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Vivere e lavorare in Scozia: l’intervista ad Antonio

December 20, 2013 in Europa, Regno Unito, Storie di Italiani in Giro

Ciao io sono Antonio, ho 27 anni e da circa un mese mi sono trasferito in Scozia. Ho una laurea magistrale in Ingegneria Civile ed un Master Universitario in Project Management of Civil Structures and Infrastructures.
Ho studiato e vissuto in Sicilia, in una cittadina sulla costa tirrenica a meta’ strada tra Messina e Palermo. Dopo la laurea ho deciso di intraprendere un cammino di “internazionalizzazione” che possa arricchire il mio bagaglio culturale e migliorarmi anche come persona. Cosi’ ho deciso di frequentare il Master Universitario al Politecnico di Milano ed adesso eccomi qui’… Nella fredda Scozia…
Se devo essere sincero questa scelta e’ stata molto ponderata e risulta anche adesso molto difficile da sostenere, soprattutto per me che ho una relazione stabile da molti anni, ma nella vita “nessuno ti regala nulla”. Spero che la mia ragazza, in accordo con i suoi impegni lavorativi, possa presto raggiungermi qui’.

Ecco la sua intervista

Ciao Antonio, perche’ hai lasciato l’Italia?
Ciao! Grazie per la tua intervista. Io ho sempre avuto una certa “ambizione” ad andare in giro per il mondo per fare esperienza e conoscere nuove culture. Dopo la mia laurea e il mio master universitario si e’ presentata l’occasione di andare a lavorare in Scozia per una grossa azienda americana nell’ambito del piu’ grande lavoro del Regno Unito e nn mi sono fatto scappare questa occasione.

Da quanto tempo vivi ad Edimburgo?
Sono arrivato in Scozia il 15/11/2013, quindi diciamo che sono ancora una “matricola” :) Per la precisione al momento vivo in North Queensferry, che e’ parecchio vicino al mio luogo di lavoro, ma conto di tresferirmi ad Edimburgo citta’ al piu’ presto.

Di cosa ti occupi?
Sono un ingegnere civile, e qui’ lavoro nel “Cable Stay Bridge Department” come Graduate Engineer. Il lavoro in questione riguarda la costruzione del nuovo ponte strallato sul Forth (Forth Replacement Crossing).

Quali sono i punti a favore della vita scozzese? e quali quelli negativi?
Qui’ si apre un capitolo che potrebbe essere abbastanza ampio. Diciamo che mi sono scoperto un “forte amante” dello stile di vita italiana da quando vivo fuori per motivi di studio e di lavoro. A favore c’e’ una grande cordialita’ nei confronti degli stranieri (cosa che mi ha sorpreso) ed un forte senso civico che purtroppo manca nel nostro “belpaese”. Si nota subito una ottima organizzazione dei trasporti pubblici, rispetto per l’ambiente ed una crisi che in realta’ qui’ nn si avverte. Poi basta guidare senza una meta precisa su e giu’ per le colline scozzesi che si viene rapiti da panorami unici e mozzafiato. Per quanto riguarda i punti negativi prevalgono, a mio parere, il PESSIMO CLIMA ed il PESSIMO CIBO (dopo una settimana comincerete a sentirvi in crisi d’astinenza da caffe’ espresso ahahahah).

Quale posto ti ha colpito di piu’ ad Edimburgo?
Edimburgo e’ una citta’ splendida ed a mio avviso bisogna viverci per molto tempo per riuscire a cogliere quelle bellezze nascoste che offre… Cmq le prima cosa che saltano subito all’occhio quando si arriva in citta’ sono il parco verde proprio in fronte alla stazione ferroviaria di Waverley e l’imponente castello che domina la citta’ dalla collina.

Che consiglio daresti ad un italiano che vuole trasferirsi ad Edimburgo?
Intanto io nn penso di essere gia’ in grado di potere dare consigli ma mi sento di dire una cosa, nn e’ “facile” come si potrebbe pensare. Soprattutto per noi italiani che tendiamo, ed a volte pretendiamo, di mantenere tutte le nostre abitudini in qualsiasi posto andiamo. Bisogna mettere il cuore in pace e accettare il fatto che siamo “ospiti” in una terra con cultura e stili di vita differenti dai nostri… per il resto ci vuole una forte motivazione, e anche un po’ di fortuna nn guasta mai… In Bocca al lupo a tutti…!!!

Vi lascio con un aforisma che secondo me coglie il concetto che tutti nel blog cerchiamo di fare nostro.
Il mondo è un libro. Chi non viaggia ne legge una pagina soltanto. (Sant’Agostino)

Cristiano Prudente dal blog italianiedimburgo


Caterina: ad Edimburgo per un Master in Chinese Studies

August 7, 2013 in Europa, Regno Unito

Abbiamo intervistato Caterina Bellinetti, 26 anni di Verona. Ha studiato a Venezia Lingue e Culture dell’Asia Orientale (lingua cinese) e Relazioni Internazionali (master). Si e’ trasferita a Edimburgo due anni fa per un master in Chinese Studies alla University of Edinburgh. L’anno scorso ha vissuto a Tianjin per 6 mesi come parte del mio master e ha frequentato la Nankai University sempre per un corso di cinese.

Ciao Caterina di cosa ti occupi precisamente in Scozia? Al momento sto finendo di scrivere la tesi del master che tratta del fallimento della propaganda cinese in supporto alla guerra del Vietnam. Sono anche stagista alla Camera di Commercio Italiana a Edimburgo e al momento stiamo lavorando su molti progetti che speriamo vadano tutti in porto.

Raccontaci un po’ le differenze rispetto all’Italia nel mondo del lavoro. Credo che qui ci sia la cultura di premiare chi lavora con impegno. Non che in Italia questo non ci sia in assoluto, ma da noi contano molto di più i contatti. Quando ero in Italia mandavo molti cv e spesso ricevevo solamente quelle mail di risposta automatica che ti dicono “Le faremo sapere”. Trovo che sia molto sgradevole perché comunque scrivere un buon curriculum richiede tempo e sforzo e avere una risposta personalizzata, anche negativa, sarebbe già qualcosa.

In Italia mi sono anche sentita dire che ero troppo qualificata per un lavoro da commessa e a volte il mio essere in tempo con gli esami e laurearmi in 5 anni esatti sono stati uno svantaggio. Questo credo sia un grande difetto dell’università italiana. Trovo sconvolgente far uscire con 110 e lode una persona che ci mette più di tre anni a laurearsi alla triennale (non mi riferisco ovviamente a chi lavora mentre studia, a problematiche serie che influiscono sulla possibilità di studiare a tempo pieno o ai 6 mesi di Erasmus che spesso portano a laurearsi durante sessione straordinaria).

Qual e’ il tuo luogo preferito?

Il mio luogo preferito in assoluto è un paesino sperduto tra le montagne trentine che considero casa mia nonostante io sia nata a Verona. Tra i vari luoghi che ho visitato nel mondo posso dire che la Cina e l’Australia hanno lasciato un segno profondo in me. Venezia è stata la mia seconda casa per cinque anni e tornarci fa sempre un certo effetto. Ora sono a Edimburgo che è meravigliosa e spero di rimanerci a lungo.

Quanto e’ importante la conoscenza della lingua inglese per ambientarsi?

Direi che la conoscenza dell’inglese è fondamentale in ogni caso. Noi italiani abbiamo la tendenza a fare gruppo (un po’ come spagnoli e greci del resto) e questo credo sia svantaggioso. Dovremmo trovare il coraggio di buttarci nella mischia e parlare una lingua che non sia la nostra, farci correggere dagli autoctoni e sfruttare ogni occasione per parlare. Nel mio corso ero l’unica italiana e anche se all’inizio è stata dura, ora posso solo dire che sono contenta perché il mio livello di inglese è migliorato esponenzialmente.

Ti manca la cucina italiana? 

Direi che mi mancano le verdure. Quando vedo due zucchine a 1.50£ mi viene male e rimpiango la verdura del mio orto. Per il resto ho sempre amato cucinare e quindi cerco di non farmi mancare nulla. Le scatolette di tonno all’olio di oliva però me le manda la mia famiglia da casa.

Per chi eventualmente volesse trasferirsi in Scozia che consiglio daresti? E dove consiglieresti di andare?

Consiglierei di avere ben chiaro che tipo di lavoro si vuole cercare o almeno il settore di interesse. Imparare a scrivere un buon cv (che non sia l’Europass per favore! Basta guardare sui siti delle università UK) e avere una buona conoscenza dell’inglese scritto per scrivere una cover letter sono passi fondamentali.

Non posso consigliare alcun posto perché non ho girato moltissimo, ma ovviamente le grandi città offrono più possibilità. Auguro buona fortuna a tutti quelli che cercano lavoro e che vogliono dimostrare che per quanto la situazione a casa sia tragica, noi italiani abbiamo ancora tanto da offrire.

 

Cristiano Prudente