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Come trasferirsi in Giappone

August 9, 2013 in Asia, Giappone

Per chi fosse interessato a trasferirsi in Giappone per lavoro o studio, è opportuno che abbia piena conoscenza su documenti e altro, utili per la permanenza in questo meraviglioso paese. Il Giappone, a differenza di ciò che si crede comunemente, offre una vasta gamma di soluzioni economiche per quanto riguarda la ristorazione, i mezzi di trasporto, l’accesso ai siti turistici. In realtà al giorno d’oggi Tokyo non è più cara di altre grandi metropoli. A pranzo molti ristoranti offrono menù fissi a scelta che permettono di fare un pasto completo con circa 1000 yen. Inoltre, ci sono locali dall’atmosfera informale e dai prezzi abbordabili quali kaiten zushi (ristoranti in cui il sushi viene servito su nastri trasportatori), izakaya (sorta di pub casual di stile giapponese) etc. Anche alloggiare in una tipica locanda giapponese, ryokan, ha costi tutt’altro che proibitivi. Per quanto riguarda i trasporti ci sono soluzioni vantaggiose per i turisti per spostamenti all’interno del Giappone quali il Japan Rail Pass o, ad esempio nella capitale, biglietti giornalieri che permettono viaggi illimitati sulle linee metro della città. Il sistema sanitario giapponese prevede per i residenti in Giappone l’iscrizione al sistema sanitario nazionale e il pagamento di un’assicurazione che permette di usufruire dei servizi sanitari a costi pari a circa il 30% di quelli previsti per utenti non iscritti al servizio sanitario nazionale. Pertanto, qualora si intenda usufruire dell’assistenza sanitaria a costi moderati in Giappone si consiglia di sottoscrivere un’assicurazione tramite la propria agenzia viaggio o una normale agenzia di assicurazioni. Le principali carte di credito internazionali, quali American Express, VISA, Diners Club e MasterCard vengono accettate nelle maggiori banche, negli alberghi, nei negozi delle maggiori città. Tuttavia, può accadere che in alcuni negozi, soprattutto se piccoli o dislocati, non sia possibile utilizzarle o che le transazioni con le carte di credito non siano molto convenienti. Si consiglia, pertanto, di munirsi di contanti, soprattutto quando ci si allontana dai grandi centri. Ci sono più di 26.000 bancomat postali, distribuiti su tutto il territorio nazionale, che accettano carte bancomat di circuiti internazionali quali Cirrus, PLUS, Maestro e Visa Electron. Tuttavia, si prega di tener presente che i bancomat postali hanno degli orari di apertura e chiusura. È possibile, invece, utilizzare 24 ore su 24 i servizi bancomat Seven Bank presso i mini-market Seven Eleven dislocati in tutto il Giappone. Per poter sostenere questo viaggio è fondamentale possedere un passaporto valido, che permetterà di sostare non più di tre mesi, dopo questo periodo servirà un visto che verrà rilasciato dall’ambasciata o dal consolato giapponese. In base al tipo di motivazione che vi spinge ad andare in Giappone ci sono diverse tipologie di visto, infatti abbiamo visti rilasciati per motivi di business, turismo, per motivi medici o per lavoro, che possono variare come permanenza. Se l’intenzione è quella di trasferirsi, allora sarà necessario avviare un ulteriore procedura che permetta di ottenere il permesso in entrata, che verrà stampato in aeroporto da un ufficiale dell’immigrazione. Grazie a questo documento sarà possibile sostare in Giappone per più tempo e in maniera legale. Il visto di lungo periodo può essere classificato in cinque categorie: visto lavorativo, visto generico, visto specifico, visto diplomatico e visto ufficiale. Il visto lavorativo permette di sostare da uno a cinque anni per poter esercitare una professione; il visto generico valido per studenti e stage tecnico, invece un anno e sei mesi. Il visto specifico va da uno a cinque anni in caso di coniuge o familiare giapponese, mentre il visto diplomatico ha durata dell’intero incarico, infine il visto ufficiale cioè per impieghi amministrativi da 15 giorni a 3 anni. Per gli italiani che decidono di trasferirsi in questo paese per motivi di studio, sarà possibile rimanere per un periodo superiore ai 6 mesi e avere inoltre la possibilità di lavorare part-time per 28 ore settimanali, facendo richiesta per un visto studentesco. Questo visto permetterà di poter stipulare dei contratti importanti per la permanenza come affitto, conto bancario e per il cellulare. Per ottenere questo visto bisogna farne richiesta con netto anticipo, in quanto l’ambasciata ha dei tempi molto lunghi di lavoro, ma soprattutto sarà fondamentale fare richiesta di partecipazione ad una scuola di lingua giapponese almeno 4 o 5 mesi prima del trasferimento. Una buona conoscenza del giapponese sarà indispensabile per poter costruire un progetto duraturo in questo paese, o quantomeno, avere un’ottima conoscenza dell’inglese.

 

Per ulteriori informazione visita il sito  del Consolato Generale del Giappone a Milano

Alessandro Lamacchia


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