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Vivere e lavorare a Mosca: l’intervista a Cristiano | Italiani in Giro, Italiani all'estero, Lavoro all'estero per Italiani

Vivere e lavorare a Mosca: l’intervista a Cristiano

December 10, 2013 in Asia, Russia, Storie di Italiani in Giro

Mi chiamo Cristiano, ho 43 anni e sono originario di Bergamo anche se quando avevo 6 anni mi sono trasferito nella provincia di Padova. Dopo la laurea in Lingue (inglese e spagnolo) mi son trasferito a Madrid per perfezionare (o meglio dire imparare sul serio) lo spagnolo, trovando lavoro in una ditta di import/export di pesce. Dopo 8 anni, alcune esperienze nel campo dell’insegnamento dell’italiano a stranieri e la realizzazione più intensa della mia passione, l’Arte, per sfida ho deciso di trasferirmi a Mosca dove tuttora risiedo, diviso tra l’insegnamento e la pittura.
… 
Ciao, Cristiano, ci puoi parlare delle motivazioni che ti hanno spinto ad andare in Russia?
Ciao a tutti! Le motivazioni più che a me dovrebbero essere chieste a uno psicologo…!: abitavo in una splendida mansardina di Lavapiès, zona centralissima e folcloristica della meravigliosa Madrid, avevo un ottimo stipendio, tanto tempo libero e godevo di un clima da favola e… un bel giorno ho deciso di provare questa strana avventura di cui ancora ignoro i motivi…. In realtà penso risieda in una parte masochista del mio carattere che mi spinge, per cercare la disciplina che non ho, a provare sfide difficili per non oziare troppo. Son abbastanza convinto che la risposta stia lì perché altrimenti non si spiega come abbia cominciato a vivere in un posto caotico, freddo e incomodo in cui ho cambiato circa 10 posti di lavoro e 8 appartamenti in 7 anni…
Di cosa ti occupi?
Mi divido tra insegnamento della lingua italiana ai russi e pittura. In entrambi i settori a Mosca c’è molto da fare perché i russi vanno pazzi per l’italiano, quindi il lavoro non manca. E anche per il mio tipo di Arte, quella tendenzialmente astratta, il campo d’azione è davvero molto ampio visto che la modernità a Mosca, per certi aspetti (non solo quello artistico) è ancora verde.     
Hai trovato difficoltà nell’apprendere la lingua russa?
Sì, tante, per 2 motivi: 1) non l’avevo studiata prima (a parte l’alfabeto), 2) non nutrivo e non nutro una particolare attrazione per questa lingua, cosa che me l’ha resa e rende tuttora molto ostica. Oggi parlo e capisco abbastanza correttamente ma con un po’ di impegno potrei migliorare di molto, lo ammetto. Ma sono pigro e, comunque, l’insegnamento mi porta ad usare l’italiano nel 90% del mio tempo.
Quali sono gli aspetti positivi e negativi dello stile di vita in Russia?
Più che di Russia vorrei parlare di Mosca perché parlare di questo paese intero è come mettersi a parlare, immagino, di Brasile, Cina, Argentina, Stati Uniti, posti così vasti che le differenze tra città e regioni sono troppo vaste per trovare dei caratteri omogenei. Dunque, di bello a Mosca c’è che è una città molto avanzata ma ancora allo stato brado per cui nonostante i più di 13.000.000 di abitanti, se si parla la lingua, si trovano aspetti umani e genuini dappertutto. I russi (qua sì lo posso affermare) sono persone molto pratiche, sincere, istintive ed emotive e stare a contatto con loro per 7 anni mi ha fatto riflettere moltissimo soprattutto su come noi italiani ci vendiamo spesso come il popolo più socievole del mondo. Be’, sono giunto alla conclusione,  invece, che il nostro popolo è semplicemente molto più educato alla socializzazione che il popolo russo e questo, la maggior parte delle volte, è inteso un po’ come falso o teatrale. È vero che il russo sorride meno di un europeo ma la risposta che ti dà quando glielo fai notare è che siamo noi che sorridiamo un po’ troppo e quando non serve… Di negativo c’è senz’altro il tenore di vita perché la città è carissima ed un appartamento di 40 metri in centro può arrivare a costare 4.000 euro al mese facili-facili. Oltre a questo spesso ci si scontra con realtà burocratiche che farebbero perdere la pazienza anche al più pacifico dei monaci buddisti. Ma ci si adatta.
Quali sono le differenze nel mondo lavorativo tra Russia e Italia?
Sicuramente la più grande differenza è il concetto di mobilità, inteso in diversi aspetti. Spesso i russi cambiano lavoro come noi cambiamo mutande, si adattano a situazioni diverse a seconda delle necessità e, senza battere ciglio, si possono sobbarcare 3 o 4 ore di trasporto giornaliero per andare e tornare dal lavoro. Purtroppo la corruzione è a livelli molto alti quindi se da noi il lavoratore è a mio modo di vedere sufficientemente protetto, qua da quel punto di vista si è un po’ allo sbando.
Cosa pensi del costo della vita in Russia?
Altissimo. Ma, “risolto” il problema dell’affitto, ci si arrangia perché posti con prezzi normali ce ne sono senz’altro, basta esplorare, chiedere e provare.
Che progetti hai per il futuro?
Nel 2014 cercherò sicuramente di dare spazio alla mia Arte provando finalmente a mostrare le mie opere ai moscoviti, che sono davvero persone intelligentissime e soprattutto genuinamente curiose. Tutto ciò però vorrei farlo allontanandomi da quest’immagine di italianità che ammetto rifuggire, non certo per antinazionalismo ma perché se qui siamo sempre accolti come dei maragià, devo ammettere che spesso ciò avviene per motivi che non mi interessano per niente come il fatto che secondo i russi (o il mondo!) gli uomini italiani ci sanno fare con le donne, che la nostra patria ha dato i natali a gente come Celentano, Cutugno, Ricchi & Poveri e che da noi “si fanno le scarpe più belle del mondo.” Saranno in parte solo stereotipi ma io invece sono convinto che non sono solo gli stranieri che danno importanza a queste cose ma anche e soprattutto molti stessi italiani.
 Che consiglio daresti a chi vorrebbe trasferirsi in Russia?
1) Studiare la lingua prima di partire, 2) armarsi di una pazienza estrema e uno spirito di adattabilità immenso, 3) se non si ha un lavoro da manager o dipendente mandato dall’Italia prepararsi a condividere un appartamento, 4) un mio consiglio non di sopravvivenza ma di anima e cuore: venire con umiltà e con desiderio non di dare lezioni di vita a dei trogloditi ma, al contrario, con voglia sincera di imparare e mettersi in gioco con rispetto e dignità verso se stessi ed altri essere umani non tanto diversi, poi, da noi.
Ecco alcune opere di Cristiano :)
 Esplosione
Cristiano Prudente


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