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Italiano Vs Spagnolo: ecco i falsi amici

August 15, 2013 in Europa, Spagna

Lo spagnolo e l’italiano sono lingue molto simili. La lingua ispanica è infatti una lingua romanza che utilizza l’alfabeto latino. Per questo motivo la pronuncia di buona parte dei fonemi è non uguale a quella italiana.

Nonostante questo, anche in Spagnolo esistono i cosiddetti “falsi amici”: parole che somigliano ad altri termini italiani ma che hanno un significato totalmente diverso!

Per evitare figuracce tentando di parlare spagnolo è bene dunque conoscere i “falsi amici” più pericolosi e usarli con molta cautela! :)

 

I “FALSI AMICI” DELLO SPAGNOLO

SEGURAMENTE: Non pensate che si stia parlando di qualcosa di inevitabile se in Spagna viene usato l’avverbio seguramente. La traduzione italiana del termine sarebbe infatti un meno deciso “probabilmente”.

ACEITE: Uno degli errori più comuni commessi dagli italiani in Spagna è versare litri di aceite sulla propria insalata convinti che sia solo aceto e che non faccia ingrassare! Attenzione: aceite significa olio! Per chiedere del vero aceto dovremmo usare vinagre.

VASO: Se degli spagnoli vogliono offrirvi un vaso di vino non pensate che ne stia arrivando una quantità esagerata: vaso significa semplicemente bicchiere!

AFAMADO: Se non mangiate da un po’ di tempo non dite che siete afamados. Con questo termine si descrivono persone “famose”.

BURRO: Non si tratta del condimento perfetto per i vostri crostini al salmone, ma di un asinello! Sul pane spalmate la mantequilla.

ARROZ: Se avete ordinato un arroz e state preparando lo stomaco ad un bel pezzo di carne al forno mi dispiace ma con tutta probabilità resterete delusi da ciò che vi sarà servito: un piatto di riso! Se amate l’arrosto chiedete un asado!

CHICHÓN: Benché suoni come il nostro “ciccione”, questa parola si usa per definire il classico “bernoccolo” in testa.

 Luca Cattaneo, dal blog www.italianispagna.com


Vivere e lavorare alle Canarie: la storia di Bianca

August 6, 2013 in Europa, Spagna, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato Biancamaria Leonardi, italiana trasferita a Tenerife da circa 2 anni. Collabora con il marito ad un giornale italiano gratuito,www.leggotenerife.com , e aiuta anche il figlio Michele nella gestione del ristorante La Gondola, osteria veneziana nel cuore della movida del sud, Los Cristianos. Pensava di arrivare nelle “Isole dell’eterna primavera” per fare la quasi pensionata ed invece corre e sgambetta tutto il giorno.
1 Ciao Bianca, raccontaci come mai hai deciso di trasferirti in Spagna e quali sono state le tue principali motivazioni.
Veramente non lo ho deciso proprio io: mio marito e mio figlio erano anni che insistevano sulle “Canarie”, e così alla fine ho accettato questa nuova sfida. Devo dire, a distanza di due anni, che è stata una buona scelta e la rifarei domani!
2 Come mai hai scelto Tenerife come destinazione?
Perchè la conoscevamo, eravamo già venuti molte volte, avevamo degli amici già residenti qui, e poi Tenerife gode di un super clima tutto l’anno.
3 Di cosa ti occupi precisamente?
Io collaboro con mio marito per il giornale di cui lui è l’editore, giornale mensile e gratuito per gli italiani qui nell’isola: LeggoTenerife. Poi aiuto a volte mio figlio con il suo ristorante veneziano aperto ormai da 17 mesi, La Gondola di Venezia. In teoria avrei dovuto fare la vita da pensionata, ma invece corro tutto il giorno e mi mantengo in forma!
4 Quali sono le principali differenze nel mondo lavorativo? Hai incontrato delle difficoltà e se si come le hai superate?
Sicuramente qui la cosiddetta “burocrazia” è molto più snella e abbastanza veloce rispetto all’Italia, grosse differenze sostanziali devo dire che non ce ne sono, le tasse ci sono e non proprio bassissime, la seguridad social e il darsi di “alta”come si dice qui (INPS) costa più o meno come l’Italia, i professionisti che ti seguono sicuramente sono meno esosi. Per mio figlio con il ristorante la difficoltà maggiore è stata quella di trovare forniture alimentari italiane di buona qualità, le importazioni sono spesso lente, e mal definite le aliquote a livello doganale, qui nell’isola si fatica a trovare certi prodotti di buona qualità tipicamente italiani. Per quanto riguarda il giornale devo dire che mio marito non ha trovato grosse difficoltà, essendo già lui giornalista, c’è poca concorrenza nel campo dell’editoria e i costi per la stampa e connessi sono poco più cari che in Italia. Qui ci sono molti grafici bravi.
5 Consiglieresti ad un tuo amico di andare a lavorare a Tenerife?
Consiglierei innanzitutto di venire a fare un giro esplorativo dell’isola, per capire e conoscere, qui il lavoro c’è per chi ha delle specializzazioni, molta gente arriva qui disposta a far di tutto (lavapiatti, cameriere, barman, cuoco, pulizie alberghi, etc ) ma qui soltanto una persona con un mestiere vero trova lavoro, chi arriva qui  senza alcuna professionalità pensando all’Eden o al Bengodi si sbaglia, e spesso se ne ritorna al paesello italiano con le pive nel sacco!
6 Qual è il luogo più bello che hai visitato? E perché?
Il Faro del Teno! Almeno a me piace moltissimo, un paesaggio quasi rimasto selvaggio, con un’unica strada per raggiungerlo, ti senti proprio in mezzo all’oceano. Per non parlare delle scogliere che vedi e la strada per arrivarci, con un cartello in multilingue che dice più o meno: “percorrete la strada a vostro rischio e pericolo”  per caduta sassi! Dopodichè tutta l’isola è una continua scoperta di posti incantati e incantevoli, per ogni gusto e ogni tasca! La differenza climatica da zona a zona ti lascia stupito positivamente, in poco più di mezz’ora si arriva ad altezze notevoli sul Parque del Teide, hai mare, monti e collina, paesini di campagna e località turistiche affollatissime, la capitale, Santa Cruz, è una bella città, quasi caotica, dove trovi di tutto!
Cristiano Prudente

 


Lavorare in Spagna con il WWOOF: scopri cos’e’

August 2, 2013 in Europa, Spagna

WWOOF Opportunità globali nelle fattorie biologiche (World-Wide Opportunities on Organic Farms) è un’associazione che mette in contatto le fattorie biologiche con chi voglia, viaggiando, offrire il proprio aiuto in cambio di vitto e alloggio. Questo permette a persone che vivono realtà urbane o hanno vissuto in campagna nel proprio paese di toccare con mano l’esperienze di vita e la scelta dell’agricoltura biologica nel proprio paese o all’estero.

 

L’associazione, avviata in Inghilterra nel 1971, nacque dall’idea di Sue Cuppard. Vissuta in campagna e trasferitasi a Londra, Sue iniziò a sentire la mancanza della vita di fattoria: da questa nostalgia l’idea di mettere in contatto gli agricoltori alla ricerca di aiuto e i giovani londinesi volenterosi che desideravano trascorrere il fine settimana in mezzo alla natura.

Fare richiesta per diventare un “wwoofer” in Spagna è semplice: potete trovare il procedimento spiegato passo dopo passo  qui sul sito ufficiale

Il costo per essere inseriti nella lista dei volontari è di 20€ all’anno per persona, 25€ per le coppie che intendono viaggiare insieme.

Per partecipare bisogna avere almeno 16 anni e ci sono alcune restrizioni per i ragazzi tra i 16 e i 18 anni d’età.

Esiste un’impressionante varietà di wwoofers: giovanissimi alla prima esperienza, studenti, neo-laureati, adulti alla ricerca di una esperienza completamente nuova, coppie sposate, pensionati…

Allo stesso modo, le fattorie presso le quali è possibile trovare alloggio possono essere molto diverse tra loro: grandi aziende biologiche, realtà a conduzione familiare, cottage privati provvisti di un piccolo orto biologico, agriturismi, ecovillaggi, cooperative… per sbirciare tra le tante offerte in Irlanda potete cliccare sulla mappa qui.

Doveroso specificare che tra host (proprietario della fattoria) e wwoofer non esiste un vero e proprio contratto di lavoro, essendo questa un’esperienza di volontariato. Gli accordi riguardo a vitto e alloggio vanno quindi determinati direttamente caso per caso.

Gli obiettivi del programma sono:

- Insegnare le tecniche di coltivazione biologica;

- Dare la possibilità di conoscere stili di vita alternativi, più sani ed ecologicamente sostenibili;

- Permettere di vivere a contatto con una cultura diversa, imparando a conoscerne le usanze e la lingua;

- Garantire un’assistenza pratica agli agricolotori iscritti al programma;

- Dare agli iscritti la possibilità di scambio, incontro e apprendimento reciproco riguardo all’agricoltura BIO.

 Cristiano Prudente

Articolo tratto dal blog www.italianispagna.com


NIE, Numero de Identificación de Extranjero: cos’e’ e a cosa serve

August 1, 2013 in Europa, Spagna

Il NIE, Numero de Identificación de Extranjero è un numero personale ed identificativo riservato agli stranieri che si trasferiscono in Spagna o che hanno particolari relazioni sociali, economiche o professionali con essa.

Si tratta di un documento che fornisce un codice di 7 numeri e 2 lettere (es. A1111111B) di essenziale importanza per chi si trasferisce  in Spagna per più di 3 mesi.

- A cosa serve il NIE?

Serve per poter stipulare un contratto legalmente valido in Spagna.

Alcuni tipi di contratto in questione possono essere: contratto di lavoro, conto in banca, contratto telefonico, abbonamento per il trasporto pubblico…

Non è obbligatorio avere il NIE per poter lavorare in Spagna. Alcuni datori di lavoro richiedono infatti solo la carta d’identità o il passaporto ai cittadini UE. Per gli impieghi a breve termine può invece essere richiesto il NID (un documento temporaneo che sostituisce il NIE, rinnovabile ogni 3 mesi presso l’INEM -Istituto Nacional de Empleo- più vicino al vostro domicilio).

- Che documenti servono per ottenere il NIE?

  • Certificazione della copertura sanitaria
  • Passaporto o Carta d’Identità (originale + fotocopia)
  • Un documento che accerti le risorse economiche utili per sostentare sè stessi ed -eventualmente- la propria famiglia. Per esempio un titolo di proprietà, degli assegni certificati, documentazione che attesti un capitale, una carta di credito accompagnata da una certificazione bancaria aggiornata con la quantità di denaro disponibile
  • Il modulo di richiesta (scarica qui EX 16)

- Come ottenere il NIE?

Bisogna telefonare dalle 9 alle 18 alla Oficina de Extranjeros de Madrid, al numero 902565701 per richiedere un appuntamento (“cita”), oppure a Barcellona alla Comisaria di Carrer de Balmes 192, al numero 932903145.

N.B. Quando si chiama bisogna anche indicare un numero di telefono cellulare SPAGNOLO valido al quale potremo essere rintracciati dalle istituzioni per ogni necessità.

Ci si dovrà dunque poi presentare all’appuntamento stabilito con i documenti necessari e compilare il Modulo EX 16, che andrà consegnato insieme alla fotocopia del documento d’identità. Ci sarà dunque da pagare in banca una tassa di circa 10 €, il modulo 790 e da consegnare la ricevuta di pagamento.

- Quanto tempo ci vuole per ottenere il NIE?

Solitamente dalla telefonata alla effettiva consegna del NIE, a scanso di intoppi di qualunque genere, intercorrono circa 70 giorni.

 

Luca Cattaneo

Articolo tratto dal blog www.italianispagna.com