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Federica Di Giulio | Italiani in Giro, Italiani all'estero, Lavoro all'estero per Italiani

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Lavoro in ONG a Malta: la storia di Federica

August 13, 2013 in Europa, Malta

Abbiamo intervistato Federica Di Giulio, 24 anni, di Roma. Sta per terminare la Laurea Magistrale in Scienze Internazionali presso l’Università degli Studi di Siena e attualmente si occupa della gestione di diversi progetti presso una ONG a Malta.

Ciao Federica,

- Puoi raccontarci come hai avuto la possibilità di lavorare a Malta?e di cosa ti occupi?

Ho avuto la possibilità di svolgere il tirocinio curricolare attraverso il programma dell’Unione Europea Lifelong Learning/ Erasmus Placement, che consente agli studenti universitari dei Paesi membri di svolgere un periodo di tirocinio in un Paese diverso da quello di residenza, aiutandoli economicamente con una borsa di studio. Essendo io studentessa in Scienze Internazionali – curriculum Cooperazione e Sviluppo Internazionale, ho deciso di contattare una ONG maltese che si occupa di educazione allo sviluppo e tutela dei diritti umani. Dopo un mese di tirocinio, ho ricevuto dall’ONG in questione una proposta di lavoro!

- Quali sono le differenze nel mondo lavorativo?

Onestamente, in Italia ho quasi sempre lavorato in settori molto diversi da quello in cui mi trovo attualmente, quindi non mi sento di fare paragoni in questo senso. Quello che posso dire, data la mia esperienza, è che fino adesso questo è il primo contratto regolare che mi viene offerto. In Italia ho spesso lavorato nel settore della ristorazione per mantenermi agli studi e molto spesso, purtroppo, più della metà dei miei colleghi si trovava come me senza nessun tipo di contratto, tutela o garanzia lavorativa. Con questo non voglio certo dire che nello stesso settore a Malta la situazione sia diversa, poiché non qui non ho mai svolto questo tipo di lavori.

- Che lingua usi abitualmente per comunicare con la popolazione locale?

Una delle cose più stimolanti del mio lavoro è che mi trovo quasi sempre immersa in un ambiente multiculturale, quindi la lingua veicolare nella maggior parte delle occasioni è chiaramente l’inglese. Ho diversi colleghi maltesi e generalmente comunico con loro in inglese, anche se tutti parlano e capiscono benissimo l’italiano, almeno nel mio ufficio.

Per il resto, con la popolazione locale comunico in inglese, anche se molti hanno l’occhio allenato e, quando riconoscono un italiano, fa loro più che piacere scambiare qualche parola nella mia lingua!

- Qual è il tuo luogo preferito di Malta?

Un po’ perché ho vissuto lì vicino per i primi mesi della mia esperienza maltese, un po’ perché di notte non assomiglia affatto al crocevia caotico che è di giorno, il mio luogo preferito di Malta è indubbiamente la parte di Sliema vicino alle Ferries, ma rigorosamente di sera tardi, seduti su una delle panchine con vista sul porticciolo e su La Valletta, che, illuminata nella notte, appare bellissima.

- Che consiglio ti senti di dare per chi è pronto a trasferirsi a Malta?

Io mi sono ritrovata a Malta un po’ per caso, un po’ per fortuna, e diciamo che non mi ero affatto preparata “psicologicamente” e dell’isola conoscevo ben poco. Ho notato però che sempre più spesso e specialmente di questo periodo, molti italiani si buttano “all’avventura” verso quest’isola che, magari per sentito dire, si figurano come un Paese ricco di opportunità. Come in tutte le cose, vivere a Malta ha i suoi pro e i suoi contro, ma il rischio per chi parte in cerca di fortuna e senza un obiettivo specifico è che, finiti la stagione estiva e il flusso di turisti – che qui continua comunque fino a Novembre inoltrato – si ritrovi punto e a capo a dover fare le valigie per tornarsene in Italia. O magari no, chissà. Il mio consiglio in ogni caso è di cercare qualcosa di consono alle proprie qualifiche e attitudini, che dia la possibilità a chi si stabilisce qui di non temere l’arrivo dell’inverno e la conseguente penuria di turisti.

 

Alessandro Lamacchia, dal blog www.italianimalta.com