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Architetto a Parigi: l’intervista a Teresa

November 27, 2013 in Europa, Francia, Storie di Italiani in Giro

 

 

Abbiamo intervistato Teresa Lovascio, autentica giramondo e architetto. A 19 anni non sapeva cosa avrebbe voluto fare di preciso e non immaginava che avrebbe viaggiato tanto!

Si e’ iscritta all’Universita’ di architettura a Firenze, il biglietto più emozionante che abbia mai fatto e il viaggio che di sicuro non dimentichera’ mai. Si e’ laureata li, ma questa laurea è uno dei tanti tasselli importanti che compongono le sue esperienze di vita. Solo dopo questo sudato traguardo capisce di essere ancora “a zero” e, nel caso non si colga bene il concetto, mezzo mondo ti ricorda che devi ancora iniziare perchè “è tutta una salita”.. Perchè “la vita è fatta di sacrifici” e perchè tanto in Italia la crisi c’è sempre stata! Quindi si parte con lavorare e lavorare tanto, soprattutto quando è “a gratis”. Ha lavorato in diversi studi di architettura a Firenze, città che conta tanti architetti quanti quelli di tutta la Francia. Ovviamente gratuitamente.

Poi ha avuto la possibilità di lavorare un anno al Comune di Firenze e li e’ stata a contatto con delle persone squisite e e’ riuscita ad occuparsi di lavori importanti..ha progettato anche una scuola elementare energeticamente sostenibile.
Ha vissuto anche un anno in Spagna.. Nella parte più indipendentista e insofferente ..nel Pais Vasco.. A San Sebastian.
E poi, come in un film, un giorno la chiamano, dicendole di aver visionato il suo CV ( che lei non ha mai mandato direttamente… E questo rimarrà un mistero di come ci sia arrivato) e che quindi le si chiedeva se fosse interessata a lavorare in Francia a.. Precisamente a Paris in una ditta di costruzioni che si occupa di ristrutturazione di interni e lussuosi apprtamenti e negozi…!!

Ecco la sua intervista

Ciao Teresa, ci puoi dire in che modo pensi che la realtà francese sia diversa da quella italiana?

La Francia ha la certamente la sua realtà che non può definirsi né migliore né peggiore di quella di tanti altri Paesi. In seguito ai suoi trascorsi storici offre oggi una varietà culturale consolidata impressionante e Parigi, in particolare, si presenta come una vera capitale internazionale, uno snodo metropolitano davvero affascinante. Una su tutte le immense diversità però voglio dirla: i francesi si sentono francesi, così come gli spagnoli appartenenti alla Spagna, i turchi alla Turchia…e questo è palesato nella maggior parte dei loro gesti, simboli e discorsi. Gli italiani viaggiano come dei cani bastonati senza ricordarsi o quasi vergognandosi della propria identità, salvo qualche rara eccezione. Viaggiare mi ha portato ad essere sì cittadina del mondo, ma anche a valorizzare le mie origini e quindi la mia essenza italiana da comunicare e condividere con gli altri nel bene e nel male.

Quali sono le differenze nel mondo lavorativo?

Il mondo lavorativo parte da concezioni differenti. In Italia spesso ci si ritrova ai vertici di compagnie, banche, studi vecchi professori, vecchi medici, vecchi manager. In Francia, invece, è data molta più fiducia ai giovani alle loro potenzialità, creatività, voglia di fare. C’è molto più rispetto : i giovani sono molto più incoraggiati, anche in questo periodo di crisi. In senso più largo,  invece, i lavoratori sono molto più tutelati: il welfare, l’indennità di disoccupazione  ed i sussidi familiari in generale sono assicurati (..anche se anche nella “grandeur” francese esiste qualche furbo!) Dimenticavo: il lavoro nero quasi non esiste. A seconda della categoria lavorativa e degli anni di esperienza si ha diritto ad un minimo calcolato di retribuzione. Le sanzioni per chi non rispetta questa semplicissima regola sono molto pesanti , per cui la maggior parte degli imprenditori e agenzie non assumono senza regolare contratto . Ovviamente non esiste differenza di sesso e colore.

Qual è il tuo luogo preferito di Parigi?

Parigi è affollatissima , sempre in continuo fermento. Arte, moda, design, architettura, scienza: ovunque si respira novità. In qualsiasi angolo è possibile appostarsi e scoprire qualcosa, in particolari angoli, invece, è possibile sentirsi a casa, con un buon bicchiere  di vino , una fisarmonica che suona e qualche francese  o strano soggetto di passaggio

Cosa pensi del costo della vita in Francia?

Io ho vissuto per anni a Firenze dove il costo della vita non è accettabile senza un fisso stipendio superiore ai 1000 euro. La situazione in Francia cambia drasticamente se si considera che ci sono ottime possibilità di entrata mensile.

Cosa cambieresti della Francia? E dell’Italia?

Domanda importante quanto vasta., ma per sdrammatizzare un po’ direi che in Francia cambierei decisamente il meteo. Piove di continuo ed è possibile non vedere il sole per settimane (cosa molto deprimente per me abituata al duetto sole – mare) .In Italia cambierei invece il concetto di rispetto per gli altri, per le loro idee, per il loro lavoro, per la loro essenza e diversità. Avvierei un processo di umile “ammodernamento ideologico”.

Che consiglio daresti a chi è in Italia ma vorrebbe espatriare?

Io consiglierei a chiunque di viaggiare, ma non solo all’estero, anche semplicemente nella nostra bella Italia e di prendere IL viaggio come un’esperienza da vivere fino infondo. Mi è capitato di conoscere  gente che viveva il proprio “espatriare”  come una sofferenza data dalla lontananza. Capisco anche che per indole non tutti siano abituati , o meglio predisposti, ad imparare una nuova lingua, a condividere spazi con gente che non si conosce, a sedersi in un ristorante da soli ad affrontare gioie e dolori da soli, ma sono certa che sia un’ottimo modo per crescere e imparare senza sfogliare un libro e perdersi nelle infinite pagine del web cercando di immaginare , tramite le esperienze di altri , una vita lontana.

Cristiano Prudente dal blog italianifrancia


Datagate: Francia intercettata

October 25, 2013 in Europa, Francia

Secondo Le Monde, con un articolo co-firmato dal giornalista Glenn Greenwald,  l’agenzia americana di spionaggio Nsa ha intercettato  le comunicazioni telefoniche di oltre 70 milioni di cittadini francesi: dal 10 dicembre 2012 all’8 gennaio 2013.

Il ministro degli esteri francese Laurent Fabius ha dichiarato “Questo tipo di pratiche tra paesi alleati che si insinuano nella sfera privata è completamente inaccettabile. Dobbiamo fare in modo che queste attività terminino molto rapidamente”.

Per questo motivo la Francia ha convocato l’ambasciatore americano per ottenere spiegazioni riguardo a queste intecettazioni.

La Nsa, come dice Le Monde, «dispone di diversi modi di raccolta. Quando certi numeri di telefono vengono usati in Francia, questi attivano un segnale che fa scattare automaticamente la registrazione di alcune conversazioni. Questa sorveglianza recupera anche gli sms e il loro contenuto in base a parole-chiave».

Quando vengono intercettate alcune parole chiave, vengono salvati i messaggi di testo e il loro contenuto. La Nsa conserva l’elenco dei contatti di ciascun «bersaglio». Gli intercettati avrebbero legami con il terrorismo ma sarebbero anche legati al mondo degli affari e della politica.

Cristiano Prudente dal blog italianifrancia.com


Insegnare in Francia: la storia di Luciana

September 5, 2013 in Europa, Francia, Storie di Italiani in Giro

Luciana Carbonara, 27anni, giovane laureata italiana lavora come assistente di lingua italiana presso una scuola primaria di Niort, regione Poitou-Charentes, nel dipartimento delle Deux-Sèvres.

Dal mese prossimo lavorera’ in un collège e in un liceo.

Ecco la sua intervista.

Ciao Luciana, ci puoi dire come hai potuto cogliere questa opportunità?

Sono venuta a conoscenza del bando Progetto Leonardo navigando sul portale UNIIBA.

Quali sono le differenze tra Francia e Italia nel mondo della scuola?

Il sistema scolastico francese è gestito dall’autorità statale centralizzata, le Ministère de l’Education Nationale sulla base di valori laici che appaiono profondamente sentiti e tenuti in grande considerazione. La scuola francese è così organizzata:

école maternelle – dura 3 o 4 anni, dai 2 o 3 anni di età ai 6 anni;

école élémentaire – dura 5 anni, dai 6 anni di età agli 11 anni;

Scuola materna ed elementare costituiscono la scuola primaria (école primaire), che prevede 3 cicli di 3 anni ciascuno: cycle des apprentissages premiers : i 3 primi anni della scuola materna.

cycle des apprentissages fondamentaux: l’ultimo anno della scuola materna più i due primi anni della scuola elementare.

cycle des approfondissements : i 3 ultimi anni della scuola elementare.

Orari: 26 ore settimanali : 4 giornate intere di 6 ore (3 ore alla mattina e 3 al pomeriggio) e una mezza giornata di 3 ore (di solito il sabato matina).

le collège – dura 4 anni, dagli 11 anni di età ai 15 anni ed è organizzato in 3 cicli: il primo anno è il ciclo di consolidamento, il secondo e terzo anno il ciclo centrale, il quarto anno il ciclo di orientamento.
Orari : da 27 a 30 ore settimanali in 9 o 10 mezze giornate.

le lycée - Esso prevede :
- il liceo generale o tecnologico : 3 anni dai 15 ai 18 anni di età. Finisce con l’esame di maturità (bacalauréat, chiamato comunemente bac).
- il liceo professionale : 2 anni per un ciclo corto, 4 anni per arrivare fino alla maturità professionale. Prepara al mondo del lavoro.

La maturità (Bac), è ormai il diploma indispensabile per la maggior parte degli studenti. Da precisare che la scuola inizia i primi di settembre e finisce i primi di luglio duranti i quali si intervallano quasi ogni mese due settimane di vacanze a seconda dell’académie di riferimento: vacances de la toutssant (a cavallo tra ottobre e novembre); vacances de noel (dicembre- gennaio); vacances d’hiver(febbraio-marzo); vacances de printemps( aprile-maggio), vacances d’été (due mesi luglio e agosto).

Luoghi francesi: qual è il tuo preferito e perché?

Per me questa è la seconda volta in Francia. Ho vissuto per sette mesi ad Annecy nella regione Rhone-Alpres,nel dipartimento dell’Alta Savoia, sempre come assistente di lingua italiana presso tre diverse scuole primarie.
Preferisco quella zona sia perchè era meglio collegata con l’Italia e soprattutto perchè la città offriva cose più interessanti come il Festival internazionale del film di animazione di Annecy (all’inizio di giugno), les Noctibules (a luglio) così come il festival del film italiano (all’inizio diottobre).
E inoltre la città era sempre in “movimento”, pieno di giovani e di vitalità dove non ci si annoiava mai!

Cosa pensi del costo della vita in Francia?

La vita non è così poi tanto costosa come si crede,più o meno è simile all’Italia,. Con 30 euro riesci a fare la spesa una volta a settimana! L’unica lamentela è che se vuoi viaggiare nei paesi limitrofi, il treno costa tantissimo!

Cosa cambieresti della Francia? E dell’Italia?

In Francia, sia qui a NIort che ad Annecy rispettano tutti il codice della strada in modo impressionante, infatti è stata una delle prime cose che ho notato, non appena ti accingevi ad attraversare la strada sulle strisce pedonali le macchine anche ad una velocità sostenuta sono pronte ad inchiodare per lasciarti passare! strepitosamente generosi e gentili. Il senso del dovere è profondamente sentito, per esempio anche in macchina, il passeggero che siede dietro deve indossare la cintura di sicurezza! Per me risulta “strano” forse perchè vengo da un paese del sud dell’Italia dove purtroppo tutto questo senso civico non esiste!

C’est le bazar, come direbbero qui in Francia.

Quanto è stato importante il tuo livello di conoscenza della lingua francese all’inizio della tua esperienza?

La conoscenza della lingua francese per me è fondamentale in quanto mi ha permesso subito di trovarmi a mio agio con i francesi, interagire con i miei colleghi a scuola, diversamente, non so quanto sarei riuscita a rimanere così a lungo in Francia. Avere una minima conoscenza della lingua risulta essere importante anche per allargare le conoscenze al di fuori del contesto lavorativo.

Che consiglio daresti a chi è ancora in Italia ma vorrebbe trasferirsi all’estero?

 Avere molta pazienza, essere flessibili e sapersi adattare a nuove situazioni. Avere almeno una conoscenza base della lingua del posto di destinazione per avere un impatto meno traumatico con la nuova realtà!

 

Cristiano Prudente, dal blog italianifrancia