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Irlanda | Italiani in Giro, Italiani all'estero, Lavoro all'estero per Italiani

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Italiani a Cork: la storia di Cristiano

August 6, 2013 in Europa, Irlanda, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato Cristiano Prudente, ragazzo di 28 anni proveniente da Bitonto, non lontano da Bari. Cristiano ha frequentato l’Università di Urbino, dove si è specializzato in Editoria, Media e Giornalismo, ottenendo anche un Master come Redattore Editoriale che gli ha permesso di svolgere un tirocinio presso la rete televisiva “Telernorba“. Dopo un’esperienza da venditore di pacchetti per la compagnia telefonica “Teletu” ha vinto la borsa di studio “Ritorno al Futuro” della Regione Puglia per intraprendere un Master in Tourism Management presso le Università di Varsavia, Lecce e Bruxelles praticando un tirocinio presso la galleria d’arte “Il Torrione” di Bitonto. Si trova ora a Cork per uno stage di tre mesi.

1. Ciao Cristiano, ci racconti come hai avuto questa opportunità di lavorare a Cork? Di cosa ti occupi?

Ho avuto l’opportunità di vivere e lavorare a Cork grazie alla società Coladiv Future, i cui collaboratori sono stati miei tutor durante il master all’estero e mi hanno premiato per il mio impegno e tenacia. Qui lavoro nel settore del marketing come assistant manager e blogger.

2. Cosa pensi di Cork come città? Qual è stata la tua prima impressione?

Cork assomiglia molto alla mia città unirversitaria Urbino. Città piccola, a misura d’uomo, c’è aria di festa dapperttutto e sono tutti disposti ad aiutarti in caso di difficoltà. Me ne sono subito innamorato.

3. Quanto è importante conoscere l’inglese? Pensi che l’accento di Cork sia comprensibile?

L’inglese è molto importante per vivere appieno la realtà irlandese e per confrontarsi con gente di tutto il mondo, per crearsi una rete di amicizie, divertirsi insieme, lavorare con i colleghi stranieri… e conoscere nuove ragazze! :) All’inizio l’accento di Cork mi sembrava una lingua sconosciuta ma mi sto impegnando per comprenderla perché gli irlandesi di Cork sono persone eccezionali.

4. Qual è  stata la maggiore difficoltà all’inizio di questa esperienza? Ti manca qualcosa dell’Italia?

La maggiore difficoltà per me è stata proprio capire i discorsi dei “Corkonians“. Dell’Italia mi manca solo la dicitura dello scontrino: “Arrivederci e grazie“, che è anche la mia personalissima dedica per la realtà italiana.

5. Perché pensi che un giovane lavoratore italiano dovrebbe scegliere proprio Cork per un’esperienza a breve-medio termine all’estero?

A Cork ci sono numerose multinazionali, come la Apple e Amazon, che cercano impiegati nel costumer service, pagano molto bene. Inoltre cercano personale che parli anche italiano.

6. Che consigli daresti a chi sta per trasferirsi a Cork?

Ragazzi, armatevi di una buona dose di intraprendenza e migliorate il vostro inglese, prima di partire o direttamente qui con un buon corso di lingua… Cork vi aspetta e vi regalerà emozioni! E vorrei chiudere con una citazione:

Il mondo è un libro. Chi non viaggia ne legge una pagina soltanto. (Sant’Agostino) :) 

 

Luca Cattaneo

Articolo tratto dal blog www.italianicork.com


Lavorare a Cork: ecco in quali settori

July 31, 2013 in Europa, Irlanda

Cork sta cercando senza dubbio di tenere il passo, a livello economico della sua “rivale” Dublino.

Non a caso proprio a Cork hanno sede alcuni tra i più importanti costumer services (i nostri “call-center”) d’Europa, per esempio quello di Amazon, aperto all’interno del Cork Airport Business Park nel 2010. Molti di essi ricercano personale di madrelingua non inglese: ecco uno dei motivi della massiccia presenza di lavoratori italiani, francesi e spagnoli da queste parti!

Tra i settori trainanti dell’industria corkoniana possiamo senza dubbio annoverare quello farmaceutico, con l’americana Pfizer e la svizzera Novartis (produttrice, tra le altre, di Voltaren e Ritalin) in prima linea. Una curiosità: il prodotto di punta dell’industria farmaceutica a Cork è… il Viagra! :D

Ma Cork è famosa anche per essere una fonte inesauribile di opportunità di lavoro per gli informatici, gli “IT” (da leggersi rigorosamente in inglese: “ai-ti”!). Proprio da queste parti hanno sede ben tre multinazionali del settore: la Logitech, la EMC e la Apple!

Cork è anche un punto chiave nel sistema dei trasporti in Irlanda. Si trova infatti qui il porto che collega l’isola al continente europeo (in particolare ala Francia), nonché il capolinea della ferrovia che collega il sud con Dublino e Belfast. Perciò un altro settore economico da considerare nella nostra trattazione è senz’altro quello dell’import-export.

Infine, come non citare la produzione di alcoolici, che lungo le sponde del Lee può vantare nomi di spicco come le birre Heineken, Beamish e Murphy’s, nonché il whiskey Jameson (il più diffuso Irish whiskey nel mondo), che viene prodotto nella vicina Midleton .

Luca Cattaneo

Articolo tratto dal blog  www.italianicork.com


Call Centre in Irlanda: l’esperienza di lavoro di Damiano

July 31, 2013 in Europa, Irlanda, Storie di Italiani in Giro

Damiano vive a Dublino dallo scorso Febbraio 2013.

E’ un ragazzo italiano di 30 anni proveniente da Civitavecchia, in provincia di Roma e ha una Laurea Specialistica in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo.  In Italia lavorava come giornalista (ultra precario, sottolinea lui stesso).

Da poco tempo ha trovato un nuovo impiego a Dublino presso il dipartimento di assistenza clienti per un’importante multinazionale di internet.

Ecco la sua esperienza e i suoi consigli.

  • Ciao Damiano, quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a dare una “svolta irlandese” alla tua carriera?

Credo di aver avuto motivazioni molto simili a quelle di altri italiani arrivati qui prima di me. Dopo 10 anni da giornalista precario in un importante quotidiano, senza contratti veri, stipendi degni di tale nome ecc… ho deciso di mettere un punto. Lo scorso anno sono stato in Irlanda per un paio di mesi. Ho frequentato un corso di Business English ma nel frattempo mandavo CV. Quando ho toccato con mano la possibilità di trovare un lavoro “vero” ho deciso di mettere i soldi da parte e tornare qui per un tempo più lungo e cercare di iniziare una nuova carriera. Fortunatamente ci sono riuscito. Devo dire che quando penso ai molti colleghi giornalisti precari che sono ancora in Italia penso allo spreco di energie del nostro paese. Molti di loro meriterebbero di lavorare in condizioni umane ma il mondo dell’editoria purtroppo è un giungla dove agli editori è permesso fare di tutto senza alcun ritegno.

  • Ci puoi raccontare in che cosa consiste il tuo lavoro?

Mi occupo dell’assistenza clienti del mercato italiano per una importante multinazionale del settore IT. Si tratta di aiutarli a capire meglio come ottimizzare le loro campagne pubblicitarie e le loro strategie di marketing online.

  • Come sei riuscito a cogliere questa opportunità? Quali metodi hai usato nella tua ricerca di un nuovo impiego e quali ritieni i più efficaci?

Quando l’ho detto ai miei amici italiani non ci volevano credere. Ho semplicemente mandato un CV rispondendo ad un annuncio trovato online.

Era lunedì, dopo 30 minuti mi hanno chiamato per fissare il colloquio per mercoledì. Fatto il colloquio il giovedì mi hanno comunicato che avevo superato la prova e che dovevo presentarmi lì il giorno successivo per un test pratico. Il lunedì successivo mi hanno comunicato che ero stato assunto. Assurdo. Non solo, sempre quel lunedì ho ricevuto un’altra offerta per un altro colloquio che avevo fatto. Avevo ottenuto anche quel posto ed ho potuto addirittura scegliere che tipo di lavoro fare. In Italia sarebbe impossibile.
Il metodo è stato solo uno: spedire, spedire, spedire CV. Sarà banale però ha funzionato. Se hai un curriculum ben tradotto in inglese e una lettera di presentazione efficace qui ti chiamano. Ho fatto più colloqui a Dublino da febbraio che in Italia in 10 anni. Non è il paese dei balocchi e non dirò che è “facilissimo” trovare lavoro. Però se parli un’altra lingua e hai un buon inglese hai ottime opportunità.

  • Avevi precedenti esperienze nel settore del Costumer Service? E quanto pesa la conoscenza dell’inglese per battere la concorrenza degli altri candidati?

Non esattamente. In uno degli ultimi lavori che ho fatto (di solo giornalismo, come detto, non si vive) ho avuto esperienze di contatto con i clienti ma non così. Anche se il mio lavoro è in Italiano l’Inglese lo devi sapere. Il colloquio sarà in Inglese così come i rapporti all’interno dell’ufficio. Ho affrontato un training di un mese con tanto di test e prova pratica. Ovviamente non erano in Italiano. Il livello deve essere buono ma non cadiamo nell’errore di pensare che se non sei perfettamente bilingue non puoi trasferirti in Irlanda. Non è affatto così.

  • Quali sono gli aspetti migliori di lavorare per una multinazionale a Dublino? E c’è invece qualcosa che cambieresti?

Imparare ogni giorno qualcosa di nuovo. Almeno nel mio campo c’è sempre qualcosa da scoprire e non c’è tempo per annoiarsi. Le tecnologie cambiano inesorabilmente e se non stai al passo non è facile. Però non parlo solamente dal punto di vista lavorativo. Lavorare con persone che provengono da tutto il mondo e che hanno stili di vita, idee e religioni diverse è uno stimolo costante ad aprirsi. Non hai scelta: o cresci o cresci. E posso assicurarvi che io, a 31 anni, mi sono reso conto di dover camminare ancora parecchio. Devo dire che, a parte il meteo, per ora non cambierei una virgola della mia esperienza qui.

  • Quanto tempo e quante risorse pensi sia necessario calcolare per un periodo di ricerca d’impiego in Irlanda?

Dipende da quali sono gli obiettivi che uno si prefissa prima di partire e anche dal livello di inglese. Se ti va bene qualsiasi tipo di lavoro credo che con tanta determinazione, e macinando chilometri, in un mese o poco più puoi trovare un lavoro che possa consentirti di restare qui per poi cercare altro. Però partire con “un gruzzolo” per attutire i primi tempi da disoccupato serve. Io sono venuto qui per trovare un lavoro che potesse in qualche modo coincidere con le mie esperienze e studi. Sono arrivato a Dublino il 4 febbraio e ho iniziato a lavorare il 22 aprile. Fatevi due conti…

  • Che consigli daresti ai tanti italiani che sognano di trasferirsi in Irlanda e trovare lavoro presso il Costumer Service di una compagnia multinazionale, come hai fatto tu?

Essere realisti. Di non farsi trascinare né dai facili entusiasmi (ripeto: non è l’El Dorado qui) ma neanche da visioni catastrofiche. Quel che sto provando sulla mia pelle è la consapevolezza che al di fuori dell’Italia esiste la possibilità di vivere una vita normale dal punto di vista lavorativo. Bisogna pensarci bene ma se quello che uno vuole è mettersi alla prova in un contesto del genere è un’esperienza che consiglierei a tutti. Ah dimenticavo un altro consiglio essenziale: non portatevi l’ombrello. È inutile. Il vostro migliore amico sarà… il cappuccio!

Luca Cattaneo

Articolo tratto dal blog  www.italianidublino.com