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Vivere e lavorare in Olanda: l’intervista a Francesca

March 27, 2014 in Europa, Olanda

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Abbiamo intervistato Francesca.

Francesca, parlaci un po’ di te.

Sono una bolognese migrata – in ordine cronologico – a Santiago de Compostela, Parigi, Strasburgo e Groningen. Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione e in Italia lavoravo in agenzia di pubblicità, sono ripartita per l’Olanda perché ho ricevuto un’offerta di lavoro che non potevo rifiutare nell’ambito del marketing. Dopo 4 anni in Olanda, tornerei volentieri in Italia e a un ruolo più creativo.

Il tuo blog nasce dal tuo amore per osservare le diversità nella quotidianità. In particolare ti piace concentrarti sulle diversità tra le pubblicità dei vari paesi.
In che modo pensi che le pubblicità influenzino la mentalità di un popolo?

La pubblicità spesso deve ricorrere agli stereotipi per creare un contenuto che sia riconoscibile e comprensibile a tutti in 30 secondi: si può ricorrerre agli stereotipi più beceri oppure si può usare lo stereotipo con ironia. Fa una bella differenza perché le rappresentazioni che la pubblicità mette in scena entrano nell’immaginario collettivo.

Hai trovato difficoltà ad adattarti al mondo del lavoro olandese?

No, la cultura lavorativa olandese è ammirabile: in ufficio sono fattivi, diretti e disponibili a sentire le opinioni altrui. Ho trovato più difficoltà ad adattarmi all’Olanda al di fuori dell’orario di lavoro! :)

Pensi che ci siano possibilità di lavoro concrete per gli italiani che vogliono trasferirsi in Olanda?

Ora non molte, cinque anni fa era diverso: l’Olanda aveva la piena occupazione, poi la crisi si è sentita anche qua. Ora direi che solo gli informatici hanno possibilità concrete, la domanda di informatici sul mercato olandese è più alta del numero di esperti, per cui devono assumere stranieri qualificati.DSC00310

Cosa deve avere bene in mente un italiano prima di trasferirsi in Olanda?

Bisogna imparare le lingua, se vuoi avere una crescita professionale.

Nel tuo blog parli tutte le cose particolari che ti capita di vedere tutti i giorni abitando in un paese straniero. Qual è la cosa più strana a cui ti è capitato di assistere in Olanda? E negli altri paesi in cui sei stata?

A Groningen, dove vivo, ogni tanto ci si trova circondati da 300 pecore in piena città: il municipio ha al suo servizio un gregge per la gestione eco-compatibile delle banchine e delle aree verdi. Il pastore è incaricato di pascolare il gregge su tutto il verde cittadino: brucando tagliano l’erba gratis e allo stesso tempo gli zoccoli degli ovini muovono il terreno rendendolo più ricettivo per i nuovi semi. Inoltre nel vello delle pecore si impigliano semi e pollini che vengono poi portati in giro dalle bestie diffondendoli nell’ambiente a vantaggio della biodiversità. Naturalmente ci sono anche i giardinieri comunali, la gestione è integrata. Per avere un’idea, guardate il video sul mio blog!

Ho vissuto anche in Spagna, dove l’evento più suggestivo sono state le celebrazioni pasquali: sembrano una processione del Ku klux klan! In Francia ho vissuto in ambienti piuttosto internazionali: non ricordo niente di “strano”.

Potete visitare La deriva dei continenti, il blog di Francesca, a questo indirizzo

Vivere e lavorare in Olanda: l’intervista a Nico

December 6, 2013 in Europa, Olanda, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo interivistato Nico, un vero e proprio punto di riferimento della comunita’ italiana in Olanda e precisamente ad Amsterdam.. 

..scopriamo assieme di cosa si occupa :)

Ciao Nico, perche’ hai lasciato l’Italia?
Ho lasciato l Italia perché amo viaggiare, ma all’epoca non trovavo lavoro in Italia e quindi ne ho approfittato per andare via.
Dove vivi e da quando?
Vivo ad Amsterdam ormai da 20 anni.
Di cosa ti occupi?
Io mi occupo di tutto cio’ che mi affascina, che mi fa crescere come persona e che mi dia soprattutto stimoli continui. Quando sono arrivato qui 20 anni fa, ho cominciato a guadagnare i miei primi soldini facendo la pasta fresca ripiena in casa e andavo a venderla ai vari ristoranti.
Da li ho trovato il mio primo lavoro da cameriere da degli israeliani che avevano un ristorante italiano. A loro tra l’altro vendevo anche la mia pasta. Poi ho cominciato a fare il cuoco in locali italiani e nel frattempo studiavo la lingua olandese.
Quando ho imparato a parlare olandese ho cominciato a lavorare solo con olandesi. Nel 2003 ho aperto il mio primo juice and soup bar in Amsterdam. Un anno dopo ho aperto la versione mobile con la mitica Piaggio a 3 ruote.
L’anno successivo rifornivo l’orto botanico e la catena di abbigliamento SISSY BOY con le mie zuppe. Da li ho cominciato a organizzare matrimoni all’italiana nell’orto botanico di Amsterdam. Un paio di anni dopo ho dato via l’attivitá.
Un amico mi aveva proposto di fare la mozzarella di bufala qui in Olanda. In Olanda abbiamo le bufale, ma il latte va in Italia e poi ritorna qui in sottoforma di mozzarella. L’idea mi é piaciuta molto e detto fatto. Per 5 mesi avevamo lavorato a questo progetto, poi purtroppo per idee differenti con il mio socio mi sono tirato indietro. Questo é un progetto che io ho congelato e spero un giorno di poterlo tirar fuori. Oggi ho un’agenzia di viaggio per italiani che vengono qui ad Amsterdam o in Olanda in vacanza. Io li prendo dagli aeroporti e li porto in albergo e viceversa, ma presto questo servizio diventerá integrativo, ossia che verranno messi diversi servizi gratuiti o scontati a disposizione dei nostri collaboratori o soci/membri tra cui il servizio trasporto. Sto mettendo su anche pacchetti viaggio con trasferta, alloggio e entrata a concerti, houseparty ecc. L’Olanda é la capitale del mondo per la musica, SENSATION WHITE AND BLACK nascono ad Amsterdam per poi conquistare il mondo. Dj come ARMIN VAN BUREN (5 volte campione al mondo), AFROJACK di origine olandese organizzano spesso serate qui. Per la fine di febbraio ho un’offerta per 250€ se si prenota per la fine di dicembre con 2 notti in albergo, concerto di ARMIN VAN BUREN a Utrecht e 4 trasferte.
Sto anche mettendo su una comunitâ di italiani e per italiani che vogliono venire a vivere qui in Olanda. Avranno il mio supporto iniziale anche per quanto riguarda la lingua, (daremo lezioni di olandese) investiremo il nostro tempo, denaro e energie per far inserire l’individuo nella societá olandese, ma in cambio dovranno anche loro investire del tempo, energie e denaro lavorando per la comunitá.
Voglio tornare ai tempi del baratto.
Io ho sempre dovuto lavorare duro per raggiungere le mie mete e quello che noto nella generazione successiva alla mia é che i ragazzi vogliono il piatto gia pronto. Non sono disposti a fare sacrifici ma soprattutto a farsi il “mazzo”.
Questo non mi meraviglia affatto visto che i genitori gli hanno sempre viziati.
Quali sono i punti a favore della vita olandese? e quali quelli negativi?
I punti a favore della vita olandese sono che loro non sono maligni, maliziosi.
Loro danno fiducia a tutti, ma se tradisci la loro fiducia, non si alterano neanche, non vogliono semplicemente avere piú a che fare con te.  Sono molto disponibili e aperti a tutto. Non si pongono limiti e non hanno pregiudizi.
Le cose negative sono la fiscalitá in tutto e il vivere programmati. Loro programmano tutto…anche un semplice appuntamento con un amico/a. Poco spazio quindi alla spontaneitá.
Quale posto ti ha colpito di piu’ in Olanda?
Non c’e’ un posto in particolare che mi ha colpito in Olanda anche perché io sono amante della natura. Amo la vita fuori dalla cittá, amo i cavalli, cani, boschi, montagne, fiumi e laghi insomma tutto cio’ che l’Olanda non ha. Non ci rimarró infatti ancora a lungo qui se tutto va bene.
Che consiglio daresti ad un italiano che vuole trasferirsi in Olanda?
Lasciate  perdere tutto quello che ti dicono a casa, i tuoi genitori e amici, rimboccati le maniche e ricomincia da capo. Impara a pensare con un’altra mente, con la mente olandese e lascia perdere la mentalitá italiana che fino ad ora ti ha portato a concludere niente o poco.
Gl ingredienti che a me hanno portato dopo 20 anni ad essere ancora qui e fare qualcosa della mia vita sono forza di volontá, il volermi mettere in discussione e avere gli attributi ad affrontare ogni genere di situazione pur di raggiungere le mie mete.
Le situazioni ideali non me le ha regalate mai nessuno, me le sono create, conquistate da solo!
Cristiano Prudente


Vivere e lavorare in Olanda: l’intervista a Luciano

October 15, 2013 in Europa, Olanda, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato lo scrittore Luciano Valli.

Nasce a Roma nel 1962 e cresce nel centro storico, in un ambiente ricco di cultura. Conseguito al Conservatorio il diploma di tromba classica, collabora con la RAI e conduce il programma per l’estero “Invito al classico”. Agli inizi degli anni novanta si trasferisce definitivamente in Olanda, paese d’origine di sua moglie, dove nasceranno i suoi due figli. Dal 1997, anno in cui ha pubblicato, con la collaborazione di sua madre, il primo libro – una raccolta di racconti brevi -ha continuato a scrivere, senza tralasciare la musica. Con Edizioni Progetto Cultura ha pubblicato il romanzo “Lucio l’antico romano” (2004) e “La casa dei sogni sul canale” (2006).

Ecco la sua intervista

Ciao Luciano, perche’ hai lasciato l’italia?

Lasciai l’Italia nel  lontano 1982, dopo essermi fidanzato con una ragazza olandese, ormai da 25 anni mia moglie ( insieme abbiamo due figli grandi). In Olanda proseguii gli studi accademici  e musicali, tra cui Storia della Musica. Grazie a questi riconoscimenti  nel 1989 mi fu offerto  un contratto alla RAI in qualità di programmista regista, per  condurre un programma di musIca classica.

Di cosa ti occupi?

Oggi sono autore pubblicista e ho pubblicato 4 libri tra cui tre romanzi e una raccolta di racconti brevi per la piccola media editoria italiana. Inoltre sono manager callcenter per un’azienda olandese che si occupa dei trasporti a livello nazionale.

Quanto e’ importante la conoscenza dell’inglese nel tuo lavoro?

L’inglese è per me meno importante in quanto conosco la lingua olandese a sufficienza per potere lavorare. Certo, se non avessi avuto questa conoscenza, allora sì che l’inglese sarebbe stato essenziale.

Come il governo olandese gestisce la prostituzione e i coffee shops?

Prima dell’inizio del terzo millennio, quando nasceva il movimento di Pim Fortuyn, l’Olanda gestiva un sistema tollerante in una società ormai multiculturale anche a causa dell’emigrazione degli anni 50- 60 ( cui parteciparono  gli  operai italiani). Inoltre la tradizione protestante e umanistica del popolo olandese facilitò ai governi di centro sinistra questa scelta liberal umanista. Purtroppo  nel 2001 in occidente ci si rendeva conto dell’influenza sempre più reale del fanatismo islamicoanche tra gli emigrati in Europa. Pim venne ucciso da un fanatico autoctone, mentre Theo van Ghog capitò la setssa sorte a mano di un musulmano estremista. In quegli anni cambiò radicalmente la politica e il pensiero degli olandesi governanti e popolo. Fino a raggiungere il livero zero di tolleranza. Anche la prostituzione e la droga leggera venne radicalmente combattuta dai vari governi succeduti, sia di centro sinistra che di centro destra. Oggi l’olandese  è intollerante!

Le principali differenze che hai riscontrato nel lavoro tra l’Olanda e l’Italia?

Il mercato del lavoro olandese è di certo migliore di quello italiano anche se ormai la crisi è arrivata anche qui. Gli stipendi  e le pensioni sono decisamente più congrui e il coordinamento della disocupazione è più efficiente. Penso sia soprattutto una questione di mentalità, l’olandese medio è solerte e serio  anche se non perde mai il senso dell’umorismo nordico, mentre l’italiano è per natura caotico  e indisciplinato e si basa  principalmente sul suo temperamento passionale ma anche sulla genialità nel sopravvivere nelle situazioni più disperate. Cmq ripeto, la crisi  odierna ha cambiato in peggio anche il mondo del lavoro in Olanda

Parlaci del tuo nuovo libro? Come hai avuto l’idea? E cosa racconti?

Nell’Olanda della seconda meta’ del XVII due famiglie di commercianti si confrontano sia a livello professionale che religioso e personale. Sullo sfondo delle vicissitudini storiche (Regno di Re Guglielmo d’Oranje e la guerra contro la Francia, nonché le sommosse indipendentiste interne) si svolge il complicato intreccio di vicende della famiglia di Ruggero Villafranca, un siciliano figlio di rivoluzionario che ha trovato nella bella e bionda Amalia Mejiers la salvezza dalla povertà e dal regime del Vicerè Aniello de Guzman.

Il loro fiorente commercio con l’oriente di spezie e profumi tramite le navi della Compagnia delle Indie di cui il padre di Amalia è stato comandante e membro del Consiglio, fa gola e invidia alla famiglia rivale, di cui fa parte la giovane libertina Jacobine, madre di due bambini nati dal suo matrimonio con un ufficiale francese, Louis Colbert, che morirà ucciso per volere di de Guzman per un ricatto nei suoi confronti. IL Colbert è un doppio nemico per così dire degli Olandesi: primo perché francese, secondo perché figlio di Ugonotti.

Un carico di bergamotti proveniente dalla Sicilia è la vera fortuna per Ruggero, poiché è capace di estrarne un essenza della quale vanno pazze molte donne in città sia per le qualità terapeutiche che per alcuni effetti afrodisiaci. Al contempo si scatena una lunga serie di eventi e di collegamenti con la patria di origine del Villafranca che ne faranno riaffiorare il passato travagliato, ma che lo mettono a confronto con il presente dell’isola, ancora martoriato dal regime molto autoritario del Vicerè.

Attraverso una serie di rocambolesche avventure nelle quali vengono interessati anche altri membri della famiglia quali il fratello di Jacobine, Gerrit, e il figlio di Ruggero, Jan Piet, e che porteranno anche all’incontro con una banda di Pirati orientali, si arriverà alla fine a sconfiggere e uccidere il Vicerè e a riportare la giustizia nelle due famiglie. Amalia, infine, ritrova la felicità dopo una lunga burrasca proprio a causa di Jacobine, che si scoprirà essere sua sorellastra, uscendo altresì dalla lunga depressione che l’aveva colpita dopo la morte della madre.

Il romanzo si apre su una scena prettamente storica per passare subito dopo ad un ambiente cittadino, privato, personale, della vera vicenda narrata. La storia, quella con la Esse maiuscola rimane sullo sfondo come una eco sempre presente.

Dopo una lunga descrizione dell’ambiente e dell’ambientazione, quasi come una guida turistica, vengono sciorinati gli antefatti più salienti della vita di Ruggero il Siculo e della moglie Amalia, i veri protagonisti del romanzo, assieme a Jacobine e la sua famiglia.

Solo al decimo capitolo circa ci si confronta con la vicenda, narrata con molti particolari, tanti dei quali forse ancora un po’ fuori tempo tipo le lampade ad olio o la depressione vista con gli occhi moderni.

Il nocciolo della storia si concretizza nella relazione clandestina tra Ruggero e Jacobine che trova il suo pari in quella tra Caterina, la madre di Amalia e il “padre” di Jacobine. In entrambe è la parte femminile a soccombere fisicamente come sacrificio per un “delitto” o una colpa coscientemente commessi contro le leggi morali.

Poi c’è la ricerca della verità sulla morte di Caterina, indagine privata condotta da Ruggero con il valido supporto del figlio Jan Piet, laureando in giurisprudenza. Accanto a questa c’è anche la ricerca di Francois, figlio di Jacobine, dei suoi nonni paterni che alla fine li adotteranno raggiungendoli ad Amsterdam e salvandosi così , con successo, dal regime francese, essendo ugonotti.

Infine i legami con la Sicilia, il rivivere l’incontro con la moglie a Stromboli in compagnia dell’amante scappando dall’ingiustizia e da accuse gravi.

E non dimentichiamo i commerci fiorenti che arricchiscono però solo i malfattori, i briganti e… i commercianti furbetti.

Il finale è da manuale con la lotta tra il bene e il male che via via si è andata acuendo e dove, naturalmente trionfa il bene con tutte le sue sfaccettature.

La tematica libertaria e l’ambientazione storica possono attrarre un pubblico avvezzo anche ai libri di avventura, oltre a quello che segue il filone prettamente storico.

Adatto ad una fascia di età che va dai 14 agli 85 superando di gran lunga le pulp e le fiction-fantasy o gli horror cari ai 35-45enni, se immerso nel giusto quadro della situazione, potrebbe riallacciarsi a filoni ottocenteschi che sono poi risultati un evergreen.

Il romanzo potrete acquistarlo qui http://www.ibs.it/code/9788860925657/valli-luciano/come-perla-dentro.html

Che consiglio daresti a chi vuole trasferirsi in Olanda?

Di prendere in considerazione il trasferimento solo se si posseggono delle qualifiche accademiche e si conosce l’inglese bene, scritto e parlato. Altirmenti andarci per le vacanze…

Cristiano Prudente


Vivere e lavorare ad Amsterdam: Emanuele

October 1, 2013 in Europa, Olanda, Storie di Italiani in Giro

 

Abbiamo intervistato Emanuele Leone, 28 anni di Foggia. Ex scout, ha sempre avuto la passione della cucina, perfezionata  durante i suoi numerosi viaggi. Ha frequentato il liceo scientifico a Foggia e si e’ iscritto alla facolta’ di Scienze della Comunicazione e Spettacolo ad Urbino. Conseguita la laurea, ha vissuto un anno a Valencia, imparando lo spagnolo e da circa due anni vive e lavora ad Amsterdam,  partito proprio da 0 e credendo fermamente nelle sue capacita’.

Ecco la sua intervista

Ciao Emanuele, quanti ami la vita olandese?

Salve a tutti!..vivo ad Amsterdam da due anni ormai, e non mi è mai capitato di annoiarmi!..dopo aver viaggiato tanto posso affermare che la qualità della vita in Olanda è nettamente superiore a qualunque altro posto in Europa, e per qualità della vita intendo servizi offerti, impiego e relativi stipendi, verde pubblico, tasso di inquinamento, vivibilità urbana e tempo libero. Senza contare il fatto che rappresenta un baluardo all’avanguardia nel panorama multiculturale europeo…qui c’è davvero tutto il mondo!

Quanto e’ importante esportare la cultura culinaria italiani all’estero? E’ apprezzata?

Ho lavorato nel settore ristorazione per tanti anni quando ero in Italia..e sono una di quelle persone convinte che la dieta mediterranea sia la migliore al mondo, convinta, in generale che la qualità del cibo italiano non ha eguali!..esportare la nostra cultura all’estero ha rappresentato per molti un ottimo business che ha fruttato decisamente bene!..qui ad Amsterdam è pieno di ristoranti italiani, soprattutto nel centro e sono molto apprezzati…l’unica cosa che non riesco a spiegarmi è come possa essere possibile entrare in un ristorante suppostamente italiano, e realizzare che il cuoco è indiano, i camerieri sono cinesi e il proprietario è pakistano!…per questo, occhio sempre a dove andate a mangiare se venite ad Amsterdam…conviene sempre spendere un pò di più e andare in un ristorante realmente italiano che mangiare una lasagna riscaldata al microonde e pagarla comunque 10 euro; questo non è esportare la cultura italiana all’estero..questo è strumentalizzare il tricolore!

Amsterdam da vivere, quali posti consigli di visitare?

Partendo dal presupposto che Amsterdam è tutta bella, io consiglio sempre di lasciar perdere i posti spudoratamente turistici come Leidseplein e di affittare piuttosto delle biciclette e letteralmente “perdersi” ad Amsterdam!..è la maniera migliore per capire realmente il feelng di questa città…molto spesso le cose piu belle ci appaiono quando non ce lo aspettiamo….quindi la migliore birra non si trova in piazza in centro, ma in un mulino-fabbrica di birra che si trova fuori (prendete il tram 10 e scendete alla fermata “dappermarkt”)..i migliori bar non si trovano a Dam Square…ma disseminati tutt’intorno…nelle piccole stradine che i turisti non noterebbero mai!..questo è quello che farei io..uscirei ad Amsterdam senza una meta e mi lascerei sorprendere da tutto ciò che incontro in giro!

Coffee shop e red light district, come vengono gestiti dal governo olandese? C’e’ criminalita’ a riguardo?

Coffee shop e red light district sono la fetta piu grande degli introiti del comune di Amsterdam…ovviamente!…e sono gestiti alla grande!!!..Amsterdam è una delle capitali piu sicure in Europa e non c’è assolutamente criminalità riguardo queste, diciamo “caratteristiche” credo che l’Italia dovrebbe adottare lo stesso modello olandese…sarebbe una buona spinta per uscire dalla crisi e dare un calcio alla criminalità organizzata. Abbiamo moltissimo da imparare dagli olandesi!..l’italia, mi dispiace, sta indietro anni luce.

Hai vissuto anche a Valencia, quali aspetti preferisci di Valencia e quali di Amsterdam?

Sono due città molto diverse sotto alcuno punti di vista e molto simili sotto altri….di Valencia non dimenticherò mai il clima di festa perenne…..sia in estate con il sole, il mare e le serate all’aperto….sia in inverno con tutti gli Erasmus e le serate nei club!..dagli spagnoli dovremmo imparare la capacità di sorridere e divertirsi nonostante tutto…loro stanno messi peggio dell’Italia..però si divertono…noi italiani ci lamentiamo soltanto e amiamo piangerci addosso!..ad Amsterdam si lavora…si lavora tanto però si guadagna bene e ci si diverte anche tantissimo….se non fosse per il clima sarebbe la città ideale per vivere…ti fornisce il giusto equilibrio di tutto…lavoro…divertimento…indipendenza e soddisfazione…gratificazione personale…..è una città costruita assolutamente a misura d’uomo!

Che consiglio daresti a chi vuole trasferirsi ad Amsterdam?

Di farlo al piu presto!..puntate su voi stessi e date il 100%!..qui vige la meritocrazia…quindi se fate bene sarete ricompensati…e poi, volete mettere il vivere in una città multiculturale come Amsterdam dove ogni giorno è diverso da quello prima e quello dopo..unico e irripetibile??..il consiglio che darei è quello di non partire sconfitti e di tenere duro…rifarsi una vita…soprattutto all’estero non è facile, ma alla fine paga!

Cristiano Prudente

Se volete contattare Emanuele per consigli o anche per una semplice chiacchierata e’ qui su facebook: https://www.facebook.com/emanuele.leone e potete seguire anche il suo blog: Surving Amsterdam :)


La celebre Cannabis Cup

August 8, 2013 in Europa, Olanda

La High Times Cannabis Cup e’ nata dall’idea di Steven Hagar, editore di High Times dopo un’intervista con un famoso produttore di cannabis ad uso medico. 

E’ un festival famoso in tutto il mondo, organizzato in Olanda dal 1987.

Si svolge la terza settimana di Novembre e si premiano annualmente le migliori varietà al mondo della Cannabis, sensibilizzando gli ospiti anche sull’uso medico.

Protagonisti assoluti sono i coffee shop che sono in competizione per i loro prodotti.

Ecco i vincitori del 2012 con le varie tipoligie di prodotti

Cannabis Cup

  1. Flower Bomb Kush – Greenhouse Coffeeshop
  2. Shoreline – The Green Place
  3. Evergrey – Grey Area

Indica

  1. Kosher Kush – Reserva Privada
  2. True OG – Elemental Seeds
  3. SFV OG Kush – Cali Connection

Sativa

  1. Amnesia Haze – Soma’s Sacred Seeds
  2. Sour Amnesia – Hortilab
  3. Green Shack – Strain Hunters

Hybrid

  1. Loud Scout – Loud Seeds
  2. Rock Star – Bong Guru Seeds
  3. Rug Burn OG – Rare Dankness Seeds

 

 

Cristiano Prudente, dal blog www.italianiamsterdam.net