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Erasmus ad Aachen: il racconto di Marisa | Italiani in Giro, Italiani all'estero, Lavoro all'estero per Italiani

Erasmus ad Aachen: il racconto di Marisa

September 26, 2013 in Europa, Germania, Storie di Italiani in Giro

 

Marisa Vitale è un’ architetto nata a Bitonto, laureatasi alla facoltà di Architettura “Valle Giulia” presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con la tesi in “Architettura come metafora geologica: Parco della Musica e della Cultura a Bitonto” che verrà successivamente selezionata per la partecipazione al concorso internazionale “Archiprix International” e pubblicata sul sito della fondazione.
Decide di trascorrere l’ultimo anno accademco (2006-2007) del suo percorso universitario in Germania con il programma di mobilità Erasmus presso la prestigiosa Rheinisch-Westfälische Technische Hochschule di Aachen (Aquisgrana) per poi volare a Praga con il progetto Leonardo Da Vinci dove risiede tutt’ora dal 2010.

 

Ciao Marisa, ci puoi dire in che modo pensi che la realtà tedesca sia diversa da quella italiana? 

 L’aspetto principale che rende la realtà tedesca diversa da quella italiana è sicuramente l’attenzione e il rispetto che i tedeschi hanno per il benessere collettivo (che inevitabilmente si riflette su quello dei singoli individui) per l’ambiente, i luoghi e le strutture pubbliche.

Non è il solito luogo comune: in Germania davvero tutto è in ordine, tutto funziona, la burocrazia, le poste, i trasporti etc.; esistono parchi e giardini pubblici curatissimi, piste ciclabili, le città sono sicure, non esistono periferie degradate, la raccolta differenziata dei rifiuti è all’avanguardia e al massimo dell’efficienza.

Quali sono le differenze nel mondo dello studio?

Esistono profonde differenze per quanto riguarda il mondo dello studio, ovviamente però posso solo riportare quella che è stata l’esperienza nel mio settore.

Ad Aachen ho trovato un’Università caratterizzata da una concezione culturale fondata sull’esperienza pratica, sul confronto di idee tra studenti e professori,  sul rispetto per le opinioni altrui.

Ci sono corsi (e le strutture adeguate) per realizzare oggetti di design, corsi di pittura, disegno dal vero, fotografia, scultura, persino un corso di acquaforte e, cosa fondamentale, ci sono corsi per i programmi di grafica , che in Italia siamo costretti ad imparare o da autodidatta (con tutti gli svantaggi che la cosa comporta) o pagando costosissimi corsi privati. Si passa pochissimo tempo all’Università, non ci sono interminabili  lezioni teoriche, non esiste l’obbligo di frequenza, e i professori lasciano molta autonomia agli studenti per quanto riguarda le decisioni progettuali, ma sono sempre molto disponibili e rintracciabili negli orari di ricevimento o tramite internet, in caso di qualsiasi dubbio o chiarimento.

In questo modo, non solo si ha tutto il tempo di lavorare presso gli studi di architettura, facendo così esperienza diretta sul campo, ma si è perfettamente in grado di essere indipendenti economicamente dai genitori.

 Qual è il tuo luogo preferito della Germania?

Naturalmente Aachen, perché è la città dove ho vissuto un’ importantissima esperienza come l’ Erasmus,  perché è il profumo di cioccolata della fabbrica Lindt che si respira in alcuni quartieri cittadini,  i barbecue di primavera e le lezioni di pittura nel Westpark, perché è il drei länder punkt che segna il confine tra Belgio, Olanda e Germania,  è la festa all’Uniklinik con l’autista dell’ autobus che alla fermata grida “Uniklinik, viel spass!!!”, è il Ring, le biciclette parcheggiate di fronte all’ Hauptgebaude dell’ RWTH, il döner kebab, i locali di Pontstrasse, il Duomo più antico del NordEuropa, è il treno per il carnevale di Colonia, è questo e molto altro ancora.

 Cosa pensi del costo della vita in Germania?

Ad eccezione della Baviera dove il costo della vita è sicuramente più alto di quello di altre città della Germania (anche gli stipendi),  mi è sembrato decisamente inferiore rispetto a quello italiano, persino nella capitale Berlino, soprattutto considerando che i salari sono nettamente più alti che in Italia. Affitti, ristoranti, locali di divertimento, abbigliamenti e  prodotti tecnologici sono molto più accessibili ed economici in Germania. Ovviamente i prodotti di importazione italiana sono un po’ più cari.

Cosa cambieresti della Germania e cosa dell’Italia?

Della Germania cambierei l’eccessiva organizzazione e autodisciplina che spesso non permette una certa flessibilità  e creatività, due qualità  molto utili per poter fronteggiare gli imprevisti e i “fuori programma” senza sentirsi disorientati o entrare nel panico solo perché ci si trova momentaneamente fuori dalle “linee guida”.

Dell’Italia cambierei la quasi totale mancanza di autodisciplina da parte degli individui, che si accompagna ad una vera e propria mancanza di rispetto e ad un atteggiamento orientato a favore del tornaconto personale, cui consegue una evidente noncuranza nei confronti degli interessi della comunità, del proprio Paese, della natura e dell’ambiente.

Che consiglio daresti a chi è in Italia ma vorrebbe espatriare?

Consiglio di non lasciarsi sopraffare dai mille interrogativi che normalmente ci assalgono quando stiamo per cambiare vita: “ce la farò, mi ambienterò, imparerò la lingua, troverò amici o il lavoro che sto cercando?” Non è questa la partita.

Qualunque siano le motivazioni che vi spingono ad espatriare, fate in modo che non siano così vincolanti, perché durante il percorso ne troverete altre, alcune potranno indurvi a restare, altre a cambiare rotta.

Per questo, non preoccupatevi se non riuscirete a fare niente o tutto di quello che vi eravate programmati  prima di partire, siate pronti piuttosto ad accogliere l’inatteso, le sorprese che la vostra avventura vi regalerà giorno per giorno.

Concludo con una citazione di Mark Twain che, oltre ad essere un grande scrittore, è stato anche un grande viaggiatore e i cui scritti costituiscono, per me, una fonte di continua ispirazione prima di “levare le ancore” : “Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.”

Cristiano Prudente dal blog www.italianigermania.com


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