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Crolla il tetto dello stadio di San Paolo: 2 morti

November 28, 2013 in Brasile, Sud America

Il tetto dell’Itaquerao, lo stadio di San Paolo che ospitera’ la gara d’apertura del 12 giugno dei Mondiali di calcio e’ crollato provocando la morte di almeno 2 operai e un ferito grave, trasportato d’urgenza in ospedale.

Una gru, secondo alcuni testimoni, si sarebbe spezzata in due non sorreggendo un peso di oltre 500 tonnellate, cadendo  sulla copertura metallica dello stadio e facendo crollare i due piani sottostanti.

Lo stadio di 70 mila posti, che diventera’ del Corinthians dopo la fine del Mondiale, sarebbe stato inaugurato il prossimo Gennaio con la partita di inaugurazione tra il Corinthians e ospitera’ ben 5 gare del Mondiale.

L’opera, costata 320 milioni di euro, con la consegna prevista a dicembre, era quasi completamente conclusa.

Cristiano Prudente


Vivere e studiare in Brasile: l’intervista a Pietro

October 9, 2013 in Brasile, Storie di Italiani in Giro, Sud America

Pietro Scaramuzzo, medico e appassionato di Brasile, da tempo si occupa di musica e cultura brasiliana. Ha già collaborato con i webmagazines Extra! e Jazzitalia. Attualmente è responsabile del progetto Nabocadopovo. Il portale racconta la storia della musica brasiliana attraverso le parole dei protagonisti registrate in video interviste. Il progetto è nato in Brasile, a São Paulo, dove ha vissuto per diversi mesi. Il lavoro di ricerca e divulgazione della cultura brasiliana in Italia portato avanti da Pietro ha ottenuto l’appoggio istituzionale dell’Ambasciata del Brasile a Roma. Il nome di Pietro Scaramuzzo è stato inserito nel Dicionário Cravo Albin da Música Popular Brasileira. http://www.dicionariompb.com.br/pietro-scaramuzzo

Ciao Pietro come hai avuto questa opportunita’?

Sono approdato a São Paulo nel gennaio 2012 principalmente per studiare sei mesi nella facoltà di medicina della Universidade de São Paulo. Sono partito come studente free mover, vale a dire che tutte le spese erano a mio carico ma ne è valsa la pena.

Di cosa ti sei occupato?

La mia occupazione principale era quella di studente di medicina e chirurgia, ma tutto il mio tempo libero era dedicato all’ideazione e alla realizzazione del progetto nabocadopovo. A São Paulo abbiamo registrato gran parte delle interviste che oggi appaiono sul sito.

Qual e’ stato il tuo posto preferito che hai visitato?

Sembrerà strano ma io sono profondamente innamorato di São Paulo. Sono molti i posti che mi porto nel cuore. Tra questi, sicuramente figura la rua Teodoro Sampaio, la via della musica, nella quale abitavo, ma anche il parco Ibirabuera e la Avenida Paulista, il cuore pulsante della metropoli.

Quale settore sta crescendo di piu’?

Non so rispondere con cognizione di causa a questa domanda. Posso, però, dire che il settore culturale brasiliano è in forte fermento. A differenza dell’Italia, in Brasile gli artisti hanno lo spazio che meritano e c’è sempre qualcuno disposto ad investire sulla cultura.

E’ molto presente la comunita’ italiana?

Si stima che São Paulo, metropoli con dodici milioni di abitanti, abbia più discendenti italiani di quanti ce ne siano a Roma. Tant’è vero che esistono interi quartieri italiani come, ad esempio, il quartiere della Mooca.

Che consiglio daresti ad un italiano che vuole trasferirsi in Brasile?

Credo che la cosa più importante per andare in Brasile sia quella di liberarsi dai preconcetti che spesso abbiamo su questo Paese. Inoltre, credo che sia fondamentale lasciare a casa le abitudini italiane per potersi confondere con i brasiliani, assaggiare il loro cibo, respirare le loro tradizioni, sincronizzarsi con il loro ritmo..

Cristiano Prudente


Lavoro in Brasile: la storia di Laura

September 16, 2013 in Brasile, Storie di Italiani in Giro, Sud America

 

Ecco l’intervista con Laura Ferrara che ha condiviso con noi la sua esperienza brasiliana presso Rizzatti Gestão de Confiança, nella città di Santa Maria (Rio Grande do Sul) in Brasile.

 

Laura, tu ti sei laureata all’ “Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere con eccellenti risultati. Hai studiato russo e inglese che non è una combinazione facile. Già durante gli studi hai svolto tante attività per conto dell’Università e più tardi sei stata “assunta” presso la Facoltà di Lingue come Manager Didattico.

 

DOMANDA: Nonostante questo successo hai deciso di partire per l’estero. Tanti al posto tuo si sarebbero accontentati del posto fisso. Come mai questa scelta di partire per Brasile?

 

RISPOSTA: La scelta di venire fino in Sud America è nata dalla voglia di cambiare, di fare nuove esperienze, di imparare e soprattutto…di cercare un futuro più dignitoso di quello che il mio paese mi stava offrendo. Da tre anni e mezzo avevo un contratto precario, da rinnovare mediante concorso ogni anno e che spesso mi costringeva a lavorare per mesi senza ricevere lo stipendio, solo in attesa della burocrazia per la conferma del rinnovo. Quindi ben lontano dall´essere un posto fisso; uno di quei diffusissimi CO.CO.CO. che in Italia propongono ai giovani come se fossero il modo migliore per assicurare loro “flessibilità”, il vantaggio di organizzare al meglio gli orari. In realtà ti trovi a lavorare con schemi già definiti, aspettative di disponibilità completa, prolungata, di professionalità tecnica, ma di ampio respiro, consolidata, ma con una laurea non più vecchia di un anno, a prescindere dal fatto che tu stia ricevendo lo stipendio o meno, che tu ti senta motivato o che possa intravedere prospettive di crescita. Devo molto all´Università di Urbino sia in termini di formazione che lavorativi, ma il tipo di contratto e la staticità del ruolo non mi hanno consentito di rimanere.

 

DOMANDA: Come mai proprio in Brasile? Non è proprio dietro l’angolo.

 

RISPOSTA: Ho deciso di tentare l’avventura. Ho aderito ad AIESEC, un´associazione internazionale che offre la possibilità di fare stage e periodi di volontariato all´estero. Dopo qualche colloquio tramite youtube, decine di mail e qualche telefonata via skype, sono stata selezionata da un’azienda brasiliana, di Santa Maria, nello stato di Rio Grande do Sul…ed eccomi qui. Sono molto affezionata a questo paese in quanto una parte della mia famiglia vive a Rio de Janeiro da oltre 50 anni, quindi ero già stata da queste parti diverse volte. Santa Maria è a 2500 km da loro, ma mi conforta sapere che non sono completamente senza radici in questo paese/ continente.

 

DOMANDA: In cosa consiste il tuo lavoro?

 

RISPOSTA: Sono una stagista con borsa di retribuzione. L´impresa si chiama Rizzatti (il capo ha origini italiane!) Gestão de Confiança e offre consulenza alle imprese che vogliono migliorare la propria gestione. Il focus principale è sulle risorse umane e sull´implementazione del Sistema diQualità. In questo contesto io mi occupo di supportare le consulenze, soprattutto nell´ambito della qualità e di collaborare nelle varie attività gestionali dell´impresa.


 

DOMANDA: Laura, visto che hai avuto esperienze lavorative in Italia e adesso all’estero ci puoi dire le principali differenze del mondo lavorativo tra Italia e Brasile?

RISPOSTA: Quando sono partita non avrei mai potuto immaginare quello che mi aspettava: un’azienda di consulenza composta da 4 persone, di cui 3 under 30 (e 2 under 25!!), con un ufficio in centro città e decisamente aperta alle novità. Sono la terza stagista straniera che ricevono e sono ben decisi a rendere questa esperienza il più possibile utile sia per me che per loro. Niente fotocopie o archiviazione di documenti polverosi: confronto, coinvolgimento, valorizzazione delle potenzialità e correzione in modo partecipato dei problemi. Come se non bastasse, si lavora puntando ad un apprendimento reciproco, quindi paritario. Il rispetto e la disciplina sono al primo posto…insieme al sentirsi sereni e soddisfatti sul luogo di lavoro.

Impossibile non pensare alle differenze con l´Italia dove molti giovani investono in formazione, si specializzano, cercano di trovare la propria dimensione e soddisfazione professionale in un ambiente difficile…per non dire ostile.

 

DOMANDA: Secondo te quali sono le difficoltà maggiori che uno incontra in Brasile?

 

RISPOSTA: Al primo posto metterei senza dubbio le infrastrutture. In questa parte del Brasile fa molto freddo in inverno, cioè da giugno ad agosto (è il contrario rispetto all´Italia), ma le case ed i luoghi pubblici coperti non hanno riscaldamento, nè acqua calda (se non nelle docce, attivando un congegno elettrico). Arrivare qui lasciando i 30 gradi del 15 luglio italiano ed essere catapultata nei 2 gradi senza possibilità di scaldarsi, del Rio Grande do Sul, è stato un impatto fortissimo: per diversi giorni le reazioni e il cervello sono stati congelati! Per fortuna è un inverno breve e le temperature stanno già salendo notevolmente.

E al secondo posto metterei la sicurezza: sebbene Santa Maria sia una cittadina relativamente piccola, non è piacevole, né sicuro per una ragazza camminare da sola per strada, in particolare di sera. Le differenze sociali sono molto ampie e la criminalità alta. Bisogna sempre guardarsi bene intorno ed essere più… “brasiliani” possibile.

 

DOMANDA: Dove vedi il tuo futuro? In Italia o in Brasile?

 

RISPOSTA: Questa è la domanda più difficile! A quanto pare qui sono contenti della mia presenza ed io mi sento soddisfatta di quello che faccio, serena tutti i giorni, felice per le persone che incontro, per quello che imparo. Ovviamente però, essere lontana dalle mie radici e dover fuggire senza poter contribuire allo sviluppo del mio paese mi sembra una sconfitta. Vedremo…non ho fretta di rientrare!

 

DOMANDA: Cosa deve cambiare oggi in Italia?

 

RISPOSTA: La situazione economica europea e mondiale ha messo tutte le imprese in difficoltà riducendo drasticamente le opportunità di lavoro e di carriera, ma ciò che è drammatico è che il governo italiano non sembra occuparsi del problema come di una priorità. Bisognerebbe ridare DIGNITÀ al lavoro per poter risollevare il nostro paese.

 

DOMANDA: Cosa consigli alle persone che vogliono trasferirsi all’estero?

RISPOSTA: Di non arrendersi davanti alle difficoltà burocratiche, di aprirsi alle nuove esperienze e alle persone, di mettersi sempre in discussione.

 

Laura ti ringrazio di aver condiviso con noi la tua incredibile esperienza brasiliana. In bocca al lupo! Sono sicura che la nostra intervista sarà molto interessante per tutti i nostri lettori.

 

Silvia Fejesovà Terrenghi per Italiani in Giro


Brasile: il ministero del Lavoro garantisce il “pieno impiego” nel 2013

September 10, 2013 in Brasile, Sud America

Il ministro del Lavoro brasiliano, Nieto, ha promesso un nuovo anno in cui crescerà l’occupazione nel paese. Infatti annuncia che nonostante la crisi internazione, il tasso di disoccupazione del 5,6% nelle aree metropolitane, registrato nel 2012 è rimasto invariato, ed è un tasso più che soddisfacente. Ma con la crescita del Pil nel 2013 garantisce la creazione di nuovi posti lavoro.

Inseguito Nieto aggiunge “ se vuoi un lavoro, cercalo in Brasile. Per le sue dimensioni enormi e per il suo ritmo di crescita vertiginoso, il paese ha un forte bisogno di mano d’opera qualificata. Certo la lingua e la distanza rappresentano ancora un problema per gli italiani, ma davanti alla mancanza di prospettive, molti decidono di fare di una neccessità una virtù”.

Ecco qualche consiglio per poter lavorare tranquillamente in Brasile. Prima di tutto bisogna avere un visto di lavoro, il timbro deve essere trafilato dall’Italia ed è molto importante che, prima di partire, cerchiate su internet un’azienda che sia interessata ad assumervi, che vi proponga di avere un colloquio via e-mail e alla fine dovete dare la vostra conferma on line, su skype o altri mezzi di comunicazione. L’obbiettivo è quello di avere un precontratto di lavoro, ovvero un documento che permette di dimostrare alle autorità brasiliane che il motivo del vostro ingresso in Brasile è legato al lavoro.

La legislazione dei titoli di studio tra l’Italia e il Brasile è un procedimento complicato, ma per le aziende sarà sufficiente la vostra laurea italiana. Per quel che riguarda l’esperienza lavorativa, di norma si richiedono un minimo di 3 anni di lavoro nel rispettivo settore specializzato.

Un altro problema, potrebbe essere la lingua, perchè viene richiesto di parlare il portoghese fluente per poter lavorare. Quindi per chi non lo conoscesse deve fare un corso di lingua. Un’altra soluzione sarebbe recarvi in Brasile come turista fare un sopralluogo delle aeree e delle aziende e nel frattempo imparate la lingua. Comunque anche in Brasile vale molto di più un colloquio faccia a faccia.

Gli stipendi variano a seconda del lavoro, per esempio per un ingegnere meccanico con una buona esperienza può chiedere 3.000 euro al mese. Il problema sono i costi degli appartamenti in città, infatti una buona sistemazione in centro delle città può arrivare a costare 1.500 euro al mese, meno di mille se ci si allontana dalla città.

Se siete degli avvocati, non pensate di andare in Brasile perchè è stato ribadito il divieto di accesso per i non brasiliani, per quel che riguarda gli altri settori non dovete preoccuparvi. Adesso un settore che stà crescendo è quello turistico, con hotel , bar o ristoranti.

In questo breve articolo vi abbiamo dato qualche consiglio, ora tocca a voi ad afferrare la vostra opportunità, mentre a noi non ci resta che augurarvi buona fortuna!

 Sonia Odetto


Vivere in Brasile: info utili

September 4, 2013 in Brasile, Sud America

Se avete intenzione di andare a vivere in Brasile dovete sapere due o tre cose, sulla vita.

Partiamo con il parlare dell’educazione e della sanità. In Italia questi due servizi sono gratis, mentre in Brasile sono privati e quindi a pagamento. Però esiste una versione di strutture scolastiche e sanitarie pubbliche chiamate SUS.

Ma viene comunque consigliato di fare un’assicurazione sanitaria completa. Ne esistono di due tipi

  • L’assicurazione integrale che copre integralmente i costi

  • L’assicurazione compartecipativa che richiede l’esborso all’atto della presentazione di un piccolo contributo
    Il discorso delle scuole varia molto dalla città in cui vivete e dall’istruzione scelta. Anche in Brasile i libri sono una voce a parte quindi bisogna pagarli.

    Per quel che riguarda la casa i prezzi variano se decidete di affittarla o comprarla oppure se volete un appartamento o una villetta. Se decidete di vivere in centro città sappiate che è molto difficile trovare delle villette, però esistono degli spazietti con delle mura in cui sono state costruite delle villette con molti servizi in comune.
    La TV via cavo o satellitare e Internet sono disponibile in tutto il Brasile. Il telefono fisso è consigliato solo per le telefonate locali poiché Skype rappresenta la migliore soluzzione per le tefonate intercontinentali.

    ICI e TARSU devono essere pagate a inizio anno come un unico tributo municipale detto IPTU ed è possibile pagarlo a rate oppure in contanti con uno sconto del 20%.

    Invece l’acqua e il gas sono generalmente compresi nel prezzo del condominio, alcuni comprendono anche altri servizi come la TV, Internet ecc. Dovete fare attenzione perchè è meglio avere una misura individuale, almeno per l’acqua, perchè i brasiliani quando si tratta di condividere una spesa non badano all’economia.

    Per il trasporto pubblico dell’autobus è consigliato di utilizzarlo solo per percorsi lunghi anche se le condizioni delle strade nel nordest non sono delle migliori. Il costo del biglietto dell’autobus è intorno a un euro però in molte città non è un biglietto unico valido per un’ora, quindi può valere anche solo per una fermata. Esistono abbonamenti per studenti e sconti speciali. Per la terza età generalmente l’autobus è gratis.

    Se invece decidete di comprare un’automobile sappiate che ormai sono presenti qualsiasi modelli di qualsiasi marca. Quelle a diesel praticamente non esistono e la benzina adesso è circa un 1,1 al litro.
    L‘assicurazione non è obbligatoria ad eccezione del DPVAT che copre i danni a terzi in misura molto ridotta.

    Infine per quel che riguarda l‘alimentazione bisogna scegliere i prodotti tipicamente brasiliani, perchè i prodotti importati dall’Italia o altri paesi costano il doppio o anche il triplo. Quindi i prodotti consigliati sono il pesce, la carne, i fagioli, riso, farina di mandioca, pomodori, uova, ecc., tutti questi prodotti hanno dei costi più cheridotti. Mentreil pane e il formaggio sono abbastanza cari.

    Se volete maggiori informazioni anche sul costo della vita del paese andate sul sito del Custo de Vida.

Sonia Odetto


Le abitazioni in Brasile

August 23, 2013 in Brasile

Se cercate il tipo di sistemazione adatto a voi, in Brasile, avete l’alternativa tra una villetta o un appartamento e se comprarla o affittarla. Ovviamente i prezzi variano in base alle combinazione.

Dovete sapere che se decidete di andare a vivere in una grande città l’alternativa villetta molte volte non esiste, ma nel caso di Natal, una città in sviluppo, avete molte più possibilità di scelta.

Di norma le città brasiliane si sviluppano a partire di casette indipendenti, per poi l’asciar spazio all’edilizia verticale che si espande sistematicamente abbattendo le casette per lo più disabitate.

Man mano che l’edilizia verticale avanza, diventa sempre più difficile abitare in piccole villette indipendenti. Perchè si è completamente circondati da grattacieli che coprono la luce del sole e soprattutto non garantiscono la ventilazione, cosa molto importante per coloro che vivono nel Nordest del Brasile e inoltre ha un impatto drammatico sul costo di gestione della casa, perchè una buona ventilazione mantine la casa salubre (senza muffa), quindi non si ha bisogno di un impianto di condizionamento dell’aria con il vantaggi economici e di salute. Per fare un esempio Salvador è una di queste città.

Per coloro che vogliono vivere in casette singole ci sono comunque delle soluzioni come il condominio di case chiuso o condominio fechado come lo chiamano i brasiliani. Si tratta di un’area normalmente situata al di fuori della città grazie a una cinta di mura che ha servizi comuni, molte volte di alto livello come:

  • sicurezza

  • piscina e/o palestra

  • sauna

  • area giochi

  • area verde

  • area relax

  • area per socializzare

  • brace o churrascaria per arrostire la carne

Per coloro che invece preferiscono vivere al centro della città in un appartamento, può usufruire di tutti i servizi che la città offre, in più l’appartamento offre servizi semplici come la sicurezza 24 ore, o più sofisticati come la piscina, la sauna ecc… . Il tutto compreso nel prezzo del condominio.

I condomini di casa sono generalmente più economici per i servizi, perchè mancano gli ascensori, la manutenzione dell’edificio, ci sono sole le parti in comune e i prorpietari sono numerosi.

Per coloro che hanno voglia e tempo esistono degli immobili a un buon prezzo, ma che devono essere ristrutturati. 

Sonia Odetto


I visti per andare in Brasile

August 13, 2013 in Brasile, Sud America

Volete andare in Brasile a tentare la vostra fortuna o solo come svago? Ecco i tipi di visto che sono necessari!

Per visitare il Brasile ad alcune nazionalità viene richiesto il visto, per quel che riguarda il cittadino italiano non è necessario che ottenga il visto ed gli è concesso di stare 90 giorni. non è possibile prolungare la permanenza. Tutto ciò che viene richiesto è il passaparto con validità di 6 mesi. Se invece si è interessati a studiare esistono 2 tipi di visti quello per lo studio che richiede: passaporto con validità 6 mesi, foto tessera modulo di richiesta del visto da compilare on-line, documento che prova l’iscrizione ad una scuola brasiliana, una copia legalizzata del diploma o della laurea, estratto conto bancario e la copia della dichiarazione dei redditi, certificato di nascita, penale e dei carichi pendenti, prenotazione del biglietto d’andata e ritorno. C’ e’ anche quello per lo studio per programma di interscambio culturale che invece necessita qualche documento in più di quello per solo lo studio: il certificato di residenza comprovante che lo studente vive da almeno un anno nella circoscrizione consolare in cui si richiede, il visto copia autentica dell’atto di costituzione e il registro presso il catasto dell’ente che organizza l’interscambio e la lettera dall’ente che prova l’inclusione dello studente nel programma di interscambi culturale. Per chi invece vuole lavorare il visto lavorativo è concesso fino alla fine del contratto, ma prima di iniziare tutta la procedura per ottenere il visto è necessario che il datore di lavoro in Brasile richieda l’autorizzazione temporanea di lavoro presso l’ufficio del Ministero brasiliano del Lavoro. Per poter avere il visto lavorativo sono necessari: passaporto valido almeno 6 mesi, una foto tessera, modulo di richiesta del visto da compilare on-line, prenotazione del volo di andata e ritorno certificato penale, dei carichi pendenti e di matrimonio o certificato di nascita dei figli per eventuali.

Ora avete tutte le informazioni necessarie per ottenere il visto e partire in Brasile!

 

Per maggiori informazioni sui visti, visitate il sito del Consolato brasiliano in Italia

Sonia Odetto