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Dalla Florida a Londra: l’intervista a Bruno

September 26, 2013 in Miami, Stati Uniti, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato Bruno de Luca,  21enne della provincia di Lodi, Sant’ Angelo Lodigiano, vive a Londra, South Kensington da giugno (2013) dove lavora nel ristorante Bar Boulud del “Mandarin Oriental Hyde Park London”

Ciao Bruno, come hai avuto l’opportunita’ di lavorare nel ristorante (nome?) alla Disney ad Orlando?

Ciao Cristiano, l’ opportunita’ americana l’ho ottenuta grazie ad una application per il Disney international program trovata sul sito internationalservices.fr . Ho ottenuto il visto Q-1 per 13 mesi, dodici dei quali spesi a Orlando, Florida, lavorando per il ristorante “Tutto Italia” situato nel parco di Epcot, nel padiglione italiano a World Showcase.

Quali difficolta’ hai incontrato? Quali le soddisfazioni nel tuo lavoro?

Le difficolta’ sono state quelle di un ragazzo di 19 anni che sbarca da solo in America, volo American Airlines Milano-New York / New York-Orlando . Vivere da soli, badare a se stessi, cucinare, fare la spesa, aprire il conto in banca alla Bank of America e fare il bucato sono state le prime cose che ho dovuto affrontare. Senza dimenticare la lingua, dato che l’ insegnamento della lingua inglese tra i banchi di scuola in Italia e’ molto scarso. L’adattamento alla vita americana dopo poco e’ stato meraviglioso. Guidare sulle highway, lavorare a Disney World con dei colleghi meravigliosi da tutte le parti del mondo (Italia compresa of course), international parties, ho imparato dopo poco il famoso Easy Going americano. Il lavoro non e’ stato mai un problema nella mia esperienza, anzi, era proprio divertente. Ho iniziato come gelataio nel chiosco italiano sul Boardwalk di World Showcase e dopo un mese ho iniziato la mia avventura nel ristorante italiano “Tutto Italia”. In undici mesi sono riuscito a fare tutti gli upgrade possibili, busser, runner, waiter/server e manager on duty (tutte figure del sistema food & beverage americano). Grazie al mio duro lavoro sono riuscito ad avere le piu’ belle e grandi soddisfazioni che la vita puo’ dare a un 20enne, vale a dire successo nel lavoro, clima estivo tutto l’anno, macchine, hotel, ristoranti, feste e viaggi. La soddisfazione personale piu’ grande e’ quella di esser riuscito a viaggiare tanto, a volte anche solo, alla scoperta di questi Stati Uniti d’ America che ormai fanno parte del mio cuore. Orlando, Miami, New York, il New Jersey , la Florida, Atlanta, Key West, Minneapolis, Charlotte, Los Angeles, San Francisco, San Diego, Las Vegas, i Canyons, la Death Valley, le Hawaii, la Riviera Maya in Messico e Negril in Jamaica sono state esperienze memorabili.

 Cosa ti ha affascinato di piu’ del modello americano?
 Il modello americano ha i suoi pro e i suoi contro. Il fatto che ancora oggi ogni individuo deve essere coperta da un’ assicurazione sanitaria privata non mi convince, la trovo una follia. Ma dal punto di vista lavorativo e’ meritocratica, le legge c’e’ e funziona, le tasse le paghi ma poi ti danno una buona parte indietro con il Tax Back di gennaio. Tutto semplice, a portata di smartphone, rende gli USA avanti 50 anni rispetto alla nostra povera Italia.
 
Perche’ ora hai scelto proprio Londra?
Ho scelto Londra perche’ come dicono qui “London is great”. Ad essere sincero non mi aspettavo molto dalla vita quotidiana che si puo’ avere qui, ma mi sbagliavo. Buone opportunita’ di lavoro, paghe dignitose a differenza della nostra Madreterra, servizi ottimi, eccellenti infrastrutture, citta’ splendida e hai l’ opportunita’ di conoscere gente da tutto il mondo. Certo il clima e’ diverso, mi ci devo ancora abituare, ma vabbe’.
 
Torneresti in Florida?
Si, senza pensarci troppo su’. Ho vissuto un anno straordinario..quindi perche’ non replicarlo?? :-)
 
Che consiglio daresti a chi vuole fare la tua stessa esperienza?
Il consiglio e’ quello di non avere paura. A volte sopraggiunge la nostalgia di casa, di amici, della famiglia e del nostro cibo italiano (The Best in the World).
Ma penso che per me il “gioco sia valso la candela”, potrebbe esserlo anche per altri giovani ragazzi italiani, vogliosi di scoprire il mondo e di farsi valere.
 
 
Cristiano Prudente