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Un musicista in Florida: la storia di Kiellitos

October 4, 2013 in Miami, Stati Uniti, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato l’artista Kiellitos, 38 anni di origine pugliese, ma in realtà è cittadino del mondo Si è diplomato in chitarra classica ed ha studiato canto jazz e moderno con vari insegnanti americani e italiani di fama internazionale come Sheila Jordan, Donna McElroy, Elizabeth Sabine etc…

Lavora in giro per il mondo da quasi 20 anni come cantante chitarrista su: navi da crociera, resorts, in live music clubs e orchestra della Florida. Ha vissuto vari anni sia a Milano che a Roma, 4 anni in Brasile, e tantissimi mesi in luoghi meravigliosi del mondo. Dal 2009 ha iniziato a vivere tra l’Italia e L’America. Attualmente vive in Florida, Orlando e domani ove sarà? “…solo le ali del vento potranno sapere ove lo condurranno tra i mari del pianeta…”. Tutte le informazioni dettagliate sulla vita di Kiellitos si trovano nel sito www.michaelchiella.com

 

1- Ciao Kiellitos da quanto tempo vivi in USA? 

Ho iniziato a conoscere gli USA per la prima volta nel 2009 per una settimana e poi anno dopo anno, fino a restarci.

2-Di cosa ti occupi?

Canto e suono la chitarra su navi da crociera, resorts, orchestre, feste private, matrimoni e altre situazioni live.

3-Cosa ti piace di più della cultura americana?

Che sono rispettosi delle regole, civili e attuano concretamente i diritti e le regole per i lavoratori. E, se apri un ristorante, un pub o un qualsiasi negoziato in America, non arriva la mafia, la camorra o i delinquenti di zona a chiederti il pizzo e se non paghi te lo fanno saltare in aria “mi vengono i brividi, per non dire lo schifo solo a parlane”, questo in USA non succede più dai tempi di Al Capone! Con questo non voglio dire che in USA non esiste la corruzione o altro, tutto il mondo è paese non lo dimentichiamo mai, ma per lo meno certi orrori che viviamo in Italia qui non ci sono, lo stato, la società ti fanno respirare, se vuoi metterti in proprio e vivere senza la paura di essere sfregiato, calpestato o intimorito in tutti i sensi, puoi farlo con molta umiltà e tranquillità.

4-In Italia saresti potuto crescere professionalmente come in America?

Non lo so, ma credo di no. Tutto quello che ho imparato l’ho acquisito nei miei viaggi in giro per il mondo, in Italia invece, ho imparato solo ad incazzarmi, ad avere delusioni e porte in faccia!!! Perché nella meravigliosa Italia purtroppo, se non hai chi ti raccomanda o appartieni a chissà “quale gruppo o movimento” fai ben poco o quasi niente! L’America, tanti la criticano, però, ti dà la possibilità e la speranza che qualcosa può accadere… esiste ancora la meritocrazia che in Italia non c’è! Ma con questo non voglio dire che in USA, non ci sono raccomandati, conoscenze e favoritismi etc… ripeto, tutto il mondo è paese, ma ci sono delle differenze che fanno la differenza…

5-Che consiglio daresti ad un italiano che vuole fare un’esperienza in Usa?

Io voglio chiarire e aggiungere che l’Italia è uno dei paesi più belli del mondo e non esagero, ma purtroppo siamo rovinati dalla mafia, dalla politica e tutto quello che sotto terra galleggia… compreso certi modi di comportarsi di personaggi che ho visto e sentito, che dovrebbero imparare tantissimo quando viaggiano, ad essere più umili, senza farci fare figuracce con quel nostro italianismo del cazzo, che ormai è fuori moda da anni. In USA si vive e si lascia vivere, ma devi rispettare le regole però, altrimenti son guai! In America, potremmo imparare e vedere tante cose buone, tipo, come lavorano, come fanno il business, come costruiscono gli spettacoli ed ogni tipo di struttura commerciale di divertimento, coma Disney World ad Orlando (il più grande del mondo), come in Las Vegas, di come ti servono ai ristoranti e nei negozi di qualsiasi genere, per non parlare dell’educazione come salutare, rispettare le file, le regole e i prepotenti non durano molto etc… etc… etc… chiaro niente è perfetto, e ci sono le eccezioni ovunque… ma, guardiamo il lato positivo, perché attualmente siamo in una posizione in Italia, che dobbiamo stare quanto più zitti possibile, se vogliamo riacquistare la fama di quel italiano che un tempo era orgoglio e ammirazione per tutto il mondo!!!

Kiellitos ci saluta con un suo video

Cristiano Prudente


Dalla Florida a Londra: l’intervista a Bruno

September 26, 2013 in Miami, Stati Uniti, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato Bruno de Luca,  21enne della provincia di Lodi, Sant’ Angelo Lodigiano, vive a Londra, South Kensington da giugno (2013) dove lavora nel ristorante Bar Boulud del “Mandarin Oriental Hyde Park London”

Ciao Bruno, come hai avuto l’opportunita’ di lavorare nel ristorante (nome?) alla Disney ad Orlando?

Ciao Cristiano, l’ opportunita’ americana l’ho ottenuta grazie ad una application per il Disney international program trovata sul sito internationalservices.fr . Ho ottenuto il visto Q-1 per 13 mesi, dodici dei quali spesi a Orlando, Florida, lavorando per il ristorante “Tutto Italia” situato nel parco di Epcot, nel padiglione italiano a World Showcase.

Quali difficolta’ hai incontrato? Quali le soddisfazioni nel tuo lavoro?

Le difficolta’ sono state quelle di un ragazzo di 19 anni che sbarca da solo in America, volo American Airlines Milano-New York / New York-Orlando . Vivere da soli, badare a se stessi, cucinare, fare la spesa, aprire il conto in banca alla Bank of America e fare il bucato sono state le prime cose che ho dovuto affrontare. Senza dimenticare la lingua, dato che l’ insegnamento della lingua inglese tra i banchi di scuola in Italia e’ molto scarso. L’adattamento alla vita americana dopo poco e’ stato meraviglioso. Guidare sulle highway, lavorare a Disney World con dei colleghi meravigliosi da tutte le parti del mondo (Italia compresa of course), international parties, ho imparato dopo poco il famoso Easy Going americano. Il lavoro non e’ stato mai un problema nella mia esperienza, anzi, era proprio divertente. Ho iniziato come gelataio nel chiosco italiano sul Boardwalk di World Showcase e dopo un mese ho iniziato la mia avventura nel ristorante italiano “Tutto Italia”. In undici mesi sono riuscito a fare tutti gli upgrade possibili, busser, runner, waiter/server e manager on duty (tutte figure del sistema food & beverage americano). Grazie al mio duro lavoro sono riuscito ad avere le piu’ belle e grandi soddisfazioni che la vita puo’ dare a un 20enne, vale a dire successo nel lavoro, clima estivo tutto l’anno, macchine, hotel, ristoranti, feste e viaggi. La soddisfazione personale piu’ grande e’ quella di esser riuscito a viaggiare tanto, a volte anche solo, alla scoperta di questi Stati Uniti d’ America che ormai fanno parte del mio cuore. Orlando, Miami, New York, il New Jersey , la Florida, Atlanta, Key West, Minneapolis, Charlotte, Los Angeles, San Francisco, San Diego, Las Vegas, i Canyons, la Death Valley, le Hawaii, la Riviera Maya in Messico e Negril in Jamaica sono state esperienze memorabili.

 Cosa ti ha affascinato di piu’ del modello americano?
 Il modello americano ha i suoi pro e i suoi contro. Il fatto che ancora oggi ogni individuo deve essere coperta da un’ assicurazione sanitaria privata non mi convince, la trovo una follia. Ma dal punto di vista lavorativo e’ meritocratica, le legge c’e’ e funziona, le tasse le paghi ma poi ti danno una buona parte indietro con il Tax Back di gennaio. Tutto semplice, a portata di smartphone, rende gli USA avanti 50 anni rispetto alla nostra povera Italia.
 
Perche’ ora hai scelto proprio Londra?
Ho scelto Londra perche’ come dicono qui “London is great”. Ad essere sincero non mi aspettavo molto dalla vita quotidiana che si puo’ avere qui, ma mi sbagliavo. Buone opportunita’ di lavoro, paghe dignitose a differenza della nostra Madreterra, servizi ottimi, eccellenti infrastrutture, citta’ splendida e hai l’ opportunita’ di conoscere gente da tutto il mondo. Certo il clima e’ diverso, mi ci devo ancora abituare, ma vabbe’.
 
Torneresti in Florida?
Si, senza pensarci troppo su’. Ho vissuto un anno straordinario..quindi perche’ non replicarlo?? :-)
 
Che consiglio daresti a chi vuole fare la tua stessa esperienza?
Il consiglio e’ quello di non avere paura. A volte sopraggiunge la nostalgia di casa, di amici, della famiglia e del nostro cibo italiano (The Best in the World).
Ma penso che per me il “gioco sia valso la candela”, potrebbe esserlo anche per altri giovani ragazzi italiani, vogliosi di scoprire il mondo e di farsi valere.
 
 
Cristiano Prudente