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Intervista a Daniele,Giovane Italiano in Irlanda

November 20, 2013 in Irlanda

Abbiamo intervistato Daniele, giovane laureato friulano, emigrato in Irlanda in cerca di fortuna, dopo aver perso il lavoro in Italia.

 

Ecco la sua intervista.

 

Quanto tempo fa hai lasciato l’Italia e per quali motivi ?

Ho lasciato l’Italia a ottobre del 2012, poichè a marzo avevo perso il lavoro. Non ho pensato immediatamente all’espatrio ma avevo deciso di fare alcuni tentativi per cercare di ricollocarmi nel mondo del lavoro. A giugno ero riuscito a trovare  un lavoro stagionale per 3 mesi in un supermercato come banconiere e nel frattempo cercavo altre opportunità ma con scarsi risultati, quindi ho preso la decisione di partire.

Perchè hai scelto di venire in Irlanda.

Ero già stato in Irlanda nel 2009 per circa 4 mesi. Avevo appena conseguito la laurea e prima di seguire un master volevo migliorare il mio inglese, ho quindi cercato su internet un’agenzia che mi consigliasse e aiutasse a trovare e organizare un viaggio studio in una località anglosassone. Mi è stata consigliata l’Irlanda per via delle sue ottime scuole di lingue e per la non molto alta (nel 2009) concentrazione di italiani. Il personale dell’agenzia mi dise anche che l’inglese parlato in Irlanda era anche molto più pulito e da sempre meno soggetto ad altre influenze linguistiche.

Come ti sei ambientato nel primo periodo,hai studiato inglese?

Ho visuto a Dublino con una famiglia irlandese e contamporaneamente seguivo un corso full-time di inglese. L’esperienza è stata fantastica, ho imparato tantissime cose e migliorato notevolemente il mio inglese. L’esperienza in famiglia è secondo me insostituibile, indipendentemente dall’età ti permette di conoscere le vere abituidini di un popolo, i modi di dire e molto altro della vita degli irlandesi. La consiglio vivamente, da quel momento l’Irlanda mi è sempre rimasta nel cuore, ecco perchè ho deciso di ritornarvi.

Come è andata con la ricerca del lavoro? Hai riscontrato differenze con l’italia?

La ricerca del lavoro non è stata facile ma devo ammettere che sono stato molto fortunato. Ho trovato lavoro esattamente 10 giorni dopo il mio arrivo a Cork. Questa volta ho deciso di cambiare città perchè sapevo che a Cork (ma anche a Dublino) hanno la loro sede europea tante multinaionali. Avendo già vissuto sapevo che Dublino è un città molto cara, ho scelto Cork perchè più economica ma con buone possibilità di trovare un lavoro. Ho inizato a lavorare nel Customer Service di Amazon, da gennaio 2013 vivo ad Athlone e lavoro come Analista Dati per una società di ricerche i mercati. Per quanto riguarda le differenze con l’Italia posso dirti che c’è un modo diverso di concepire il ruolo tra i capi ed i subalterni. Aiutati anche dalla lingua (sai che in inglese il “lei” come in italiano non si sua) nel contesto lavorativo i dipendenti vengono aiutati ed ascoltati. La cosa che poi apprezzo di pù e la formazione, il fatto che quando inizi un nuovo lavoro le cose te le spiegano. In Italia ho cercato per tanto tempo qualcuno disposto ad insegnarmi a sviluppare nuove competenze ma nulla da fare, non credo che questa mancanza sia dovuta solo all’altissima tassazione delle imprese ma credo che abbiano perso la cultura del trasmettere la conoscenza.

Cosa ti ha colpito maggiormente della cultura Irlandese

Già la prima volta che ero stato quì rimasi subito colpito dall’accoglienza riservatami, nn solo dalla famiglia ma da tutte le persone che avvevo conosciuto e con le quali sono ancora in contatto. Certo che dipende sempre dalle persone che incontri ma per mia esperinza posso dirti che gli irlandesi sono persone molto “alla mano”, disponibili e molto umili.

Quali sono le cose che maggiormente ti mancano dall’Italia

In Italia ho ancora la mia ragazza Alessandra (che non ha nessuna intenzione di spostarsi) i miei genitori, fratelli ed alcuni amici. Sono queste le cose che mi mancano tutti i giorni più volte al giorno.

A chi volesse studiare e imparare l’inglese,dove consiglieresti di studiare?

A chi volesse studiare l’inglese consiglierei di venire quì dove sono io, la scuola non costa molto, la cittadina è molto meno cara della media irlandese e cosa molto importante ci sono pochissimi italiani, quindi poche tentazioni di parlare la propria lingua. Se volete maggiori informazioni contattatemi sul sito!

C’è un luogo in particolare dell’Irlanda che ami di più?

Il posto che mi è piaciuto di più è sicuramente Dublino, la ritengo una città a misura d’ uomo, con diversi servizi (anche se non sempre sono ottimali) buone oppotunità di impiego e possibilità di divertimento. Devo però dire che provenendo da Latisana, un piccolo paese del Friuli Venzia Giulia, giorno dopo giorno mi sto abiuando alla vita del piccolo e caratteristico paeseino irlandese. Ciao a tutti e grazie del vostro tempo!

Grazie a te per il tempo riservatoci !

 

Francesco a.

Vivere e lavorare a Dublino: l’intervista ad Ivan

October 17, 2013 in Europa, Irlanda, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato Ivan De Vita.
Laureato in Editoria, Media e Giornalismo nel 2010 (lo scrivo in maiuscolo appositamente, perchè nonostante tutto non rinnego le mie scelte e rifarei ancora il mio percorso accademico). In seguito una serie infinita di collaborazioni, tra cui l’ufficio stampa del Comune di Amalfi (SA) mio paese d’origine, svariati siti internet e quotidiani locali. Due anni in cui non mi hanno saldato nemmeno il biglietto di un autobus, in compenso ho fatto tanta esperienza sul campo in settori semi-sconosciuti, ottenendo alla fine  il tesserino da giornalista pubblicista. Ma per un’assunzione avrei dovuto aspettare 6-7, perchè erano in tanti quelli che “erano in nero e attendevano il posto fisso”.
Insomma da qui il mio primo “arrivederci e grazie!”. Iniziano le mie peregrinazioni. Sono stato a Bologna a cavallo tra il 2011 e il 2012 per un corso di formazione professionale in Marketing e Comunicazione. Poi l’esperienza a Roma in un laboratorio di indagine audiovisiva, in cui si analizzavano qualità e qualità dei contenuti dei principali programmi politici su canali terrestri e satellitari. Detta così sembra figo, ma era di una monotonia disarmante e senza un briciolo di prospettiva. Ah, 500 euro al mese! Certo un bel successo rispetto alle mille proposte di stage ma con quelli a Roma a malapena ci pagavo una stanza. Avevo bisogno di una svolta, di adrenalina, di nuova linfa. E’ arrivata. Si chiama Irlanda.

Ciao Ivan, di cosa ti occupi?

Sono a Dublino da quasi un anno, un’esperienza nata e vissuta solo per migliorare il mio inglese. Lavoro in un luxury hotel come cameriere. Chiaramente non è quello a cui aspiro, ma non credo mi manchi l’umiltà e il sacrificio necessari per raggiungere gli obiettivi prefissati. Collaboro anche con una redazione on line (www.spazionapoli.it), con aggiornamenti h24 sul calcio Napoli. Restano loro il filo diretto con la mia passione. Un progetto serio e ambizioso, nato dalla goliardia di un gruppo di amici e divenuto ora un network di una certa rilevanza e visibilità a livello nazionale (comprende anche spaziojuve, spaziomilan e spaziointer). Ma soprattutto lì riscopro la genuinità dell’amore per la scrittura e il giornalismo senza scopi di lucro interessi di parte. Un’oasi felice in un mondo sempre più lugubre.

Perche’ hai lasciato l’Italia?

Perchè ad un certo punto ho dovuto scegliere se accontentarmi di una dimensione angusta e priva di stimoli o provare a 28 anni a rischiare qualcosina pur di sentirmi più realizzato. Un lavoro ce l’avevo ma non mi piaceva e non mi arricchiva. Un’esperienza all’estero avrebbe aperto i miei orizzonti, decorato il mio curriculum e aggiunto un requisito fondamentale al mio patrimonio di conoscenze: la lingua inglese. Chi non risica non rosica e se in mano hai un pugno di mosche hai il dovere di tentare. Nulla è perduto fin quando non si tramuta in rimorso.

Perche’ hai scelto l’Irlanda?

Il mio sogno era Londra, ma con l’inglese poverissimo che mi ritrovavo la vedevo una meta troppo dispersiva e mi sentivo spaesato al solo pensiero. Un vero salto nel buio, insomma. Ho avuto diversi cari amici che avevano trascorso esperienze di studio-lavoro a Dublino e ne parlavano entusiasti. Ho iniziato ad informarmi sul web seguendo forum e blog, ho capito che poteva essere il posto giusto. Biglietto prenotato senza troppi calcoli, ma ho trovato una host family e un corso d’inglese prima di partire. Si sono rivelate tutte ottime scelte.

Com’era il tuo inglese prima di partire?

Google translate dipendente. Purtroppo per mia sfortuna ho iniziato a studiarlo solo a 20 anni, cioè senza quelle pillolette che giorno per giorno digerisci tra scuole medie e superiori. Io avevo studiato francese per ben otto anni, con l’utilità che facilmente immaginerete. Insomma ho approcciato l’inglese prima da autodidatta e poi tramite qualche corso universitario ed extra per ottenere due idoneità. Forse solo quando il taxista mi accolse in terra irlandese in una giornata di vento e pioggia mi accorsi di quanto le mie conoscenze erano ancora in uno stato embrionale. Per me il tizio parlava aramaico antico.

Quali sono i punti  a favore della vita irlandese? E quali a sfavore?

Il rispetto delle regole innanzitutto. Il PPS number (un codice identificativo per chiunque voglia condurre una vita professionale in Irlanda) mi è arrivato a casa in tre giorni lavorativi dalla mia richiesta, non ho mai visto litigi agli sportelli e gli autobus sono sempre puntuali, magari perchè semplicemente si rispetta la corsia preferenziale. La cordialità delle persone che incontri ti fa sentire a tuo agio anche se fai fatica a comprenderli. Il lavoro è ben pagato (un qualsiasi laureato non guadagna meno di 2000 euro mensili), il regime fiscale è nettamente meno soffocante di quello italiano e c’è una meritocrazia della quale avevo appreso finora solo in termini teorici. Inoltre a Dublino c’è movida tutti i giorni della settimana, il peso della giornata lavorativa è tollerabile se la sera puoi svagarti bevendo una pinta e ascoltando buona musica live in un qualsiasi pub.

Difetti: le condizioni climatiche, anche se l’estate appena trascorsa è stata tra le migliori dell’ultimo ventennio. In fondo è anche un po’ un luogo comune. Fa freddo, ma non si gela. Piove, ma non senza tregua. In tante altre città europee l’inverno è molto più rigido. Il costo dei mezzi pubblici è spropositato rispetto agli standard italiani, almeno per quanto concerne gli autobus. Il costo della vita è abbastanza elevato (ai livelli più o meno di Londra), ma la politica salariale di cui parlavo prima riesce a giustificarlo. L’Irlanda è un Paese con una discreta estensione territoriale ma con una bassa densità demografica (circa 5 milioni di abitanti). Negli ultimi anni si è avviata una grossa immigrazione dai Paesi del sud Europa e sud America, causando un’impennata di prezzi nell’offerta immobiliare e una crescente saturazione sul piano occupazionale.

Cosa ti manca dell’Italia?

La mia famiglia, i miei amici, le piccole abitudini e l’aria di casa. Sul piamo strettamente professionale non mi manca nulla. Nessuno ha mai deciso di puntare su di me e sulle mie abilità, sono abbastanza stufo di sprecare tempo per chi non lo merita. Eppure in Italia voglio tornarci, ma con maggiori credenziali di quando l’ho lasciata. E voglio riprendere a lottare, come ho sempre fatto. Fuggire è da codardi, ma fossilizzarsi sul nulla è da stupidi.

Che consiglio daresti a chi vuole venire in Irlanda?

Un ombrello tascabile, prima di tutto. Scherzo. Certo puoi uscire in una giornata di sole e ritrovarti bagnato fradicio nel giro di un quarto d’ora. Poi sicuramente consiglierei di viverla pienamente, anche meglio di come ho fatto io finora. Ci sono degli scorci mozzafiato nei quali si rischia seriamente di perdere il senso della realtà. Monitorate il ventre spartano di città come Dublino, Galway, Cork: la vita di un vecchio pub è intrisa di sangue antico e tradizione. Per il resto un’esperienza in terra straniera per essere tale deve durare almeno un anno. Un mese o due sono utili solo come ambientamento e si finisce per viverli come una semplice vacanza. Qui la multiculturalità è all’ordine del giorno. Va scovata, pedinata, azzannata se possibile. Un lavoretto, anche se con un po’ d’affanno, lo si può trovare e ovviamente le aspirazioni sono proporzionali alle qualifiche vantate e alla padronanza della lingua. Non lasciatevi soggiogare dalla rassegnazione, aprite nuovi varchi nella vostra precarietà. Provate, una volta nella vita, la soddisfazione di non ricevere l’ennesima porta sbattuta in faccia. Provate, una volta nella vita, a dire voi “Arrivederci e grazie!”.

Cristiano Prudente




TripAdvisor cerca 50 ingegneri per la sua nuova sede a Dublino

October 3, 2013 in Offerte di lavoro per Italiani all'Estero

 

Il portale dei viaggi piu’ famoso al mondo TripAdvisor ha annunciato l’istituzione del primo centro europeo di ingegneria nella regione Docklands di Dublino e inizierà il reclutamento per 50 ruoli di ingegneria immediatamente.

La sede di Dublino sarà più la grande operazione di ingegneria di TripAdvisor fuori della sua base americana e sarà un centro chiave per i ruoli di ingegneria chiave a livello globale.

Il Senior Vice President di Trip Advisor ha riferito “In qualità di azienda globale e in crescita, abbiamo bisogno di ampliare i luoghi dove si possono trovare nuovi talenti. Date le funzioni robuste che stiamo cercando di reclutare, abbiamo ritenuto che fosse importante basare il nostra nuova sede in un luogo che ha una storia tale da supportare la tecnologia e l’innovazione.”

TripAdvisor gestisce i siti in 30 paesi in tutto il mondo, accumulando più di 260 milioni di visitatori unici mensili tra loro.Gli Ingegneri con sede a Dublino, lavoreranno a stretto contatto con la squadra degli Stati Uniti per portare nuove funzionalità di questi siti Web e prodotti di business di TripAdvisor e lavoreranno sotto controllo di Lars Holzman, nuovo responsabile di ingegneria per la nuova sede

Il nuovo investimento di TripAdvisor a Dublino è stata sostenuto da IDA Ireland e dal  CEO Barry O’Leary, che ritiene che la sua presenza porterà eccellenti opportunità di carriera per i tecnici altamente qualificati in Irlanda.

Il ministro per Lavoro, dell’Impresa e dell’Innovazione irlandese Richard Bruton, ha detto che l’annuncio conferma lo status di Dublino come “la capitale internet d’Europa”.

Potete mandare il vostro cv a http://www.tripadvisor.ie/jobs!!

Good luck

Call Centre in Irlanda: l’esperienza di lavoro di Damiano

July 31, 2013 in Europa, Irlanda, Storie di Italiani in Giro

Damiano vive a Dublino dallo scorso Febbraio 2013.

E’ un ragazzo italiano di 30 anni proveniente da Civitavecchia, in provincia di Roma e ha una Laurea Specialistica in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo.  In Italia lavorava come giornalista (ultra precario, sottolinea lui stesso).

Da poco tempo ha trovato un nuovo impiego a Dublino presso il dipartimento di assistenza clienti per un’importante multinazionale di internet.

Ecco la sua esperienza e i suoi consigli.

  • Ciao Damiano, quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a dare una “svolta irlandese” alla tua carriera?

Credo di aver avuto motivazioni molto simili a quelle di altri italiani arrivati qui prima di me. Dopo 10 anni da giornalista precario in un importante quotidiano, senza contratti veri, stipendi degni di tale nome ecc… ho deciso di mettere un punto. Lo scorso anno sono stato in Irlanda per un paio di mesi. Ho frequentato un corso di Business English ma nel frattempo mandavo CV. Quando ho toccato con mano la possibilità di trovare un lavoro “vero” ho deciso di mettere i soldi da parte e tornare qui per un tempo più lungo e cercare di iniziare una nuova carriera. Fortunatamente ci sono riuscito. Devo dire che quando penso ai molti colleghi giornalisti precari che sono ancora in Italia penso allo spreco di energie del nostro paese. Molti di loro meriterebbero di lavorare in condizioni umane ma il mondo dell’editoria purtroppo è un giungla dove agli editori è permesso fare di tutto senza alcun ritegno.

  • Ci puoi raccontare in che cosa consiste il tuo lavoro?

Mi occupo dell’assistenza clienti del mercato italiano per una importante multinazionale del settore IT. Si tratta di aiutarli a capire meglio come ottimizzare le loro campagne pubblicitarie e le loro strategie di marketing online.

  • Come sei riuscito a cogliere questa opportunità? Quali metodi hai usato nella tua ricerca di un nuovo impiego e quali ritieni i più efficaci?

Quando l’ho detto ai miei amici italiani non ci volevano credere. Ho semplicemente mandato un CV rispondendo ad un annuncio trovato online.

Era lunedì, dopo 30 minuti mi hanno chiamato per fissare il colloquio per mercoledì. Fatto il colloquio il giovedì mi hanno comunicato che avevo superato la prova e che dovevo presentarmi lì il giorno successivo per un test pratico. Il lunedì successivo mi hanno comunicato che ero stato assunto. Assurdo. Non solo, sempre quel lunedì ho ricevuto un’altra offerta per un altro colloquio che avevo fatto. Avevo ottenuto anche quel posto ed ho potuto addirittura scegliere che tipo di lavoro fare. In Italia sarebbe impossibile.
Il metodo è stato solo uno: spedire, spedire, spedire CV. Sarà banale però ha funzionato. Se hai un curriculum ben tradotto in inglese e una lettera di presentazione efficace qui ti chiamano. Ho fatto più colloqui a Dublino da febbraio che in Italia in 10 anni. Non è il paese dei balocchi e non dirò che è “facilissimo” trovare lavoro. Però se parli un’altra lingua e hai un buon inglese hai ottime opportunità.

  • Avevi precedenti esperienze nel settore del Costumer Service? E quanto pesa la conoscenza dell’inglese per battere la concorrenza degli altri candidati?

Non esattamente. In uno degli ultimi lavori che ho fatto (di solo giornalismo, come detto, non si vive) ho avuto esperienze di contatto con i clienti ma non così. Anche se il mio lavoro è in Italiano l’Inglese lo devi sapere. Il colloquio sarà in Inglese così come i rapporti all’interno dell’ufficio. Ho affrontato un training di un mese con tanto di test e prova pratica. Ovviamente non erano in Italiano. Il livello deve essere buono ma non cadiamo nell’errore di pensare che se non sei perfettamente bilingue non puoi trasferirti in Irlanda. Non è affatto così.

  • Quali sono gli aspetti migliori di lavorare per una multinazionale a Dublino? E c’è invece qualcosa che cambieresti?

Imparare ogni giorno qualcosa di nuovo. Almeno nel mio campo c’è sempre qualcosa da scoprire e non c’è tempo per annoiarsi. Le tecnologie cambiano inesorabilmente e se non stai al passo non è facile. Però non parlo solamente dal punto di vista lavorativo. Lavorare con persone che provengono da tutto il mondo e che hanno stili di vita, idee e religioni diverse è uno stimolo costante ad aprirsi. Non hai scelta: o cresci o cresci. E posso assicurarvi che io, a 31 anni, mi sono reso conto di dover camminare ancora parecchio. Devo dire che, a parte il meteo, per ora non cambierei una virgola della mia esperienza qui.

  • Quanto tempo e quante risorse pensi sia necessario calcolare per un periodo di ricerca d’impiego in Irlanda?

Dipende da quali sono gli obiettivi che uno si prefissa prima di partire e anche dal livello di inglese. Se ti va bene qualsiasi tipo di lavoro credo che con tanta determinazione, e macinando chilometri, in un mese o poco più puoi trovare un lavoro che possa consentirti di restare qui per poi cercare altro. Però partire con “un gruzzolo” per attutire i primi tempi da disoccupato serve. Io sono venuto qui per trovare un lavoro che potesse in qualche modo coincidere con le mie esperienze e studi. Sono arrivato a Dublino il 4 febbraio e ho iniziato a lavorare il 22 aprile. Fatevi due conti…

  • Che consigli daresti ai tanti italiani che sognano di trasferirsi in Irlanda e trovare lavoro presso il Costumer Service di una compagnia multinazionale, come hai fatto tu?

Essere realisti. Di non farsi trascinare né dai facili entusiasmi (ripeto: non è l’El Dorado qui) ma neanche da visioni catastrofiche. Quel che sto provando sulla mia pelle è la consapevolezza che al di fuori dell’Italia esiste la possibilità di vivere una vita normale dal punto di vista lavorativo. Bisogna pensarci bene ma se quello che uno vuole è mettersi alla prova in un contesto del genere è un’esperienza che consiglierei a tutti. Ah dimenticavo un altro consiglio essenziale: non portatevi l’ombrello. È inutile. Il vostro migliore amico sarà… il cappuccio!

Luca Cattaneo

Articolo tratto dal blog  www.italianidublino.com