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Vivere e lavorare in Olanda: l’intervista a Luciano | Italiani in Giro, Italiani all'estero, Lavoro all'estero per Italiani

Vivere e lavorare in Olanda: l’intervista a Luciano

October 15, 2013 in Europa, Olanda, Storie di Italiani in Giro

Abbiamo intervistato lo scrittore Luciano Valli.

Nasce a Roma nel 1962 e cresce nel centro storico, in un ambiente ricco di cultura. Conseguito al Conservatorio il diploma di tromba classica, collabora con la RAI e conduce il programma per l’estero “Invito al classico”. Agli inizi degli anni novanta si trasferisce definitivamente in Olanda, paese d’origine di sua moglie, dove nasceranno i suoi due figli. Dal 1997, anno in cui ha pubblicato, con la collaborazione di sua madre, il primo libro – una raccolta di racconti brevi -ha continuato a scrivere, senza tralasciare la musica. Con Edizioni Progetto Cultura ha pubblicato il romanzo “Lucio l’antico romano” (2004) e “La casa dei sogni sul canale” (2006).

Ecco la sua intervista

Ciao Luciano, perche’ hai lasciato l’italia?

Lasciai l’Italia nel  lontano 1982, dopo essermi fidanzato con una ragazza olandese, ormai da 25 anni mia moglie ( insieme abbiamo due figli grandi). In Olanda proseguii gli studi accademici  e musicali, tra cui Storia della Musica. Grazie a questi riconoscimenti  nel 1989 mi fu offerto  un contratto alla RAI in qualità di programmista regista, per  condurre un programma di musIca classica.

Di cosa ti occupi?

Oggi sono autore pubblicista e ho pubblicato 4 libri tra cui tre romanzi e una raccolta di racconti brevi per la piccola media editoria italiana. Inoltre sono manager callcenter per un’azienda olandese che si occupa dei trasporti a livello nazionale.

Quanto e’ importante la conoscenza dell’inglese nel tuo lavoro?

L’inglese è per me meno importante in quanto conosco la lingua olandese a sufficienza per potere lavorare. Certo, se non avessi avuto questa conoscenza, allora sì che l’inglese sarebbe stato essenziale.

Come il governo olandese gestisce la prostituzione e i coffee shops?

Prima dell’inizio del terzo millennio, quando nasceva il movimento di Pim Fortuyn, l’Olanda gestiva un sistema tollerante in una società ormai multiculturale anche a causa dell’emigrazione degli anni 50- 60 ( cui parteciparono  gli  operai italiani). Inoltre la tradizione protestante e umanistica del popolo olandese facilitò ai governi di centro sinistra questa scelta liberal umanista. Purtroppo  nel 2001 in occidente ci si rendeva conto dell’influenza sempre più reale del fanatismo islamicoanche tra gli emigrati in Europa. Pim venne ucciso da un fanatico autoctone, mentre Theo van Ghog capitò la setssa sorte a mano di un musulmano estremista. In quegli anni cambiò radicalmente la politica e il pensiero degli olandesi governanti e popolo. Fino a raggiungere il livero zero di tolleranza. Anche la prostituzione e la droga leggera venne radicalmente combattuta dai vari governi succeduti, sia di centro sinistra che di centro destra. Oggi l’olandese  è intollerante!

Le principali differenze che hai riscontrato nel lavoro tra l’Olanda e l’Italia?

Il mercato del lavoro olandese è di certo migliore di quello italiano anche se ormai la crisi è arrivata anche qui. Gli stipendi  e le pensioni sono decisamente più congrui e il coordinamento della disocupazione è più efficiente. Penso sia soprattutto una questione di mentalità, l’olandese medio è solerte e serio  anche se non perde mai il senso dell’umorismo nordico, mentre l’italiano è per natura caotico  e indisciplinato e si basa  principalmente sul suo temperamento passionale ma anche sulla genialità nel sopravvivere nelle situazioni più disperate. Cmq ripeto, la crisi  odierna ha cambiato in peggio anche il mondo del lavoro in Olanda

Parlaci del tuo nuovo libro? Come hai avuto l’idea? E cosa racconti?

Nell’Olanda della seconda meta’ del XVII due famiglie di commercianti si confrontano sia a livello professionale che religioso e personale. Sullo sfondo delle vicissitudini storiche (Regno di Re Guglielmo d’Oranje e la guerra contro la Francia, nonché le sommosse indipendentiste interne) si svolge il complicato intreccio di vicende della famiglia di Ruggero Villafranca, un siciliano figlio di rivoluzionario che ha trovato nella bella e bionda Amalia Mejiers la salvezza dalla povertà e dal regime del Vicerè Aniello de Guzman.

Il loro fiorente commercio con l’oriente di spezie e profumi tramite le navi della Compagnia delle Indie di cui il padre di Amalia è stato comandante e membro del Consiglio, fa gola e invidia alla famiglia rivale, di cui fa parte la giovane libertina Jacobine, madre di due bambini nati dal suo matrimonio con un ufficiale francese, Louis Colbert, che morirà ucciso per volere di de Guzman per un ricatto nei suoi confronti. IL Colbert è un doppio nemico per così dire degli Olandesi: primo perché francese, secondo perché figlio di Ugonotti.

Un carico di bergamotti proveniente dalla Sicilia è la vera fortuna per Ruggero, poiché è capace di estrarne un essenza della quale vanno pazze molte donne in città sia per le qualità terapeutiche che per alcuni effetti afrodisiaci. Al contempo si scatena una lunga serie di eventi e di collegamenti con la patria di origine del Villafranca che ne faranno riaffiorare il passato travagliato, ma che lo mettono a confronto con il presente dell’isola, ancora martoriato dal regime molto autoritario del Vicerè.

Attraverso una serie di rocambolesche avventure nelle quali vengono interessati anche altri membri della famiglia quali il fratello di Jacobine, Gerrit, e il figlio di Ruggero, Jan Piet, e che porteranno anche all’incontro con una banda di Pirati orientali, si arriverà alla fine a sconfiggere e uccidere il Vicerè e a riportare la giustizia nelle due famiglie. Amalia, infine, ritrova la felicità dopo una lunga burrasca proprio a causa di Jacobine, che si scoprirà essere sua sorellastra, uscendo altresì dalla lunga depressione che l’aveva colpita dopo la morte della madre.

Il romanzo si apre su una scena prettamente storica per passare subito dopo ad un ambiente cittadino, privato, personale, della vera vicenda narrata. La storia, quella con la Esse maiuscola rimane sullo sfondo come una eco sempre presente.

Dopo una lunga descrizione dell’ambiente e dell’ambientazione, quasi come una guida turistica, vengono sciorinati gli antefatti più salienti della vita di Ruggero il Siculo e della moglie Amalia, i veri protagonisti del romanzo, assieme a Jacobine e la sua famiglia.

Solo al decimo capitolo circa ci si confronta con la vicenda, narrata con molti particolari, tanti dei quali forse ancora un po’ fuori tempo tipo le lampade ad olio o la depressione vista con gli occhi moderni.

Il nocciolo della storia si concretizza nella relazione clandestina tra Ruggero e Jacobine che trova il suo pari in quella tra Caterina, la madre di Amalia e il “padre” di Jacobine. In entrambe è la parte femminile a soccombere fisicamente come sacrificio per un “delitto” o una colpa coscientemente commessi contro le leggi morali.

Poi c’è la ricerca della verità sulla morte di Caterina, indagine privata condotta da Ruggero con il valido supporto del figlio Jan Piet, laureando in giurisprudenza. Accanto a questa c’è anche la ricerca di Francois, figlio di Jacobine, dei suoi nonni paterni che alla fine li adotteranno raggiungendoli ad Amsterdam e salvandosi così , con successo, dal regime francese, essendo ugonotti.

Infine i legami con la Sicilia, il rivivere l’incontro con la moglie a Stromboli in compagnia dell’amante scappando dall’ingiustizia e da accuse gravi.

E non dimentichiamo i commerci fiorenti che arricchiscono però solo i malfattori, i briganti e… i commercianti furbetti.

Il finale è da manuale con la lotta tra il bene e il male che via via si è andata acuendo e dove, naturalmente trionfa il bene con tutte le sue sfaccettature.

La tematica libertaria e l’ambientazione storica possono attrarre un pubblico avvezzo anche ai libri di avventura, oltre a quello che segue il filone prettamente storico.

Adatto ad una fascia di età che va dai 14 agli 85 superando di gran lunga le pulp e le fiction-fantasy o gli horror cari ai 35-45enni, se immerso nel giusto quadro della situazione, potrebbe riallacciarsi a filoni ottocenteschi che sono poi risultati un evergreen.

Il romanzo potrete acquistarlo qui http://www.ibs.it/code/9788860925657/valli-luciano/come-perla-dentro.html

Che consiglio daresti a chi vuole trasferirsi in Olanda?

Di prendere in considerazione il trasferimento solo se si posseggono delle qualifiche accademiche e si conosce l’inglese bene, scritto e parlato. Altirmenti andarci per le vacanze…

Cristiano Prudente


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