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Europa | Italiani in Giro, Italiani all'estero, Lavoro all'estero per Italiani

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Consigli utili per volare con i bambini

December 18, 2013 in Europa, Francia

Partire per una vacanza o iniziare una nuova vita assieme ai propri bambini non è sicuramente una cosa semplicissima, ma da qualche tempo è disponibile questa guida con regolamenti e consigli per viaggiare in compagnia dei propri figli.

La prima parte della guida si concentra sulle norme generiche, che riguardano ad esempio l’obbligo di presentare un documento di riconoscimento per ogni bambino, specificando magari in sede di richiesta, che si tratta di documenti specifici per viaggiare. Per i neo genitori è importantissimo sapere anche che i bambini al di sotto dei 7 giorni d’età non possono viaggiare, visto che ad esempio le condizioni di pressurizzazione presenti all’interno della possono rivelarsi particolarmente pericolose.

La successiva sezione riguarda invece i regolamenti delle più conosciute compagnie aeree. Ognuna di queste applica norme differenti per quanto concerne i neonati (0-2 anni) e i bambini (2-12 anni). Come regola base, le compagnie tradizionali sono quelle più generose per quanto concerne la prole, mentre le low cost fanno pagare quasi sempre il biglietto pieno.

Se si sta cercando un volo per Parigi, con Air France ad esempio i bambini possono usufruire di sconti che vanno fino al 15% per i voli nazionali e ad un massimo del 33% per quanto riguarda le tratte internazionali. Nel caso si opti invece per la Ryanair, i neonati pagano una tariffa fissa di 30€, mentre i bambini da 2 a 12 anni pagano lo stesso prezzo degli adulti. L’azienda irlandese non dispone di sedili supplementari per i neonati, mentre rialzi per sedie e culle possono essere ammesse dietro pagamento di una tassa per attrezzature infantili, il cui peso non deve superare i 20 kg.

La terza parte della guida presenta tutta una serie di utili consigli per preparare al meglio il viaggio con i bambini. E’ bene tenere a mente che i bambini mal sopportano gli spazi chiusi e che il dover stare una o più ore seduti, li può fare sentire parecchio nervosi, fino a farli piangere e complicare il viaggio. Consigliato a questo proposito, portare con se tutto il necessario per farli divertire durante il volo e le attese, oltre che farli “sfogare” il più possibile presso i baby corner e gli spazi verdi.

Per chi ha l’esigenza di far viaggiare i bambini da soli, diverse compagnie aeree presentano servizi d’accompagnamento indirizzati ai minori dai 5 ai 12 (o 14) anni. Questi servizi prevedono che una volta in aeroporto, i bambini vengano accolti da personale di fiducia al banco accettazione, dove attendono insieme il momento dell’imbarco. Successivamente vengono accompagnati a bordo dell’aereo e affidati a personale di cabina.

Articolo tratto dal blog italianifrancia


Amsterdam: il Light Festival

December 17, 2013 in Europa, Olanda

Dal 6 Dicembre al 19 Gennaio ad Amsterdam c’e’ il Light Festival, spettacolo di luci e colori per festeggiare i 400 anni dei canali, patrimonio dell’Unesco.
La capitale olandese e’ protagonista di un mix di luci e colori con piu’ di 30 opere di grandi artisti internazionali.
Due sono gli itinerari creati appositamente per ammirare l’Amsterdam Light Festival, uno e’ quello pedonale, chiamato “Iluminade”, un percorso da fare a piedi nel centro storico, visitando i giochi di luci e colori e l’altro, da percorrere navigando i canali della città, chiamato“Water Colors”.
Potreste fare un tour anche al Museo dei Canali, che permette di scoprire la storia dei canali di Amsterdam e della loro costruzione nel XVII secolo, a maggior ragione del 400esimo compleanno del cosiddetto “ring”.

Per ulteriori informazioni visitate il sito del Festival.

Cristiano Prudente dal blog italianiamsterdam.net


Vivere e lavorare a Malta: “Quei2Malta”

December 16, 2013 in Europa, Malta, Storie di Italiani in Giro

Ciao, siamo Eride e Odoardo, una coppia che vive da poco più di 6 mesi a Malta

Io, Eride, laureata in Mediazione linguistica e culturale e Odoardo in Relazioni internazionali. Ex Erasmus, ex londinesi ma continuamente in cerca di nuovi stimoli e nuovi posti. Abbiamo creato un blog che parla di noi, dell’isola, dei consigli su cosa fare e di corsi di inglese a prezzi scontati (http://www.quei2malta.com/).

Ciao Eride e Odoardo, perche’ avete lasciato l’Italia?
1) Un nostro caro amico che viveva e lavorava a Malta, un giorno di inizio primavera ci chiese “Ma perché non venite a Malta a cercare lavoro?”. Visto che eravamo disoccupati, l’unica risposta che ci venne in mente fu “Perché no?”. Prenotammo un volo superlow cost e partimmo. Io lasciai decine di CV (feci volantinaggio) in tutte le scuole di inglese dell’isola e Odoardo cercò diverse organizzazioni internazionali.
Appena rientrati in Italia sono stata richiamata per un lavoro e non abbiamo esitato a trasferirci per una nuova avventura a Malta.
Ma la principale ragione fu per dare un tocco in più ai nostri percorsi studi, ci sembrava una buona idea vivere ancora all’estero.

Di cosa vi occupate?
2) Io, come detto, lavoro in una scuola di inglese nel centro di St. Julian’s, confine con Paceville, la zona di divertimenti per eccellenza; Odoardo sta facendo uno stage all’Ambasciata Irlandese a Malta.

Le principali differenze che avete trovato nel settore lavorativo rispetto al sistema italiano.
3) In Italia non abbiamo avuto molte e soddisfacenti esperienze lavorative, ma con questo non vuol dire che non vi abbiamo mai cercato lavoro, anzi. Cercando lavoro a Malta ci rendemmo subito conto che il Curriculum Vitae lo leggono veramente e anche davanti a te, quindi l’interesse c’è. Le possibilità qui ci sono, ma non cadono dal cielo, bisogna comunque cercarle.

Cosa cambiereste di Malta? e cosa dell’Italia?
4) Di Malta cambieremmo innanzi tutto gli autisti dei trasporti pubblici!
Abbiamo sentito di episodi di “razzismo” da parte di cittadini maltesi verso altre nazionalità, ma a noi non è ancora capitato nulla: nei nostri ambienti lavorativi non vediamo discriminazione, fortunatamente. Un problema che ci piacerebbe risolvere è quello dell’umidità in inverno: si sente veramente molto, quindi attrezzeremmo le case maltesi contro l’umidità e, di conseguenza, la muffa. Attrezzeremmo anche le città con più tombini per quei pochi giorni di pioggia all’anno in cui si allagano tutte le strade.
Ultimo, ma non per importanza, cambieremmo la burocrazia per ottenere la carta di identità maltese: bisogna recarsi alle prime ore del mattino in un ufficio che, se sei fortunato, ti riceve quel giorno, altrimenti dovrai ritornarci il giorno dopo o quello dopo ancora. Sempre se sei fortunato e hai portato tutti i documenti necessari per la domanda (ma non capita mai, un foglio lo dimentichi sempre) devi aspettare circa 3 mesi per ottenere questa fatidica carta d’identità che non ricordi nemmeno più perché hai voluto così tanto.
Dell’Italia, invece, cambieremmo la burocrazia da seguire anche solo per aprire uno studio di traduzioni, i contratti di lavoro che non vanno oltre i sei mesi e la mentalità disfattista di molti italiani.

Qual e’ il settore piu’ florido? Ci sono molti italiani che lavorano o investono?
5) Di italiani a Malta se ne trovano davvero fin troppi: molti lavorano in agenzie di scommesse e nel settore della ristorazione. Questi due settori racchiudono la maggior parte degli investitori italiani a Malta.

Che consiglio daresti ad un italiano che vorrebbe trasferirsi a Malta?
6) Il primo consiglio che mi sento di dare è di non sottovalutare la lingua inglese, ovvero non arrivare a Malta con l’idea di poter parlare solo italiano. Certo, i maltesi lo capiscono, ma per lavoro l’inglese è a dir poco fondamentale; non arrivare qui con l’arroganza di poter trovare lavoro solo perché italiani.
Un altro consiglio è di non farsi aspettative troppo rosee: il lavoro c’è ma bisogna guadagnarselo.

Cristiano Prudente


Vivere e lavorare in Olanda: l’intervista a Nico

December 6, 2013 in Europa, Olanda, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo interivistato Nico, un vero e proprio punto di riferimento della comunita’ italiana in Olanda e precisamente ad Amsterdam.. 

..scopriamo assieme di cosa si occupa :)

Ciao Nico, perche’ hai lasciato l’Italia?
Ho lasciato l Italia perché amo viaggiare, ma all’epoca non trovavo lavoro in Italia e quindi ne ho approfittato per andare via.
Dove vivi e da quando?
Vivo ad Amsterdam ormai da 20 anni.
Di cosa ti occupi?
Io mi occupo di tutto cio’ che mi affascina, che mi fa crescere come persona e che mi dia soprattutto stimoli continui. Quando sono arrivato qui 20 anni fa, ho cominciato a guadagnare i miei primi soldini facendo la pasta fresca ripiena in casa e andavo a venderla ai vari ristoranti.
Da li ho trovato il mio primo lavoro da cameriere da degli israeliani che avevano un ristorante italiano. A loro tra l’altro vendevo anche la mia pasta. Poi ho cominciato a fare il cuoco in locali italiani e nel frattempo studiavo la lingua olandese.
Quando ho imparato a parlare olandese ho cominciato a lavorare solo con olandesi. Nel 2003 ho aperto il mio primo juice and soup bar in Amsterdam. Un anno dopo ho aperto la versione mobile con la mitica Piaggio a 3 ruote.
L’anno successivo rifornivo l’orto botanico e la catena di abbigliamento SISSY BOY con le mie zuppe. Da li ho cominciato a organizzare matrimoni all’italiana nell’orto botanico di Amsterdam. Un paio di anni dopo ho dato via l’attivitá.
Un amico mi aveva proposto di fare la mozzarella di bufala qui in Olanda. In Olanda abbiamo le bufale, ma il latte va in Italia e poi ritorna qui in sottoforma di mozzarella. L’idea mi é piaciuta molto e detto fatto. Per 5 mesi avevamo lavorato a questo progetto, poi purtroppo per idee differenti con il mio socio mi sono tirato indietro. Questo é un progetto che io ho congelato e spero un giorno di poterlo tirar fuori. Oggi ho un’agenzia di viaggio per italiani che vengono qui ad Amsterdam o in Olanda in vacanza. Io li prendo dagli aeroporti e li porto in albergo e viceversa, ma presto questo servizio diventerá integrativo, ossia che verranno messi diversi servizi gratuiti o scontati a disposizione dei nostri collaboratori o soci/membri tra cui il servizio trasporto. Sto mettendo su anche pacchetti viaggio con trasferta, alloggio e entrata a concerti, houseparty ecc. L’Olanda é la capitale del mondo per la musica, SENSATION WHITE AND BLACK nascono ad Amsterdam per poi conquistare il mondo. Dj come ARMIN VAN BUREN (5 volte campione al mondo), AFROJACK di origine olandese organizzano spesso serate qui. Per la fine di febbraio ho un’offerta per 250€ se si prenota per la fine di dicembre con 2 notti in albergo, concerto di ARMIN VAN BUREN a Utrecht e 4 trasferte.
Sto anche mettendo su una comunitâ di italiani e per italiani che vogliono venire a vivere qui in Olanda. Avranno il mio supporto iniziale anche per quanto riguarda la lingua, (daremo lezioni di olandese) investiremo il nostro tempo, denaro e energie per far inserire l’individuo nella societá olandese, ma in cambio dovranno anche loro investire del tempo, energie e denaro lavorando per la comunitá.
Voglio tornare ai tempi del baratto.
Io ho sempre dovuto lavorare duro per raggiungere le mie mete e quello che noto nella generazione successiva alla mia é che i ragazzi vogliono il piatto gia pronto. Non sono disposti a fare sacrifici ma soprattutto a farsi il “mazzo”.
Questo non mi meraviglia affatto visto che i genitori gli hanno sempre viziati.
Quali sono i punti a favore della vita olandese? e quali quelli negativi?
I punti a favore della vita olandese sono che loro non sono maligni, maliziosi.
Loro danno fiducia a tutti, ma se tradisci la loro fiducia, non si alterano neanche, non vogliono semplicemente avere piú a che fare con te.  Sono molto disponibili e aperti a tutto. Non si pongono limiti e non hanno pregiudizi.
Le cose negative sono la fiscalitá in tutto e il vivere programmati. Loro programmano tutto…anche un semplice appuntamento con un amico/a. Poco spazio quindi alla spontaneitá.
Quale posto ti ha colpito di piu’ in Olanda?
Non c’e’ un posto in particolare che mi ha colpito in Olanda anche perché io sono amante della natura. Amo la vita fuori dalla cittá, amo i cavalli, cani, boschi, montagne, fiumi e laghi insomma tutto cio’ che l’Olanda non ha. Non ci rimarró infatti ancora a lungo qui se tutto va bene.
Che consiglio daresti ad un italiano che vuole trasferirsi in Olanda?
Lasciate  perdere tutto quello che ti dicono a casa, i tuoi genitori e amici, rimboccati le maniche e ricomincia da capo. Impara a pensare con un’altra mente, con la mente olandese e lascia perdere la mentalitá italiana che fino ad ora ti ha portato a concludere niente o poco.
Gl ingredienti che a me hanno portato dopo 20 anni ad essere ancora qui e fare qualcosa della mia vita sono forza di volontá, il volermi mettere in discussione e avere gli attributi ad affrontare ogni genere di situazione pur di raggiungere le mie mete.
Le situazioni ideali non me le ha regalate mai nessuno, me le sono create, conquistate da solo!
Cristiano Prudente


Scopri come ottenere la cittadinanza maltese

December 5, 2013 in Europa, Malta

Vuoi diventare cittadino maltese?

E’ stata approvata la legge per cui la cittadinanza maltese e’ in vendita per 650 mila euro per tutti i cittadini con piu’ di 18 anni, senza precendenti penali, che possono acquistare passaporti maltesi per i parenti piu’ vicini per 25 mila euro.

Il Parlamento maltese ha approvato la legge che come ha dichiarato il premier Muscatha “Nelle casse dello Stato portera’ almeno 30 milioni di euro all’anno per ridurre il deficit.”

Il Partito Nazionalista, capeggiato da Simon BUsuttil che è all’opposizione, ha dichiarato che Malta potrebbe perdere la propria identita’ nazionale e magari diventare un paradiso fiscale.

Cristiano Prudente


Keep calm and Carry on: le origini dello slogan

December 4, 2013 in Europa, Londra, Regno Unito

Sono ormai pochi quelli che non conoscono il famoso slogan “Keep calm and Carry On”, utilizzato su larga scala tanto nel settore dell’abbigliamento che nel mondo di internet. 

La frase originale era stata impressa su un volantino progettato dal governo britannico nel 1939, per infondere coraggio nella popolazione nel caso di una possibile invasione tedesca. La traduzione lettarale sarebbe infatti “Mantieni la calma e tieni duro“.

Ne furono stampate 2 milioni di copie, mai utilizzate dal momento che l’invasione non ebbe luogo.

Il volantino faceva seguito ad altre due versioni che riportavano la scritta “Freedom Is In Peril. Defend It With All Your Might” (la libertà è in pericolo, difendila con tutta la tua volontà) e “Your Courage, Your Cheerfulness, Your Resolution Will Bring Us Victory” (il tuo coraggio, la tua gioia, la tua risoluzione ci porterà alla vittoria).

Dal momento che sono passati oltre 50 anni dalla progettazione del manifesto, al giorno d’oggi non è più necessario pagarne i diritti d’autore: è per questo che possiamo trovarlo un po’ ovunque, in diverse varianti.

La riscoperta del volantino avvenne nel 2000, quando un tale Stuart Manley , proprietario di una libreria nel nord dell’Inghilterra, trovò uno dei manifesti originali nelle pagine di un vecchio libro acquistato all’asta .

Può apparire incredibile come un progetto vecchio più di 70 anni abbia colpito in un modo così significativo la società moderna.

Negli ultimi anni diversi i grandi marchi hanno infatti riutilizzato il disegno originale per la propria pubblicità.

Tra le versioni più diffuse ce n’è anche una dedicata agli italiani: “I’m Italian and I cannot keep calm” (sono italiano e non posso mantenere la calma). :)

 

Luca Cattaneo dal blog www.italianilondra.net


Studiare in Germania: l’intervista a Jessica

November 29, 2013 in Europa, Germania, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato Jessica Dal Pont, ragazza di 19 anni che vive a Sedico, una piccola città in provincia di Belluno sperduta nelle montagne.  

Ha concluso da poco il suo percorso di studi ed ora sta lavorando presso un’azienda. Nel tempo libero è allenatrice di pattinaggio artistico a rotelle. Di sé stessa dice:”Mi considero uno spirito libero, una ragazza molto determinata e che lotta per il suo futuro. I miei sogni? Continuare a formarmi, conciliando studio e lavoro, e poter visitare tutti i 200 paesi del mondo!

Amo viaggiare, leggere, fare sport e divertirmi! Spero con il racconto della mia esperienza di poter trasmettere qualcosa di me e di riuscire a coinvolgervi in questa mia esperienza”.

Ciao Jessica come ti è stato possibile fare quest’esperienza in Germania?

Frequentavo la quarta superiore dell’ITC Calvi di Belluno e ricordo ancora quando il mio professore d’italiano ci parlò di quest’incontro che ci sarebbe stato con i rappresentati del Lions Club di Belluno. Una mattinata ci riunimmo tutte le classi quarte nell’aula magna e il presidente di questo gruppo ci spiegò in cosa consisteva il programma degli Scambi Giovanili dei Lions: volevano dare la possibilità ad uno studente meritevole della scuola di partecipare gratuitamente a questo progetto che prevedeva due settimane di convivenza in una famiglia e una o due settimane da trascorrere invece in un campus con altri ragazzi provenienti da tutto il mondo…l’idea era fantastica, se non per il fatto che ancora meta e periodo de viaggio non erano stabiliti, quindi chiunque desiderasse intraprendere questa esperienza sapeva che avrebbe dovuto accettare ciò che sarebbe stato destinato a lui. Noi dovevamo semplicemente far recapitare tramite i nostri professori il nostro curriculum e una semplice presentazione personale e successivamente ci sarebbero state le selezioni che prevedevano un colloquio orale con alcuni esponenti del gruppo. Ed io ho colto la palla al balzo e la stessa mattinata dei colloqui sono stata selezionata!

 Ti è rimasta nel cuore quest’esperienza? Raccontaci le cose che ti sono piaciute così tanto. Amicizie?

Quest’esperienza credo me la porterò nel cuore per tutta la vita, perché mi ha dato la possibilità di crescere moltissimo. La famiglia presso la quale ho vissuto le prime due settimane era composta dai due genitori, un figlio della mia età e una figlia più piccola di 11 anni. Vivevano in una piccola città chiamata Baesweiler e li ho frequentato la scuola insieme al figlio: ho avuto modo di analizzare il loro sistema scolastico molto differente dal nostro e di parlare con i docenti e gli studenti, oltre che col preside della scuola, il quale era molto interessato riguardo le differenze tra il modello d’istruzione italiano e tedesco. Mi hanno portata ad Aachen (Aquisgrana), Köln (Colonia), Düsseldorf   e a visitare varie località nelle vicinanze, nonché una mostra di sculture di sabbia in Olanda. Sono stati molto gentili con me e mi hanno veramente fatta sentire a casa.  Il secondo periodo l’ho trascorso in compagnia di 24 ragazzi provenienti da 16 nazioni diverse (USA, Brasile, Hong Kong, Estonia, Finlandia, Spagna, Israele, Turchia, Germania e molti altri…) due settimane indimenticabili in compagnia di persone fantastiche.

 E’ bello vivere con persone provenienti da così tanti paesi e vivere tutti assieme?E’ stato altrettanto bello vivere in famiglia?

La parte più bella del viaggio è stata sicuramente nei  momenti di condivisione e di scambio culturale e umano. Sapevamo di avere poco tempo a disposizione per conoscerci, quindi abbiamo colto ogni occasione per parlare, ridere insieme e soprattutto fare gruppo. Il nostro coordinatore, che programmava le varie attività della giornata, ha pensato durante la prima settimana di organizzare degli incontri per rafforzare le nostre capacità di relazione e elaborazione in team, un giorno ci siamo soffermati sul nostro futuro ed i nostri sogni, una mattinata l’abbiamo spesa parlando dell’importanza del linguaggio non verbale legandoci un’attività di teatro: ognuno di noi si sentiva veramente libero di esprimersi, senza la paura di essere giudicato o deriso. L’ambito famigliare è stato un po’ diverso, ma altrettanto accogliente e stimolante: non ci si annoiava mai ed era un continuo interscambio d’idee!

Hai lavorato e studiato per poco tempo, ma in quel poco tempo sei riuscita anche ad apprendere in modo più efficace che in Italia il tedesco?

Quando sono arrivata all’aeroporto di Dusseldorf sapevo solo che ad attendermi c’era Peter (il papà tedesco) e ricordo che lui all’inizio mi parlava in inglese  credendo che per me fosse più facile. Io invece avevo una voglia matta di provare a farmi capire in tedesco e così il primo giorno ho avuto qualche difficoltà, poi invece non ho avuto grossi problemi nella comunicazione. Poi però quando sono arrivata al campus con gli altri ragazzi non tutti sapevano il tedesco e la lingua ufficiale era l’inglese, quindi ho dovuto convertire il mio cervello e non ti dico le difficoltà dei primi giorni..ero un disastro e non riuscivo a formulare le frasi in inglese, tutto veniva in automatico in tedesco! Ovviamente poi ho ingranato e quando sono tornata in Italia mi ricordo che la prima cosa che ho detto ai miei genitori è stata “Voglio tornare in Germania!”..ci sono rimasti malissimo!

 Per chi eventualmente avesse solo sentito parlare di questa possibilità a scuola, la consigli come una delle più belle esperienze che la scuola superiore possa dare?

Consiglio vivamente a tutti di partecipare alle eventuali selezioni o d’informarsi riguardo questa possibilità che offre il gruppo Lions Club con i loro progetti di scambi giovanili. Anzi, il consiglio migliore che posso dare a tutti i ragazzi della mia età è di cogliere tutte le opportunità che vengono offerte e di sfruttare ogni occasione per crescere e maturare. A me questo viaggio ha cambiato moltissimo la mia visione del mondo e di tutto ciò che mi circonda. Sono tornata più matura, più consapevole e con una bella lista di nuovi amici sparsi per il mondo!

Marco Campo Bagatin dal blog italianigermania


Architetto a Parigi: l’intervista a Teresa

November 27, 2013 in Europa, Francia, Storie di Italiani in Giro

 

 

Abbiamo intervistato Teresa Lovascio, autentica giramondo e architetto. A 19 anni non sapeva cosa avrebbe voluto fare di preciso e non immaginava che avrebbe viaggiato tanto!

Si e’ iscritta all’Universita’ di architettura a Firenze, il biglietto più emozionante che abbia mai fatto e il viaggio che di sicuro non dimentichera’ mai. Si e’ laureata li, ma questa laurea è uno dei tanti tasselli importanti che compongono le sue esperienze di vita. Solo dopo questo sudato traguardo capisce di essere ancora “a zero” e, nel caso non si colga bene il concetto, mezzo mondo ti ricorda che devi ancora iniziare perchè “è tutta una salita”.. Perchè “la vita è fatta di sacrifici” e perchè tanto in Italia la crisi c’è sempre stata! Quindi si parte con lavorare e lavorare tanto, soprattutto quando è “a gratis”. Ha lavorato in diversi studi di architettura a Firenze, città che conta tanti architetti quanti quelli di tutta la Francia. Ovviamente gratuitamente.

Poi ha avuto la possibilità di lavorare un anno al Comune di Firenze e li e’ stata a contatto con delle persone squisite e e’ riuscita ad occuparsi di lavori importanti..ha progettato anche una scuola elementare energeticamente sostenibile.
Ha vissuto anche un anno in Spagna.. Nella parte più indipendentista e insofferente ..nel Pais Vasco.. A San Sebastian.
E poi, come in un film, un giorno la chiamano, dicendole di aver visionato il suo CV ( che lei non ha mai mandato direttamente… E questo rimarrà un mistero di come ci sia arrivato) e che quindi le si chiedeva se fosse interessata a lavorare in Francia a.. Precisamente a Paris in una ditta di costruzioni che si occupa di ristrutturazione di interni e lussuosi apprtamenti e negozi…!!

Ecco la sua intervista

Ciao Teresa, ci puoi dire in che modo pensi che la realtà francese sia diversa da quella italiana?

La Francia ha la certamente la sua realtà che non può definirsi né migliore né peggiore di quella di tanti altri Paesi. In seguito ai suoi trascorsi storici offre oggi una varietà culturale consolidata impressionante e Parigi, in particolare, si presenta come una vera capitale internazionale, uno snodo metropolitano davvero affascinante. Una su tutte le immense diversità però voglio dirla: i francesi si sentono francesi, così come gli spagnoli appartenenti alla Spagna, i turchi alla Turchia…e questo è palesato nella maggior parte dei loro gesti, simboli e discorsi. Gli italiani viaggiano come dei cani bastonati senza ricordarsi o quasi vergognandosi della propria identità, salvo qualche rara eccezione. Viaggiare mi ha portato ad essere sì cittadina del mondo, ma anche a valorizzare le mie origini e quindi la mia essenza italiana da comunicare e condividere con gli altri nel bene e nel male.

Quali sono le differenze nel mondo lavorativo?

Il mondo lavorativo parte da concezioni differenti. In Italia spesso ci si ritrova ai vertici di compagnie, banche, studi vecchi professori, vecchi medici, vecchi manager. In Francia, invece, è data molta più fiducia ai giovani alle loro potenzialità, creatività, voglia di fare. C’è molto più rispetto : i giovani sono molto più incoraggiati, anche in questo periodo di crisi. In senso più largo,  invece, i lavoratori sono molto più tutelati: il welfare, l’indennità di disoccupazione  ed i sussidi familiari in generale sono assicurati (..anche se anche nella “grandeur” francese esiste qualche furbo!) Dimenticavo: il lavoro nero quasi non esiste. A seconda della categoria lavorativa e degli anni di esperienza si ha diritto ad un minimo calcolato di retribuzione. Le sanzioni per chi non rispetta questa semplicissima regola sono molto pesanti , per cui la maggior parte degli imprenditori e agenzie non assumono senza regolare contratto . Ovviamente non esiste differenza di sesso e colore.

Qual è il tuo luogo preferito di Parigi?

Parigi è affollatissima , sempre in continuo fermento. Arte, moda, design, architettura, scienza: ovunque si respira novità. In qualsiasi angolo è possibile appostarsi e scoprire qualcosa, in particolari angoli, invece, è possibile sentirsi a casa, con un buon bicchiere  di vino , una fisarmonica che suona e qualche francese  o strano soggetto di passaggio

Cosa pensi del costo della vita in Francia?

Io ho vissuto per anni a Firenze dove il costo della vita non è accettabile senza un fisso stipendio superiore ai 1000 euro. La situazione in Francia cambia drasticamente se si considera che ci sono ottime possibilità di entrata mensile.

Cosa cambieresti della Francia? E dell’Italia?

Domanda importante quanto vasta., ma per sdrammatizzare un po’ direi che in Francia cambierei decisamente il meteo. Piove di continuo ed è possibile non vedere il sole per settimane (cosa molto deprimente per me abituata al duetto sole – mare) .In Italia cambierei invece il concetto di rispetto per gli altri, per le loro idee, per il loro lavoro, per la loro essenza e diversità. Avvierei un processo di umile “ammodernamento ideologico”.

Che consiglio daresti a chi è in Italia ma vorrebbe espatriare?

Io consiglierei a chiunque di viaggiare, ma non solo all’estero, anche semplicemente nella nostra bella Italia e di prendere IL viaggio come un’esperienza da vivere fino infondo. Mi è capitato di conoscere  gente che viveva il proprio “espatriare”  come una sofferenza data dalla lontananza. Capisco anche che per indole non tutti siano abituati , o meglio predisposti, ad imparare una nuova lingua, a condividere spazi con gente che non si conosce, a sedersi in un ristorante da soli ad affrontare gioie e dolori da soli, ma sono certa che sia un’ottimo modo per crescere e imparare senza sfogliare un libro e perdersi nelle infinite pagine del web cercando di immaginare , tramite le esperienze di altri , una vita lontana.

Cristiano Prudente dal blog italianifrancia


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da Costy

Lettera da una Fiorentina in Irlanda alla Regione Toscana

November 23, 2013 in Irlanda, Lettere dai cervelli in fuga alle Istituzioni, Storie di Italiani in Giro

Capita a volte di avere un desiderio irrefrenabile di capire il perche’ delle cose. Soprattutto quando queste vanno male.

Dall’estero stiamo assistendo, da anni, ad uno scempio effettuato dai “soliti ignoti” (ma anche dai celeberrimi noti) ai danni del nostro Paese, l’Italia.

Uno scambio di email con uno dei responsabili dell’area Comunicazione della Regione Toscana (in particolare con il responsabile dello staff dell’ Assessore Cultura e Turismo della Regione Toscana) ha portato alla mia email che potete leggere qui di seguito, cui non e’ seguita alcuna ulteriore risposta. La mia prima email voleva cercare un qualsiasi tipo di supporto da parte della mia Regione in occasione di alcuni eventi culturali organizzati in Irlanda focalizzati sulla Toscana. In pratica, ho esteso l’invito a partecipare questi eventi anche allo staff dell’Assessore Cultura e Turismo della Regione Toscana e ho chiesto del supporto per ricevere del materiale cartaceo o consigli su dove recuperare alcuni video e info ufficiali circa la mia Regione.

Ho voluto condividere la mia perplessita’ circa il “modus operandi” delle nostre Istituzioni con voi della community, sapendo che tutto il mondo e’ paese……ovvero che in Toscana, Sicilia o in Piemonte, l’atteggiamento dei nostri “burocrati” e’ purtroppo lo stesso, ovvero di placida indifferenza verso cio’ che li circonda.

Ho omesso i nomi delle persone coinvolte nel rispetto della loro privacy.

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Buongiorno M.,

La ringrazio per la sua risposta.

Le spiego il mio punto di vista:

Solitamente non nutro pensieri astiosi e qualunquisti verso le Istituzioni tutte (esempio: “non c’e’ speranza di cambiamento dato che sono tutti uguali e stanno sempre tra di loro”) ma devo ammettere che viene facile pensare che a fare e decidere siano sempre gli stessi e Toscana Promozione non e’ che l’esempio di questo sistema, cosi’ come altri enti.

Mi fa molto piacere sapere che la Regione Toscana porti avanti in tutto il mondo campagne di promozione del territorio e delle sue tradizioni. C’e’ da dire, sempre con idee che partono dall’alto, ovvero dalle cosiddette stanze dei bottoni, coinvolgendo conoscenze che rientrano al massimo entro i “due gradi di separazione”. 

Onestamente io di “Arcobaleno d’estate” non ne ho sentito parlare, eppure famiglia e amici vivono in Toscana e mi tengo aggiornata tramite i quotidiani online.

Il punto, caro M., e’ che le persone come lei ed i suoi colleghi, preparati e dediti al lavoro che svolgete, non effettuate indagini sui motori di ricerca per cercare persone, associazioni, “situazioni” che sfuggano dai soliti sentieri tracciati e che portino olio nuovo al meccanismo.

Ricevo ogni giorno sulla posta dell’Associazione Culturale di cui faccio parte email da Italiani che vogliono cambiare vita, lavoro, Paese! Cosi’ come email da Irlandesi e Italiani che vorrebbero organizzare eventi con noi. 

Perche’ ci contattano? Semplice, perche’ ci trovano su internet.

Vi interrogate veramente sull’efficacia della Comunicazione esterna delle vostre iniziative? Di Toscani nel mondo ce ne sono tanti certo, ma non cosi’ tanti come altri..sa perche’? 

Si dice che in Toscana si viva meglio che in altre regioni, difatti di Toscani stanziali in Irlanda ne ho conosciuti relativamente pochi.

Non penso sia difficile contattare i Toscani residenti all’estero (iscritti nei registri A.I.R.E.) e informarsi su quello che fanno e chiedere se vogliano diventare “ambasciatori del brand Toscano nel mondo”.

Non sarebbe una cattiva idea, non trova?

Per il resto, il portale del turismo della regione e’ utile e ben fatto. Cosi come altri siti, molti in inglese e fatti da americani, che raccolgono molte informazioni sulla nostra storia e le nostre consuetudini.

Vorrei che si abbattesse quel muro di gomma che divide il mondo in due, chi ha “connections” e chi non ne ha.

Tale A. P., presentatomi nella email inviatami dalla segreteria dell’Assessore Cultura e Turismo, come Dott.P. in classico stile Italiano che implica l’apporre il “titolo” prima della “mansione”, non ha ovviamente pensato a fare un passo avanti, perche’ non fa parte del suo lavoro. Raramente in Italia il passo in piu’ e’ premiato (in inglese “go the extra mile”), tanto vale non farlo, si conservano energie.

Lei oggi invece ha fatto la differenza, rispondendo alla mia email e interrogandosi su cosa non ha funzionato.

Io continuero’ a promuovere il “marchio Toscano” in Irlanda e possibilmente anche in UK, puntando sulle mie forze.

Se potessi utilizzare questa email come strumento di comunicazione verso una classe dirigente che non ascolta piu’, direi che e’ inutile parlare di fuga di cervelli e di un Paese che si sta impoverendo culturalmente se poi non si cambia rotta e anche in modo deciso.

Cambiare rotta vuol dire instaurare un dialogo con quei laureati che avevano voglia di fare e con quei giovani che non hanno mai concluso gli studi perche’ hanno capito prima degli altri la sterilita’ di tale percorso.

Un Paese civile fa di tutto per richiamare a se’ i propri figli. Le segnalo il link di The Gathering Ireland http://www.thegatheringireland.com/ . 

Nel 2013 in Irlanda si celebra il “ricongiungimento”. Di famiglie, amici, cittadini. Ovvero di tutti coloro che molti anni fa partirono da un’Irlanda povera alla volta degli Stati Uniti principalmente e poi di altri paesi. 

The Gathering e’ un evento focalizzato sulle persone.

Le auguro una buona giornata,

Grazie ancora per la sua cortesia 

Costanza

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Intervista a Daniele,Giovane Italiano in Irlanda

November 20, 2013 in Irlanda

Abbiamo intervistato Daniele, giovane laureato friulano, emigrato in Irlanda in cerca di fortuna, dopo aver perso il lavoro in Italia.

 

Ecco la sua intervista.

 

Quanto tempo fa hai lasciato l’Italia e per quali motivi ?

Ho lasciato l’Italia a ottobre del 2012, poichè a marzo avevo perso il lavoro. Non ho pensato immediatamente all’espatrio ma avevo deciso di fare alcuni tentativi per cercare di ricollocarmi nel mondo del lavoro. A giugno ero riuscito a trovare  un lavoro stagionale per 3 mesi in un supermercato come banconiere e nel frattempo cercavo altre opportunità ma con scarsi risultati, quindi ho preso la decisione di partire.

Perchè hai scelto di venire in Irlanda.

Ero già stato in Irlanda nel 2009 per circa 4 mesi. Avevo appena conseguito la laurea e prima di seguire un master volevo migliorare il mio inglese, ho quindi cercato su internet un’agenzia che mi consigliasse e aiutasse a trovare e organizare un viaggio studio in una località anglosassone. Mi è stata consigliata l’Irlanda per via delle sue ottime scuole di lingue e per la non molto alta (nel 2009) concentrazione di italiani. Il personale dell’agenzia mi dise anche che l’inglese parlato in Irlanda era anche molto più pulito e da sempre meno soggetto ad altre influenze linguistiche.

Come ti sei ambientato nel primo periodo,hai studiato inglese?

Ho visuto a Dublino con una famiglia irlandese e contamporaneamente seguivo un corso full-time di inglese. L’esperienza è stata fantastica, ho imparato tantissime cose e migliorato notevolemente il mio inglese. L’esperienza in famiglia è secondo me insostituibile, indipendentemente dall’età ti permette di conoscere le vere abituidini di un popolo, i modi di dire e molto altro della vita degli irlandesi. La consiglio vivamente, da quel momento l’Irlanda mi è sempre rimasta nel cuore, ecco perchè ho deciso di ritornarvi.

Come è andata con la ricerca del lavoro? Hai riscontrato differenze con l’italia?

La ricerca del lavoro non è stata facile ma devo ammettere che sono stato molto fortunato. Ho trovato lavoro esattamente 10 giorni dopo il mio arrivo a Cork. Questa volta ho deciso di cambiare città perchè sapevo che a Cork (ma anche a Dublino) hanno la loro sede europea tante multinaionali. Avendo già vissuto sapevo che Dublino è un città molto cara, ho scelto Cork perchè più economica ma con buone possibilità di trovare un lavoro. Ho inizato a lavorare nel Customer Service di Amazon, da gennaio 2013 vivo ad Athlone e lavoro come Analista Dati per una società di ricerche i mercati. Per quanto riguarda le differenze con l’Italia posso dirti che c’è un modo diverso di concepire il ruolo tra i capi ed i subalterni. Aiutati anche dalla lingua (sai che in inglese il “lei” come in italiano non si sua) nel contesto lavorativo i dipendenti vengono aiutati ed ascoltati. La cosa che poi apprezzo di pù e la formazione, il fatto che quando inizi un nuovo lavoro le cose te le spiegano. In Italia ho cercato per tanto tempo qualcuno disposto ad insegnarmi a sviluppare nuove competenze ma nulla da fare, non credo che questa mancanza sia dovuta solo all’altissima tassazione delle imprese ma credo che abbiano perso la cultura del trasmettere la conoscenza.

Cosa ti ha colpito maggiormente della cultura Irlandese

Già la prima volta che ero stato quì rimasi subito colpito dall’accoglienza riservatami, nn solo dalla famiglia ma da tutte le persone che avvevo conosciuto e con le quali sono ancora in contatto. Certo che dipende sempre dalle persone che incontri ma per mia esperinza posso dirti che gli irlandesi sono persone molto “alla mano”, disponibili e molto umili.

Quali sono le cose che maggiormente ti mancano dall’Italia

In Italia ho ancora la mia ragazza Alessandra (che non ha nessuna intenzione di spostarsi) i miei genitori, fratelli ed alcuni amici. Sono queste le cose che mi mancano tutti i giorni più volte al giorno.

A chi volesse studiare e imparare l’inglese,dove consiglieresti di studiare?

A chi volesse studiare l’inglese consiglierei di venire quì dove sono io, la scuola non costa molto, la cittadina è molto meno cara della media irlandese e cosa molto importante ci sono pochissimi italiani, quindi poche tentazioni di parlare la propria lingua. Se volete maggiori informazioni contattatemi sul sito!

C’è un luogo in particolare dell’Irlanda che ami di più?

Il posto che mi è piaciuto di più è sicuramente Dublino, la ritengo una città a misura d’ uomo, con diversi servizi (anche se non sempre sono ottimali) buone oppotunità di impiego e possibilità di divertimento. Devo però dire che provenendo da Latisana, un piccolo paese del Friuli Venzia Giulia, giorno dopo giorno mi sto abiuando alla vita del piccolo e caratteristico paeseino irlandese. Ciao a tutti e grazie del vostro tempo!

Grazie a te per il tempo riservatoci !

 

Francesco a.