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Vivere e studiare in Brasile: l’intervista a Pietro

October 9, 2013 in Brasile, Storie di Italiani in Giro, Sud America

Pietro Scaramuzzo, medico e appassionato di Brasile, da tempo si occupa di musica e cultura brasiliana. Ha già collaborato con i webmagazines Extra! e Jazzitalia. Attualmente è responsabile del progetto Nabocadopovo. Il portale racconta la storia della musica brasiliana attraverso le parole dei protagonisti registrate in video interviste. Il progetto è nato in Brasile, a São Paulo, dove ha vissuto per diversi mesi. Il lavoro di ricerca e divulgazione della cultura brasiliana in Italia portato avanti da Pietro ha ottenuto l’appoggio istituzionale dell’Ambasciata del Brasile a Roma. Il nome di Pietro Scaramuzzo è stato inserito nel Dicionário Cravo Albin da Música Popular Brasileira. http://www.dicionariompb.com.br/pietro-scaramuzzo

Ciao Pietro come hai avuto questa opportunita’?

Sono approdato a São Paulo nel gennaio 2012 principalmente per studiare sei mesi nella facoltà di medicina della Universidade de São Paulo. Sono partito come studente free mover, vale a dire che tutte le spese erano a mio carico ma ne è valsa la pena.

Di cosa ti sei occupato?

La mia occupazione principale era quella di studente di medicina e chirurgia, ma tutto il mio tempo libero era dedicato all’ideazione e alla realizzazione del progetto nabocadopovo. A São Paulo abbiamo registrato gran parte delle interviste che oggi appaiono sul sito.

Qual e’ stato il tuo posto preferito che hai visitato?

Sembrerà strano ma io sono profondamente innamorato di São Paulo. Sono molti i posti che mi porto nel cuore. Tra questi, sicuramente figura la rua Teodoro Sampaio, la via della musica, nella quale abitavo, ma anche il parco Ibirabuera e la Avenida Paulista, il cuore pulsante della metropoli.

Quale settore sta crescendo di piu’?

Non so rispondere con cognizione di causa a questa domanda. Posso, però, dire che il settore culturale brasiliano è in forte fermento. A differenza dell’Italia, in Brasile gli artisti hanno lo spazio che meritano e c’è sempre qualcuno disposto ad investire sulla cultura.

E’ molto presente la comunita’ italiana?

Si stima che São Paulo, metropoli con dodici milioni di abitanti, abbia più discendenti italiani di quanti ce ne siano a Roma. Tant’è vero che esistono interi quartieri italiani come, ad esempio, il quartiere della Mooca.

Che consiglio daresti ad un italiano che vuole trasferirsi in Brasile?

Credo che la cosa più importante per andare in Brasile sia quella di liberarsi dai preconcetti che spesso abbiamo su questo Paese. Inoltre, credo che sia fondamentale lasciare a casa le abitudini italiane per potersi confondere con i brasiliani, assaggiare il loro cibo, respirare le loro tradizioni, sincronizzarsi con il loro ritmo..

Cristiano Prudente


Studiare a Salvador da Bahia: la storia di Cristina

October 8, 2013 in Brasile, Storie di Italiani in Giro, Sud America

Cristina, di Taranto. È una laureanda in Letterature e Traduzione Interculturale che, dopo aver conseguito la laurea triennale a Lecce, ha deciso di proseguire la sua specializzazione a Roma. Vincitrice di varie borse di studio, che le hanno permesso di vivere in diverse realtà europee ed extra-europee. Studiando il francese, è stata vincitrice di una borsa Ersamus per Nantes nell’anno 2008, e nel 2012 ha vinto un bando che le ha dato la possibilità di fare uno stage a Perpignan, nel sud della Francia. Studiando ed appassionandosi per il portoghese, invece, ha vinto una borsa di studio di mobilità extra-europea per il Brasile. Da 3 anni collabora per un free press salentino, Nobis, per il quale pubblica recensioni e che le ha permesso di presentare il suo racconto/guida della città di Salvador, dove ha vissuto per circa 6 mesi. Da maggio 2013 scrive anche per NaBocaDoPovo articoli sulla cultura e la realtà baiana, sua grande passione.

Ciao Cristina, ci puoi raccontare come hai avuto questa opportunità?

L’opportunità mi si è presentata quando trasferitami a Roma nel 2010, per la specialistica in Letterature e Traduzione Interculturale, venne pubblicato il Bando di Mobilità extra-europea per l’anno accademico successivo (2011/2012). Dopo pochi mesi dalla chiusura del Bando, lessi con mia grande sorpresa e felicità che il mio progetto di ricerca tesi era stato approvato e che l’Universidade Federal da Bahia  a Salvador mi avrebbe ospitata.

Ci puoi dire quanto tempo hai vissuto in Brasile e di cosa ti occupavi?

Ho vissuto in Brasile, a Salvador, per circa 6 mesi ed ero una studentessa in intercambio. Ho frequentato corsi di letteratura afro-brasiliana e di antropologia e ho fatto le ricerche per la mia tesi.

Le difficoltà di un nuovo inizio in Brasile: quali sono state e come le hai superate?

Si tratta di una realtà completamente diversa dalla nostra. In più, la città che mi ha ospitata per quei mesi è quella più conosciuta per l’elevata percentuale di discendenti africani. Salvador da Bahia viene infatti definita la Roma negra del Brasile. Le difficoltà di una cucina differente da quella mediterranea, di un popolo differente da quello europeo, di un’aria differente da quella italiana e pugliese: tutte “difficoltà” che ho superato imparando a conviverci e affrontadole poco alla volta. Sapevo di essere sola in quella realtà e sapevo che l’unica persona su cui, inizialmente, potevo contare ero solo io.

Cosa ti piaciuto di più e cosa cambieresti?

Mi è piaciuto meticciarmi tra quella folla, essere scambiata per una di loro senza passare per la “gringa” (straniera) in visita turistica. Quello che cambierei della mia esperienza è legato alla mie paure e ansie pre-partenza: partirei con più incoscienza.

Com’è stato scontrarsi con la lingua portoghese?

È stato come scontrarsi con Vinícius de Moraes che passeggiava per Ipanema mentre osservava la garota carioca; è stato coronare anni di studi; è stato quello che auguro a tutti quelli che ci credono: coronare un sogno!

Cosa ti è mancato di più dell’Italia? Torneresti a vivere in Brasile o vorresti sperimentare nuove mete?

Mi è mancata la famiglia. Il fuso orario si faceva sentire: facevo colazione mentre i miei pranzavano. Se tornerei a vivere in Brasile? Se qualcuno acquistasse per me un biglietto di sola andata, ci ritornerei anche domani.

Che consigli daresti a una persona che vorrebbe intraprendere un’esperienza come la tua?

Rispondo così: molte cose ci possono bastare, e devono bastare, nella vita: l’amore, il lavoro, i soldi. Ma la voglia di conoscere non basta mai, credo. Se uno ha voglia di conoscere, almeno.

 Cristiano Prudente