, Italian and or German
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Candidati qui http://www.toplanguagejobs.co.uk/job/3016071/Customer-Service-Agents-for-Amazon


Offerte di lavoro in Irlanda

September 18, 2013 in Irlanda, Offerte di lavoro per Italiani all'Estero

L’Irlanda offre sempre nuove opportunita’ di lavoro :)

 

Ci sono molte offerte per italiani, con ottime prospettive di crescita professionale. Se il tuo sogno e’ trasferirti nell’isola di Smeraldo dai un’occhiata a queste offerte, magari cercano proprio te!!


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da Costy

Cosa si nasconde sotto quel tetto di paglia?

September 12, 2013 in Europa, Irlanda

In tutti questi anni trascorsi in Irlanda ho visitato praticamente tutto il Paese e vorrei condividere con voi il ricordo che mi porto dietro delle casette, “cottages”, tipiche Irlandesi che sembrano uscite da un libro di fiabe o da un cartone animato di quando eravamo bambini. Si’! Proprio quelle con il tetto in paglia, i cosiddetti “thatched roof” cottages, ovvero piccoli edifici col tetto di paglia, intonacati a calce, con la porta d’ingresso divisa in una parte inferiore ed una superiore ed il fumo di torba che esce dal camino….

tetto_paglia_Irlanda  killarney_cottage

Oggigiorno, queste abitazioni sono quasi del tutto appannaggio dei turisti che li affittano per trascorrere vacanze in stile tradizionale, mentre “i locals” le hanno ormai sostituite con costruzioni più moderne e di facile manutenzione.

Da non sottovalutare il fatto che anche qui, come in molti altri paesi europei, gli artigiani (thatchers) che sanno costruire e riparare un tetto di paglia sono rari e molto costosi; da non sottovalutare anche i costi assicurativi, notevolmente elevati data la facile combustibilità dei tetti in paglia.

thatcher

Ma se adesso i cottages tradizionali sono praticamente diventati uno “status symbol” per i piu’ benestanti, considerate seconde o terze case di campagna…dovete pensare che piu’ di un secolo fa la situazione era del tutto diversa.

A meta’ del 1800 in un cottage con un’unica stanza in cui viveva un’intera famiglia, di solito con piu’ di cinque figli, in compagnia dei propri animali. Ovviamente, non gli animali domestici cui siamo abituati oggi ma con maiali, pecore e diverse galline che razzolavano in casa.

L’ambiente era umido, fumoso (allora ci si riscaldava con la torba che produceva molto fumo) e scarsamente illuminato.

Oltre a cio’ bisogna ricordare che queste case sorgevano su terreni di proprieta’ degli Inglesi, cui doveva essere pagato l’affitto tramite il lavoro nei campi e l’allevamento del bestiame, come accadeva nel periodo latifondista in Italia.

Infine, come ciliegina sulla torta, all’epoca esisteva anche una restrizione (assurda) imposta dal governo Inglese che imponeva una maggiorazione se una casa aveva più di sei aperture. La famigerata “Window Tax”!! Tassa, questa, che provoco’ non pochi problemi di salute considerato che le persone, per risparmiare, limitavano il numero di aperture della propria casa….producendo pero’ l’effetto di non consentire un’ottima areazione…..pensate che aria “salubre” tra torba, animali e dieci persone in pochi metri quadrati!

Sono a vostra disposizione ;) per consigli su come fare per visitare questi meravigliosi “cimeli” storici!

Cottage_Ballyganny_Ardara

Scopriamo la Rebel City irlandese: Cork

August 7, 2013 in Europa, Foto e Video, Irlanda

Scopriamo insieme a Luca Cattaneo la magia della Rebel City irlandese: dal campanile di Shandon, i colori dell’English Market, il verde parco dell’UCC… e non solo!