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Erasmus in Germania: Lilia si racconta

September 30, 2013 in Europa, Germania, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato Lilia Sicolo, architetto di Bitonto. Dopo aver conseguito la maturità scientifica si iscrive alla Facoltà di  Architettura di Bari, che frequenta per un anno, al termine del quale decide di partire e trasferirsi a Roma e proseguire gli studi presso la Facoltà di Architettura Vallegiulia dell’Università degli studi La Sapienza. La sua voglia incontenibile di viaggiare la porta a partecipare al progetto Erasmus, grazie al quale trascorre un anno ad Aachen (Aquisgrana) dove frequenta la Rheinisch-Westfaelische Technische Hochschule, una delle più rinomate università tecniche tedesche. Dopo un anno torna a Roma dove consegue la laurea con la tesi “Architettura come metafora geologica: Parco della Musica e della Cultura a Bitonto” che verrà successivamente selezionata per la partecipazione al concorso internazionale “Archiprix International” e pubblicata sul sito della fondazione. Dopo aver conseguito l’abilitazione professionale presso la Sapienza, si trasferisce a Milano, dove lavora presso diversi studi di architettura. Si iscrive al Master in Interior Design presso la Scuola Politecnica di Design di Milano SPD dove si confronta con designer e architetti provenienti da tutto il mondo, e consegue il diploma di Master. Ora Lilia Sicolo inizia ad affacciarsi alla libera professione…
Ciao Lilia ci puoi dire in che modo pensi che la realtà tedesca sia diversa da quella italiana?
 In Germania, differentemente dall’Italia, c’è una ben consolidata integrazione tra diverse culture, integrazione che si percepisce anche in una piccola città come Aachen, dove una grande comunità turca convive serenamente con la popolazione “aacheniana” e con il grande numero di studenti stranieri che ogni anno popolano le stradine di questa bella cittadina di confine. Un’altra differenza importante risiede nell’attenzione alla valorizzazione di tutti i centri abitati, dal paesino di provincia a Berlino. Il cittadino può usufruire di un gran numero di servizi e, nonostante gli stereotipi e il freddo, io in Germania mi sono sentita davvero a casa.
 
Quali sono le differenze nel mondo universitario?
 Mentre le facoltà di Architettura in Italia hanno un percorso di studi molto più accademico, in Germania c’è una grande varietà di attività che è possibile svolgere durante l’anno accademico. Con grande entusiasmo, agli esami “tecnici”, ho affiancato lezioni di acquaforte, pittura, disegno dal nudo, scultura. Ho partecipato inoltre a diversi viaggi organizzati dall’Università che mi hanno permesso di visitare gran parte della Germania, l’Olanda e il Belgio. In Italia invece il corso di studi è fisso e purtroppo non c’è una grande varietà di attività opzionali da svolgere. Uno dei più grandi problemi che ho riscontrato durante la mia esperienza universitaria in Italia è la mancanza di strutture adeguate e spazi per le attività scolastiche, mentre in Germania, le facoltà di Architettura sono tutte provviste di aule per la pittura, per il taglio e l’assemblaggio di materiali per plastici, aule per la proiezione di film, aule computer..e potrei continuare all’infinito. Lo studente medio tedesco viene preso per mano e condotto alla laurea. Lo studente italiano invece viene abbandonato davanti all’ingresso ed è costretto a vedersela da solo.
 Qual è il tuo luogo preferito della Germania?
 Riflettendoci posso sicuramente affermare che Aachen offre lo scenario perfetto per una studentessa che vuole studiare all’estero: la città storica offre scorci memorabili e trasuda storia da tutti i pori; la sua dimensione limitata la rende vivibilissima e godibile soprattutto nella stagione primaverile, durante la quale i parchi si animano di persone e barbecue e la giornata si allunga in maniera impressionante.
Non è però difficile rimanere estasiati anche se ci si allontana da questa ridente cittadina: durante uno dei miei viaggi itineranti in giro per la Germania, infatti, armata di zaino in spalla, ho potuto ammirare per esempio la “Schwarzwald”, ossia la Foresta Nera, imponente e affascinante allo stesso tempo.
 Cosa pensi del costo della vita in Germania?
 In Germania il costo della vita è leggermente più basso rispetto all’ Italia, se si escludono le grandi città come Colonia, Berlino, dove i prezzi si avvicinano molto a quelli di Roma o Milano. Ad Aachen invece mi è capitato spesso di stupirmi, al supermercato, osservando magari un vasetto di yogurt dal prezzo davvero irrisorio. Fare la spesa è davvero conveniente e soprattutto gli studenti possono godere di notevoli agevolazioni economiche nei trasporti e servizi sanitari.
Cosa cambieresti della Germania? E dell’Italia?
Mi piacerebbe che i tedeschi fossero più cordiali, come gli Italiani e che gli italiani fossero più ligi al dovere, più concreti, proprio come i tedeschi
 Che consiglio daresti a chi è in Italia ma vorrebbe espatriare?
 Per quanto mi riguarda il progetto Erasmus dovrebbe essere reso obbligatorio per tutti gli studenti, viaggiare è una esperienza che ti segna profondamente, insegna a superare i propri limiti e ad aprirsi a nuove culture ed esperienze. Chi rientra in Italia dopo un periodo trascorso all’estero, torna con una nuova consapevolezza, ha avuto modo di confrontarsi con realtà diverse e può fare tesoro di tutto quello che ha imparato.

 

Cristiano Prudente


Erasmus ad Aachen: il racconto di Marisa

September 26, 2013 in Europa, Germania, Storie di Italiani in Giro

 

Marisa Vitale è un’ architetto nata a Bitonto, laureatasi alla facoltà di Architettura “Valle Giulia” presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con la tesi in “Architettura come metafora geologica: Parco della Musica e della Cultura a Bitonto” che verrà successivamente selezionata per la partecipazione al concorso internazionale “Archiprix International” e pubblicata sul sito della fondazione.
Decide di trascorrere l’ultimo anno accademco (2006-2007) del suo percorso universitario in Germania con il programma di mobilità Erasmus presso la prestigiosa Rheinisch-Westfälische Technische Hochschule di Aachen (Aquisgrana) per poi volare a Praga con il progetto Leonardo Da Vinci dove risiede tutt’ora dal 2010.

 

Ciao Marisa, ci puoi dire in che modo pensi che la realtà tedesca sia diversa da quella italiana? 

 L’aspetto principale che rende la realtà tedesca diversa da quella italiana è sicuramente l’attenzione e il rispetto che i tedeschi hanno per il benessere collettivo (che inevitabilmente si riflette su quello dei singoli individui) per l’ambiente, i luoghi e le strutture pubbliche.

Non è il solito luogo comune: in Germania davvero tutto è in ordine, tutto funziona, la burocrazia, le poste, i trasporti etc.; esistono parchi e giardini pubblici curatissimi, piste ciclabili, le città sono sicure, non esistono periferie degradate, la raccolta differenziata dei rifiuti è all’avanguardia e al massimo dell’efficienza.

Quali sono le differenze nel mondo dello studio?

Esistono profonde differenze per quanto riguarda il mondo dello studio, ovviamente però posso solo riportare quella che è stata l’esperienza nel mio settore.

Ad Aachen ho trovato un’Università caratterizzata da una concezione culturale fondata sull’esperienza pratica, sul confronto di idee tra studenti e professori,  sul rispetto per le opinioni altrui.

Ci sono corsi (e le strutture adeguate) per realizzare oggetti di design, corsi di pittura, disegno dal vero, fotografia, scultura, persino un corso di acquaforte e, cosa fondamentale, ci sono corsi per i programmi di grafica , che in Italia siamo costretti ad imparare o da autodidatta (con tutti gli svantaggi che la cosa comporta) o pagando costosissimi corsi privati. Si passa pochissimo tempo all’Università, non ci sono interminabili  lezioni teoriche, non esiste l’obbligo di frequenza, e i professori lasciano molta autonomia agli studenti per quanto riguarda le decisioni progettuali, ma sono sempre molto disponibili e rintracciabili negli orari di ricevimento o tramite internet, in caso di qualsiasi dubbio o chiarimento.

In questo modo, non solo si ha tutto il tempo di lavorare presso gli studi di architettura, facendo così esperienza diretta sul campo, ma si è perfettamente in grado di essere indipendenti economicamente dai genitori.

 Qual è il tuo luogo preferito della Germania?

Naturalmente Aachen, perché è la città dove ho vissuto un’ importantissima esperienza come l’ Erasmus,  perché è il profumo di cioccolata della fabbrica Lindt che si respira in alcuni quartieri cittadini,  i barbecue di primavera e le lezioni di pittura nel Westpark, perché è il drei länder punkt che segna il confine tra Belgio, Olanda e Germania,  è la festa all’Uniklinik con l’autista dell’ autobus che alla fermata grida “Uniklinik, viel spass!!!”, è il Ring, le biciclette parcheggiate di fronte all’ Hauptgebaude dell’ RWTH, il döner kebab, i locali di Pontstrasse, il Duomo più antico del NordEuropa, è il treno per il carnevale di Colonia, è questo e molto altro ancora.

 Cosa pensi del costo della vita in Germania?

Ad eccezione della Baviera dove il costo della vita è sicuramente più alto di quello di altre città della Germania (anche gli stipendi),  mi è sembrato decisamente inferiore rispetto a quello italiano, persino nella capitale Berlino, soprattutto considerando che i salari sono nettamente più alti che in Italia. Affitti, ristoranti, locali di divertimento, abbigliamenti e  prodotti tecnologici sono molto più accessibili ed economici in Germania. Ovviamente i prodotti di importazione italiana sono un po’ più cari.

Cosa cambieresti della Germania e cosa dell’Italia?

Della Germania cambierei l’eccessiva organizzazione e autodisciplina che spesso non permette una certa flessibilità  e creatività, due qualità  molto utili per poter fronteggiare gli imprevisti e i “fuori programma” senza sentirsi disorientati o entrare nel panico solo perché ci si trova momentaneamente fuori dalle “linee guida”.

Dell’Italia cambierei la quasi totale mancanza di autodisciplina da parte degli individui, che si accompagna ad una vera e propria mancanza di rispetto e ad un atteggiamento orientato a favore del tornaconto personale, cui consegue una evidente noncuranza nei confronti degli interessi della comunità, del proprio Paese, della natura e dell’ambiente.

Che consiglio daresti a chi è in Italia ma vorrebbe espatriare?

Consiglio di non lasciarsi sopraffare dai mille interrogativi che normalmente ci assalgono quando stiamo per cambiare vita: “ce la farò, mi ambienterò, imparerò la lingua, troverò amici o il lavoro che sto cercando?” Non è questa la partita.

Qualunque siano le motivazioni che vi spingono ad espatriare, fate in modo che non siano così vincolanti, perché durante il percorso ne troverete altre, alcune potranno indurvi a restare, altre a cambiare rotta.

Per questo, non preoccupatevi se non riuscirete a fare niente o tutto di quello che vi eravate programmati  prima di partire, siate pronti piuttosto ad accogliere l’inatteso, le sorprese che la vostra avventura vi regalerà giorno per giorno.

Concludo con una citazione di Mark Twain che, oltre ad essere un grande scrittore, è stato anche un grande viaggiatore e i cui scritti costituiscono, per me, una fonte di continua ispirazione prima di “levare le ancore” : “Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.”

Cristiano Prudente dal blog www.italianigermania.com