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Caterina ci racconta il suo Erasmus Mundus in Marocco | Italiani in Giro, Italiani all'estero, Lavoro all'estero per Italiani

Caterina ci racconta il suo Erasmus Mundus in Marocco

September 10, 2013 in Africa, Marocco, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato Caterina Assenti, di Mola, cittadina vicino Bari.
Ci racconta il suo amore verso il Marocco.
“Ho studiato Lingue Orientali all’Università Ca’ Foscari di Venezia e alla fine del mio percorso di triennale son partita con il programma Mae-Crui e son rimasta quasi un anno a lavorare all’Ufficio culturale dell’Ambasciata Italiana ad Atene.
Tornata in Italia ho continuato a lavorare per un centro al Lido di Venezia, l’ EIUC (European Inter-University Centre), che in collaborazione con l’Ue e la Giz GmbH, d’estate organizzava un’accademia estiva sulla Governance e un gruppo di coordinazione per il monitoraggio delle riforme post rivoluzionarie in Maghreb.
In questo modo, per lavoro, ho avuto modo di conoscere il Marocco per la prima volta. Poi mi sono iscritta alla facoltà di Scienze Internazionali e Diplomatiche di Forlì e lo scorso settembre ho vinto il bando Erasmus Mundus, destinazione Marocco.
Dieci mesi in cui avrei dovuto sostenere degli esami, fare ricerca per la mia tesi ma soprattutto scoprire questa cultura! Aver studiato arabo classico durante la triennale mi è stato senza dubbio d’aiuto anche se è stato necessario adattarsi al dialetto, la Darija marocchina.
Sono atterrata a Fes all’una di notte lo scorso 26 ottobre.
Non era la prima volta che viaggiavo da sola ma arrivare in quella che dicono essere la città con il più alto tasso di delinquenza del Marocco mi spaventava.
I primi giorni sono stati i più difficili e i più impegnativi; avrei dovuto conoscere la città, scoprire il funzionamento dell’Università e trovare casa.
Qualche amico del posto e la disponibilità tipica dei marocchini sono stati elementi fondamentali per il primo adattamento in una città così diversa, anche dalle altre città del Marocco.
Ho trovato casa nell’antica medina di Fes, vivevo con una famiglia marocchina e con i loro cinque figli; la preghiera del mattino, la preparazione del pane, il thè alla menta, le lezioni in facoltà, i giochi con i piccoli della famiglia e far la spesa al suq, sono stati gli elementi che hanno scandito i miei primi e indimenticabili sei mesi.
E’ incredibile come la cultura e la lingua non rappresentino assolutamente un limite. Mi sembrava di essere già stata in quei posti, mi sentivo legata alle persone e ai luoghi, hanno modificato la mia visione della realtà e la relatività che mi portavo dietro, insegnandomi tanto.
 La generosità e la semplicità delle cose mi hanno stupito.
Dopo i primi sei mesi mi sono trasferita a Rabat e la vita è stata molto più simile a quella che farei a casa mia.
Quello che mi è pesato dopo questi mesi, sono state le apparenze e i limiti sociali; a volte la mancata tolleranza dei giovani e quello che ho chiamato “il Marocco di facciata”.
Ripeterei questa esperienza altre mille volte e la consiglio a chiunque, ma soprattutto a chi è molto legato alle proprie abitudini! Il Marocco merita di essere vissuto e conosciuto a fondo, come ogni posto del resto.
E adesso…credo sia giunto il momento di esplorare qualche nuova meta prima di tornarci!”

 

Cristiano Prudente


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