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Vivere a lavorare in Francia: l’intervista a Bianca | Italiani in Giro, Italiani all'estero, Lavoro all'estero per Italiani

Vivere a lavorare in Francia: l’intervista a Bianca

January 13, 2014 in Europa, Francia, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato Bianca, ha 28 anni ed è originaria di Barletta. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze biotecnologiche ha vinto nel 2009 una borsa di studio per un dottorato in miglioramento genetico delle piante. Questo è stato il punto di partenza per la Francia. Attualmente, non fa più ricerca ma continua a lavorare in Francia come project manager nella gestione dei progetti di ricerca.

Ciao Bianca,

- Ci puoi parlare delle tue motivazioni che ti hanno spinta ad andare in Francia?

La mia partenza per la Francia è stata quasi casuale. Nel 2009 ho cominciato il mio dottorato presso l’Università di Bari con la prospettiva di passare un periodo di formazione all’estero. A propormi la Francia, in particolare Clermont-Ferrand, fu il mio tutor di dottorato. Infatti, a Clermont c’è un importante centro di ricerca sul frumento. Sono partita a settembre 2009, inizialmente per 3 mesi e poi ho completato il mio dottorato fino a dicembre 2011 lì. Dopo un breve periodo, tra Italia e Belgio, sono ritornata quest’anno in Francia ma questa volta a Parigi. Ho trovato un’opportunità lavorativa interessante che mi sta permettendo di formarmi nella gestione dei progetti di ricerca e finanziamenti europei.

- Quali sono gli aspetti positivi e negativi dello stile di vita francese?

Quello che apprezzo e disprezzo al tempo stesso dello stile di vita francese è l’indipendenza. Ho molti amici che sono indipendenti dalle loro famiglie fin da sempre e questo è molto diverso rispetto a noi in Italia. Al tempo stesso, si è perso molto il ruolo centrale, di riferimento della famiglia e questo è uno degli aspetti che mi piace meno.

- Quali sono le differenze nel mondo lavorativo tra Francia e Italia?

In Francia, il mio lavoro ed impegno sono stati sempre riconosciuti fin dai primi tempi in laboratorio. Inoltre, ho sempre lavorato sentendomi parte integrante ed importante dell’équipe. In Italia, almeno per quella che è stata la mia esperienza, mancano meritocrazia e spirito di gruppo.

- Cosa pensi del costo della vita in Francia?

Ora che sono a Parigi, posso dirti che la vita è molto molto cara, soprattutto per gli affitti. A Clermont, per quanto i prezzi siano più bassi, dal 2009 al 2011, ho visto aumentare parecchio il costo dei generi alimenari, specie frutta e verdure..un lusso a meno che non le compri al mercato.

- Resteresti a vivere in Francia?

Penso proprio di sì, anche se é dura..ho un pezzo di cuore qui ed uno in Puglia. Soprattutto l’estate mi manca la mia terra, ma ormai quando rientro ho solo voglia di essere in famiglia, di riscoprire odori e sapori, ma per il resto non mi ci ritrovo più.

Alessandro Lamacchia dal blog italianifrancia


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