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Studiare in Germania: l’intervista a Jessica

November 29, 2013 in Europa, Germania, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato Jessica Dal Pont, ragazza di 19 anni che vive a Sedico, una piccola città in provincia di Belluno sperduta nelle montagne.  

Ha concluso da poco il suo percorso di studi ed ora sta lavorando presso un’azienda. Nel tempo libero è allenatrice di pattinaggio artistico a rotelle. Di sé stessa dice:”Mi considero uno spirito libero, una ragazza molto determinata e che lotta per il suo futuro. I miei sogni? Continuare a formarmi, conciliando studio e lavoro, e poter visitare tutti i 200 paesi del mondo!

Amo viaggiare, leggere, fare sport e divertirmi! Spero con il racconto della mia esperienza di poter trasmettere qualcosa di me e di riuscire a coinvolgervi in questa mia esperienza”.

Ciao Jessica come ti è stato possibile fare quest’esperienza in Germania?

Frequentavo la quarta superiore dell’ITC Calvi di Belluno e ricordo ancora quando il mio professore d’italiano ci parlò di quest’incontro che ci sarebbe stato con i rappresentati del Lions Club di Belluno. Una mattinata ci riunimmo tutte le classi quarte nell’aula magna e il presidente di questo gruppo ci spiegò in cosa consisteva il programma degli Scambi Giovanili dei Lions: volevano dare la possibilità ad uno studente meritevole della scuola di partecipare gratuitamente a questo progetto che prevedeva due settimane di convivenza in una famiglia e una o due settimane da trascorrere invece in un campus con altri ragazzi provenienti da tutto il mondo…l’idea era fantastica, se non per il fatto che ancora meta e periodo de viaggio non erano stabiliti, quindi chiunque desiderasse intraprendere questa esperienza sapeva che avrebbe dovuto accettare ciò che sarebbe stato destinato a lui. Noi dovevamo semplicemente far recapitare tramite i nostri professori il nostro curriculum e una semplice presentazione personale e successivamente ci sarebbero state le selezioni che prevedevano un colloquio orale con alcuni esponenti del gruppo. Ed io ho colto la palla al balzo e la stessa mattinata dei colloqui sono stata selezionata!

 Ti è rimasta nel cuore quest’esperienza? Raccontaci le cose che ti sono piaciute così tanto. Amicizie?

Quest’esperienza credo me la porterò nel cuore per tutta la vita, perché mi ha dato la possibilità di crescere moltissimo. La famiglia presso la quale ho vissuto le prime due settimane era composta dai due genitori, un figlio della mia età e una figlia più piccola di 11 anni. Vivevano in una piccola città chiamata Baesweiler e li ho frequentato la scuola insieme al figlio: ho avuto modo di analizzare il loro sistema scolastico molto differente dal nostro e di parlare con i docenti e gli studenti, oltre che col preside della scuola, il quale era molto interessato riguardo le differenze tra il modello d’istruzione italiano e tedesco. Mi hanno portata ad Aachen (Aquisgrana), Köln (Colonia), Düsseldorf   e a visitare varie località nelle vicinanze, nonché una mostra di sculture di sabbia in Olanda. Sono stati molto gentili con me e mi hanno veramente fatta sentire a casa.  Il secondo periodo l’ho trascorso in compagnia di 24 ragazzi provenienti da 16 nazioni diverse (USA, Brasile, Hong Kong, Estonia, Finlandia, Spagna, Israele, Turchia, Germania e molti altri…) due settimane indimenticabili in compagnia di persone fantastiche.

 E’ bello vivere con persone provenienti da così tanti paesi e vivere tutti assieme?E’ stato altrettanto bello vivere in famiglia?

La parte più bella del viaggio è stata sicuramente nei  momenti di condivisione e di scambio culturale e umano. Sapevamo di avere poco tempo a disposizione per conoscerci, quindi abbiamo colto ogni occasione per parlare, ridere insieme e soprattutto fare gruppo. Il nostro coordinatore, che programmava le varie attività della giornata, ha pensato durante la prima settimana di organizzare degli incontri per rafforzare le nostre capacità di relazione e elaborazione in team, un giorno ci siamo soffermati sul nostro futuro ed i nostri sogni, una mattinata l’abbiamo spesa parlando dell’importanza del linguaggio non verbale legandoci un’attività di teatro: ognuno di noi si sentiva veramente libero di esprimersi, senza la paura di essere giudicato o deriso. L’ambito famigliare è stato un po’ diverso, ma altrettanto accogliente e stimolante: non ci si annoiava mai ed era un continuo interscambio d’idee!

Hai lavorato e studiato per poco tempo, ma in quel poco tempo sei riuscita anche ad apprendere in modo più efficace che in Italia il tedesco?

Quando sono arrivata all’aeroporto di Dusseldorf sapevo solo che ad attendermi c’era Peter (il papà tedesco) e ricordo che lui all’inizio mi parlava in inglese  credendo che per me fosse più facile. Io invece avevo una voglia matta di provare a farmi capire in tedesco e così il primo giorno ho avuto qualche difficoltà, poi invece non ho avuto grossi problemi nella comunicazione. Poi però quando sono arrivata al campus con gli altri ragazzi non tutti sapevano il tedesco e la lingua ufficiale era l’inglese, quindi ho dovuto convertire il mio cervello e non ti dico le difficoltà dei primi giorni..ero un disastro e non riuscivo a formulare le frasi in inglese, tutto veniva in automatico in tedesco! Ovviamente poi ho ingranato e quando sono tornata in Italia mi ricordo che la prima cosa che ho detto ai miei genitori è stata “Voglio tornare in Germania!”..ci sono rimasti malissimo!

 Per chi eventualmente avesse solo sentito parlare di questa possibilità a scuola, la consigli come una delle più belle esperienze che la scuola superiore possa dare?

Consiglio vivamente a tutti di partecipare alle eventuali selezioni o d’informarsi riguardo questa possibilità che offre il gruppo Lions Club con i loro progetti di scambi giovanili. Anzi, il consiglio migliore che posso dare a tutti i ragazzi della mia età è di cogliere tutte le opportunità che vengono offerte e di sfruttare ogni occasione per crescere e maturare. A me questo viaggio ha cambiato moltissimo la mia visione del mondo e di tutto ciò che mi circonda. Sono tornata più matura, più consapevole e con una bella lista di nuovi amici sparsi per il mondo!

Marco Campo Bagatin dal blog italianigermania


Erasmus in Germania: Lilia si racconta

September 30, 2013 in Europa, Germania, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato Lilia Sicolo, architetto di Bitonto. Dopo aver conseguito la maturità scientifica si iscrive alla Facoltà di  Architettura di Bari, che frequenta per un anno, al termine del quale decide di partire e trasferirsi a Roma e proseguire gli studi presso la Facoltà di Architettura Vallegiulia dell’Università degli studi La Sapienza. La sua voglia incontenibile di viaggiare la porta a partecipare al progetto Erasmus, grazie al quale trascorre un anno ad Aachen (Aquisgrana) dove frequenta la Rheinisch-Westfaelische Technische Hochschule, una delle più rinomate università tecniche tedesche. Dopo un anno torna a Roma dove consegue la laurea con la tesi “Architettura come metafora geologica: Parco della Musica e della Cultura a Bitonto” che verrà successivamente selezionata per la partecipazione al concorso internazionale “Archiprix International” e pubblicata sul sito della fondazione. Dopo aver conseguito l’abilitazione professionale presso la Sapienza, si trasferisce a Milano, dove lavora presso diversi studi di architettura. Si iscrive al Master in Interior Design presso la Scuola Politecnica di Design di Milano SPD dove si confronta con designer e architetti provenienti da tutto il mondo, e consegue il diploma di Master. Ora Lilia Sicolo inizia ad affacciarsi alla libera professione…
Ciao Lilia ci puoi dire in che modo pensi che la realtà tedesca sia diversa da quella italiana?
 In Germania, differentemente dall’Italia, c’è una ben consolidata integrazione tra diverse culture, integrazione che si percepisce anche in una piccola città come Aachen, dove una grande comunità turca convive serenamente con la popolazione “aacheniana” e con il grande numero di studenti stranieri che ogni anno popolano le stradine di questa bella cittadina di confine. Un’altra differenza importante risiede nell’attenzione alla valorizzazione di tutti i centri abitati, dal paesino di provincia a Berlino. Il cittadino può usufruire di un gran numero di servizi e, nonostante gli stereotipi e il freddo, io in Germania mi sono sentita davvero a casa.
 
Quali sono le differenze nel mondo universitario?
 Mentre le facoltà di Architettura in Italia hanno un percorso di studi molto più accademico, in Germania c’è una grande varietà di attività che è possibile svolgere durante l’anno accademico. Con grande entusiasmo, agli esami “tecnici”, ho affiancato lezioni di acquaforte, pittura, disegno dal nudo, scultura. Ho partecipato inoltre a diversi viaggi organizzati dall’Università che mi hanno permesso di visitare gran parte della Germania, l’Olanda e il Belgio. In Italia invece il corso di studi è fisso e purtroppo non c’è una grande varietà di attività opzionali da svolgere. Uno dei più grandi problemi che ho riscontrato durante la mia esperienza universitaria in Italia è la mancanza di strutture adeguate e spazi per le attività scolastiche, mentre in Germania, le facoltà di Architettura sono tutte provviste di aule per la pittura, per il taglio e l’assemblaggio di materiali per plastici, aule per la proiezione di film, aule computer..e potrei continuare all’infinito. Lo studente medio tedesco viene preso per mano e condotto alla laurea. Lo studente italiano invece viene abbandonato davanti all’ingresso ed è costretto a vedersela da solo.
 Qual è il tuo luogo preferito della Germania?
 Riflettendoci posso sicuramente affermare che Aachen offre lo scenario perfetto per una studentessa che vuole studiare all’estero: la città storica offre scorci memorabili e trasuda storia da tutti i pori; la sua dimensione limitata la rende vivibilissima e godibile soprattutto nella stagione primaverile, durante la quale i parchi si animano di persone e barbecue e la giornata si allunga in maniera impressionante.
Non è però difficile rimanere estasiati anche se ci si allontana da questa ridente cittadina: durante uno dei miei viaggi itineranti in giro per la Germania, infatti, armata di zaino in spalla, ho potuto ammirare per esempio la “Schwarzwald”, ossia la Foresta Nera, imponente e affascinante allo stesso tempo.
 Cosa pensi del costo della vita in Germania?
 In Germania il costo della vita è leggermente più basso rispetto all’ Italia, se si escludono le grandi città come Colonia, Berlino, dove i prezzi si avvicinano molto a quelli di Roma o Milano. Ad Aachen invece mi è capitato spesso di stupirmi, al supermercato, osservando magari un vasetto di yogurt dal prezzo davvero irrisorio. Fare la spesa è davvero conveniente e soprattutto gli studenti possono godere di notevoli agevolazioni economiche nei trasporti e servizi sanitari.
Cosa cambieresti della Germania? E dell’Italia?
Mi piacerebbe che i tedeschi fossero più cordiali, come gli Italiani e che gli italiani fossero più ligi al dovere, più concreti, proprio come i tedeschi
 Che consiglio daresti a chi è in Italia ma vorrebbe espatriare?
 Per quanto mi riguarda il progetto Erasmus dovrebbe essere reso obbligatorio per tutti gli studenti, viaggiare è una esperienza che ti segna profondamente, insegna a superare i propri limiti e ad aprirsi a nuove culture ed esperienze. Chi rientra in Italia dopo un periodo trascorso all’estero, torna con una nuova consapevolezza, ha avuto modo di confrontarsi con realtà diverse e può fare tesoro di tutto quello che ha imparato.

 

Cristiano Prudente


Erasmus ad Aachen: il racconto di Marisa

September 26, 2013 in Europa, Germania, Storie di Italiani in Giro

 

Marisa Vitale è un’ architetto nata a Bitonto, laureatasi alla facoltà di Architettura “Valle Giulia” presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con la tesi in “Architettura come metafora geologica: Parco della Musica e della Cultura a Bitonto” che verrà successivamente selezionata per la partecipazione al concorso internazionale “Archiprix International” e pubblicata sul sito della fondazione.
Decide di trascorrere l’ultimo anno accademco (2006-2007) del suo percorso universitario in Germania con il programma di mobilità Erasmus presso la prestigiosa Rheinisch-Westfälische Technische Hochschule di Aachen (Aquisgrana) per poi volare a Praga con il progetto Leonardo Da Vinci dove risiede tutt’ora dal 2010.

 

Ciao Marisa, ci puoi dire in che modo pensi che la realtà tedesca sia diversa da quella italiana? 

 L’aspetto principale che rende la realtà tedesca diversa da quella italiana è sicuramente l’attenzione e il rispetto che i tedeschi hanno per il benessere collettivo (che inevitabilmente si riflette su quello dei singoli individui) per l’ambiente, i luoghi e le strutture pubbliche.

Non è il solito luogo comune: in Germania davvero tutto è in ordine, tutto funziona, la burocrazia, le poste, i trasporti etc.; esistono parchi e giardini pubblici curatissimi, piste ciclabili, le città sono sicure, non esistono periferie degradate, la raccolta differenziata dei rifiuti è all’avanguardia e al massimo dell’efficienza.

Quali sono le differenze nel mondo dello studio?

Esistono profonde differenze per quanto riguarda il mondo dello studio, ovviamente però posso solo riportare quella che è stata l’esperienza nel mio settore.

Ad Aachen ho trovato un’Università caratterizzata da una concezione culturale fondata sull’esperienza pratica, sul confronto di idee tra studenti e professori,  sul rispetto per le opinioni altrui.

Ci sono corsi (e le strutture adeguate) per realizzare oggetti di design, corsi di pittura, disegno dal vero, fotografia, scultura, persino un corso di acquaforte e, cosa fondamentale, ci sono corsi per i programmi di grafica , che in Italia siamo costretti ad imparare o da autodidatta (con tutti gli svantaggi che la cosa comporta) o pagando costosissimi corsi privati. Si passa pochissimo tempo all’Università, non ci sono interminabili  lezioni teoriche, non esiste l’obbligo di frequenza, e i professori lasciano molta autonomia agli studenti per quanto riguarda le decisioni progettuali, ma sono sempre molto disponibili e rintracciabili negli orari di ricevimento o tramite internet, in caso di qualsiasi dubbio o chiarimento.

In questo modo, non solo si ha tutto il tempo di lavorare presso gli studi di architettura, facendo così esperienza diretta sul campo, ma si è perfettamente in grado di essere indipendenti economicamente dai genitori.

 Qual è il tuo luogo preferito della Germania?

Naturalmente Aachen, perché è la città dove ho vissuto un’ importantissima esperienza come l’ Erasmus,  perché è il profumo di cioccolata della fabbrica Lindt che si respira in alcuni quartieri cittadini,  i barbecue di primavera e le lezioni di pittura nel Westpark, perché è il drei länder punkt che segna il confine tra Belgio, Olanda e Germania,  è la festa all’Uniklinik con l’autista dell’ autobus che alla fermata grida “Uniklinik, viel spass!!!”, è il Ring, le biciclette parcheggiate di fronte all’ Hauptgebaude dell’ RWTH, il döner kebab, i locali di Pontstrasse, il Duomo più antico del NordEuropa, è il treno per il carnevale di Colonia, è questo e molto altro ancora.

 Cosa pensi del costo della vita in Germania?

Ad eccezione della Baviera dove il costo della vita è sicuramente più alto di quello di altre città della Germania (anche gli stipendi),  mi è sembrato decisamente inferiore rispetto a quello italiano, persino nella capitale Berlino, soprattutto considerando che i salari sono nettamente più alti che in Italia. Affitti, ristoranti, locali di divertimento, abbigliamenti e  prodotti tecnologici sono molto più accessibili ed economici in Germania. Ovviamente i prodotti di importazione italiana sono un po’ più cari.

Cosa cambieresti della Germania e cosa dell’Italia?

Della Germania cambierei l’eccessiva organizzazione e autodisciplina che spesso non permette una certa flessibilità  e creatività, due qualità  molto utili per poter fronteggiare gli imprevisti e i “fuori programma” senza sentirsi disorientati o entrare nel panico solo perché ci si trova momentaneamente fuori dalle “linee guida”.

Dell’Italia cambierei la quasi totale mancanza di autodisciplina da parte degli individui, che si accompagna ad una vera e propria mancanza di rispetto e ad un atteggiamento orientato a favore del tornaconto personale, cui consegue una evidente noncuranza nei confronti degli interessi della comunità, del proprio Paese, della natura e dell’ambiente.

Che consiglio daresti a chi è in Italia ma vorrebbe espatriare?

Consiglio di non lasciarsi sopraffare dai mille interrogativi che normalmente ci assalgono quando stiamo per cambiare vita: “ce la farò, mi ambienterò, imparerò la lingua, troverò amici o il lavoro che sto cercando?” Non è questa la partita.

Qualunque siano le motivazioni che vi spingono ad espatriare, fate in modo che non siano così vincolanti, perché durante il percorso ne troverete altre, alcune potranno indurvi a restare, altre a cambiare rotta.

Per questo, non preoccupatevi se non riuscirete a fare niente o tutto di quello che vi eravate programmati  prima di partire, siate pronti piuttosto ad accogliere l’inatteso, le sorprese che la vostra avventura vi regalerà giorno per giorno.

Concludo con una citazione di Mark Twain che, oltre ad essere un grande scrittore, è stato anche un grande viaggiatore e i cui scritti costituiscono, per me, una fonte di continua ispirazione prima di “levare le ancore” : “Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.”

Cristiano Prudente dal blog www.italianigermania.com