[gmw_results]
lavoro in spagna | Italiani in Giro, Italiani all'estero, Lavoro all'estero per Italiani

Stai visitando l'archivio per lavoro in spagna.

Bella Italia food: un progetto in crescita alle Canarie

November 12, 2013 in Europa, Spagna, Storie di Italiani in Giro

 

Abbiamo intervistato Gianni Polato che vive da 6 anni nelle Canarie.

SI racconta per il nostro blog italianiingiro.com ..

“Io vivevo  nel Veneto tra Padova e Venezia: avevo un’impresa di scavi e costruzioni. 8 anni nacque la mia unica figlia Sofia che comincia avere problemi di bronchiti e dopo varie cure un primario mi dice che se avessi voluto che mia figlia stesse bene avrei dovuto  cambiare clima. Dopo un anno ho deciso di trasferirmi a Tenerife e dopo 4 mesi ho aperto un ristorante tenendolo per tre anni. Dopo ho aperto una fabbrica di latte condensato ma fu investimento andato male. Ora da un anno ho fatto una societa’ con un signore di Verona che aveva una societa’ di importazione di prodotti  italiani (formaggi salumi e pasta) http://www.bellaitaliafood.com/

Ciao Gianni, da quanto tempo vivi nelle Canarie? 

Io vivo allle Canarie da 6 anni, 5 a Tenerife e il restante tra Lanzarote e Fuerteventura, precisamente a Coralejo.

Come hai avuto l’idea del tuo lavoro ?

Il mio lavoro ce l’avevo in testa da tanto tempo poi mi e’ capitata l’occasione di conoscere Alberto di “Bella Italia” e sono entrato come socio.

Quanto e’ stato importante la conoscenza dello spagnolo per il tuo lavoro ?

La conoscenza dello spagnolo non e’ stata molto importante perche’ e una lingua facile ed in poco tempo l’apprendi e visto che qui a Fuerteventura ci sono moltissimi italiani non e’ un problema.

Qual e’ il target dei tuoi clienti?

il target e’ medio-alto per le pizzerie e ristoranti italiani ma riusciamo a vendere anche agli altri.

I prodotti sono italiani o ci sono anche specialita’ estere ?

I prodotti sono italiani: i salumi sono veneti ed i formaggi sono da tutta Italia. Farine, pasta secca e pomodoro sono napoletani e la pasta fresca e’ veneta. Gli unici prodotti spagnoli che vendiamo sono olive, carciofini, acciughe ma mi piacerebbe vendere olive italiane di Cerignola…ho le schiacciate piccanti e le cippolote di Tropea pero’ non riesco a trovare un fornitore che abbia dei prezzi abbordabili

Quali progetti hai per il futuro?

Per il futuro mi piacerebbe incontrare dei bravi italiani come soci per aprire a Tenerife e Gran Canaria per riuscire a fornire tutte le isole Canarie.

Cristiano Prudente


Lavorare e studiare in Spagna: l’intervista a Valentina

October 16, 2013 in Europa, Spagna, Storie di Italiani in Giro

 

Abbiamo intevistato Valentina Di Nunno, 26 anni di Bitonto, vicino Bari.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha fatto delle lingue straniere il punto di partenza per raggiungere sviluppi professionali nella sua vita.
Ha studiato l’inglese, lo spagnolo e il portoghese cercando di approfondire questi idiomi tramite periodi di vissuto all’estero. Ha conseguito in Spagna una borsa Erasmus, un certificato per Assistenti di Volo presso una Scuola areonautica a Santiago de Compostela, certificazioni di lingua a Lisbona, certificazioni Cervantes di Lingua Spagnola, DELE C2 a Granada, presso il CLM, Universidad para extranjeros, facendo coincidere l’anno accademico trascorso a Granada con quello della sua ricerca tesi e di una Borsa Erasmus Placement.
L’Inghilterra è stato d’altra parte, la terra verso cui si e’ rifugiata più volte d’estate, per frequentare college inglesi e conseguire tramite corsi intensivi certificazioni Cambridge Esol.
Una volta conseguita la laurea triennale in Lingue e Letterature Straniere, animata dall’interesse per la politica internazionale, ha conseguito la specialistica presso un’interfacoltà tra Lingue e Scienze Politiche. Il corso è denominato ” Lingue per la Cooperazione Internazionale”.
Conclusosi il suo percorso universitario, ha completato la sua formazione professionale con un Post- Graduation Course, Master di 1′ Livello in “European Translators” che l’ ha vista domiciliata prima a Varsavia e poi a Bruxelles.
Non hai mai perso il senso pratico di tutto quel che in questi anni apprendeva. A Granada ha ottenuto il primo successo lavorativo, appena conclusa la laurea triennale, in seguito all’assunzione presso una multinazionale spagnola di energia rinnovabile “Iberdrola”, come Interprete e mediatrice linguistica- Italia- Spagna; vista l’imminente di lì a poco apertura di una filiale in Italia.
Attualmente lavora come Counselor presso uno sportello europeo di Informazione e Opportunità per i Giovani “Eurodesk”. E’ lieta di aver fatto questo passo, poichè ha avuto modo di approfondire le sue conoscenze europee, in particolare le politiche comunitarie giovanili e progettuali.

Ciao Valentina, ci puoi dire in che modo pensi che la realtà spagnola sia diversa da quella italiana?
Nonostante la nostra stretta vicinanza territoriale e le nostre similitudini climatiche, culinarie e politiche, Spagna e Italia hanno avuto una storia contemporanea diversa, e ciò ha sensibilmente diversificato le mentalità dei due paesi, e delle generazioni post belliche che si sono susseguite.
Ed ecco che gli Spagnoli, dopo 35 anni di dittatura, in un clima internazionale già molto avanguardista, che li vedeva al ciglio di uno sviluppo comunitario, hanno dovuto attendere il 1975 per poter attivare la scalata allo sviluppo economico, politico civile; cercando di allinearsi con i suoi vicini Paesi, in pochissimi anni.
Rivoluzione civile, tesa ad una libertà finalmente ottenuta, liberalizzazione dei costumi, dei sessi, delle forme di espressione più disparate.
E’ questo ciò che vedo in OGNI ambito sociale spagnolo, e che ahimè l’Italia è lontana, ma davvero molto lontana, al conseguirlo. Libertà. Tolleranza. Tolleranza tra popoli, commistioni, meltin pot. Libertà dai falsi moralismi o dalle peculiarità tradizionali che molto spesso bloccano i processi politici. Spontaneita’ di un popolo che adesso è svincolato da ogni convenzione, e continua ad approcciarsi con la propria terra, in modo naturale, rilassato e profondo.

Quali sono le differenze nel mondo del lavoro?
Avendo vissuto entrambi li ordinamenti del lavoro dei due Paesi, sono rimasta sorpresa quando ho saputo i criteri del diritto del lavoro spagnolo. iN PARTICOLARE, ALCUNE DIFFERENZE con l’Italia davvero confortanti
- Stipendio medio di un neolaureato, assunto in azienda con contratto metalmeccanico 5′livello: circa 1.500 euro netti.
- Orario di lavoro nei mesi estivi ( Giugno-Luglio-Agosto): “Jornada corta” ( dalle ore 09.00 del mattino alle 14.00). Pagamento in busta paga: identico. Nonostante le ore in meno, che rientrano nel programma “Calidad de la vida” spagnola ( – Qualità della vita spagnola- pensando gli stessi che in quei mesi afosi diviene impossibile compiere una giornata di lavoro intera)
A parte le metropoli e le capitali economiche spagnole ( Madrid, Barcelona, Valencia), nelle altre regioni dilaga ancora una dipendenza sostanziale alle capitali, che fa dell’operatività spagnola un qualcosa di ancora non molto “Europeizzato”.
e l’Italia in questo ha i suoi meriti di vantaggio.

Qual è il tuo luogo preferito della Spagna?
Andalucia.

Cosa pensi del costo della vita in Spagna?
E’ un qualcosa di geniale. La vita costa molto poco. Il tenore di vita è un tenore medio che si può ritrovare nel sud Italia, in ormai ben poche zone.
E la genialità, sta nel rapporto guadagno- spesa: si spende seguendo un tenore di vita abbastanza basso, si guadagna come si guadagna al nord Italia, riuscendo a instaurare una buona prospettiva di vita. ( mutuo, casa, e realizzazioni personali)
Cosa cambieresti della Spagna? E dell’Italia?
SPAGNA: POLITICA.
ITALIA: POLITICA.
Entrambe, in questo periodo, hanno bisogno di una scossa totale, che le inserisca ancora una volta nella competitività economica internazionale.
Proposta: Stato sociale su Modello Scandinavo / Olandese per tutti.

Che consiglio daresti a chi è ancora in Italia ma vorrebbe espatriare?
Fatelo. E non per egoismo, o per denigrare la nostra bellissima terra, proprio in questo momento storico che ha bisogno di giovani attivi e partecipi.
Ma solo perchè l’esperienza estero, racchiude tutte le componenti per una formazione e piena realizzazione di sè, dal punto di vista culturale, tecnico e soprattutto sociale.
Tolleranza e “Open mind” è ciò che di più bello, l’estero regala.
Espatriare, si .. e poi tornare, più forti di prima, più propositivi di prima, guardando dall’alto la propria realtà e scendendo in campo quando è giusto offrire il proprio contributo.

Cristiano Prudente


Madrid: il lavoro e la vita di Pierluigi

September 9, 2013 in Europa, Spagna

Abbiamo intervistato Pierluigi Amendolagine,ragazzo di 24 anni proveniente da Giovinazzo (BA).

Pierluigi ha frequentato l’Universita’ di Bari, corso di laurea in Odontoiatria, per poi continuare la carriera universitari presso la UEM di Madrid.

Adesso si trova appunto nella capitale spagnola per ultimare i suoi studi, lavorare part-time,e continuare a praticare la sua passione sportiva, l’Hockey su pista.
1)Ciao Pierluigi, come hai avuto la possibilita’ di lavorare a Madrid?
Ho avuto la possibilita di lavorare qui a Madrid grazie a qualche conoscenza nella mia squadra di hockey di Alcorcon.
Avevano bisogno di un professore di pattinaggio nelle scuole elementari,con bimbi dai 4 ai 10 anni, e dato che conosco abbastanza bene questa disciplina ho subito accettato la proposta, e direi che come esperienza e`stata alquanto soddisfacente.
2)Quali sono le differenze tra il mondo del lavoro tra Spagna e Italia?
Sinceramente la differenze non sono abissali tra i 2 mondi del lavoro, in quanto in entrambi i paesi si lavora in media 8 ore giornaliere anche se in Spagna rispetto all’ Italia hanno abbassato un po’ di piu’ gli stipendi.
La differenza sta piu’ che altro nel trovare un lavoro, dato che qui la disoccupazione oscilla sul 40% della popolazione, quindi molte offerte di lavoro presenti non garantiscono uno stipendio.
Tutto sommato il mondo del lavoro tra Spagna e Italia e`abbastanza simile…e come sempre piu gente si “conosce” piu facile e`avere un impiego.
3)Cosa cambieresti del lavoro e non solo tra Spagna e Italia?
Una cosa che cambierei sono le ore lavorative…
in questo periodo di crisi qui in Europa non siamo ancora capaci di capire che il tempo e`denaro, e che potremmo evitare le 4 ore pomeridiane della “siesta” e investire il tempo nel nostro lavoro.
Piu’ si lavora, piu’ si guadagna, cosa che hanno capito per esempio i cinesi che hanno sempre piu’ piede qui in territorio spagnolo.
un esempio, qui i negozi aprono dalle 10 alle 13, e il pomeriggio dalle 18 alle 21, in media. Se una persona lavora in queste ore e ha bisogno di fare la spesa,gli risulterebbe impossibile comprare qualcosa in quanto durante le sue ore libere dal lavoro i negozi sarebbeso gia chiusi.
Un’ altra cosa che cambierei sono gli avvisi per le offerte di lavoro. Dovremmo apprendere dagli USA dove gli annunci non richiedono ne’ razza ne eta’ ne’ sesso  ne’ indirizzo e tanto meno “bella presenza” come invece siamo abituati a vedere qui inItalia e Spagna.
Spero cio’ possa cambiare e che tutti quanti abbiano le stesse opportunita’ lavorative.
4)Cosa pensi dello stile di vita a Madrid?
Lo stile di vita a Madrid mi ha  un po’ deluso sinceramente, la generazione odierna e’ molto maleducata,focalizzata e incentrata sull’ uscire in discoteca, ubriacarsi e drogarsi, e se una persona non e’ conforme con questo, beh allora si non e’ cosi facile inserirsi nella societa’. La gente in generale e`aggressiva e non nascondo che sono molti i casi di razzismo soprattutto con i latini e anche con altra gente proveniente dall estero. Per di piu’, si lamentano tutto il tempo della crisi, ma tutti continuano ad avere il proprio stile di vita, senza cambiare o “stringere la cintura” .
Purtroppo la Spagna non e’ cio che mostrano i mass media, o gli spagnoli stessi ai turisti o agli Erasmus, che accecati dalle feste, alcool e donne testimoniano che questo sia un paese di divertimento,benessere, liberta’…. beh non e’ proprio cosi, vivere in Spagna e’ un’ altra cosa.
5)Cosa ti attrae di piu’ di Madrid?
Madrid e`una bella citta’, mi ricorda molto Buenos Aires, edifici stupendi, musei, parchi… Cio’ che piu’ mi attrae e`pero’ il fatto che la gente non da molta importanza al “vestirsi” o meglio alla Moda, al contrario dell’ Italia. Non c’e’ molta omologazione, anzi c’ e`abbastanza diversita’ tra la gente.
Un altro punto a favore di Madrid sono sicuramente i mezzi di comunicazione che funzionano perfettamente e sono curati benissimo, l’ unico problema e’ che con la crisi sono aumentati un po’ i prezzi.
6)Torneresti in Italia? motiva la tua risposta.
Ora come ora, in Italia non ci tornerei, in futuro ho altre prospettive di vita in altri paesi che mi affascinano al di fuori dell’ Europa come l’ Argentina o gli USA, e in questo momento sinceramente mi trovo bene in Spagna dove sto ultimando i miei studi, lavoro e gioco ad Hockey su Pista.
Personalmente poi non sono mai stato patriottico, l’ Italia mi e`sempre andata un po’ “stretta” soprattutto come mentalita’; e sinceramente adesso la prospettiva futura che offre e`pessima.
Rimane la mia terra nativa, un paese stupendo con posti bellissimi, ma per adesso non rientra nei miei piani di vita.
Cristiano Prudente

 


Maria Teresa: il suo stage a Santiago de Compostela

September 5, 2013 in Europa, Spagna, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato Maria Teresa, 24 anni di Lecce.

Dopo la sua maturità scientifica, per la passione per le lingue, decide di immatricolarsi al corso di laurea in Comunicazione Linguistica Interculturale, studiando inglese e spagnolo.

Come da prassi svolge il mio tirocinio universitario, e fra i diversi enti proposti dall’Università, sceglie un ufficio d’informazione turistica. Un’esperienza breve che la rende consapevole del fatto che lavorare nel mondo del turismo è ciò che vuole. Fedele a questo proposito frequenta un corso di marketing turistico e culturale. Infine, dopo aver conseguito il diploma di laurea, decido di iscriversi a un Master di I livello in Management del Turismo.

Ora si trova in Spagna, precisamente a Santiago de Compostela dall’8 gennaio, per svolgere le ore di stage previste dal Master, presso il Centro de Estudos e Investigacións Turísticas (CETUR).

Qui si e’  imbattuta in una realtà completamente nuova: quella della ricerca. La monotonia di sicuro non fa da padrone perché c’è sempre qualcosa di nuovo da fare, e questa è una delle cose che, a suo parere, rende quest’esperienza qualcosa di veramente importante. Ogni persona, infatti, che passa dal CETUR, lavora a qualcosa di diverso.

L’arricchimento che sta traendo da quest’esperienza non è solo professionale, ma anche personale. Qui ha la possibilità di lavorare con persone provenienti non solo da nazioni diverse, ma anche da continenti differenti, che con le loro storie e la loro cultura, stanno ampliando le sue conoscenze.

Ecco la sua intervista.

Ciao Maria Teresa, ci puoi spiegare come hai avuto questa opportunità?
Mi trovo a Santiago de Compostela grazie a una professoressa del master che, durante l’ultimo ciclo di lezioni a Bruxelles, ci parlò del CETUR e della possibilità di svolgere lo stage qui. Dopo Varsavia e Bruxelles volevo terminare il capitolo master con un’altra esperienza all’estero e la proposta di questo stage è stata come un desiderio che si avvera.

Spagna da vivere: quali sono i lati positivi e quelli negativi, quali le prime difficoltà e come sei riuscito a risolverle.

Sono state altre volte in Spagna in passato e conoscevo in qualche modo la cultura spagnola grazie a convivenze passate (vivevo con una ragazza e un ragazzo spagnoli a Varsavia)o spagnoli che hanno fatto l’Erasmus nella città in cui studiavo. Viverci però è diverso, soprattutto se il posto in cui ti trovi non rispecchia quella Spagna che tutti immaginano: sole, paella e castañuelas. Basta dare uno sguardo intorno per capire che qui è diverso: il verde pungente dei parchi, la pioggia e il suono della cornamusa. Mi sono abituata in fretta però a questo nuovo ambiente. Certo, la pioggia a volte è troppo ..Gennaio è stato il mese più piovoso degli ultimi trent’anni, ma non sarebbe la stessa cosa Santiago senza la pioggia. Poi basta capire che l’ombrello deve diventare un prolungamento del braccio ed è fatta! Pioggia a parte, c’è voluto poco per adattarmi a questa nuova realtà. Passati i primi giorni di “assestamento”, aver trovato casa e iniziato a lavorare è stato tutto un crescendo.

Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a studiare fuori dall’Italia? Pensi di aver fatto una scelta giusta? E perché?

La passione per le lingue, la curiosità per i posti nuovi e soprattutto la voglia di imparare mi hanno portato a scegliere questa strada. Pentita? Assolutamente no! Studiare all’estero è una grande opportunità e mi sento fortunata per questo! Durante questo percorso ho avuto la possibilità di conoscere persone che mi hanno insegnato tanto, persone che mi hanno trasmesso la passione per il proprio lavoro, persone che ti spronano ad andare avanti e tentare sempre tutto.

Il mondo del lavoro in Spagna: in che modo è diverso da quello italiano? Quali sono le tue opinioni a riguardo?

Purtroppo per la Spagna questo non è un bel momento. I numeri parlano da se’: ci sono quasi 6 milioni di disoccupati. Spesso mi ritrovo a leggere articoli che parlano della nuova generazione, la mia generazione, costretta a lasciare il paese per trovare un lavoro che gli permetta perlomeno di andare avanti. È davvero un momento difficile e la cosa più triste è che in Italia lo scenario non è poi cosi diverso.

Cosa ti e’ mancato dell’Italia?

Non sono una nostalgica. Sarebbe scontato dire che mi mancano gli affetti e le persone care. Fondamentalmente mi piace pensare che non mi manchi nulla qui, per apprezzare meglio quello che ho e soprattutto rivalutare quello che non ho.

Cristiano Prudente dal blog italianispagna