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Kuwait, un paese tutto da scoprire: l’intervista a Stefano Terrenghi

January 15, 2014 in Storie di Italiani in Giro

 

Stefano Terrenghi è nato a Milano, per parecchi anni ha vissuto a Pesaro e oggi è in giro per il mondo dove diffonde la cultura della cucina italiana.

Stefano tu hai studiato all’Istituto Alberghiero di Pesaro. Sei diventato cuoco e hai lavorato per diversi ristoranti in Italia. Sei stato proprietario del Ristorante Menta & Rosmarino a Pesaro, fai parte dell’Associazione Italiana Cuochi e sei membro della Chaine des Rotisseur. Oggi lavori in Kuwait per una nota catena di ristoranti italiani nel mondo “Bice”. Tutto questo a soli 24 anni. Non ti sembra una carriera troppo strepitosa per una così giovane età? :)

 

DOMANDA: Come mai hai deciso di diventare cuoco? Raccontaci un pò come è questo mestiere?

 

RISPOSTA: A dire la verita’ non saprei come ho deciso di diventare cuoco, ma è un mestiere che ti appassiona giorno dopo giorno a cui devi dedicare buona parte del tuo tempo, direi quasi tutto il proprio tempo. Il mestiere del cuoco può essere paragonato a quello di un artista, che dedica parte della propria vita al proprio lavoro, ma più che lavoro direi alla propria passione, perché secondo me il cuoco non è un mestiere ma una passione.

 

DOMANDA: Hai lavorato per diverse realtà italiane e avevi addirittura un tuo ristorante. E’ facile oggi fare il ristoratore in Italia?

 

RISPOSTA: Purtroppo fare oggi il ristoratore in Italia è molto complesso, una nuova impresa non è tutelata dal proprio stato e quindi si hanno parecchie difficoltà a sopravvivere a livello imprenditoriale, ma è stata comunque un esperienza che sicuramente rifarei senza problemi.

 

DOMANDA: Hai deciso di partire e direi anche molto lontano in Kuwait ! Cosa ti ha portato a questa decisione?

 

RISPOSTA: Ho deciso di lasciare l’Italia per vedere come funziona il mondo della ristorazione all’estero e devo dire che è molto differente rispetto a quello a cui siamo abituati nel nostro paese, tutto molto più organizzato e funzionale, il cuoco non è più semplicemente colui che cucina ma acquisisce posizioni manageriali diventando così una figura molto più importante.

 

DOMANDA: Per chi oggi sta valutando un lavoro all’estero cosa potresti consigliare prima di partire? E’necessario parlare una lingua straniera, conoscere un mestiere, avere una laurea oppure si riesce a lavorare anche senza questi requisiti?

 

RISPOSTA: Sicuramente conoscere una lingua straniera come l’inglese facilita tanto le cose, soprattutto nella ricerca del lavoro, poiché ne viene richiesta espressamente la conoscenza. Per il resto una laurea o la conoscenza di un mestiere sono tutte parti fondamentali per la ricerca di un lavoro, soprattutto all’estero, poiché gli sponsor che decidono di farti arrivare nel proprio paese non vogliono fare un investimento sbagliato, assumere personale non del proprio paese comporta tante spese come ad esempio ticket aereo, e Visto. Senza alcuni requisiti trovare lavoro all’estero e’ molto difficile e se si riesce diventa molto difficoltoso l’ambientamento, soprattutto a livello linguistico.

 

DOMANDA: Quali altri competenze secondo te bisogna avere per poter lavorare all’estero?

 

RISPOSTA: Quali competenze purtroppo non posso saperlo, ogni segmento di mercato richiede un certo tipo di competenza, l’unica cosa che posso dire è che bisogna avere piena conoscenza del proprio mestiere, termini tecnici, e tanto spirito di adattamento perche’ il lavoro all’estero è completamente un altra cosa.

 

DOMANDA: Come vedi la situazione lavorativa in Italia oggi?

 

RISPOSTA: La situazione lavorativa in Italia e’ sicuramente molto difficile ad oggi; chi ha un lavoro cerca di tenerselo stretto il piu’ possibile, vedo pero’ anche tante persone che non fanno niente per cercare di trovare un lavoro solo perché il proprio narcisismo gli vieta di fare anche i lavori piu’ umili.

 

DOMANDA: Raccontaci come funziona un ristorante italiano in Kuwait. Che tipo di clientela avete e cosa le offrite?

 

RISPOSTA: Un ristorante italiano all’estero funziona come un normale ristorante in Italia, a differenza soltanto della lingua e dei prodotti che posso essere importati; qui in Kuwait ad esempio c’e’ il divieto dell’uso di alcool e di carni suine. A livello di clientela noi possiamo contare sul flusso della popolazione locale, poiché lo stato del Kuwait non ha un grande movimento turistico, come potrebbe essere Dubai o altre destinazioni.

 

DOMANDA: Pensi di fermarti a lungo all’estero o addirittura rimanerci oppure ritorni in Italia?

 

RISPOSTA: Sicuramente qualche anno fuori lo farò, non so quanti ne mai lo saprò, ma sicuramente tornerò in Italia con un bagaglio di esperienza che mi farà fare tante altre cose.

 

DOMANDA: Oggi sentiamo dai media che i giovani non hanno lavoro. Cosa potresti consigliare non solo per trovare un lavoro che gli piace, ma anche per avere un successo come il tuo?

 

RISPOSTA: E’ vero purtroppo oggi il lavoro è molto poco, ma sento troppo spesso molti ragazzi dire: ”ma tanto non c’è lavoro, cosa lo cerco a fare”, ed è proprio questo il primo sbaglio che si commette, non cercare di lavorare, anche il lavoro più umile può aiutare la propria autonomia economica e sicuramente oltre a quella anche una propria soddisfazione personale. Purtroppo non c’è una regola che ti aiuti a cercare un lavoro che ti piace o per avere successo, l’unica cosa da fare è dare il massimo nel lavoro che si svolge poi il resto viene di conseguenza.

 

DOMANDA: I tuoi progetti futuri?

 

RISPOSTA: Progetti futuri non saprei, ve lo dirò quando avrò deciso.

 

Stefano ti ringrazio per l’intervista e il tempo che ci hai dedicato e ti auguro un grande in bocca al lupo per tua esperienza in Kuwait!

Silvia Fejesova Terrenghi per Italiani in Giro


Caterina: ad Edimburgo per un Master in Chinese Studies

August 7, 2013 in Europa, Regno Unito

Abbiamo intervistato Caterina Bellinetti, 26 anni di Verona. Ha studiato a Venezia Lingue e Culture dell’Asia Orientale (lingua cinese) e Relazioni Internazionali (master). Si e’ trasferita a Edimburgo due anni fa per un master in Chinese Studies alla University of Edinburgh. L’anno scorso ha vissuto a Tianjin per 6 mesi come parte del mio master e ha frequentato la Nankai University sempre per un corso di cinese.

Ciao Caterina di cosa ti occupi precisamente in Scozia? Al momento sto finendo di scrivere la tesi del master che tratta del fallimento della propaganda cinese in supporto alla guerra del Vietnam. Sono anche stagista alla Camera di Commercio Italiana a Edimburgo e al momento stiamo lavorando su molti progetti che speriamo vadano tutti in porto.

Raccontaci un po’ le differenze rispetto all’Italia nel mondo del lavoro. Credo che qui ci sia la cultura di premiare chi lavora con impegno. Non che in Italia questo non ci sia in assoluto, ma da noi contano molto di più i contatti. Quando ero in Italia mandavo molti cv e spesso ricevevo solamente quelle mail di risposta automatica che ti dicono “Le faremo sapere”. Trovo che sia molto sgradevole perché comunque scrivere un buon curriculum richiede tempo e sforzo e avere una risposta personalizzata, anche negativa, sarebbe già qualcosa.

In Italia mi sono anche sentita dire che ero troppo qualificata per un lavoro da commessa e a volte il mio essere in tempo con gli esami e laurearmi in 5 anni esatti sono stati uno svantaggio. Questo credo sia un grande difetto dell’università italiana. Trovo sconvolgente far uscire con 110 e lode una persona che ci mette più di tre anni a laurearsi alla triennale (non mi riferisco ovviamente a chi lavora mentre studia, a problematiche serie che influiscono sulla possibilità di studiare a tempo pieno o ai 6 mesi di Erasmus che spesso portano a laurearsi durante sessione straordinaria).

Qual e’ il tuo luogo preferito?

Il mio luogo preferito in assoluto è un paesino sperduto tra le montagne trentine che considero casa mia nonostante io sia nata a Verona. Tra i vari luoghi che ho visitato nel mondo posso dire che la Cina e l’Australia hanno lasciato un segno profondo in me. Venezia è stata la mia seconda casa per cinque anni e tornarci fa sempre un certo effetto. Ora sono a Edimburgo che è meravigliosa e spero di rimanerci a lungo.

Quanto e’ importante la conoscenza della lingua inglese per ambientarsi?

Direi che la conoscenza dell’inglese è fondamentale in ogni caso. Noi italiani abbiamo la tendenza a fare gruppo (un po’ come spagnoli e greci del resto) e questo credo sia svantaggioso. Dovremmo trovare il coraggio di buttarci nella mischia e parlare una lingua che non sia la nostra, farci correggere dagli autoctoni e sfruttare ogni occasione per parlare. Nel mio corso ero l’unica italiana e anche se all’inizio è stata dura, ora posso solo dire che sono contenta perché il mio livello di inglese è migliorato esponenzialmente.

Ti manca la cucina italiana? 

Direi che mi mancano le verdure. Quando vedo due zucchine a 1.50£ mi viene male e rimpiango la verdura del mio orto. Per il resto ho sempre amato cucinare e quindi cerco di non farmi mancare nulla. Le scatolette di tonno all’olio di oliva però me le manda la mia famiglia da casa.

Per chi eventualmente volesse trasferirsi in Scozia che consiglio daresti? E dove consiglieresti di andare?

Consiglierei di avere ben chiaro che tipo di lavoro si vuole cercare o almeno il settore di interesse. Imparare a scrivere un buon cv (che non sia l’Europass per favore! Basta guardare sui siti delle università UK) e avere una buona conoscenza dell’inglese scritto per scrivere una cover letter sono passi fondamentali.

Non posso consigliare alcun posto perché non ho girato moltissimo, ma ovviamente le grandi città offrono più possibilità. Auguro buona fortuna a tutti quelli che cercano lavoro e che vogliono dimostrare che per quanto la situazione a casa sia tragica, noi italiani abbiamo ancora tanto da offrire.

 

Cristiano Prudente