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Erasmus in Francia: l’intervista a Claudia

November 12, 2013 in Europa, Francia, Storie di Italiani in Giro

 

Abbiamo intervistato Claudia Melissa Barbarito, 25enne di Lecce.

Diplomata come perito aziendale e corrispondente in lingue estere, ha una laurea triennale in Comunicazione Linguistica interculturale e laureanda in “Dinamiche interculturali e mediazione linguistica”. Ha pubblicato anche un libro di narrativa “Ti ritrovo all’incrocio” (Marzo 2011), edito da  Gruppo Albatros il filo, che parla di 3 storie coinvolgenti: una giovane solitaria sulla spiaggia, un’adolescente dei quartieri alti ai suoi primi appuntamenti e una ragazza misteriosa e schiva in viaggio su un aereo. Lo scorso anno ha intrapreso un Master in Tourism management presso 3 sedi, Varsavia, Lecce e Bruxelles.

Ecco la sua intervista.

 

Ciao Claudia, ci puoi spiegare come hai avuto questa opportunità?

Sono partita nell’ambito del programma Erasmus, un programma che ha permesso a me e a tanti giovani di divenire parte integrante di un’Europa culturalmente unita e pronta a scambiare reciprocamente esperienze, non solo accademicamente formative, ma delle vere e proprie esperienze di vita.

Nantes da vivere: quali sono i lati positivi e quelli negativi, quali le prime difficoltà e come sei riuscito a risolverle?

Nantes è una città fantastica, culturalmente ricca e molto accogliente. Inizialmente io e le mie coinquiline abbiamo avuto qualche difficoltà a trovare casa, alla fine abbiamo affittato un appartamento in periferia ma grazie ai trasporti efficienti arrivavamo in poco tempo praticamente ovunque… l’unica grande difficoltà era nello svegliarsi presto al mattino, l’ammetto: sono una dormigliona!

Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a studiare fuori dall’Italia? Pensi di aver fatto una scelta giusta? E perché?

Ogni giorno che passa sono più convinta di aver preso una scelta saggia; il confronto con realtà e culture diverse arricchisce enormemente, permette inoltre di mettersi alla prova, d’imparare ad affrontare piccoli e grandi ostacoli. Io, studiando lingue, ho ritenuto necessario applicare le mie conoscenze sul campo e soprattutto ho scelto di partire in Erasmus consapevole del fatto che sarebbe stata un’esperienza totalizzante e davvero formativa.

Il mondo universitario in Francia: in che modo è diverso da quello italiano? Quali sono le tue opinioni a riguardo?

Nel mio caso ho apprezzato particolarmente l’incoraggiamento a produrre testi e a fare prove pratiche durante i corsi; c’è un maggiore coinvolgimento degli studenti senza troppe classiche lezioni frontali. In particolar modo sono contenta di aver fatto esercizio con le “dissartations”.

Cosa ti e’ mancato dell’Italia?

Il mio caffé (nonostante avessi portato con me la moka il risultato non era soddisfacente) e le piccole cose d’ogni giorno con la mia famiglia…insomma, dolce nostalgia.

Cristiano Prudente dal blog www.italianifrancia.com